La dama de blanc

Per

Editor: Columna

4.1
(1185)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi traditional , German , French , Spanish , Italian , Chi simplified , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 8478091424 | Isbn-13: 9788478091423 | Data publicació: 

També disponible com: Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

Do you like La dama de blanc ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Registra't gratis
Descripció del llibre
Sorting by
  • 5

    Meraviglia

    Come si fa a recensire un libro così?
    Non mi sento in grado di farlo. Troppo bello, troppo classico, troppo scritto bene.
    Sono stata molto lenta a leggerlo, ma non perché sia noioso, solo perché nel f ...continua

    Come si fa a recensire un libro così?
    Non mi sento in grado di farlo. Troppo bello, troppo classico, troppo scritto bene.
    Sono stata molto lenta a leggerlo, ma non perché sia noioso, solo perché nel frattempo ho letto altro. Ma ogni volta che tornavo al mio Wilkie, mi dicevo: mamma mia, ma come scrive bene????
    Un romanzo uscito a puntate a metà '800, su una rivista. Eppure, un romanzo che sembra scritto. ieri. Un romanzo che, se lo avessi letto a puntate nell'800, sarei impazzita nell'attesa della puntata successiva!
    Personaggi approfonditi in modo esemplare; una trama degna della miglior soap opera! Insomma, un capolavoro. Perché non smetteresti mai di leggere di Laura, ingenua, ma non troppo; o di Marian, brutta che più brutta non si può, ma con una personalità talmente amabile da apparire bellissima; del conte Fosco, cattivo fino all'inverosimile, ma che parla con i suoi topolini e i suoi uccellini come se fossero suoi figli.
    Insomma. C'è tutto, in questo romanzo.
    Wilkie, fra un po', tornerò da te! Tanto di libri ne hai scritti parecchi!
    5 stelle su 5

    dit a 

  • 3

    Atmosfere gotiche, delitti, relazioni illecite, figli illegittimi, segreti familiari, identità scambiate, e una massiccia dose di melassa. Gli ingredienti, insomma, sono quelli tipici di un romanzo d' ...continua

    Atmosfere gotiche, delitti, relazioni illecite, figli illegittimi, segreti familiari, identità scambiate, e una massiccia dose di melassa. Gli ingredienti, insomma, sono quelli tipici di un romanzo d'appendice, e del resto The Woman in White - archetipo indiscusso del sensation novel - del classico feuilleton possiede davvero tutti i tratti distintivi.
    Quando nel 1859 il romanzo fece la sua prima apparizione sul periodico dickensiano All the Year Round, l'accoglienza da parte dei lettori fu entusiasta; la critica, al contrario, manifestò inizialmente una certa freddezza, salvo poi rivalutare l'opera fino al punto di proclamarla, così com'è tutt'ora considerata da molti, il capolavoro dell'autore.
    Caratterizzato dall'alternarsi di più voci narranti - un espediente usato spesso da Collins - il romanzo si articola intorno alle rispettive testimonianze dei diversi personaggi, permettendo così al lettore di seguire passo dopo passo le vicende raccontate, attraverso il punto di vista e le impressioni (peraltro non sempre attendibili) di chi le ha vissute in prima persona.

    La storia inizia in una notte d'estate, quando Walter Hartright, giovane maestro di disegno in procinto di partire per il Cumberland, s'imbatte, lungo la strada di casa, in una strana ed irrequieta donna completamente vestita di bianco, ansiosa di raggiungere Londra, dal cui sconnesso racconto emerge casualmente un'antica frequentazione con la stessa famiglia presso cui Walter dovrà lavorare.
    Pochi giorni dopo, assunto il nuovo incarico nella tenuta di Limmeridge House, il ragazzo fa la conoscenza delle sue allieve: la schietta e disinvolta Marian Halcombe, con cui fa subito amicizia, e la sua sorellastra Laura Fairlie, timida e bellissima ereditiera di cui s'innamora a prima vista, ignorando però che quest'ultima, suo malgrado, è già stata promessa in sposa ad un baronetto di mezza età: tale sir Percival Glyde.
    A malincuore, Walter si rassegna così a rinunciare all'impiego e ad allontanarsi dalla sua amata, non prima, però, di aver notato, durante una notte di luna, una sinistra ed inspiegabile somiglianza tra Laura e la misteriosa donna in bianco.
    Turbato dall'inaspettata scoperta, il giovane si confida con Marian, e con il suo aiuto, inizia ad indagare.

    Recita la quarta di copertina dell'edizione Fazi:

    “È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa straordinaria macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l'attributo di «padre del poliziesco moderno».”

    E The Woman in White, a onor del vero, è innegabilmente un bell'esempio di ottima letteratura d'intrattenimento: un romanzo dalla prosa raffinata, godibile e scorrevole, in grado di coinvolgere il lettore e divertirlo, permettendogli di procedere senza alcuna fatica nonostante l'imponente mole del libro.
    Tuttavia, è probabile che la sottoscritta sia davvero una lettrice eccessivamente smaliziata, o forse soltanto un po' troppo avvezza alle dinamiche del romanzo vittoriano, perché, malgrado la trama sia interessante e ben congegnata, raramente di fronte agli intrighi escogitati o ai numerosi colpi di scena, ho provato qualcosa di vagamente assimilabile ad un autentico senso di stupore.
    Le notevoli capacità di Collins, sia chiaro, non sono affatto in discussione: ciò che contesto è invece l'effettiva solidità di un impianto narrativo che proprio nella capacità di spiazzare il lettore, dovrebbe trovare la sua ragion d'essere.
    Nonostante l'autore riesca di tanto in tanto a creare un buon livello di suspense e ad ideare, specialmente in prossimità dell'epilogo, alcune soluzioni decisamente originali, i grandi misteri del romanzo - quelli intorno a cui ruota tutta la storia - finiscono, ahimè, col chiarirsi troppo presto. Non occorre essere Sherlock Holmes per indovinare le ragioni della prodigiosa somiglianza tra Laura e la famosa donna in bianco; così come la certezza della comprovata stima nei confronti di sir Percival, non impedisce anche al lettore meno accorto, di dubitare della sua onorabilità già molte pagine prima che il personaggio compaia realmente in scena.
    Niente di grave, se non fosse che a un certo punto le coincidenze si fanno talmente assurde, e gli indizi talmente palesi, che il divertimento principale di chi legge non è più quello di fare congetture sulla possibile risoluzione dei misteri, bensì vedere quanto tempo impiegherà il protagonista per trovare quelle risposte che con un po'd'attenzione - e di familiarità con la letteratura dell'epoca - non è difficile intuire con parecchi capitoli d'anticipo.
    Come se non bastasse, spinto dalle esigenze della pubblicazione a puntate, Collins, già abitualmente incline alla prolissità, ha diluito inutilmente una vicenda che per essere approfondita in modo adeguato avrebbe richiesto - volendo proprio esagerare - non più di quattrocento pagine. Ne consegue che, nonostante la piacevole esposizione e i frequenti cambi di registro, il ritmo non riesce a restare costante per tutta la lettura, ed anche l'attenzione di chi legge ne soffre.

    La prevedibilità degli sviluppi, comunque, non sarebbe stata di per sé un problema, se a sostenere la narrazione ci fossero stati dei protagonisti sufficientemente interessanti. Purtroppo, anche su questo piano, Collins non convince del tutto, e - forse involontariamente - finisce col dare il meglio nella creazione dei personaggi secondari, vale a dire quelli in cui è più evidente l'influenza del suo maestro Dickens: come il goffo (ma insospettabilmente pieno di risorse) professor Pesca, o l'ipocondriaco ed insofferente Mr Fairlie, zio di Laura affetto da innumerevoli fissazioni ed ostinatamente refrattario a farsi carico di qualsivoglia responsabilità.
    Assai meno incisivi, come anticipavo, i protagonisti veri e propri: a partire dal valoroso e integerrimo Walter Hartright che con la sua emotività, l'avventatezza e - malgrado i suoi ventott'anni - la sostanziale immaturità, s'inserisce in quel tipico filone di personaggi maschili incolori e per natura destinati ad un ruolo subordinato; difetti, questi, di cui risente anche il suo stesso resconto dei fatti, non di rado arenato tra interminabili pagine di sospiri amorosi e di stucchevoli elucubrazioni sull'adorata Laura.
    Già, Laura... La povera vittima sacrificale che sceglie spontaneamente - ed inutilmente - d'immolarsi solo per onorare la memoria di un padre che di onorevole, a dirla tutta, avrebbe ben poco.
    Ammetto di trovarmi lievemente in difficoltà di fronte alla prospettiva di parlare di lei, perché - siamo onesti - criticare la sventurata Miss Fairlie è un po'come sparare sulla croce rossa.
    Intorno a lei si ordiscono complotti e si consumano delitti; la sua stessa esistenza diventa l'obiettivo di una serie di macchinazioni criminali... E lei intanto che fa? Lei disegna, ignara di tutto ciò che le accade intorno; sviene, quando il suo animo delicato resta troppo scosso dagli inconvenienti di una realtà che sfortunatamente non è sempre rose e fiori; oppure piagnucola, preoccupata che il suo amato, stanco di lei, possa infine preferirle la sorellastra Marian.
    C'è da dire che la poverina, in effetti, avrebbe i suoi buoni motivi per covare tali timori: quale uomo, del resto, preferirebbe una bambolina inerte e priva di personalità, ad una donna giudiziosa, determinata e dotata di una spiccata intelligenza? Quale uomo? Walter, appunto.
    Debole, leziosa, fisiologicamente incline al deliquio, e talmente candida da rasentare l'idiozia (è l'unica, non a caso, a non vestire mai i panni della narratrice) la povera Laura - o, volendo usare le parole del Conte Fosco, "quella biondina insulsa" - è la tipica figura femminile che una Jane Austen, a ragione, non avrebbe esitato a sbeffeggiare incessantemente nelle sue parodie.
    Non deve quindi stupire che di fronte ad una pseudo-protagonista di tale levatura, le simpatie della sottoscritta si siano indirizzate piuttosto verso il cattivo della situazione: il già citato Conte Fosco, appunto, di sicuro il personaggio più intrigante, divertente e meglio delineato di tutto il romanzo.
    La sua essenza è contenuta tutta nelle parole che lui stesso proferisce:
    “Io sono capace dei più nobili atti di virtù, quando mi è data l'opportunità di compierli! La mia più grande sfortuna è stata quella di averne poche di opportunità del genere!”
    Stravagante, amante dei topolini, cinico, imprevedibile, ed apertamente maschilista, Isidoro Ottavio Baldassarre Fosco - questo il suo vero nome - coniuga una mente brillante e un singolare savoir faire, con una personalità oltremodo ambigua, dove non c'è spazio che per una sola imperdonabile debolezza: Marian Halcombe, sua irriducibile avversaria ed unica donna per cui provi rispetto e ammirazione.
    Proprio l'antagonismo tra queste due figure, diversissime e contemporaneamente legate da uno strano rapporto di attrazione/repulsione, costituisce l'aspetto migliore di The Woman in White.
    Benché il ruolo di Marian come narratrice si esaurisca sfortunatamente in appena una manciata di capitoli, è senza dubbio lei il principale personaggio femminile del romanzo: una donna indipendente e fuori dagli schemi, a cui vanno stretti i panni della damigella e le inutili affettazioni della buona società. Coraggiosa, dai modi franchi, e l'indole veemente ma opportunamente soggetta ad autocontrollo, Marian, che non si distingue per la bellezza e non ha alcuna predisposizione per l'arte o il ricamo, spicca invece per un anticonformismo degno di nota anche per i giorni nostri. Ella infatti non sogna l'amore nè coltiva aspirazioni matrimoniali, e questo non a causa di qualche pregressa delusione sentimentale - come vorrebbero i cliché del genere - o per inseguire l'ambizione di un'ipotetica realizzazione professionale - in linea con le più moderne istanze femministe: ma soltanto perché, seppur dedita a una vita tranquilla e perfettamente a suo agio nell'ambiente domestico, ella sta bene da sola e non sente alcun bisogno di crearsi una famiglia per essere appagata, ma incurante dei modelli imposti dalla società, conduce con fierezza e soddisfazione l'esistenza che meglio si addice alla sua personalità.
    Peccato solo che Collins, inconsciamente condizionato dalla propria mentalità maschile, non faccia che metterle continuamente in bocca pensieri ed osservazioni sul sesso femminile, che tradiscono istantaneamente l'identità - e i tanti preconcetti - di chi scrive.

    Dopo la bellezza di quasi settecento pagine condite da descrizioni, riflessioni e scene d'innegabile impatto - chiudendo un occhio sulla trascurabilissima melodrammaticità di alcuni frangenti - la voce di Walter, narrandoci gli ultimi (stavolta davvero) inaspettati colpi scena, ci consegna finalmente il tanto atteso finale, del quale forse nessuno si meraviglierà, ma in cui, tuttavia, trovano compimento le più rosee aspettative della maggior parte dei lettori.
    Solo un mistero, a ben guardare, resta insoluto: perché intitolare il romanzo ad un personaggio - quello di Anne Catherick - destinato, tutto sommato, a restare nell'ombra? Perché dar vita ad una figura che avrebbe potuto rivelarsi estremamente interessante, e su cui tanto si sarebbe potuto investire, per poi accontentarsi di liquidarla così?
    Questa volta, però, la risposta spetta solo al vecchio Wilkie.

    dit a 

  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    0

    白衣女郎被認為是第一本英文懸疑小說,我是無意之間拿起這本書的。心想著就試讀一下吧,不好看又或看不來的話放棄便算了,沒想到我會完成得到,並且有意想不到的感覺。

    首先,我讀的是英文版,已經是有困難了,加上這是古典小說,就更加難。古典小說的寫法的確古舊和文藝得多,說到的事情和表達方式都十分惋轉。
    例如有一方邀請你出外遊玩,你答的不是簡簡單單的 yes 或 No,而是要「禮貌性地表示樂意接受或辦不到」。一 ...continua

    白衣女郎被認為是第一本英文懸疑小說,我是無意之間拿起這本書的。心想著就試讀一下吧,不好看又或看不來的話放棄便算了,沒想到我會完成得到,並且有意想不到的感覺。

    首先,我讀的是英文版,已經是有困難了,加上這是古典小說,就更加難。古典小說的寫法的確古舊和文藝得多,說到的事情和表達方式都十分惋轉。
    例如有一方邀請你出外遊玩,你答的不是簡簡單單的 yes 或 No,而是要「禮貌性地表示樂意接受或辦不到」。一大段的文字就只說了單單一個意思。有時候現代文學內很直接的事情,在這本古典小說內會變成一整章節,所以起初的部份我是看得是很辛苦。

    另外,由於是「遠古時代」的故事,18xx 年的事情,內裡人的生活方式和我們都很不同。每天的活動局限於日光的時間內,行動用馬或馬車,火車是有限,當然沒有電力啦!通訊也是靠人手和書信。這些種種的不同的生活方式竟然也在作者筆下成為緊張局勢的要素!
    例如故事中公爵想強迫妻子簽下不明的文件,她誓死在不知內容的情況下不會簽名。她姊姊為了救她,便說要寫信給她們的律師,信件會放在郵袋內,傭人會拿去郵局,搭乘一天最後的火車到倫敦,律師明天早上之前必定收到。那律師便可立刻回信,告訴她應該如何是好了。那麼她最快可在寄信後的第三天收到回覆和做相應的行動。這真是 oh my god 的長啊!我一邊看便一邊的在心中說要快點啊!

    出乎意料之外,我看後來的三分之二比之前的快上了一倍,為了多看幾頁更挑燈夜讀。後半的情節是緊湊得來又在我想像之外,橋段是古老得現代當然沒有的,卻又互相影響,結局也首尾呼應,大大的提高了我對此故事的評價。

    說到故事內容,內裡的壞人相比起現在其實並不算很壞。殺人當然是犯法,但他們沒有下最大的決心的話是不會殺人。現代小說在一兩頁便有一個屍體了,這樣比較的話,我們現在看的的確是重口味很多。主角為了自己愛的人去找壞人「理論」。因為沒找到足夠證據,主角是想著要壞人自己「懺悔」。現代小說若說「等犯人懺悔」的話我想會被人罵得狗血淋頭。到他齊集了證詞,也只需要在自己的村落內向鄰居和重要人物交代,便是可以繼續生活下去了。這令我感到以前的生活是何等的簡單!人與人的關係全靠互相信任,沒有什麼陰險的存在。這種感覺現在可能很難才找得到了。

    大家若是一向喜歡古典文學,又想看看古老作品如何拼湊出懸疑緊張的故事,不妨試試這個經典之作。

    dit a 

  • 0

    Una lezione di narrativa

    Strepitoso romanzo che viene dal secolo XXIX, che appassionò a suo tempo mezza Inghilterra e che oggi, a oltre un secolo e mezzo di distanza, ci mostra come si racconta una storia. Ho letto parecchi c ...continua

    Strepitoso romanzo che viene dal secolo XXIX, che appassionò a suo tempo mezza Inghilterra e che oggi, a oltre un secolo e mezzo di distanza, ci mostra come si racconta una storia. Ho letto parecchi commenti che lo definiscono lento: non lo è, assolutamente, è solo che i lettori moderni si sono abituati a una velocità che è superficialità, che è lasciare a chi legge la maggior parte del lavoro, demandando a loro l'invenzione totale dei personaggi.
    Qui non è così, i personaggi sono descritti nei dettagli, e le vicende altrettanto, ma sono pagine e pagine che scivolano via in una profondità di narrazione e una leggerezza di scrittura mirabilmente fuse.
    In questi pochi giorni, smettere di leggere mi ha sempre procurato una profonda irritazione, perché avrei voluto continuare, perché la tensione delle pagine è davvero elevata, e l'intrigo della trama ti prende e ti avvince nelle sue spire.
    La storia, ovviamente, ha tutti i topos del suo secolo, eppure .... eppure c'è un'aura di novità, soprattutto nella suspence tesissima, e nel personaggio di Marian, la vera protagonista della storia, intelligente e coraggiosa, lontanissima dallo stereotipo femminile del suo tempo. E' lei a fare da contraltare alle due fragili fanciulle attorno alle quali si snoda l'intrigo, Laura e Anna, che invece sono tipicamente personaggi dell'epoca.
    Modernissimo il registro narrativo: sono diverse voci narranti a comporre la storia, uno dopo l'altro, ciascuno che racconta la parte di cui è stato testimone. Io l'ho trovato splendido, questo modo di narrare, capace di creare suspence e attesa.
    Certo è che, alla fine di un romanzo così, il mistery attuale (giallo, poliziesco o noir che sia) mi sembra ben poca cosa.

    dit a 

  • 4

    Centosessant'anni e non dimostrarli

    Questo, che può considerarsi il progenitore di tutti i serial thriller/gialli e di tutte le fiction poliziesche televisive in circolazione, è un gioiello di romanzo. Pubblicato a puntate, tra il 1859 ...continua

    Questo, che può considerarsi il progenitore di tutti i serial thriller/gialli e di tutte le fiction poliziesche televisive in circolazione, è un gioiello di romanzo. Pubblicato a puntate, tra il 1859 e il 1860, sulla rivista dell'amico Charles Dickens, il romanzo di Wilkie Collins è una storia piena di intrighi, suspense, colpi di scena e tanto romanticismo. Una storia, una sensation novel, che ebbe molta fortuna ai tempi e che appassionò mezza Inghilterra, ansiosa di conoscere, da una puntata all'altra, il proseguire della vicenda e i destini dei personaggi. Fantastico insomma, un romanzo completo nel contenuto, molto avvincente, e molto ben scritto. La cura nella descrizione dei personaggi, degli ambienti è perfetta e precisa, con una ricchezza di particolari da ricordare i più grandi Romanzi dell'ottocento. Pagine e pagine, per delineare ciascun personaggio fin nei più piccoli dettagli, che però scivolano via e si leggono con un senso di appagamento davvero sorprendente. La modernità del romanzo sta nell'aver scelto come reale protagonista del libro non Anne, la misteriosa donna del titolo, ma la coraggiosa, intelligente, determinata, povera e bruttina Marian, che riesce a esercitare un fascino, contro ogni previsione data la datazione del libro, ben superiore a quello della bella, ricca, dolce, angelica sorella Laura. Moderna è anche la costruzione del romanzo che è composto da sei libri, narrati ciascuno in prima persona dai protagonisti. Le diverse prospettive del racconto, caratterizzate da diversi registri narrativi, non perdono mai il filo conduttore della storia e stuzzicano l'interesse del lettore, incuriosendolo e avvinghiandolo alla vicenda.
    E che dire del Conte Fosco? subdolo, furbo, cattivo e pericolosamente affascinante.
    Se solo qualcuno dei vari serial writers di oggi si lasciassero ispirare da libri come questo e capissero che si può far della Letteratura anche a scriver gialli...certo è che bisogna anche "averci i numeri" per far della letteratura e su molti dei nostri autori di gialli nutro seri dubbi.

    dit a 

  • 5

    Voto 10!

    Avete presente quei bei romanzoni che vi avvolgono come una coperta d'inverno, dove stai talmente bene che non vorresti mai spostarti? Ecco, La donna in bianco fa esattamente quell'effetto.
    Avevo lett ...continua

    Avete presente quei bei romanzoni che vi avvolgono come una coperta d'inverno, dove stai talmente bene che non vorresti mai spostarti? Ecco, La donna in bianco fa esattamente quell'effetto.
    Avevo letto La pietra di luna di Collins ai tempi dell'università e ricordavo di averlo apprezzato tantissimo, con la sua scrittura avvincente, la trama ben congegnata e il linguaggio con quel tantino di antiquato che non può che colpire al cuore chi ama i classici. Con questo romanzo la magia si è ripetuta: volume divorato in due giorni, con somma soddisfazione!
    Insomma, consigliatissimo per chi ama i romanzi inglesi dell'Ottocento spruzzati di mistero :)

    dit a 

  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    5

    Il plot narrativo è micidiale, geniale la concatenazione degli eventi (alla fine del libro terzo, alle 2 di notte ho dovuto guardare il riassunto su Wikipedia per l'ansia che mi era presa!), moderniss ...continua

    Il plot narrativo è micidiale, geniale la concatenazione degli eventi (alla fine del libro terzo, alle 2 di notte ho dovuto guardare il riassunto su Wikipedia per l'ansia che mi era presa!), modernissima la narrazione.
    I protagonisti sono un filo irritanti a partire dalla presunta eroina Laura, anzi amorfina, che rappresenta perfettamente la ragazza-da-macello inglese dell'800 (purchè benestante e in possesso di dote), venduta da padre-zio-fratello a un marito minimamente rispettabile e benestante per non doversene più occupare. Le donne erano una pura estensione del parente maschio più stretto (una mentalità che ricorda qualcosa nella società odierna?) che le vedevano solo come mezzo riproduttivo per perpetuare l'eredità (nota: nell'intricatissima trama svetta la motivazione dell'avvocato che suggerisce a Laura di non firmare il documento capestro che le propone il marito, non per salvaguardare i suoi interessi, ma per non privare l'ipotetico figlio maschio – il cui concepimento non è ancora avvenuto – dell'eredità che gli spetta di diritto. bleah!).
    Collins, pure con le sue idee decisamente irrituali rispetto alla morale benpensante sull'emancipazione femminile, non può nulla per la sorte di Marian. La cugina intelligente e brillante ma irrimediabilmente povera e brutta*, è destinata a una vita da sorella-cognata-zia, per preservare quel pesce lesso di Laura capace solo di procurare a tutti dei guai a causa della sua arrendevolezza alle peggio manovre del duo Glyde-Fosco.
    Collins abusa un po' troppo dell'intervento divino per punire i malfattori – intervento che nel caso del povero conte Fosco ha un po' dell'incredibile, ma come dice Hartright le società segrete sono cosa terribilmente nota – ma nel complesso si tira un bel respirone di sollievo quando tutto finisce bene!

    *Hartright col suo cuore d'artista non ha cuore nel descrivere Marian, che ha un bel portamento un bella figura dei bei modi ma "un incarnato scuro" - arghhhhh - cosa c'è di peggio del non poter sfoggiare un'eburnea epidermide?!

    dit a 

Sorting by