La coscienza di Zeno

Ediz. integrale

Di

Editore: Newton Compton (Grandi Tascabili Economici, 12)

3.9
(14435)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Ceco

Isbn-10: 8854120138 | Isbn-13: 9788854120136 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Mario Lunetta

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri , CD audio , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Rimasto incompreso per lungo tempo, La coscienza di Zeno è il più importante romanzo di Svevo e uno dei capolavori della letteratura italiana contemporanea. È il resoconto di un viaggio nell’oscurità della psiche, nella quale si riflettono complessi e vizi della società borghese dei primi del Novecento, le sue ipocrisie, i suoi conformismi e insieme la sua nascosta, tortuosa, ambigua voglia di vivere. L’inettitudine ad aderire alla vita, l’eros come evasione e trasgressione, il confine incerto tra salute e malattia divengono i temi centrali su cui si interroga Zeno Cosini in queste pagine bellissime che segnarono l’inizio di un modo nuovo di intendere la narrativa. Primo romanzo “psicoanalitico” della nostra letteratura, quest’opera rivoluzionaria seppe interpretare magistralmente le ansie, i timori e gli interrogativi più profondi di una società in cambiamento.

«L’immaginazione è una vera avventura. Guardati dall’annotarla troppo presto, perché la rendi quadrata e poco adattabile al tuo quadro. Deve restare fluida come la vita stessa, che è e diviene.»
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  • 5

    La coscienza si Svevo

    Personalmente lo ritengo uno dei libri migliori della letteratura italiana. "Libri" perché comprendo prosa e poesia. La trama non é importante, o almeno, é meno importante della narrazione, che fluisc ...continua

    Personalmente lo ritengo uno dei libri migliori della letteratura italiana. "Libri" perché comprendo prosa e poesia. La trama non é importante, o almeno, é meno importante della narrazione, che fluisce lenta ma inesorabile e sviluppa, oltre che analizzare, la psiche del protagonista-narratore. La lingua nel quale é scritto é moderna e mi vien da dire quasi "brillante", sicuramente più scorrevole di altri romanzi italiani del periodo. Personalmente ho sempre trovato questo libro "affascinante" e misterioso allo stesso tempo, ma non ne so spiegare il motivo. L'ultimo capitolo, o la parte finale, per capirci, é sicuramente una delle parti più significative e interessanti del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Per tutti gli eterni immaturi, tra cui me stessa.

    È un libro sulla crescita, sull'incapacità di crescere, di fare scelte, di assumersi le responsabilità che la vita adulta comporta.
    L'originalità sta nell'ironia, nel sorriso beffardo con cui Zeno ass ...continua

    È un libro sulla crescita, sull'incapacità di crescere, di fare scelte, di assumersi le responsabilità che la vita adulta comporta.
    L'originalità sta nell'ironia, nel sorriso beffardo con cui Zeno assolve sè stesso e gli altri, nell'intelligenza con cui mutua dalle nuove teorie sulla psicanalisi tutti gli alibi di cui necessita per poter continuare ad assecondare i suoi bisogni infantili.
    Zeno è si un inetto, non ne combina mai una giusta, è l'immaturo per eccellenza. Ma è pieno di buoni propositi (che rappresentano il suo genuino anelare a una vita di uomo adulto) che vengono poi puntualmente disattesi, poiché a prevalere è la voglia di restare un ragazzo, è l'energia vitale della giovinezza, è il desiderio delle possibilità infinite che solo l'età giovanile può dare.
    Quindi tra mille ripensamenti, rimorsi, giustificazioni, Zeno diventa vecchio senza passare per l'età adulta. Anche perché , molto meglio dei medici a cui si rivolge, capisce che spesso è proprio la necessità di scegliere, che ci è spesso imposta, che conduce alla malattia (fisica e mentale) quindi..... perché scegliere? perché forzarsi ad annullare gli istinti, le contraddizioni, le passioni, a beneficio di una mortifera pace borghese??

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico moderno

    Avevo studiato l'autore alle superiori, ma mi ero ben guardato dal leggere il libro.
    L'ho ripreso per caso mentre ero in vacanza, e devo dire che è stata una lettura molto piacevole; l'autore è divert ...continua

    Avevo studiato l'autore alle superiori, ma mi ero ben guardato dal leggere il libro.
    L'ho ripreso per caso mentre ero in vacanza, e devo dire che è stata una lettura molto piacevole; l'autore è divertente, ironico e il romanzo scorre agevolmente tra le argute e simpatiche intuizioni di Zeno.

    ha scritto il 

  • 0

    Irriverente ed ironico viaggio nella solitudine della borghesia italo-austriaca dei primi del 900.
    Il protagonista, con l'impegno di un'autoanalisi, racconta a ruota libera le fasi salienti della sua ...continua

    Irriverente ed ironico viaggio nella solitudine della borghesia italo-austriaca dei primi del 900.
    Il protagonista, con l'impegno di un'autoanalisi, racconta a ruota libera le fasi salienti della sua vita: il rapporto con il padre e la madre; la necessità di uscire dal patologico vizio del fumo; le peripezie per ammogliarsi e per, successivamente, ritagliarsi lo spazio con un'amante; il lavoro o meglio lo pseudo lavoro degli affari e della borsa svolto non per bisogno materiale; infine lo scombussolamento dovuto alla guerra.
    Zeno attraversa tutti questi episodi con un solo filo conduttore: decidere il meno possibile.
    È un personaggio negativo che però riesce ad occupare un posto nella società ed a sviluppare, seppur piene di non detto, relazioni umane e affettive importanti.
    Intorno alla diagnosi dello psicoanalista S, Zeno scrive la sua storia con brutale sincerità e, anche se evita la diagnosi di potente complesso edipico, ammette che la sua "guarigione" si realizza nell'aver saputo esorcizzare le varie fasi della vita. Amori ed amicizie sempre poco impegnative nel concreto tanto quanto annunciate a priori descrivono, così, una vita "sospesa".
    Quando ero giovane pensavo ad uno Svevo inavvicinabile. Per quanto riguarda Zeno niente di tutto questo.
    Comprato su una bancarella porta ancora la firma di una studentessa del liceo che ha preferito disfarsene!

    ha scritto il 

  • 5

    Probabilmente, il Grande Romanzo Italiano

    In un rigo soltanto:
    Zeno è divertentissimo!

    Più in profondità:
    Signori, qui occorre riscrivere le antologie scolastiche!
    Cosa succede quando si rilegge questo romanzo dopo la tappa obbligata al liceo ...continua

    In un rigo soltanto:
    Zeno è divertentissimo!

    Più in profondità:
    Signori, qui occorre riscrivere le antologie scolastiche!
    Cosa succede quando si rilegge questo romanzo dopo la tappa obbligata al liceo, dopo gli -enta?
    Che si scopre la bellezza e l'importanza del romanzo italiano del 900 per antonomasia.

    Zeno inetto? Ma quando mai? Il protagonista di questo romanzo (alter ego, si suppone, dell'autore) non è che un impertinente, un po' pigro, un po' foglia al vento, originalissimo e combinaguai. Molti molti guai.
    Se Zeno fosse romano, sarebbe il profeta del "'ndo cojo, cojo".

    Zeno è divertentissimo, davvero.
    Io lo adoro.
    Sul serio: vorrei fosse mio amico.
    Mi farei raccontare dalla sua voce (con quell'accento triestino sbarazzino) le ore turbinose che precedettero il suo fidanzamento; lo seguirei nelle sue passeggiate notturne, inducendolo in tentazione con una sigaretta; andrei a disturbarlo in ufficio, tanto non ha mai nulla da fare lì...
    Proverei addirittura a scuoterlo, con affetto e senza la supponenza fallimentare del suo psicanalista. Ma, da amica, lo accetterei così com'è: un combinaguai.

    E, invece, devo accontentarmi di leggere e rileggere le sue avventure, trasportandomi indietro di cento anni quasi esatti solo attraverso le meravigliose pagine che ci ha lasciato il grande, immenso, Italo Svevo.
    Che, in queste pagine, è riuscito a dosare perfettamente ingredienti diversi e antitetici: la cronaca tipica di un diario e i flussi di coscienza mai noiosi, l'entrata e l'uscita di certi personaggi originali quanto il protagonista, la Storia, quella vera, e un mix di sentimenti da far venire la vertigini.
    Con un finale mozzafiato, dopo un attento alternarsi di capitoli molto ben congegnati ed equilibrati.

    Vertiginoso, divertente, empatico, modernissimo, teneramente poetico.
    Un romanzo "sovranamente amabile".

    ha scritto il 

  • 4

    non è facile da leggere, accurata scrittura che analizza, esplora , sviscera quella che Svevo chiama "la coscienza" con un umorismo tagliente identifica i meandri più profondi di un male esistenziale, ...continua

    non è facile da leggere, accurata scrittura che analizza, esplora , sviscera quella che Svevo chiama "la coscienza" con un umorismo tagliente identifica i meandri più profondi di un male esistenziale, angoscia vissuta in prima persona, giorno per giorno, esamina attraverso la scrittura il suo comportamento fra colpa e innocenza, fra malattia e salute, fra io e mondo, fra memoria e tempo perduto arrivando a rassegnarsi alla inutilità di ogni sforzo, progetto o lotta.
    Alla fine abbandona la terapia, trasformando Zeno da torturato perdente a appagato vincente, riconoscendo che "la malattia" e frutto della condizione umana del XX secolo, quindi va accettata, assecondata con una buona dose di ironia.

    ha scritto il 

  • 5

    Escursione magnifica tra le debolezze spesso non ammesse che albergano anche nei più "abili nel vivere".Ciò è reso possibile dalla concentrazione delle stesse nella figura di Zeno,la cui esperienza è ...continua

    Escursione magnifica tra le debolezze spesso non ammesse che albergano anche nei più "abili nel vivere".Ciò è reso possibile dalla concentrazione delle stesse nella figura di Zeno,la cui esperienza è una spremuta di vita nella quale ognuno può trovare del suo. Buone lettura

    ha scritto il 

  • 5

    Svevo forever

    Zeno è la personificazione attualissima dell'uomo moderno: pronto sempre ad assolversi dai suoi peccati, a proclamarsi sempre sorpreso e infantilmente incosciente davanti a ciò che gli accade, narcis ...continua

    Zeno è la personificazione attualissima dell'uomo moderno: pronto sempre ad assolversi dai suoi peccati, a proclamarsi sempre sorpreso e infantilmente incosciente davanti a ciò che gli accade, narciso e autocentrico, furbo nel crogiolarsi in tutte le sue misere giustificazioni. Sono il lucido cinismo, l'ironia, la capacità di descriversi e descrivere il suo mondo, l'acutezza con cui prevede persino il futuro dell'umanità a fare di Zeno un personaggio unico e memorabile. Agli insegnanti dico: "non fatelo leggere al liceo: il 90% degli studenti non lo capisce e lo odierà per tutta la vita".

    ha scritto il 

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