La contessa nera

Di

Editore: Garzanti

3.6
(565)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 323 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8811670349 | Isbn-13: 9788811670346 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: C. Marseguerra

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna elegante, austera e vestita completamente di nero è sveglia da ore. Sta fissando, attraverso una piccola feritoia nel muro, un pezzo di cielo che volge all'azzurro mentre le stelle lentamente scompaiono. Sa che quello squarcio di cielo è l'unica cosa che riuscirà a guardare per il resto della sua vita. L'ultima pietra che, per decreto del palatino, la condanna a essere murata viva in quella stanza è appena stata posata. Ma la contessa Erzsébet Bathory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Erzsébet è solo una bambina innamorata dei libri quando, nella dimora in Transilvania dove vive insieme alla sua famiglia, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non potrà mai dimenticare. Neanche quando, a soli undici anni, è costretta a sposare l'algido, freddo e violento Ferenc Nadasdy; Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sarvar è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Questo le procura non pochi nemici e coincide con l'emergere dell'anima più nera della donna. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Si tratta di una cospirazione? O siamo di fronte a una donna malvagia e perversa? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere e lottare in un mondo dominato dagli uomini? La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Bàthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele.
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  • 3

    Questo romanzo ha per protagonista Erzsébet Bathory, passata alla storia come "la contessa nera" o "contessa Dracula", poiché nelle segrete dei castelli di sua proprietà sono stati trovati cadaveri di ...continua

    Questo romanzo ha per protagonista Erzsébet Bathory, passata alla storia come "la contessa nera" o "contessa Dracula", poiché nelle segrete dei castelli di sua proprietà sono stati trovati cadaveri di molte giovani ragazze. Data la sua posizione, era una contessa, non fu uccisa al rogo, ma venne rinchiusa in una stanza, murata viva, ad accezione di una piccola finestrella da cui le passavano il cibo.
    Il romanzo della Johns inizia proprio da questo momento, da quando Erzsebet è stata imprigionata, e inizia a iscrivere una serie di lettere per il figlio Pal in cui gli racconta la sua vita, la sua innocenza, suggerendo di essere vittima di un complotto di diversi uomini (tra cui il re) per impossessarsi delle sue notevoli proprietà.
    La storia non è male, a tratti un po' noiosa perché ripetitiva, ma si legge volentieri. Sono rimasta affascinata dalla figura di Erzsébet Bathory perché dal romanzo appare come una donna dal temperamento forte, vittima del suo tempo. Ho letto on line che l'ipotesi del complotto contro di lei è recente, e che per anni la si è considerata come la prima donna serial killer, ossessionata dalla propria bellezza, convinta che bere il sangue di vergini fanciulle la rendesse bella per sempre. Dal romanzo che ho letto questa sua ossessione non emerge. Effettivamente vengono descritte scene in cui punisce severamente le sue serve, ma appaiono più scatti collerici che 'sadici'.
    Leggerò sicuramente altri romanzi sull'argomento.

    ha scritto il 

  • 4

    “La contessa nera” è un romanzo che ho apprezzato, conquistata da una cover che coniuga alla perfezione mistero e inquietudine. La lettura è veloce, le torture vengono descritte con dovizia di partico ...continua

    “La contessa nera” è un romanzo che ho apprezzato, conquistata da una cover che coniuga alla perfezione mistero e inquietudine. La lettura è veloce, le torture vengono descritte con dovizia di particolari e la protagonista appare una donna violenta cresciuta nella violenza e sposata a un uomo violento. La contessa è un personaggio che affascina, sola e tradita reagisce nell’unico modo che conosce, con violenza.

    Recensione completa su http://pennadoro.blogspot.it/2016/04/recensione-la-contessa-nera-di-rebecca.html

    ha scritto il 

  • 5

    Io, la Contessa

    Non sono solita leggere romanzi storici ma devo ammettere di essere rimasta folgorata dalla copertina. Un volto bello, fiero...che parla senza parole.
    Nel leggere mi ci sono appassionata. Mi sono imme ...continua

    Non sono solita leggere romanzi storici ma devo ammettere di essere rimasta folgorata dalla copertina. Un volto bello, fiero...che parla senza parole.
    Nel leggere mi ci sono appassionata. Mi sono immedesimata in lei. Ho provato le sue emozioni. Quelle belle e quelle brutte. E si... ho percepito la sua fragilità, la sua sensibilità calpestata dagli uomini che solo per il suo potere si sono approfittati di lei. Non la sto giustificando ma... solo il male poteva aiutarla a sopravvivere. Ha conosciuto solo quello.
    Un romanzo magistrale... che mi è entrato dentro.

    ha scritto il 

  • 2

    Ok, ma dov’è Elizabeth Barthory?

    Stilisticamente questo libro è da quattro stelle. Dal punto di vista dei contenuti non raggiunge le due stelle. Perché? Non c’entra assolutamente nulla con la storia, anzi nello specifico con la figur ...continua

    Stilisticamente questo libro è da quattro stelle. Dal punto di vista dei contenuti non raggiunge le due stelle. Perché? Non c’entra assolutamente nulla con la storia, anzi nello specifico con la figura storica che pretende di raccontare.
    Ungheria, 1611.
    Nell’alta torre del castello di Csejthe una nobildonna, interamente vestita di nero, è ormai sveglia da ore e sta attendendo il sorgere del sole.
    E’ stata murata viva in una stanza fino alla sua morte, questo ha decretato per lei il conte palatino. Ma la contessa Elizabeth Bathory non vuole arrendersi al suo infausto destino.
    E’ poco più che una bambina quando è costretta ad abbandonare il suo castello in Transilvania e a sposare il freddo e antipatico Ferenc Nàdasd, un uomo sempre lontano per la guerra, interessato più che altro alla caccia e alle scorribande con gli amici che alla bellezza della moglie.
    Elizabeth si trova ben presto sola, è soltanto a lei che spetta la gestione della casa, compito che le diverrà via via sempre più gravoso, fino al giorno in cui non inizieranno a circolare su di lei strane voci su presunte sparizioni di alcune domestiche, seviziate e uccise negli scantinati e poi fatte opportunamente sparire.
    Chi è in realtà la contessa Bathory? E’ vittima del potere oscuro che dimora nella sua mente e nella sua anima o di alcuni nemici che vogliono sbarazzarsi di lei perché ormai divenuta troppo potente?
    Come ho scritto sopra stilisticamente è davvero un bel romanzo, scritto con uno stile delicato e raffinato e con dovizia(a volte anche troppo) di particolari, ma non c’entra assolutamente nulla con la figura storica di cui intende parlare.
    La figura di Elizabeth Bathory, soprannominata la “Dracula” femminile, rea di aver ucciso milioni di serve e nobildonne, di averle seviziate, torturate e poi uccise per cibarsi del suo sangue(credeva che il sangue delle vergini la rendesse immortale, che le bloccasse l’invecchiamento delle cellule) è solamente una lontanissima parente della nobildonna descritta dalla Johns, che in realtà somiglia più a una delle tante eroine sfortunate dei romanzi ottocenteschi, una donna forte, affascinante, volitiva, caparbia, posseduta da tre uomini ma mai realmente amata, madre amorevole, soprattutto verso l’unico figlio maschio, una donna verso la quale è difficile provare antipatia e soprattutto, leggendo la sua storia, ci si domanda cosa abbia poi fatto alla fine per meritarsi un’accusa di stregoneria, perché la donna qui descritta non è né una depravata né una con il desiderio perverso di infliggere dolore come la vera contessa.
    Il ritratto che ci fa la Johns dell’epoca è splendido, ci descrive alla perfezione gli usi e costumi delle famiglie nobili dell’Est Europa del diciassettesimo secolo, i caratteri dei personaggi che via via si susseguono nella storia, l’unica cosa è che non c’entra una cippa con la contessa, ma proprio niente di niente.
    Se vi interessa conoscere qualcosa di vero e autentico rispetto a questa figura così emblematica, allora vi consiglio di passare oltre, se invece volete leggere un romanzo storico davvero ben fatto, allora può più che andare bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Madre, Amante, Strega, Assassina. A volte il male è l'unico modo per difendersi.

    La mia carissima Contessa Nera...
    Rimasi attratta dalla Bàthory fin da subito. Ho imparato a conoscere la sua figura in un libro di Cinzia Tani "ASSASSINE". La contessa era la prima Serial Killer dell ...continua

    La mia carissima Contessa Nera...
    Rimasi attratta dalla Bàthory fin da subito. Ho imparato a conoscere la sua figura in un libro di Cinzia Tani "ASSASSINE". La contessa era la prima Serial Killer della storia... io che sono attratta da queste storie e le scrivo pure... non potevo rimanere indifferente a Lei.
    Nel salone di casa mia c'è un suo ritratto, acquistato a un mercatino dell'antiquariato, un regalo di San Valentino di mio marito. Lei è sempre lì che fissa me e la mia famiglia, quegli occhi duri che ti scrutano a ogni movimento, a ogni passaggio... Lei lì, con i suoi occhi indagatori. Ho letto con molta passione il libro della Johns, quasi volesse difendere la contessa, quasi volesse renderla innocente, ma sappiamo bene, o almeno chi ha letto molte sue cose, che lei è colpevole al 100% purtroppo è così, lei era pazza a tutti gli effetti.
    Il fatto che il marito si sia innamorato di lei solo al momento della consapevolezza che a lei piaceva torturare le sue serve, lascia pensare... anche lui non era da meno... tanto è vero che è stato proprio lui a insegnarle varie tecniche di punizioni.
    Dopo la sua morte, la contessa, ha perso il senno della ragione, cominciando ad andare oltre... molto oltre... per non parlare del fatto che veniva preferita a donne più giovani.
    Lei questo non poteva proprio sopportarlo. Mio marito mi guarda sempre con sospetto e mi chiede:" Come può piacerti un essere del genere?".
    Non ha tutti i torti, se analizziamo quel che ha fatto, possiamo davvero dire che la contessa era un vero mostro, eppure io riesco a vedere la sua fragilità, il suo modo di essere ribelle, il suo modo di essere indifesa di fronte a certi eventi. Era pur sempre una donna e a quell'epoca contava poco e niente... anzi... lei troppo è riuscita a farsi rispettare.
    Ma non si può perdonare il male che ha fatto per invidia, gelosia, per la crudeltà che le scorreva nelle vene.
    Consiglio vivamente questo libro per chi è appassionato della figura della contessa, per chi ama l'aspetto gotico nel romanzo, per chi vuole farsi un'idea della Bàthory.
    Leggerò altri libri su di lei, perché so che ho ancora molto da imparare su di lei e sulle sue atrocità.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello...ma

    Libro veramente bello, ma il voto non è altissimo per un solo motivo, la figura della contessa è troppo romanzata!!! sembra quasi lei la vittima delle situazioni, quando in realtà lei era sadica e psi ...continua

    Libro veramente bello, ma il voto non è altissimo per un solo motivo, la figura della contessa è troppo romanzata!!! sembra quasi lei la vittima delle situazioni, quando in realtà lei era sadica e psicologicamente disturbata! bello comunque come libro, peccato per questo piccolo dettaglio che non lo fà arrivare all'eccellenza

    ha scritto il 

  • 4

    Ho dato 4 stelle perché la storia mi è piaciuta molto. è ben sviluppata e lascia vivere un aspetto diverso dai fatti storici, bensì i sentimenti della protagonista. Ci lascia intendere cosa dovesse pr ...continua

    Ho dato 4 stelle perché la storia mi è piaciuta molto. è ben sviluppata e lascia vivere un aspetto diverso dai fatti storici, bensì i sentimenti della protagonista. Ci lascia intendere cosa dovesse provare per arrivare a compiere gesti così estremi e riesce quasi a far provare pietà di lei. Mi sarebbe piaciuto al contempo trovare più dettagli storici, comunque bel libro e gran bella storia. lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Non conoscevo la storia della contessa Bathory.Il romanzo è interessante perchè raccontato in forma di diario dalla stessa protagonista che dando la sua versione dei fatti prova a farci ragionare sul ...continua

    Non conoscevo la storia della contessa Bathory.Il romanzo è interessante perchè raccontato in forma di diario dalla stessa protagonista che dando la sua versione dei fatti prova a farci ragionare sul suo passato e su ciò che ha contribuito a farla diventare quello che è diventata, ma questo non basta a redimerla.L'efferatezza e la crudeltà con cui ha picchiato, torturato e ucciso tutte quelle povere ragazze senza provare mai pentimento non ha giustificazioni, anche se nella sua mente malata lei le trova semplicemente nel fatto che essendo la padrona poteva fare tutto ciò che voleva delle persone al suo servizio, perchè erano di sua proprietà!Forse fu la prima ma purtroppo non l'ultima....

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di una donna irriducibile...

    Molto particolare questo libro che si ispira alla vicenda di Elisabeth Bathory, la prima donna della storia che ha ucciso un numero inprecisato di ragazze e solo allo scopo di perpetuare nel tempo la ...continua

    Molto particolare questo libro che si ispira alla vicenda di Elisabeth Bathory, la prima donna della storia che ha ucciso un numero inprecisato di ragazze e solo allo scopo di perpetuare nel tempo la sua bellezza...
    Molto controverso l'argomento, giacchè l'autrice parte dal momento in cui Elisabeth viene imprigionata e murata viva nel castello dopo la scoperta inquietante dei suoi delitti.
    I suoi complici verranno messi a morte, ma lei essendo una nobile e parente di personaggi potenti e insospettabili, lei verrà murata viva nel castello...in attesa che una morte naturale la colga....
    Non so se sia peggiore la sorte di coloro che l'hanno aiutata e sono finiti sulla forca, oppure la sua, condannata a spegnersi lentamente in quella piccola porzione di castello, che le è stata destinata come prigionia...una donna così vitale....non resisterà a lungo in tale condizione...
    In questa condizione adnorme la scrittrice tenta una difesa o perlomeno un dubbio su questa vita che secondo la storia la "contessa nera" ha speso a servizio del male...sarà così oppure ella è solo una vittima di circostanze sfortunate e di intrighi di insospettabili nemici?
    Nell'attesa di sciogliere questo dilemma vi consiglio la lettura di questo libro che ci propone una visione alternativa della vicenda riguardante Elisabeth Bathory.
    Consigliato e promosso a pieni voti.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

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