La casa delle catene

La caduta di Malazan - Vol. 4

Di

Editore: Armenia

4.4
(196)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 785 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8834419537 | Isbn-13: 9788834419533 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Arnone , L. Panelli

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel nord di Genabackis una turba di bellicosi guerrieri tribali scende dallealture montuose verso le pianure del meridione. Il loro intento è quello difar scempio delle disprezzate genti delle pianure, sennonché per un guerrierochiamato Karsa Orlong sembrano aprirsi le premesse per uno straordinariodestino. Qualche tempo dopo si manifestano le conseguenze degli eventi legatialla Catena dei Cani, la colonna dei soldati di Coltaine. Tavore, la nuovainviata dell'imperatrice, raggiunge ciò che rimane dell'ultima roccaforte diMalazan di Sette Città.
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  • 4

    catene che legano, catene che si spezzano

    Quarto libro della serie “il Malazan dei caduti”.
    Dopo il pazzesco Memorie di Ghiaccio e le battaglie nel continente di Genebakis con La Casa delle catene Erikson riporta il lettore a Raraku e ripren ...continua

    Quarto libro della serie “il Malazan dei caduti”.
    Dopo il pazzesco Memorie di Ghiaccio e le battaglie nel continente di Genebakis con La Casa delle catene Erikson riporta il lettore a Raraku e riprende gli eventi narrati ne “la dimora fantasma”.
    Il libro è diviso in quattro parti. La prima molto diversa da tutto quello che Eriksson fin qui ha proposto.
    Il libro primo infatti è la storia di Karsa Orlong, 200 pagine dedicate al Teblor delle montagne.. 200 pagine epiche, sanguinose, dure, brutali.. tutto scritto in prima persona, senza lasciare un attimo di respiro. In assoluto la parte piu’ bella dell’intero libro a mio parere.
    E’ qui sta il difetto della Casa delle Catene. Perché se inizi un libro in maniera così epica e violenta, per forza di cose la restante non sarà all’altezza, chiaro ci sono delle parti interessanti, ma il libro non raggiunge mai quel respiro di epicità toccato nella prima parte.
    Finita la parentesi Karsa (che non è fine a se stessa, perché Karsa oltre a essere un pg incontrato nel secondo libro della serie Malazan con un altro nome è chiaro che avrà un importanza fondamentale in tutto l’affresco Malazaniano) si seguono le vicende dell’esercito dell’aggiunto Tavore Paran arrivato finalmente a Sette città per reprimere la rivolta e vendicare la catena di cani.
    Tornano i personaggi che abbiamo amato ne “La dimora fantasma”. Fiddler (con altro nome), i marinai della Silanda, Kalam, Apsalar e Crokus.
    Si vive a raraku dove Felisin ormai sempre più calata nel ruolo di dea del vortice viene circondata però da intrighi piu’ grandi lei, e lì a raraku troviamo Loman delle fruste, il Toblakai ed Heboric.
    Vengono inoltre presentati nuovi personaggi di grande spessore, Trull Sengar e Onrak su tutti.
    In generale il quarto libro di Eriksson risulta essere il meno epico di quelli fin qui letti, meno epico, ma paradossalmente piu’ facile da leggere. Sono moltissime le chiarificazioni che l’autore dipana per tutta la storia. Se in memorie di Ghiaccio ci si era concentrati sui canali e sulle divinità, in questo vengono date spiegazioni sulla “mitologia”. Vengono chiariti molti aspetti legati al primo impero, vengono chiariti i concetti di troni e il primo trono degli imass, viene inoltre spiegata più chiaramente (anche se è solo un accenno) la battaglia che imperversa tra luce, oscurità e ombra.
    Nuove razze, i tiste edur, i tiste liosan e i Foruk Assail (prima vera apparizioni di questa razza misteriosa) e nuovi misteriosi personaggi. Due parole su Viaggiatore e Custode. Due uomini che compaiono per una manciata di pagine e basta davvero poco per capire l’importanza e l’aura mistica che aleggia intorno a queste due figure...
    In mezzo tanta filosofia (più del solito) e molti scontri, anche se non a livelli di Memorie (ma quale libro lo è) Kalam farà la gioia di chi adora il magico mondo dei sicari, Fiddler la gioia di chi adora vivere la guerra respirando l’esercito.
    In generale un ottimo libro, con un inizio esaltante, momenti riflessivi e un affresco generale che va rivelandosi sempre di più.

    ha scritto il 

  • 0

    Le brevi notizie biografiche su Steven Erikson (pseudonimo vichingheggiante?) dicono che è un archeologo, un antropologo e un laureato del Laboratorio di Scrittura dell'Iowa. Forse il modo migliore pe ...continua

    Le brevi notizie biografiche su Steven Erikson (pseudonimo vichingheggiante?) dicono che è un archeologo, un antropologo e un laureato del Laboratorio di Scrittura dell'Iowa. Forse il modo migliore per dare un'idea di questi libri sta proprio nell'incontro di questi tre percorsi: si scivola infatti in un'insieme di testi che costruiscono un mondo (epic fantasy) di vaste proporzioni, con strati su strati di razze antiche, civiltà distrutte, regni dimenticati che riemergono a pezzi (l'archeologo), con decine di popoli, tribù, usi e riti e costumi diversi (l'antropologo), in una costruzione narrativa complicata e multifocale che sfida continuamente la memoria e l'acume del lettore (lo studente di narrazione). Una lettura divertente, ma non comoda.

    ha scritto il 

  • 5

    The forth book of this series begins with the tell of how the character Karsa Orlong joined the army of the Apocalypse and continues with events that, even if different in purpose and nature, converge ...continua

    The forth book of this series begins with the tell of how the character Karsa Orlong joined the army of the Apocalypse and continues with events that, even if different in purpose and nature, converge at the end and decide the fate of the rebellion. Events that interweave also with problems related to the throne of the House of Shadows, with the formation of the House of Chain and with the end of the Bridgeburners.
    A lot of new characters are presented and old characters are deepen. I would not have imagined I could like Cotillion, after reading Gardens of the Moon.
    The first part of the book is slower that the following, in my opinion this happens because there is only one character to relate with and Karsa Orlong is not very likeable. But the rest of the book is worth the effort and presents an explosive final act.
    I loved this book and this is my favourite fantasy series.

    ha scritto il 

  • 5

    Consigliato a tutti coloro che ricercano un fantasy maturo e non convenzionale. Non ci sono i canonici eroi, niente elfi, niente pericolose ricerche. Solo una storia complessa, esotica e grandiosa, in ...continua

    Consigliato a tutti coloro che ricercano un fantasy maturo e non convenzionale. Non ci sono i canonici eroi, niente elfi, niente pericolose ricerche. Solo una storia complessa, esotica e grandiosa, in cui gli attori quasi scompaiono nei meandri della sceneggiatura.

    ha scritto il 

  • 5

    Malazan Book of the Fallen #4 - Voto 9/10

    Sarò breve, perchè mi voglio fiondare all'istante nella lettura del successivo volume della saga.
    "House of Chains" è di un gradino inferiore ai due precedenti libri della serie. Quindi, invece di ess ...continua

    Sarò breve, perchè mi voglio fiondare all'istante nella lettura del successivo volume della saga.
    "House of Chains" è di un gradino inferiore ai due precedenti libri della serie. Quindi, invece di essere un capolavoro-assoluto-del-genere-fiction è "semplicemente" un capolavoro del fantasy. La delusione (se così posso chiamarla) nasce dal finale: non è quello che vi aspetterete. Certo, rimane pazzesco (fin troppo), ma... ha deluso le mie aspettative.
    Invece vado controcorrente e lodo senza mezzi termini la prima parte del libro, dedicata esclusivamente a Karsa Orlong. Praticamente tutti quelli che hanno letto il romanzo per la prima volta non sono stati conquistati dal Teblor, ed è un peccato. Mi ha ricordato il Berserk dei momenti buoni, quando Gatsu spaccava teste senza farsi troppo domande. Ottimi i nuovi inserimenti nel già esteso cast dei personaggi, in particolar modo Trull Sengar, Onrack e Tavore.

    ha scritto il 

  • 4

    Purtroppo questo libro è il seguito di "la dimora fantasma" e "memorie di ghiaccio". Due capolavori.Questa è l'unica motivazione per un voto 4/5. Detto (e premesso) questo, Erickson è un genio. E' un ...continua

    Purtroppo questo libro è il seguito di "la dimora fantasma" e "memorie di ghiaccio". Due capolavori.Questa è l'unica motivazione per un voto 4/5. Detto (e premesso) questo, Erickson è un genio. E' un vero peccato che in Italia questa saga Epic-Fantasy non ha la notorietà che merita. Fatevi un favore: leggetela

    ha scritto il 

  • 4

    Steven Erikson ha il merito di imbastire trame complesse che "impegnano" il lettore donando spessore alla letteratura fantasy. Pochi come lui sono in grado di generare un immaginario fantastico quanto ...continua

    Steven Erikson ha il merito di imbastire trame complesse che "impegnano" il lettore donando spessore alla letteratura fantasy. Pochi come lui sono in grado di generare un immaginario fantastico quanto mai concreto e tangibile.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ultimo quarto della storia salva tutto il libro! :)

    Lento, spezzettato, pesante da leggere per tre quarti di tomo, ma... ah! L'ultima parte! Ripaga di tutta la fatica fatta prima! :))
    E ora so di essere un po' Destriante di Treach, un po' un Tiste Lijo ...continua

    Lento, spezzettato, pesante da leggere per tre quarti di tomo, ma... ah! L'ultima parte! Ripaga di tutta la fatica fatta prima! :))
    E ora so di essere un po' Destriante di Treach, un po' un Tiste Lijosan con lo stesso rapporto col padre come L'Oric, ma di razza Tiste Edur (il mio non è un popolo illuminato, non ama la conoscenza, lo studio, la cultura...)

    ha scritto il 

  • 3

    E' difficile commentare un libro di Eriksson, per quasi 2/4 del libro si parla di Toblakai e la storia scorre che è un piacere poi passa alla guerra tra l'aggiunto e la dea del vortice e quelle 150/20 ...continua

    E' difficile commentare un libro di Eriksson, per quasi 2/4 del libro si parla di Toblakai e la storia scorre che è un piacere poi passa alla guerra tra l'aggiunto e la dea del vortice e quelle 150/200 pagine per me sono state un vero mattone da digerire mentre il finale è stato godibilissimo perciò non saprei che voto dargli diciamo così così...

    ha scritto il 

  • 4

    Ed eccomi giunta alla fine di questo quarto libro di una saga che sa sempre sorprendermi e che mi piace sempre di più.
    Il romanzo esordisce con la presentazione e la successiva narrazione della vit di ...continua

    Ed eccomi giunta alla fine di questo quarto libro di una saga che sa sempre sorprendermi e che mi piace sempre di più.
    Il romanzo esordisce con la presentazione e la successiva narrazione della vit di Karsa Orlong che ho trovato, personalmente, molto pesante. Il personaggio di Karsa, poi,, non lo digerivo affatto per poi amarlo totalmente verso la fine!
    Amo molto la particolare e sottile caratterizzazione dei personaggi da parte di Erikson, il quale non finisce mai di stupirmi.
    In questo libro alcuni pezzi vanno a sistemarsi al posto loro dovuto e la storia inizia un po' a quadrare. Ma solo un po'! Con Erikson non si può mai dire.
    Un difetto di questo libro è stato l'inizio concentrato su un unico personaggio per poi riscattarsi verso le successive parti dove vi è la narrazione a più punti di vista alla quale Erikson ci aveva abituati.
    Non vedo l'ora di leggermi il seguito, sempre se riuscirò a trovarlo!

    Comunque sia, continuo a preferire Erikson a Martin.

    ha scritto il 

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