La caverna

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1151)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 335 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Inglese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8806152556 | Isbn-13: 9788806152550 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Il mito platonico della caverna, rivisitato da Saramago e portato ai giorninostri: la storia di un vasaio cui viene rifiutata la solita fornitura distoviglie da parte del Centro, simbolo del potere nell'età dellaglobalizzazione. L'artigiano si troverà così costretto a inventarsi un altro prodotto e, soprattutto, a confrontarsi con il Centro stesso, percercare di scoprirne il terribile, spaventoso segreto. Così, come in altrisuoi libri, abbiamo due storie parallele e allo stesso tempo convergenti. Dauna parte i protagonisti: gente normalissima, antieroi per eccellenza. Dall'altra una costruzione quasi infinita e maligna: il Centro, sorta di cittànella città che divora la città.
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  • 5

    Amo immensamente Saramago, e nemmeno questa volta mi ha deluso. La caverna è un capolavoro che descrive alla perfezione il nostro tempo. In un mondo di umani schiacciati tra la vita desiderata e quell ...continua

    Amo immensamente Saramago, e nemmeno questa volta mi ha deluso. La caverna è un capolavoro che descrive alla perfezione il nostro tempo. In un mondo di umani schiacciati tra la vita desiderata e quella imposta dal sistema, ho trovato geniale e perfetta la figura del cane che, risvegliando i sentimenti più sinceri e profondi di ognuno di noi, ci ricorda chi siamo. Capolavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il triste assoggettamento umano alle logiche del potere.

    Una storia che parte male. Una noiosa famiglia composta da padre, figlia e genero ci ammorbano con la loro attività di creare stoviglie in ceramica. Il padre, che fa il vasaio, è un tipo di poche paro ...continua

    Una storia che parte male. Una noiosa famiglia composta da padre, figlia e genero ci ammorbano con la loro attività di creare stoviglie in ceramica. Il padre, che fa il vasaio, è un tipo di poche parole, noioso, noioso, noioso.... Un bel giorno, questa sciatta e piatta tranquillità viene scombussolata da un evento. I tre protagonisti dovranno cercare un nuovo modo per campare e vengono trasferiti al centro. La lettura risulta faticosa fino a questo punto perché sei lì che pensi: tutte queste lente digressioni dove porteranno? Sei lì che sei arrivata alla penultima pagina e stai già pensando: stavolta Saramago mi ha deluso, tutto sto casino per una storiella d'amore? ....poi volti l'ultima pagina.... e sono le ultime riga che capovolgono il senso di tutto il libro, lo stravolgono totalmente! E allora pensi: geniale....non ci sono altre parole....un folle genio!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Este libro me llega como anillo al dedo. Justo en estos momentos, estoy en medio de la realización de un documental sobre formas alternativas de vivir en la sociedad (tanto en la ciudad como en el cam ...continua

    Este libro me llega como anillo al dedo. Justo en estos momentos, estoy en medio de la realización de un documental sobre formas alternativas de vivir en la sociedad (tanto en la ciudad como en el campo, ecoaldeas y mingas). Este documental ha sido un constante vivir de experiencias que me hacen recapacitar sobre mi modo de vivir la ciudad, de alimentarme, de entender y mirar el mundo... Ha sido un proceso de transformación; y, en medio de todo esto, me llega la literatura de Saramago (una que al principio la vi como algo "light", para relajarme y pasar tiempo pensando en otra cosa).

    La caverna es eso que Platón planteó hace muchísimo tiempo y que Saramago adapta a este nuevo tiempo. Con una familia que está entre la majestuosidad del modelo citadino y el habitar natural del campo, dependiendo de las decisiones de un Centro (social, comercial y recreativo) para pode sobrevivir. Al final, la decisión es lo que menos se esperaría de una familia en una situación así: salieron de la caverna porque vieron sus sombras.

    ha scritto il 

  • 5

    "Bisogna comprendere che nelle circumnavigazioni della vita una brezza amena per alcuni può essere per altri una tempesta mortale, tutto dipende dalla stazza dell'imbarcazione e dallo stato delle vele."

    Premetto che detesto i Centri Commerciali, avendo speso 4 anni della mia vita lavorando in uno di quei posti assurdi, quando ancora erano belli, pieni di luci e una grande novità, specialmente per cer ...continua

    Premetto che detesto i Centri Commerciali, avendo speso 4 anni della mia vita lavorando in uno di quei posti assurdi, quando ancora erano belli, pieni di luci e una grande novità, specialmente per certi quartieri che avevano pochi negozi e quindi poca scelta. Adesso li evito come la peste e quando mi tocca andarci mi fanno sempre tanta tristezza. Ormai la vita di giovani, anziani e bambini si svolge tutta lì dentro, fino a ore improbabili, domeniche e feste comprese. Mi chiedo cosa faceva tutta quella gente quando i C/C non esistevano. Tutto questo per dire quanto mi ha inquietato questo Centro, che sembra un Grande Fratello che decide cosa la gente deve comprare e dove e come vivere. E che a suo ghiribizzo decide di mettere in mezzo a una strada un uomo e la sua famiglia, che hanno impegnato la loro vita a "servire" un padrone invisibile, decidendo all'improvviso di non comprare più i loro prodotti. Il vasaio Cipriano e sua figlia Marta si trovano a dover cambiare tipo di lavoro per accontentare un non meglio definito Centro, pena la miseria o il trasloco in una delle abitazioni squallide e globalizzate che il Centro mette a disposizione dei suoi dipendenti, essendo Marcal, il marito di Marta, guardiano nel Centro. Pagine assolutamente splendide e toccanti, personaggi straordinari che non accettano la loro condizione di marionette nelle mani di un sistema che cerca di renderli tutti uguali. Alla fine di questo libro mi sono reso conto che leggo, leggo, ma non so niente. Ignoravo totalmente il Mito della caverna di Platone, ma adesso che lo conosco, sono felice che questa fantastica famiglia farà di tutto per non farsi rinchiudere. Capolavoro!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Como libro de Saramago de los que he leído, uno de los más flojitos sin duda. Su estilo particular de escritura para esta historia no cuaja del todo, la acción se desarrolla de una forma muy lenta y s ...continua

    Como libro de Saramago de los que he leído, uno de los más flojitos sin duda. Su estilo particular de escritura para esta historia no cuaja del todo, la acción se desarrolla de una forma muy lenta y sin un objetivo claro. El golpe de efecto final se ve venir muy de lejos y no me parece que haga cerrar la novela de una forma satisfactoria. Un libro entretenido y aburrido a partes iguales, si por motivos de falta de tiempo vital hay que prescindir de la lectura de algunos de la bibliografía de Saramago, este sería uno de ellos.

    ha scritto il 

  • 5

    La lettura

    "Ho vissuto, guardato, letto, sentito, Cosa c'entra leggere, Leggendo si viene a sapere quasi tutto, Anch'io leggo, Qualcosa, dunque, dovrai pur saperla, Ora non ne sono più tanto sicura, Allora dovra ...continua

    "Ho vissuto, guardato, letto, sentito, Cosa c'entra leggere, Leggendo si viene a sapere quasi tutto, Anch'io leggo, Qualcosa, dunque, dovrai pur saperla, Ora non ne sono più tanto sicura, Allora dovrai leggere in altra materia, Come, non serve per tutti la stessa, ciascuno inventa la propria, quella che gli sia più consona, c'è chi passa tutta la vita a leggere senza mai andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all' altra sponda, quella che conta è l'altra sponda, A meno che, A meno che, cosa, A meno che quei fiumi non abbiano due sole sponde, ma tante, che ogni persona che legge sia, essa stessa, la propria sponda, e che sia sua, e soltanto sua, la sponda a cui dovrà arrivare". (Pag. 40)

    ha scritto il 

  • 4

    Mi manca l'ispirazione per mettere insieme un commento che renda a questo romanzo il suo giusto merito. Posso cavarmela dicendo che l'ho amato, e tacere sui motivi che me l'hanno fatto piacere? Sarebb ...continua

    Mi manca l'ispirazione per mettere insieme un commento che renda a questo romanzo il suo giusto merito. Posso cavarmela dicendo che l'ho amato, e tacere sui motivi che me l'hanno fatto piacere? Sarebbe un po' come un dogma Renziano: "fidatevi, è bello perché ve lo dico io".
    Allora, non sapendo parlare del libro, parlerò del cane Trovato. Trovato è uno dei personaggi più importanti del romanzo, tanto che Saramago lo piazza sotto il gelso, vi punta il compasso e vi fa scorrere il racconto tutto intorno. Solo una volta mi sono imbattuto in un cane tanto vivo e tanto vero come questo. Era Bendicò, il cane del Principe Salina del Gattopardo, una presenza importante come una quinta a teatro, indispensabile per conferire profondità all'opera e ai personaggi.
    Poi potrei parlare dei dialoghi che il protagonista, Cipriano Algor, intrettiene con sua figlia. Raramente, per non dire mai, discorsi diretti messi uno dietro l'altro, senza una riga di descrizione né un “disse lui” o un “rispose lei” hanno saputo trasformarsi in un convoglio di sentimenti e stati d'animo così intensi. Sembra di essere presenti. Viene persino voglia di dire qualcosa, e se non lo si fa, se si tace, non è perché il libro non può ascoltare, ma soltanto perché in fin dei conti sono discorsi tra un padre e sua figlia, cose loro, alle quali non si può aggiungere nulla.
    Ne approfitto per non aggiungere altro nemmeno io.

    ha scritto il 

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