La colomba pugnalata

Proust e la Recherche

Di

Editore: Mondadori

3.8
(140)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 417 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804398469 | Isbn-13: 9788804398462 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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  • 5

    .... Chiuso in casa, senza vedere nessuno, inflessibile, intangibile, si dedicò soltanto al suo libro, come se nient'altro al mondo esistesse (e nient'altro esisteva). Si ammalò. Per amore del suo lib ...continua

    .... Chiuso in casa, senza vedere nessuno, inflessibile, intangibile, si dedicò soltanto al suo libro, come se nient'altro al mondo esistesse (e nient'altro esisteva). Si ammalò. Per amore del suo libro, non volle curarsi. Morì per eccesso di volontà, mentre la sua cattedrale restava incompiuta...

    Gli amici non lo sopportavano. Non sopportavano la sua sensibilità malaticcia, il suo perpetuo bisogno d'affetto, le vibrazioni amorose, le lacrime a fior di pelle, l'aria febbrile, le fumisterie, le carezze, le gentilezze troppo squisite, i grandi occhi orientali umidi di nostalgia e di desiderio, la felicità malinconica. Tutto in lui sembrava loro una posa: gli rispondevano con parole brusche e urtoni. Con la sensibilità crudele dell'adolescenza avevano compreso quello che Proust non sapeva ancora: egli era uno straniero.

    ha scritto il 

  • 4

    Penetrare nel mistero di Proust e della Recherche? Non ci riuscirà mai nessuno. Tentare di offrire un’immagine di Marcel Proust, della sua tortuosa vita e della sua mirabile opera riportate ad unità g ...continua

    Penetrare nel mistero di Proust e della Recherche? Non ci riuscirà mai nessuno. Tentare di offrire un’immagine di Marcel Proust, della sua tortuosa vita e della sua mirabile opera riportate ad unità grazie ad una scrittura magica e sontuosa che cattura il lettore come una ragnatela di fili setosi ? Può riuscirci solo la passione di Pietro Citati, che intesse un saggio accattivante e molto coinvolgente, in cui sfoggia la sua erudizione senza annoiare, offrendo notevoli spunti di interpretazione della più grande opera letteraria moderna, collegando l’ipersensibilità e l’immaginazione proustiane alla grande cultura del passato (la tradizione platonica e neoplatonica).
    Impossibile resistere al desiderio di lettura (o rilettura, nel mio caso) della Recherche, accompagnati dalle parole entusiaste di Citati.

    ha scritto il 

  • 2

    Non riesco a capire, sinceramente, come questo saggetto o meglio dire, romanzo, abbia potuto avere così successo. Il modo di scrivere è insulso di una patina dolciastra, da romanzetto per donnette. Sa ...continua

    Non riesco a capire, sinceramente, come questo saggetto o meglio dire, romanzo, abbia potuto avere così successo. Il modo di scrivere è insulso di una patina dolciastra, da romanzetto per donnette. Sarà che con la Edizione dei Meridiani curata da Raboni, ogni mistero è svelato; in queste pagine ci sono solo tracce di descrizione, come sono fatti gli occhi di qua e i vestiti di là..neppure! Meglio leggersi le Ricerche od optare per saggi più tematici (Beckett).

    ha scritto il 

  • 3

    Ho già osservato come Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust possa diventare, per chi la legge, un’importante esperienza, non solo letteraria o di puro e semplice arricchimento culturale ma, ...continua

    Ho già osservato come Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust possa diventare, per chi la legge, un’importante esperienza, non solo letteraria o di puro e semplice arricchimento culturale ma, mi azzardo a dire, persino umana. Nel senso più ampio e generale del termine. Beninteso non è obbligatorio che ciò avvenga, può succedere il contrario, ossia che alla fine di una lettura ritenuta tediosa, si lasci perdere, e niente rimane di ciò che è letto.

    Il lavoro di Pietro Citati, pur tuttavia, è da considerare a mio avviso un buon viatico non tanto e non solo per carpire i segreti di un autore e di quell’opera sterminata cui ha dedicato la vita, ma soprattutto per entrare nel nucleo profondo di quest’opera, con il suo corredo di grandi emozioni e di forti sensazioni tali da condurre il lettore verso una vera esperienza immaginativa con pochi eguali.
    Se, avendo letto la Recherche, sono rimasti punti oscuri, di certo la lettura di questo libro sarà illuminante. L’autore ci mette nelle condizioni di amare Proust, ci conduce alla scoperta dei tesori che giacciono nascosti dentro quel prezioso scrigno, ci svela gli enigmi solo apparentemente indecifrabili e che aspettano di essere decodificati. Nasce di qui a volte la necessità di capire ciò che si è scoperto essere stato da altri condiviso, e di rivelare quell’immensa architettura che poggia su una prosa sopraffina, una poetica adorna di richiami e così allusiva. Un approccio originale quello di Pietro Citati, si direbbe che s’immedesimi nella personalità complessa di Proust ci indica gli angoli più luminosi, le curve più sinuose della sua scrittura per combinarli tra loro con sublime sintesi.

    Un saggio intarsiato della sua voce lirica. Si coglie il respiro della passione che anima il poeta, rende la lettura fluida aiutandoci a tuffarci nel magico mondo del Narratore. Non tralascia nulla Citati, né il significato mitologico o metafisico, né quella ricchissima gamma d’idee e di concetti sull’arte, la musica, la pittura, e tutti i topos dell’opera prussiana. Varchi di comprensione, per chi ne ha voglia e tempo, per confermare, aggiornare, rinnovare emozioni e intuizioni. Certo, il piacere della lettura di qualsiasi romanzo, come di qualsiasi saggio, non è forse un criterio infallibile per misurare il valore di una bella pagina. Può essere uno stato accessorio che si sovrappone al peso (alla sostanza) della scrittura, ma nel caso di questa densa e preziosa opera di Pietro Citati la bellezza sul piano letterario si sposa con la profondità d’analisi e l’estrema chiarezza; la disciplina dello studioso appassionato con l’espressione di uno scrittore colto e raffinato.

    Il saggio porta come sottotitolo: Proust e la Recherche, ma non è la biografia dell’autore francese, come si avverte nella nota finale. È piuttosto un’esplorazione di accompagnamento alla Recherche, analizza gli scritti antecedenti dentro un percorso umano e letterario strettamente, intimamente, direi quasi tragicamente, correlato, ciò che ha prodotto, infine, un’opera mostruosa e infinita rimasta, in fondo, incompiuta.

    La prima parte rileva il profilo biografico della sua personalità (il ruolo della madre, la sua omosessualità), le aspirazioni più intime come la felicità o il dolore, persino tratti importanti che riguardano la sua salute come l’asma che hanno segnato sia gli esordi letterari sia le opere successive, in un percorso confluente in quell’unica grande opera che poi è stata la Recherche. Nella seconda parte Citati introduce alcuni temi cari allo scrittore francese, associati a tappe fondamentali della sua vita, finché con la terza parte lo sviluppo è incentrato tutto sull’opera principe.
    Citati ci fa questo dono, senza affettazione da critico letterario di maniera, con il suo linguaggio alto, la sua voce misurata e forte che penetra nell’animo profondo di Proust e della sua poetica, rivelandoci analogie e affinità con la grande cultura europea.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho apprezzato alcune bellissime intuizioni di Citati.
    Una su tutte.
    L'autore ha messo in rilievo l'enorme capacità di Proust di elaborare autentiche invenzioni narrative, molto più complesse del reale ...continua

    Ho apprezzato alcune bellissime intuizioni di Citati.
    Una su tutte.
    L'autore ha messo in rilievo l'enorme capacità di Proust di elaborare autentiche invenzioni narrative, molto più complesse del reale "ricordo", traendole da eventi in sé assolutamente banali ma ricchi, per Marcel. di risonanze emotive.
    In ogni caso il migliore tra i saggi di Citati da me letti.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mancano buone osservazioni, caratterizzazioni puntuali, opportune citazioni. Ma in generale c'è un eccesso di compiacimento, un culto del particolare squisitamente isolato (che a volte squisito pr ...continua

    Non mancano buone osservazioni, caratterizzazioni puntuali, opportune citazioni. Ma in generale c'è un eccesso di compiacimento, un culto del particolare squisitamente isolato (che a volte squisito proprio non è) che alla fine infastidisce. Il libro, sfrondato, poteva essere molto meglio: così è troppo manierato (come denuncia anche la scelta del titolo).

    ha scritto il 

  • 3

    Non e' una biografia

    Piero Citati e' un critico, e quindi questa non e' una biografia (del resto lo dice l'autore stesso).
    Forse per questo ne sono rimasto un po' deluso. Avrei desiderato piu' biografia e meno critica.
    Ci ...continua

    Piero Citati e' un critico, e quindi questa non e' una biografia (del resto lo dice l'autore stesso).
    Forse per questo ne sono rimasto un po' deluso. Avrei desiderato piu' biografia e meno critica.
    Ci sono notizie sulla vita di Proust, ma sono comunque scarne. Avrei sperato in qualche cosa di piu' soprattutto riguardo il rapporto tra i personaggi dell'opera e gli amici e conoscenti dai quali Proust ha tratto ispirazione.
    Siccome e' il primo libro che leggo su Proust forse non e' colpa di Citati, forse e' davvero difficile sapere della vita di Marcel, ma dopo la rilettura della "Ricerca" speravo davvero di compensare il vuoto lasciato dall'opera con questo libro, da qui credo tutta la mia delusione.

    ha scritto il 

  • 5

    Non ho mai creduto fino in fondo a chi sostiene che, per capire appieno un autore, basti leggere la sua opera. Ciò è vero solo parzialmente ma nella misura in cui l'opera rispecchia profondamente l'au ...continua

    Non ho mai creduto fino in fondo a chi sostiene che, per capire appieno un autore, basti leggere la sua opera. Ciò è vero solo parzialmente ma nella misura in cui l'opera rispecchia profondamente l'autore, il suo vissuto emotivo e biografico, un'opera come questa, a tutto tondo, ha certo il suo perché.

    Ho trovato questo saggio bellissimo, tratta della Recherche nella seconda parte e della vita del suo autore nella prima, con lo stile di Citati, appassionato e quasi lirico che a molti fa storcere il naso, ma che a me non dispiace, in quanto ci rende perfettamente presenti, quasi partecipi contemporanei, del vissuto di Proust e ci aiuta a sondare le profondità della genesi, del simbolismo e del significato della sua Recherche.

    Se tutta la Recherche altro non è che un immenso Inno alla memoria e un tentativo di rendere presenti e immortali, come Lari e Penati protettori, le persone amate e perdute, questo saggio è una torcia nell'immensa architettura di un'opera complessa per tematiche, per stili, per richiami e assonanze.

    Grazie a questo saggio ho capito la predilezione di Proust per i personaggi dagli occhi azzurri e ho capito da chi li ha presi (buona parte dall'amato Fénelon ses yeux bleus), la predilezione per le cattedrali, per le descrizioni - dalla minuziosità fiamminga e dalla sensibilità impressionista - dei vestiti di Madame Swann, delle toilettes della duchessa di Guermantes, delle sfumature del mare, dei mille colori e varietà di alberi e fiori, che sprofondati ormai nella tomba della sua memoria o esclusi alla sua vista, potevano solo rivivere attraverso la rappresentazione artistica.

    Un saggio, insomma, molto proustiano: vasto, appassionato, dettagliato fino al pettegolezzo, molto partecipato, indimenticabile, immenso.

    ha scritto il