La casa del tempo sospeso

Di

Editore: Salani

4.1
(109)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 879 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8862565623 | Isbn-13: 9788862565622 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuela Guercetti

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Adolescenti

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Descrizione del libro
Nella periferia di una città qualunque, una Casa si staglia tra le altre, ordinaria e un po' inquietante. È un istituto dove, per qualche tempo, si raccolgono ragazzi disabili, dall'infanzia all'adolescenza. Ma dal momento in cui varcano quella soglia, tutto cambia. La realtà cessa di esistere e viene rimpiazzata da un altro mondo con regole, leggi e riti spesso crudeli e oscuri. I nuovi eroi - Fumatore, Tabaqui, Lord, Sfinge, Cieco e gli altri - si conoscono e si dividono in gruppi, ingaggiano epiche battaglie nei luoghi a un tempo sconfinati e ristretti della Casa: il Solaio, la Foresta, il Tetto diventano gli scenari di una guerra di desideri, di speranze e di immaginazione, dove la posta in gioco è scegliere se tornare al mondo esterno o rimanere, sospesi per sempre in una realtà fantastica. Nella Casa tutto è possibile: l'amore, l'odio e la morte; la perdita, il dolore e la gioia; nella Casa i ragazzi sono liberi, il tempo si ferma e si dilata smisuratamente. Alla fine, perduta l'infanzia, essi si troveranno di fronte alla prova più difficile: credere alla promessa dell'età adulta e lasciare la Casa o rinunciarvi e rifiutarsi di crescere.
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  • 5

    IL libro

    Consiglio questo romanzo..a chiunque. Ritratto la mia affermazione: credo che tutti DEBBANO leggere questo romanzo. In Italia è passato piuttosto inosservato, nonostante il libro abbia vinto prestigio ...continua

    Consiglio questo romanzo..a chiunque. Ritratto la mia affermazione: credo che tutti DEBBANO leggere questo romanzo. In Italia è passato piuttosto inosservato, nonostante il libro abbia vinto prestigiosi premi in Russia tra i quali il Russian Literary Award e a mio avviso con inequivocabile merito. Il volume si presenta visivamente enorme, quasi un migliaio di pagine, di quella carta sottile ed un pò antica che adoro nei libri. Ma è enorme anche da ogni altro punto di vista. La trama è molto lineare e semplice, tratta della "casa", una sorta di scuola/centro di accoglienza per bambini con problematici, con handicap fisici o mentali e delle permanenze dei suoi utenti finchè essa stessa non viene smantellata. Ciò che mi ha colpito moltissimo stilisticamente è che l'autrice, oltre che a regalarci periodi e frasi di rara bellezza, è stata in grado di raccontare da un innumerevole serie di punti di vista. Ogni capitolo è raccontato dalla voce di uno degli abitanti della casa, da un narratore esterno, dal punto di vista di un adulto, ma non solo: si intrecciano due piani temporali diversi. Infatti, alcuni capitoli sono ambientati nel passato, quando i ragazzini che nel filone presente sono i "veterani" della casa, erano i nuovi arrivati. Ciò ci da una conoscenza di questo luogo, e della psicologia dei personaggi che trascende le vicende narrate e diventa assoluta.
    "La casa del tempo sospeso" non è soltanto un romanzo corale, è un inno alla speranza e nello stesso tempo sembra consigliarci di rinunciare e lasciarci andare quando di speranza non ce n'è più, è un'inno alla vita anche nelle più improbabili condizioni mentali o di salute. L' amicizia profonda che trascende dai luoghi comuni è la vera essenza della casa, la solidarietà con l'altro, anche e soprattutto se diverso, la fratellanza. Il libro è etichettato come un fantasy. Non credo ci possa essere una definizione piu' scorretta. Da una parte è vero, spesso ci ritroviamo dentro lo strano mondo "immaginato" e sognato dai ragazzini della casa, mondo che diventa per loro più importante di quello reale. Ma credo che l'autrice, decidendo di scrivere il libro non ricorrendo ad un narratore completamente esterno ed estraneo ai fatti, ma interno, una voce narrante che ha gli occhi dei ragazzini della casa, scelga di far decidere al lettore dove finisca la fantasia e dove inizi la realtà. Inoltre, la trama è intricatissima. Dico il vero se ammetto che ho qualche post it sul davanti della copertina perchè durante la lettura annotavo mano a mano le notizie sugli innumerevoli personaggi, per non fare confusione tra i vari spazi temporali e i tanti ragazzini che popolano il romanzo. Cieco, Sfinge, Lord, Avvoltoio, alla fine sembra di conoscere e di amare ognuno di questi splendidi personaggi. E sembra quasi impossibile che non siano reali, che non siano a fumare sigarette e a fare murales, percorrendo scanzonati i corridoi della loro Casa.

    ha scritto il 

  • 5

    Finito ieri sera "La casa del tempo sospeso" di Mariam Petrosjan.
    Un libro che ho comprato nel luglio e nel 2011 e che per anni è stato a guardarmi sullo scaffale.
    Alla fine ho deciso di affrontarlo: ...continua

    Finito ieri sera "La casa del tempo sospeso" di Mariam Petrosjan.
    Un libro che ho comprato nel luglio e nel 2011 e che per anni è stato a guardarmi sullo scaffale.
    Alla fine ho deciso di affrontarlo: una lettura difficile ed impegnativa, ma ad un certo punto nei momenti di pausa mi ritrovavo a pensare ai personaggi, ai molteplici intrecci ed a meditare sulle continue scoperte.
    Ero stato catturato.
    "La casa del tempo sospeso" stava diventando anche la mia personale "casa del tempo sospeso".
    Per un'ora, ogni sera, ero lì insieme ai protagonisti: il Fumatore, a Cieco (quasi manifestazione umana della casa stessa), Sfinge, il folle Tabaqui sciamano della casa, Avvoltoio con il suo pesante fardello, "l'angelico" Macedone, il bellissimo Lord, Lupo, Nero, Rossa, Ondina, Ralph Primo ed Alce.
    Io ero lì.
    La parte reale:
    - la casa, istituto per bambini con problemi fisici e mentali;
    - la crudeltà dei bambini divisi in branchi;
    - le loro leggende ed i loro miti che forse sono tutto tranne che leggende e miti;
    - il timore per l'Esteriorità.
    Poi la parte onirica e fantastica:
    - i camminatori ed i saltatori che sembrano poter entrare in una realtà alternativa, che sembra coesistere o forse è parte della stessa casa;
    - il tempo che sembra rallentare, fermarsi, accelerare nelle "notti delle fiabe" e "nelle notti lunghe";
    - bambini che sembrano aver vissuto più vite racchiusi in corpi che sembrano non invecchiare.
    E quando arriva il congedo? Che accade veramente?
    So già che rileggerò e rileggerò questo libro ed ogni volta sarà una scoperta, ogni volta sarà diverso.
    Questo romanzo non è un libro.
    E' il mio personale portale per "La casa del tempo sospeso", che ora è anche casa mia.

    ha scritto il 

  • 5

    Non so, non riesco a dire molto su questo libro. Mi ha lasciata con tanti punti di domanda, ma più che una semplice lettura direi che è una vera e propria "esperienza"...da provare, a ognuno la sua. C ...continua

    Non so, non riesco a dire molto su questo libro. Mi ha lasciata con tanti punti di domanda, ma più che una semplice lettura direi che è una vera e propria "esperienza"...da provare, a ognuno la sua. Come molti altri hanno scritto, sicuramente da rileggere, possibilmente tutto d'un fiato (800 e passa pagine permettendo!)

    ha scritto il 

  • 2

    Un grande palazzo grigio sorge alla fine di un viale, sotto l'aspetto freddo ed inquietante, ha viscere che accolgono le storie dei ragazzi che lo abitano.
    L'eccessiva mole del libro rende ancor più d ...continua

    Un grande palazzo grigio sorge alla fine di un viale, sotto l'aspetto freddo ed inquietante, ha viscere che accolgono le storie dei ragazzi che lo abitano.
    L'eccessiva mole del libro rende ancor più difficile tenere tra le mani i fili dei personaggi. Non è immediato comprendere chi sono gli abitanti della casa, vediamo solo interagire ragazzi che all'intero della casa perdono il loro nome per acquisirne un altro che li identifica nel contesto, nella scala gerarchica e nei raggruppamenti sociali e patologici in cui essi stessi si collocano.
    La mancanza di semplicità rende la lettura poco scorrevole, i temi restano in superfice, nessun accenno da parte dell'autrice, si comprende solo dopo parecchie pagine che i ragazzi hanno problemi fisici, come mancanza di arti, cecità o problemi a livello psichico.
    Inoltre vi è una scarsa logica sequenziale nella narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro imponente di cui non sapevo nulla, passatomi da un'amica. Di certo è sorprendente, e non cade mai nella banalità, nè nel pietismo (cosa non facile, se si scrive di una comunità di adolescenti pr ...continua

    Libro imponente di cui non sapevo nulla, passatomi da un'amica. Di certo è sorprendente, e non cade mai nella banalità, nè nel pietismo (cosa non facile, se si scrive di una comunità di adolescenti problematici). Le parole disabile, handicap, diverso, sfortunato eccetera non compaiono in nessun modo, nè nella loro versione offensiva, nè in quella (ancor peggiore) politically correct che contraddistingue molta narrativa sul tema. Anzi, regna un grande mistero su cosa sia realmente questa comunità e su chi la abiti. Del resto, mai è data alcuna indicazione geografica o dettagliatamente storica tali da individuare un contesto preciso a cui far riferimento. "La Casa" è "la Casa" e chi la vive (educatore o ospite che sia) non ha nemmeno un nome, ma soltanto un nickname scelto da altri, così come lo hanno i vari gruppi in cui i ragazzi sono divisi. Nulla di ciò che i protagonisti sono e diventano è scontato, e acuto e implacabile è lo sguardo che li ritrae (la cui attitudine mi è stranamente parsa maschile, pur essendo l'autrice una donna). Ciò che invece davvero non funziona è l'impressionante serie di personaggi che appaiono e riappaiono a distanza di interi capitoli, magari appartenenti a diverse zone temporali: a causa di questo, spesso è difficilissimo riannodare i fili del racconto e riuscire a goderne. Allo stesso modo, il romanzo non è esente da critiche rispetto all'eccessiva quantità di carne al fuoco: misticismo, fantasmi, teen-story, horror, filosofia, umorismo. Un po' troppo per non deludere nel finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Le suggestioni della Petrosian

    Un’esperienza letteraria diversa. Certo, ogni nuovo libro che si principia rappresenta l’inizio di qualcosa di diverso, ma in questo specifico caso, sento con maggior nitidezza di aver fatto qualcosa ...continua

    Un’esperienza letteraria diversa. Certo, ogni nuovo libro che si principia rappresenta l’inizio di qualcosa di diverso, ma in questo specifico caso, sento con maggior nitidezza di aver fatto qualcosa di diverso dal solito. Quando un libro mi piace mi faccio sempre catturare dalle atmosfere narrate e dalle vite dei protagonisti e, ovviamente, è successo anche con questo libro della Petrosian.
    Il romanzo è folle, questa è la prima definizione che mi viene in mente, e non è assolutamente da intendersi in una qualche accezione negativa. Da subito non ho capito niente di quello che stavo leggendo, tanto che ero quasi convinta che si parlasse di animali anziché di ragazzini, solo qualche riga dopo e prestando maggiore attenzione, ho iniziato ad addentrarmi nella Casa, nel mondo, che ospitava i miei protagonisti e a capire.
    Li ho visti crescere, vivere in un mondo sospeso, distante da quello concepibile come “realtà” in un senso comunemente intendibile. In un mondo in cui tutto è possibile, governato dalle leggi della Casa e da quelle che nella casa c’è sempre stato e, probabilmente, sempre ci sarà.
    L’autrice ha creato un universo fantastico e suggestivo, in cui muove molteplici personaggi, ciascuno dalla personalità spiccata, incisiva, persino fra quelli che interagiscono con gli altri esclusivamente tramite il racconto di questi ultimi.
    Nella Casa vivono sin da piccoli, ragazzi con ogni tipo di deformità, mancanza, sia fisica che psicologica. Ragazzi in sedia a rotelle, senza braccia, ciechi, psicologicamente labili, alcuni probabilmente normali ma le cui famiglie hanno pensato bene di liberarsene scaricandoli in questo istituto.
    Sono organizzati in gruppi, hanno le loro regole, e tutto quello che riguarda l’Esteriorità non li tange se non in maniera superficiale. A dettare legge su tutti ci sono quelli del 4° gruppo, il cui capobranco è uno dei personaggi più interessanti: Cieco.
    Non mi spingo oltre nelle anticipazioni, mi limiterò a dire che questo è un romanzo particolare e bello. Ci si perde e ci si ritrova ma mai completamente. Un sacco di questioni per il lettore restano irrisolte, perché niente viene confidato in maniera esplicita, ma sempre, rigorosamente e solo, con il linguaggio della Casa e dei suoi abitanti.
    Suggestivo! Terribile e incantevole, divertente, inquietante.
    Mi mancheranno un sacco tutti…

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro bellissimo, rimando alle recensioni pubbliche. Il mio pensiero personale, un'opera originale, molto originale. Scritto in modo tale da lasciare il lettore in sospeso anche alla fine della let ...continua

    Un libro bellissimo, rimando alle recensioni pubbliche. Il mio pensiero personale, un'opera originale, molto originale. Scritto in modo tale da lasciare il lettore in sospeso anche alla fine della lettura. Tanto è vero che l'ho riletto immediatamente. Ed è un libro che deve essere letto così due volte di fila. Ovviamente a chi piace il genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Decisamente un libro fuori dagli schemi, una storia di bambini, di ragazzi dimenticati e di una casa speciale.
    Quando e se si entra in questa casa, l'esteriorità, o meglio la vita fuori, rimane alle ...continua

    Decisamente un libro fuori dagli schemi, una storia di bambini, di ragazzi dimenticati e di una casa speciale.
    Quando e se si entra in questa casa, l'esteriorità, o meglio la vita fuori, rimane alle spalle, così come il proprio nome, perchè arriverà il nomignolo che meglio riprenderà le caratteristiche del nuovo ospite.
    Un'infanzia "Fatta di pezzettini incollati insieme" e non solo nel fisico, ma anche nel cuore, nella testa e nell'anima.
    "Salute a tutti gli aborti, i prematuri e i tardivi... A tutti quelli caduti, ammaccati e dal volo troppo corto! Salute a voi, 'figli degli steli'!"
    La casa è speciale, all'interno questi ragazzi vivono sogni, passioni, misteri, rivalità, magie, affetto, segreti, che solo la loro giovane età rende possibili e la realtà viene sostituita dalla fantasia.
    Un libro che richiede pazienza, si entra in un labirinto, solo che quando si riesce ad uscirne vien voglia di ricominciare... perchè ci sono stanze, corridoi che non sono stati esplorati, che non ho "visto".
    ... un bel libro, secondo me.

    ha scritto il 

  • 4

    Sopravvalutare le forze dei lettori

    Le stelle reali sarebbero tre, ma l'originalità va premiata.
    Per me geniale il non nominare mai direttamente le disabilità dei protagonisti, che si scoprono via via e il dare voce solo ed esclusivamen ...continua

    Le stelle reali sarebbero tre, ma l'originalità va premiata.
    Per me geniale il non nominare mai direttamente le disabilità dei protagonisti, che si scoprono via via e il dare voce solo ed esclusivamente ai ragazzi.
    Bellissimi alcuni personaggi, Grillo/Sfinge su tutti gli altri, ma anche Tabaqui e Cieco naturalmente.
    E' un libro difficile che sconta la sua lunghezza e la mancanza di un narratore onnisciente. I racconti sono talmente spezzettati, i personaggi così tanti e poi cambiamenti di nome, prospettive diverse, un mondo claustrofobico in cui sembra esserci solo la notte, in cui gli adulti non hanno accesso tranne rarissime eccezioni.
    Bello, ma quanto impegno richiede al lettore! Quanta passione e voglia di risolvere gli innumerevoli indizi di cui è disseminato.
    E' come un mosaico che si compone poco alla volta, ma per essere un vero grande libro manca di levità, e di uno sguardo che racchiuda il tutto e aiuti il lettore a rileggere la storia nel suo complesso.
    Tuttavia è geniale in certe idee. E anche molto crudele e inquietante. Ricorda certe atmosfere del Signore delle mosche e questo è il più gran complimento che si può fare alla sua autrice.

    ha scritto il 

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