La conjura de los necios

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4.0
(2726)

Language: Español | Number of Pages: 365 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Swedish , Catalan , Danish , Portuguese , Galego , Czech

Isbn-10: 8493455725 | Isbn-13: 9788493455729 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
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  • 2

    Mi avevano detto: fa morire dal ridere.
    Morire no, ma è abbastanza divertente.
    Eppure, arrivata a metà, mi sono chiesta: ma a me cosa me ne frega delle vicende di questi idioti?
    Niente da fare, non mi ...continue

    Mi avevano detto: fa morire dal ridere.
    Morire no, ma è abbastanza divertente.
    Eppure, arrivata a metà, mi sono chiesta: ma a me cosa me ne frega delle vicende di questi idioti?
    Niente da fare, non mi ha preso.

    said on 

  • 0

    Una banda di balordi

    La parola capolavoro, oggigiorno abusata in molti campi, è stata usata anche per definire questo libro. Non capisco bene come si creino queste leggende, o come possa un editore, pur dovendo supportare ...continue

    La parola capolavoro, oggigiorno abusata in molti campi, è stata usata anche per definire questo libro. Non capisco bene come si creino queste leggende, o come possa un editore, pur dovendo supportare le proprie creature, puntare su questo tipo di così ambiziosa forma pubblicitaria.
    "lo lessi fino in fondo. All'inizio con l'acuta sensazione che non fosse abbastanza brutto da consentirmi di smettere, poi con una punta di interesse e via via sempre con maggior emozione, che sfociò alla fine in incredulità: non era possibile che fosse così valido". Questo c'è scritto nella prefazione originaria - ho letto la prima edizione del 1998.
    Ebbene, non è abbastanza brutto da smettere, sempre se si supera il primo capitolo, decisamente brutto; il personaggio di Ignatius è talmente particolare, e così surreali le scene, che ci si immerge in un mondo fantasioso e balordo riuscendo anche a ridere. Ma la storia è farraginosa e si dilunga troppo. Ci si sente via via più appesantiti, dalla mole di Ignatius, dal racconto stesso e dalla mole del libro, e si finisce per smettere, anche se il libro non sarebbe abbastanza brutto da smettere.
    A metà ho mollato, allegramente e senza rimpianti.

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  • 3

    Wow Ignatius! che fatica stare dietro alle tue rocambolesche avventure, alla tua mente che macina idee filosofiche assurde e alla tua mole decisamente troppo ingombrante.

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  • 4

    Da Eco a O'Reilly passando per New Orleans. P.S. non leggete questo libro.

    Non volete leggere questo libro. Non avete mai letto un libro così e, diciamocelo, non sentite proprio l'esigenza di scoprire che esista un libro così. Vi basti il titolo, è paradigmatico: quattro pa ...continue

    Non volete leggere questo libro. Non avete mai letto un libro così e, diciamocelo, non sentite proprio l'esigenza di scoprire che esista un libro così. Vi basti il titolo, è paradigmatico: quattro parole secche, pronunciate con astio.
    Non è infatti tra queste pagine che si può sperare di trovare buoni sentimenti, slanci filantropici ed emozioni coinvolgenti. no. proprio no. Solo qualora faceste parte di quella popolazione umana che sotto le ceneri del conformismo cova il fuoco della misantropia: allora FORSE riuscireste ad arrivare al termine di questo tomo. E attenzione ho detto FORSE e soprattutto terminare NON apprezzare.
    Per tutti i motivi che ho elencato vi prego non leggete questo libro. è infatti molto probabile che l'inatteso, il non consueto vi lascino senza punti di riferimento, vi sconvolgano e vi facciano strillare e strappare i capelli. è noioso! direte. è fastidioso! guairete. è intollerabile! vi strapperete le vesti esasperati. non ce n'è bisogno, davvero credetemi: di gente che si indigna e spara a zero è colmo il web. in questi giorni è morto Umberto Eco. Inutile starne a magnificare vita ed opere, voglio solo ricordare un suo pensiero espresso qualche tempo fa: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Magicamente le parole del grande scrittore sembrano vergate da Ignatius O’Reilly.
    Vi è infatti la stessa veemente protesta un po’ snob e un po’ scorbutica e sicuramente alquanto asociale di cui si macchia per tutte le 500 e rotti pagine del libro il protagonista. Beh un afflato tanto inatteso quanto perfetto mi rincuora.
    Per concludere io, nel mio piccolo, non posso che accodarmi a questi mastodonti dell’ortodossia culturale reiterando il mio invito: per favore non leggete questo libro.

    said on 

  • 2

    Delusione!!

    Ignatius è un personaggio davvero insopportabile ed irritante. il libro si apre bene, divertente , bel ritmo però si trastulla un pò troppo si compiace ed esagera mi da la sensazione di essere razzist ...continue

    Ignatius è un personaggio davvero insopportabile ed irritante. il libro si apre bene, divertente , bel ritmo però si trastulla un pò troppo si compiace ed esagera mi da la sensazione di essere razzista, anche se forse vuole solo essere irriverente riuscendoci solo in parte.
    I personaggi di contorno non sono male, anche se troppo ripetitive le gag soprattutto quelle della signorina trixie. Dopo il brillante inizio la lettura diventa una lunga agonia che porto avanti spinto dalla curiosità e dalla noia. ora mancano meno un 100 di pagine e si riprende.
    Concludendo il libro si legge ha diversi spunti interessanti ma complessivamente mi ha molto deluso.
    Frasi come queste escono dalle sue labbra: "Ora i piedi doloranti sono il risultato indiretto della mia coscienza sociale particolarmente sensibile"

    - " La prossima guerra potrebbe trasformarsi in un orgia collettiva"
    - La psicanalisi è peggio del comunismo

    said on 

  • 5

    "Una banda di idioti" è un carosello di vicende (tragi)comiche, divertenti e parossistiche, detto in sintesi. L'avevo capito la prima volta che l'avevo letto (per diletto; questa volta è stata per dov ...continue

    "Una banda di idioti" è un carosello di vicende (tragi)comiche, divertenti e parossistiche, detto in sintesi. L'avevo capito la prima volta che l'avevo letto (per diletto; questa volta è stata per dovere), avevo capito che avesse un valore molto più alto di quello che il mio grezzo intelletto gli dava, ma non riuscivo a capire in cosa consistesse, fino a questa rilettura.

    Ignatius J. Reilly è un protagonista non proprio originale tipologicamente, certo, ma originale nelle sue fattezze e caratteristiche antieroiche e quasi irreali. Potremmo benissimo parlare di un'apposizione alla vecchia dicotomia eroe-antieroe, rinominandolo dialetticamente: eroe antieroico. Perché Ignatius porta con sé tutta una serie di difetti, comportamenti, opinioni fastidiose, emarginanti, limitanti e infantili. Ciononostante, la sua accidia è un detonatore del destino altrui, in alcuni casi benevolo. E' un personaggio di un'antipatia e fastidio unici, esemplari. Il desiderio di prenderlo a schiaffi è quasi obbligatorio. Ma perché è una figura così inevitabile? Certamente, nasce un rapporto complementare fra Ignatius e gli idioti, e viceversa. Paradossalmente, invece, ciò che risulta ambiguo e parossistico è il fatto che Ignatius, nel suo essere completamente l'ultima persona al mondo con cui si vorrebbe avere a che fare, è un occhio critico immesso nel solito (a tratti ridondante) meccanismo di critica sociale dei tempi moderni. Le sue posizioni misogine, omofobe, irrispettose su ogni fronte, gli conferiscono anche una certa autorità del vero, attraverso la filosofia boeziana (suo filosofo e role model) di "geometria e teologia". In parole povere, se Ignatius è una persona che di civile ha poco o nulla, non meno svalorizzati sono da ritenere gli "idioti" che incappano sul suo cammino.

    Gli idioti sono delle caricature di loro stessi, comici inconsapevoli delle loro défaillances caratteriali e opinionistiche. Ogni idiota è un tipo: una vecchia che occupa un posto di lavoro da troppo tempo, un'avara "nazista", un professore ignorante, una borghese priva di obiettività, e così via... Sono ingranaggi di una perfetta macchina picaresca che, senza mai incepparsi, rendono la trama definita come un orologio svizzero: precisa e sorprendente.

    Per Ignatius la società è priva di geometria e teologia, di ordini fondamentali, pilastri del progresso. Una concezione che, tuttavia, stona, scadendo nella contraddizione. La geometria e la teologia di Ignatius sono concetti estremistici, medievali (appunto), che non permettono una maggiore oleazione della macchina, quanto una sua ossidazione. E' una concezione che trova le sue giustificazioni nella pigra sublimazione del cibo e dell'onanismo.

    "Una banda di idioti" è un picaresco comico contemporaneo con cui, ancora una volta, si avverte la decadenza dei tempi moderni, ma in modo impercettibile.

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  • 2

    Una storia molto lontana, a mio parere, da quel capolavoro declamato dall'editore e da qualche critico. Storia un po' banalotta, nonostante l'innegabile originalità del protagonista di un paio di altr ...continue

    Una storia molto lontana, a mio parere, da quel capolavoro declamato dall'editore e da qualche critico. Storia un po' banalotta, nonostante l'innegabile originalità del protagonista di un paio di altri personaggi, e soprattutto sconclusionata. Anche la traduzione non mi sembra particolarmente brillante.
    Insomma, un po' deludente.

    said on 

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