La dimora millenaria

Il romanzo di Ramses vol. 2

Di

Editore: A. Mondadori

3.7
(1302)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804432470 | Isbn-13: 9788804432470 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Pia Tosti Croce

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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  • 5

    Siamo agli albori di quello che sarebbe divenuto forse il regno più luminoso di tutta la millenaria storia egiziana. Sethi I aveva ormai associato il figlio Ramses al trono del ‘Regno delle due terre’ ...continua

    Siamo agli albori di quello che sarebbe divenuto forse il regno più luminoso di tutta la millenaria storia egiziana. Sethi I aveva ormai associato il figlio Ramses al trono del ‘Regno delle due terre’ perché, dopo il superamento di varie prove, gli era sembrato che gli dei avessero previsto per lui un futuro assai luminoso. La crescita spirituale del giovane principe non era però ancora certamente giunta ad una piena conclusione. Nemmeno dopo la morte del padre e la sua susseguente ascesa al trono il ragazzo sembrava essere ancora maturo.
    Molti erano i nemici da cui guardarsi e pochi i fedeli servitori delll’Egitto su cui contare veramente.
    In primis bisognava preoccuparsi della infida, ma potentissima, aristocrazia tebana, poi della gelosia dei fratelli del Faraone per un destino che non ritenevano giusto e infine del nemico più pericoloso, l’astuta casta sacerdotale che aveva in Karnak il suo centro del potere. Il nuovo Faraone non poteva che essere assillato dai dubbi su come riuscire a rimettere in sesto un paese che sembrava, ogni giorno di più, diventare una facile preda per gli appetiti dei grandi regni stranieri.

    Recensione
    Nel primo libro lasciamo un Ramses fanciullo in procinto di salire al trono, in questo lo vediamo affrontare concretamente i problemi che porta l'assumere una carica così importante in così giovane età.
    Di questo libro mi è piaciuto il modo in cui l'autore mescola fatti storici ben noti con figure legate al mito, come quella di Mosè, il migliore amico del Faraone, che si trova combattuto tra la fedeltà a Ramses e la sua fede. Suggestivo l'accostamento della fede ebraica con quella del dio unico Aton, sebbene l'intera storia dell'esodo riportata nella Bibbia in realtà non abbia tuttora alcun riscontro certo nella storia egizia.

    ha scritto il 

  • 3

    Secondo volume della saga di Ramses

    Ora Ramses è faraone, subito dopo la morte del padre e dovrà fronteggiare numerosi rivali e pretendenti al trono.

    Non si tratta di un romanzo storico ma di puro int ...continua

    Secondo volume della saga di Ramses

    Ora Ramses è faraone, subito dopo la morte del padre e dovrà fronteggiare numerosi rivali e pretendenti al trono.

    Non si tratta di un romanzo storico ma di puro intrattenimento in un mondo dove i presagi e le profezie si avverano come pure gli incantesimi di magia nera.

    Leggero...

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo agli albori di quello che sarebbe divenuto forse il regno più luminoso di tutta la millenaria storia egiziana. Sethi I aveva ormai associato il figlio Ramses al trono del "Regno delle due terre" ...continua

    Siamo agli albori di quello che sarebbe divenuto forse il regno più luminoso di tutta la millenaria storia egiziana. Sethi I aveva ormai associato il figlio Ramses al trono del "Regno delle due terre" perchè, dopo il superamento di varie prove, gli era sembrato che gli dei avessero previsto per lui un futuro assai luminoso. La crescita spirituale del giovane principe non era però ancora certamente giunta ad una piena conclusione. Nemmeno dopo la morte del padre e la sua susseguente ascesa al trono il ragazzo sembrava essere ancora del tutto maturo. Molti erano i nemici da cui guardarsi e pochi i fedeli servitori dell'Egitto su cui contare veramente. In primis bisognava preoccuparsi della infida, ma potentissima, aristocrazia tebana, poi della gelosia dei fratelli del Farone per un destino che non ritenevano giusto e infine del nemico più pericoloso, l'astuta casta sacerdotale che aveva in Karnak il suo centro di potere...

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire, la storia continua...
    Qui splendido il capitolo con la scena dell'incoronazione, l'intrigo come sempre di alto livello, l'avventura e la suspance sempre presenti; divorato più volte (non sol ...continua

    Che dire, la storia continua...
    Qui splendido il capitolo con la scena dell'incoronazione, l'intrigo come sempre di alto livello, l'avventura e la suspance sempre presenti; divorato più volte (non soltanto 3 come ho indicato riassuntivamente), così tante volte che oramai ho perduto il conto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il secondo libro della collana di Ramses è, probabilmente, il meno bello: porta infatti una storia meno avvincente delle altre, pur mostrando i tormenti del Faraone, le imprese del Uomo, e la potenza ...continua

    Il secondo libro della collana di Ramses è, probabilmente, il meno bello: porta infatti una storia meno avvincente delle altre, pur mostrando i tormenti del Faraone, le imprese del Uomo, e la potenza del Impero.

    La storia della dimoria millenaria è avvincente, estremamente ben scritta, ma come romanzo è inferiore agli altri, perchè serve da collante per i libri successivi, introducendo i temi fondamentali.

    Resta un ottimo libro, accurato, scorrevole, molto divertente.

    ha scritto il 

  • 1

    3/10

    Fino a poche pagine dalla fine questo volume sarebbe stato addirittura peggiore del precedente, tuttavia la faccenda di Mosè risolleva un po' il ritmo della storia: a essere onesti la cosa è trattata ...continua

    Fino a poche pagine dalla fine questo volume sarebbe stato addirittura peggiore del precedente, tuttavia la faccenda di Mosè risolleva un po' il ritmo della storia: a essere onesti la cosa è trattata con la solita freddezza che ammazza qualsiasi immedesimazione, tuttavia un tentativo mal riuscito è sempre meglio di niente. Per il resto, si vede che il libro è stato scritto insieme al precedente: zero evoluzione dell'autore, sempre i soliti dialoghi a copione, sbrodolate infodumpose, personaggi macchietta, sviluppi prevedibili, Gary Stue e Mary Sue a pioggia. Abbandonata nel dimenticatoio la "bella Iset", Christian cambia luogo comune e ci propone per l'intera lunghezza di questo volume "le finestre poste in alto che facevano circolare l'aria": giuro, ogni volta che viene nominata una finestra parte la voce del documentario preregistrata che sciorina la frasetta qui sopra. Sembra che l'autore si prenda in giro da solo...
    In più la trama - inesistente - viene trascinata per quattrocento pagine senza un filo rosso che compatti gli eventi e alzi la suspense, si disperde anzi in rivoletti e appunto solo verso la fine, con la questione di Mosè, riprende un po' di verve.

    ha scritto il 

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