La compagnia dei Celestini

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

4.0
(7515)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807014467 | Isbn-13: 9788807014468 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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    0

    lo adoro

    ho sempre letto Benni con una sorta di mix di sorpresa e ammirazione, è incredibile la sua capacità di disegnare personaggi strani ed improbabili in modo tanto chiaro e netto. Il problema è che alla l ...continua

    ho sempre letto Benni con una sorta di mix di sorpresa e ammirazione, è incredibile la sua capacità di disegnare personaggi strani ed improbabili in modo tanto chiaro e netto. Il problema è che alla lunga tutti i libri si assomigliano. Ma questo è stato il suo primo libro letto e mi ricorda un periodo felice della mia vita.

    ha scritto il 

  • 3

    La compagnia dei celestini:l'eterna lotta tra il bene e il male.

    La Compagnia dei Celestini, in Italia edito Feltrinelli, è il romanzo pubblicato nel 1992 da Stefano Benni, poeta, scrittore, drammaturgo, umorista, giornalista e sceneggiatore italiano.

    Il romanzo ra ...continua

    La Compagnia dei Celestini, in Italia edito Feltrinelli, è il romanzo pubblicato nel 1992 da Stefano Benni, poeta, scrittore, drammaturgo, umorista, giornalista e sceneggiatore italiano.

    Il romanzo racconta la fuga di tre orfani – Memorino, Lucifero e Alì – dall'orfanotrofio dei Celestini, per poter partecipare al Campionato Mondiale di Pallastrada. Accortisi della fuga dei tre orfani, Don Biffero e Don Bracco si metteranno sulle loro tracce per riportarli all'orfanotrofio ed evitare così uno scandalo mediatico. Il giornalista Fimicoli e il suo fotografo Rosalino vengono a sapere, tramite un altro orfano, non solo della fuga dei tre bambini ma anche dello svolgimento del Campionato di Pallastrada. I due fiutano immeditamente lo scoop: saranno i primi a poter filmare lo svolgimento di questo segretissimo Campionato.
    Ora, sulle tracce degli orfani non ci sono solo Don Biferro e Don Bracco ma anche Fimicoli e Rosalino.
    Tutta la vicenda si muoverà sulle parole di un'antica profezia.

    Il racconto è ambientato in una terra immaginaria, Gladonia, la quale rappresenta la parodia dell'Italia. Gladonia viene descritta come un grande continente con tre città principali: Banessa dove si svolge gran parte della storia, la Capitale che rimarrà per l'intero racconto senza nome, e Rigolone Marina importante centro maritmo e turistico. Benni, in questo romanzo, critica aspramente la società moderna: di fatti il romanzo può essere considerato come grande metafora: la società riesce sempre e in ogni modo a rovinare e distruggere tutto ciò che è buono e puro. L'orfanotrofio, luogo che accoglie i bambini senza famiglia, dovrebbe essere un luogo di formazione, di educazione e di accoglienza del minore. Al contrario, nel romanzo, viene descritto come un luogo angusto dove i bambini, invece di assaoprare la leggerezza della vita fanciullesca, conoscono l'asprezza della vita. Don Biferro che dovrebbe salvaguardarli, a mio parere, risulta essere un personaggio odioso e incoerente: severo e ingiusto con i bambini ma indulgente con se stesso, tanto che più di una volta avrà difficoltà a seguire la regola della castità propria del suo ordine.
    Quello che mi ha particolarmente colpita, in questo romanzo, è stata l'abilità di Benni nel descrivere l'eterna lotta tra il bene e il male. Il bene, rappresentato dall'animo puro e buono dei bambini, perirà per le sconsiderate azioni del male, il quale, dal canto suo, cadrà sotto il peso dei suoi stessi inganni. Una sfida, quella tra il bene e il male, che ancora oggi non ha nessun vincitore, così come accade nella finalissima del campionato: tra i Celestini gladoniani e i Devils tedeschi non si sa chi abbia vinto e chi, di conseguenza, abbia perso.

    La lettura è stata piacevole e scorrevole. Il libro oltre a contenere la narrazione principale, divisa in dieci capitoli, racconta anche un'altra storia che viene narrata prima di ogni capitolo, e a mio parere è fondamentale per comprendere a pieno l'intero romanzo.
    Anche se è un romanzo pubblicato nel 1992, lo trovo estremamente attuale soprattutto in questi giorni dove il mondo sembra esser avvolto da una nube di cattiveria e terrore che non vuole andar via.

    Benni, con il suo linguaggio schietto e senza fronzoli, riesce, ancora una volta, a non deludere.

    ha scritto il 

  • 2

    non entusiasmante

    questo libro parla di bambini orfani e di strada che affrontano un'avventura per giocare ad un calcio di strada, cercando di sfuggire a perfidi adulti. Un po' stereotipato, con continui richiami all'a ...continua

    questo libro parla di bambini orfani e di strada che affrontano un'avventura per giocare ad un calcio di strada, cercando di sfuggire a perfidi adulti. Un po' stereotipato, con continui richiami all'attualità. Pur essendo di facile lettura, non mi ha preso per niente.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ma un giorno le parole non ti ubbidiranno più / Ti saliranno alla gola, ti strangoleranno / tornerai a camminare lungo le strade miserabili / e capirai quante bugie hai detto, e per quanto."

    Brillante, scorrevole, dissacrante, irriverente, non di rado agghindato da guizzi di genio. Questa è la ricetta per una vera satira, lucida e disincantata, ma scritta da qualcuno ancora dotato di comp ...continua

    Brillante, scorrevole, dissacrante, irriverente, non di rado agghindato da guizzi di genio. Questa è la ricetta per una vera satira, lucida e disincantata, ma scritta da qualcuno ancora dotato di compassione e di un pizzico di speranza.
    Una lettura consigliata a chiunque (eccezion fatta, forse, per coloro che si aspettano di ritrovare spiaccicata per filo e per segno la copia della serie TV, che ricordo a tutti essere solo liberamente ispirata al romanzo, e quest'ultimo non è affatto adatto ai bambini).

    ha scritto il 

  • 3

    Surreale e dissacrante

    Ogni quattro anni ha luogo un evento di portata cosmica: il campionato mondiale di pallastrada, un gioco segreto che tutti i bambini conoscono e hanno praticato. Quest’anno il torneo si svolge nella r ...continua

    Ogni quattro anni ha luogo un evento di portata cosmica: il campionato mondiale di pallastrada, un gioco segreto che tutti i bambini conoscono e hanno praticato. Quest’anno il torneo si svolge nella repubblica di Gladonia, e vi partecipa la squadra della Compagnia dei Celestini, costituita da cinque orfani del convento di S. Celeste, retto dai padri Zopiloti. Tre ragazzini fuggono dall’orfanotrofio e si mettono alla ricerca dei favolosi gemelli Finezza, insuperabili campioni. Molti danno loro la caccia: Don Biffero, priore del convento, il suo consigliere Don Bracco, il giornalista Fimicoli col fotografo Rosalino, e L’Egoarca Mussolardi, che vuole trasmettere l’evento con le sue televisioni. La storia è una satira divertente e surreale, un’avventura fantasy demenziale e irriverente, paradossale e dissacrante, che prende di mira l’Italia degli anni ’90, i politici megalomani e corrotti, il falso pietismo del clero. Sono irresistibili le figure del troppo riconoscibile Mussolardi, del cinico generale Buonommo, del sadico e invisibile Grande Bastardo. Tanti neologismi, paradossi e allegorie possono alla fine generare confusione, ma il racconto resta sempre godibile, perché ognuno può trovarvi un bersaglio satirico da condividere, dalla politica, alla religione, al consumismo, con una vena di cattiveria e crudeltà. Certo, è un romanzo d’intrattenimento, ma è un fuoco d’artificio di trovate, molto lontano dal pedante moralismo ecologista di “Margherita Dolcevita”. Ho letto questo libro in Sud Tirolo, dove non si trovano testi in italiano, gradito dono di una signora che conosceva la mia passione per il calcio, ma l’ho riscoperto ora con piacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Originale

    Non lo consiglierei a tutti, perchè ci vuole un po' di ironia per apprezzarlo a pieno. A me è piaciuto ma devo ammettere che l ho dovuto prima "digerire". Mentre lo leggevo mi sembrava troppo paradoss ...continua

    Non lo consiglierei a tutti, perchè ci vuole un po' di ironia per apprezzarlo a pieno. A me è piaciuto ma devo ammettere che l ho dovuto prima "digerire". Mentre lo leggevo mi sembrava troppo paradossale, irreale. Ragionandoci con un po' di distacco ho colto meglio il senso.

    ha scritto il 

  • 3

    Inizio scoppiettante, divertente...sembra di correre, giocare e rincorrere la vita insieme agli stessi personaggi.
    Andando avanti, a mio parere, diviene troppo surreale. è vero che un po' e tanto surr ...continua

    Inizio scoppiettante, divertente...sembra di correre, giocare e rincorrere la vita insieme agli stessi personaggi.
    Andando avanti, a mio parere, diviene troppo surreale. è vero che un po' e tanto surreale sono in fondo sinonimi, però alla lunga si ha solo la fretta di terminarlo.
    Comunque un plauso al genio fantasy

    ha scritto il 

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