La casa de las bellas durmientes

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Publisher: Caralt

3.7
(1687)

Language: Español | Number of Pages: 155 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Japanese , Chi traditional , Portuguese , French , Italian , English , German , Chi simplified , Catalan , Galego , Dutch

Isbn-10: 8421726080 | Isbn-13: 9788421726082 | Publish date:  | Edition 5

Translator: Pilar Giralt

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
La historia trata sobre el viejo Eguchi: un solitario anciano que llega a una posada atendida por una anciana. En ella los hombres mayores pagan para dormir con una bella joven, adormecida de antemano y sin tocarla. La finalidad es revivir los recuerdos que puede producir la juventud tan cercana. Y es así como el anciano Eguchi, sin saberlo, empieza a recordar a una mujer de su juventud y el romance que vivieron durante su huida amorosa.

"Es una obra maestra esotérica, es la obra máxima de Kawabata y una de las creaciones más valiosas de la literatura japonesa" (Yukio Mishima).

"Breve, bella y profunda, La casa de las bellas durmientes deja en el ánimo del lector la sensación de una metáfora cuyos términos no son fáciles de desentrañar" (Mario Vargas Llosa).

Esta edición lleva un prólogo de Yukio Mishima.
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  • 3

    ..strano..!

    Fare una recensione di questo libro è complicato..il testo è scritto molto bene, molto scorrevole tanto che si legge tutto di un fiato ma quando si giunge alla fine ci si chiede "bhè e allora??"..la s ...continue

    Fare una recensione di questo libro è complicato..il testo è scritto molto bene, molto scorrevole tanto che si legge tutto di un fiato ma quando si giunge alla fine ci si chiede "bhè e allora??"..la storia sembra non decollare mai, in alcuni punto è piatto e il senso generale del romanzo ancora mi sfugge!

    said on 

  • 4

    Il Giappone non si smentisce mai

    Gli scrittori nipponici hanno sempre il loro fattore esoterico, magico e straniante che manca a chiunque non sia loro connazionale. Il senso di vuoto e allo stesso tempo di pieno, di vita e morte, son ...continue

    Gli scrittori nipponici hanno sempre il loro fattore esoterico, magico e straniante che manca a chiunque non sia loro connazionale. Il senso di vuoto e allo stesso tempo di pieno, di vita e morte, sono la caratteristica più assurda di ogni romanzo. Cade ogni dicotomia: fermo o mobile, vivo o morto, bello o brutto, giusto o sbagliato, bene o male, per la più forte rappresentazione di esseri umani che hanno una psiche labirintica. Se ogni personaggio è plasmato dalla figura del suo autore, Yasunari Kawabata è una scorza di noce dentro cui si nasconde una ninfea.

    said on 

  • 5

    Raffinato e straniante. Raccontare personaggi che dormono e quindi senza possibilità di dialogo, sembra bizzarro.Eppure c'è una sensualità (orientale) che mi ha affascinato. Ma in fondo, Eros e Thanat ...continue

    Raffinato e straniante. Raccontare personaggi che dormono e quindi senza possibilità di dialogo, sembra bizzarro.Eppure c'è una sensualità (orientale) che mi ha affascinato. Ma in fondo, Eros e Thanatos sono imprescindibili nella vita di tutti.

    said on 

  • 3

    Un distillato purissimo di erotismo

    Questa lettura è stata un’esperienza che sono contenta di avere fatto. La premessa è che qualche tempo fa, intenzionata ad affrontare qualche testo di letteratura giapponese classica, non Murakami per ...continue

    Questa lettura è stata un’esperienza che sono contenta di avere fatto. La premessa è che qualche tempo fa, intenzionata ad affrontare qualche testo di letteratura giapponese classica, non Murakami per intenderci (che peraltro generalmente apprezzo, ma questa è un’altra questione) avevo letto ‘Le mille gru’ di Kawabata. L’esito è stato talmente spiazzante da indurre a chiedermi se avevo sbagliato il libro con cui iniziare o se il mondo giapponese è troppo lontano da me. Per poter rispondere dovevo darmi un’altra chance e la scelta questa volta è stata felice. Decisamente meno criptico rispetto a ‘Le mille gru’, in questo racconto o romanzo breve i temi, chiaramente esplicitati, sono erotismo e vecchiaia/morte che si intrecciano in un viluppo tra il raffinato e il morboso. L’abilità dell’autore nel creare atmosfere di assoluta sensualità è indubbia e sono stata colpita dalla strana inquietante atmosfera che aleggia dalla prima pagina all’ultima. Leggo nel risvolto di copertina, che riprende parole di Mishima, che il testo è caratterizzato “da una fitta trama di allusioni e di simboli”. Tutto ciò è, purtroppo, perduto per me, ma non dispero di riuscire con un po’ di pazienza e di costanza ad aprirmi un varco o almeno uno spiraglio per poter godere almeno qualche testo di una letteratura molto ‘altra’.

    said on 

  • 3

    Kawabata descrive perfettamente una situazione di sospensione fra vita e morte, in apnea nelle acque dei ricordi, fra le correnti delle paure per il futuro. È passionale ma contenuto, violento ma deli ...continue

    Kawabata descrive perfettamente una situazione di sospensione fra vita e morte, in apnea nelle acque dei ricordi, fra le correnti delle paure per il futuro. È passionale ma contenuto, violento ma delicato. È un allarme acuto sopra la testa che ti culla prima di andare a dormire.

    said on 

  • 4

    il vecchio protagonista entra nella casa delle belle addormentate... ed una tenda di velluto cremisi segna il passaggio dal mondo reale, quello della sua vecchiaia, del decadimento fisico, della realt ...continue

    il vecchio protagonista entra nella casa delle belle addormentate... ed una tenda di velluto cremisi segna il passaggio dal mondo reale, quello della sua vecchiaia, del decadimento fisico, della realtà dei fatti al mondo sospeso nel tempo, impregnato di sensazioni, della sensazione del piacere che nemmeno la vecchiaia o la minaccia della morte può mai sopire. Le descrizioni dunque di questo mondo silenzioso, del mondo dei ricordi, dei piaceri che evocano altri piaceri o che evocano invece i più grandi dolori e incomprensioni è una descrizione delicata come il velluto, appunto. Magistrale la descrizione della prima ragazza addormentata e nella nuvola di desiderio, irrealizzabile per regolamento della casa, che aleggia in quella stanza magistrali la resa del contrasto tra il tempo che scorso e che avanza, ed il tempo interiore sempre presente. Basta solo un dettaglio, casuale sfuggevole imprevisto per aprire il cuore dei ricordi e far ritornare a vivere le stesse emozioni. Siamo esseri desideranti, siamo ciò che desideriamo.

    said on 

  • 3

    Qualunque vita, per quanto inumana, con l'assuefazione diventa umana. Immoralità d'ogni specie sono nascoste nelle tenebre del mondo.

    Una piacevole sorpresa è stato Yasunari Kawabata. Nella mia mente me lo immagino sulla settantina, alto, magro, leggermente curvo, avvolto in una tunica arancione, solo e un po' incompreso. Lui e la s ...continue

    Una piacevole sorpresa è stato Yasunari Kawabata. Nella mia mente me lo immagino sulla settantina, alto, magro, leggermente curvo, avvolto in una tunica arancione, solo e un po' incompreso. Lui e la sua storia, quella di Eguchi e delle belle addormentate arrivò, inaspettatamente, in un giorno d'inverno di circa tre settimane fa, e con questo suo primo romanzo mi diede una nuova visione sul mondo. Mi spiegò la nobile arte dell'amore, con uno stile denso ed ermetico, e del piacere che si avvale interamente di attimi di vita. Frammenti in cui si assiste alla visione di fanciulle "annegate" in un sonno profondo, quasi comatoso. Bambole viventi senza alcuna esistenza: burattini concepiti per far vergognare vecchi asessuati. Un meccanismo naturale.
    Sapevo bene a cosa andavo incontro e presto avrei constatato, con notevole ironia, il tema per il quale mi ero ritrovata lì, in un Giappone funereo e fragoroso di pensieri che prepotentemente invase le mie orecchie.
    La storia di Eguchi, raccontata come una lunga reminescenza, assomiglia molto a quel genere di storia che, per esser raccontata, ha bisogno di parole. Altrimenti impallidisce, si ammala e muore. Ossessionandoci febbrilmente.
    Da lettrice onnivora e appassionata di Murakami, La casa delle belle addormentate mi ha appassionato, anche se non completamente. Incalzante, seducente, il cui ritmo è come il forte frastuono delle onde. L'incalcolabile estensione del sesso e la sua inconcepibile profondità un occasione per raggiungere vette di puro piacere. E, la scintilla dell'amore, come un dolce scherzo che la natura ha inventato per unire due corpi, quando la distanza diviene quasi insopportabile. Nella sua 'purezza' può fornire efficaci mezzi per evadere dalla realtà - grazie alla possibilità di donare sensazioni inimmaginabile, nel momento in cui le anime entrano a contatto, e soprattutto quanto più si desidera: amare l'amato effettivamente per quello che è, senza aggrapparsi a qualche illusione o stramba idea.
    Quando Kawabata pubblicò La casa delle belle addormentate non era ancora famoso, aveva una cerchia ristretta di fan e, nel suo piccolo, poteva vantarsi di aver scritto una storia che affidasse al lettore la libertà di sentirsi libero di spaziare con la fantasia ed emozionarsi, interpretando l'intricato linguaggio del sesso. Kawabata aveva così messo radici nella letteratura giapponese che, secondo molti critici, a suo modo, fu in grado di aprirsi a dismisura senza più sentirsi solo e divenire una delle più importanti icone della letteratura giapponese.
    La sua storia, almeno da lontano, era di quelle che non potevo lasciarmi scappare. Un vecchio giapponese ossessionato dalle parole s'era impegnato ad adoperarle con estrema cura, scalando montagne invisibili, descrivendo le bellezze di una città onirica e straordinaria, prima di morire, come una sorta di commiato: un arrivederci dall'aldilà.
    Dopo anni di studi e ricerche, evocare cose o nozioni che avevano aspettato sotto l'ombra, prima che il fuoco della vita se le prendesse e le ammutolisse, La casa delle belle addormentate poté dirsi completo. Si trattava dell'estratto resoconto di un ardente desiderio di sogni irrealizzati di poveri vecchi, il tutto racchiusi nel sarcofago segreto di un umile dimora, i cui visitatori hanno sempre considerato miracolosa e che sin dai primi anni '80 compare nelle raffigurazioni di alcuni romanzi, specie di quelli che professano il culto giapponese.
    Adesso che ho terminato di leggere, mi viene solo da pensare che storie di questo tipo - seppur brevi, ma dalla forte carica sensuale - mi hanno sempre dato alla testa, predisponendomi a mondi fantasiosi come piccoli dettagli che si stanziano sul nulla. Il motivo? Forse non c'è alcuna ragione. Talvolta nutro il forte desiderio di imbarcarmi verso luoghi sconosciuti e, insoddisfatta e sola, sono alla ricerca di qualcosa. O qualcuno. Qualcuno che, con la sua dolcezza e premurosità, potrebbe tagliare in due il filo della routine e, specialmente, non darmi alcuna ragione per tormentare senza posa il mio spirito.
    La casa delle belle addormentate è un affresco della letteratura giapponese, concepito come un surreale dramma della vita che, nella sua semplicità disarmante, cela un certo fascino. E' come muoversi silenziosamente fra le vecchie mura di questa casa, impersonare la piccola e minuta padrona e trovarsi nella condizione di offrire un 'dono', a una somma esorbitante, a uomini soli e frustrati che giacendo con l'altro sesso, ritrovano la vita. Letteralmente.
    Imparagonabile alla pienezza e alla bellezza di una camelia, ma pieno di vita e desiderio, quello di Kawabata è un ricettacolo di corpi nudi, disinibiti ma pieni di vita, la cui sede sta nella bellezza e nella forza.

    said on 

  • 3

    Mah...

    In realtà non so esattamente definire questo libro. Veloce e scorrevole si legge in un pomeriggio però rimani lì, senza un perchè, senza un finale. Pesantemente descrittivo di una condizione umana for ...continue

    In realtà non so esattamente definire questo libro. Veloce e scorrevole si legge in un pomeriggio però rimani lì, senza un perchè, senza un finale. Pesantemente descrittivo di una condizione umana forse lo trovo un po' noioso per i miei canoni, ma indubbiamente scritto bene.

    said on 

  • 3

    Credo che il modo giusto di approcciare "La casa delle belle addormentate" non sia entrare con Eguchi in questa sorta di strano bordello e guardare con disgusto misto a tristezza ciò che succede ma d ...continue

    Credo che il modo giusto di approcciare "La casa delle belle addormentate" non sia entrare con Eguchi in questa sorta di strano bordello e guardare con disgusto misto a tristezza ciò che succede ma di chiudere gli occhi e lasciarci trasportare dalle sensazioni, come se avessero dato anche a noi un po' del narcotico che fa perdere conoscenza alle ragazze. La sensazione predominante è la malinconia, malinconia perché Eguchi è lì, sdraiato nudo di fianco a una ragazza che in pratica è una bambola di pezza priva di conoscenza e completamente in suo potere, eppure il vero schiavo è lui, è schiavo del calore, della freschezza della pelle e della giovinezza che sono lì al suo fianco ma non potranno mai (o mai più) essere sue; forse le vittime non sono le ragazze ma i clienti di questa strana casa.
    E poi ci sono i ricordi : ogni ragazza inerte al suo fianco evoca ricordi che Kawabata ci descrive in modo poetico e delicato, anche se a volte poetici e delicati non sono per niente, vedi lo stupro della figlia minore.
    Un racconto breve ma delicato, permeato di sottile erotismo che ci fa riflettere sulla brevità della vita e sulla giovinezza che se ne va.

    said on 

  • 4

    Una casa di appuntamenti per anziani impotenti: le ragazze qui non offrono sesso ai clienti, giacciono semplicemente addormentate per tutta la notte. Gli uomini possono sfiorarle, contemplarle, abbrac ...continue

    Una casa di appuntamenti per anziani impotenti: le ragazze qui non offrono sesso ai clienti, giacciono semplicemente addormentate per tutta la notte. Gli uomini possono sfiorarle, contemplarle, abbracciarle, annusarle, amarle... strangolarle. Quanto può essere appagante dormire con corpi caldi ma inermi, profumati ma inconsci, giovani e illibati? E in una situazione del genere, quanto è capace l'uomo di mantenere l'autocontrollo e non abbandonarsi ai suoi impulsi più violenti?
    Romanzo senza una vera trama, tutto psicologico e introspettivo, pura poesia che riesce a toccare il lettore profondamente... come solo gli scrittori giapponesi sanno fare.

    said on 

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