La donna di scorta

Di

Editore: Pequod

3.5
(819)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8887418039 | Isbn-13: 9788887418033 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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  • 3

    Non lo so

    Poche parole, pochissime. Sono perplessa , avrei voluto saperne di piú, di Laura , di Dorina e di Livio, sarei voluta andare piú a fondo, scendere piú nei detttagli delle lore emozioni . Invece mi ...continua

    Poche parole, pochissime. Sono perplessa , avrei voluto saperne di piú, di Laura , di Dorina e di Livio, sarei voluta andare piú a fondo, scendere piú nei detttagli delle lore emozioni . Invece mi tocca immaginarle tutte le cose non dette .

    ha scritto il 

  • 2

    Diego De Silva è un autore che amo. Mi affascinano i meccanismi mentali che governano i protagonisti dei suoi romanzi. Questo è uno dei suoi primi. Non è uno dei migliori, però. La logorrea mentale d ...continua

    Diego De Silva è un autore che amo. Mi affascinano i meccanismi mentali che governano i protagonisti dei suoi romanzi. Questo è uno dei suoi primi. Non è uno dei migliori, però. La logorrea mentale dei protagonisti a volte è amabile, altre volte irritante, e in fin dei conti la storia è piuttosto banale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Da noiosa ad amara a illuminante

    Credo che "La donna di scorta" di Diego De Silva sarà per sempre il libro che utilizzerò come esempio per dire che ogni storia assume un significato diverso a seconda del momento della propria vita in ...continua

    Credo che "La donna di scorta" di Diego De Silva sarà per sempre il libro che utilizzerò come esempio per dire che ogni storia assume un significato diverso a seconda del momento della propria vita in cui lo si legge. Avevo letto questo romanzo una prima volta nel 2013 e a margine avevo scritto: "Abbandonato perché la storia è troppo noiosa"; qualche giorno fa mi è capitato sott'occhio nella mia libreria e mi sono resa conto di non ricordare molto di questo libro così ho deciso di provare a dargli una seconda lettura: stavolta l'ho trovato interessante, amaro, concreto, reale. E per usare una parola che non mi piace tanto, disturbante. "La donna di scorta" altro non è che la storia di un adulterio. Lui è sposato, lei è concentrata su altro, l'altra è disponibile (nel vero senso della parola). Credo che la frase che mi abbia colpito di più di questo libro sia forse una delle più semplici: "Laura rendeva tutto facile, persino tradirla". Laura, la moglie, è tutta presa dalla sua tesi e dal giorno in cui finalmente si laureerà; quasi dimentica di avere un marito, ma non lo fa con cattiveria, semplicemente sa, o vuole credere, che lui c'è, come c'è sempre stato; Laura è sicura della sua relazione, si prende cura di lui meno di come ha sempre fatto ma si aggrappa alla sua famiglia sapendo che è il suo pilastro. È questo che la rende vulnerabile e che fa sì che Livio la tradisca con facilità? Sì, forse sì, ma è anche innegabile che Livio al tradimento pare votato. Eppure sarebbe riduttivo definire Livio meschino e classificarlo come il cattivo della storia. Livio cede, ama Dorina, l'altra, come si ama una trasgressione, un'ossessione. È inquietante vederlo soffrire per Dorina e allo stesso tempo avvertire la sua felicità quando si trova a casa con la moglie e la figlia, nel suo intimo letto matrimoniale. È amaro pensare che una situazione del genere probabilmente si verifica in ogni storia d'amore. Io vedo in questo soltanto la costatazione che Livio ama sua moglie Laura ma ha bisogno, come molti, di qualcosa di "estraneo" che a tratti sconvolga la sua vita per fargli apprezzare poi di più quello che ha, che ha costruito, che ama. È per questo giustificabile? Forse. Se Laura avesse saputo, quasi sicuramente non avrebbe perdonato. Ma Laura non ha saputo e probabilmente non saprà mai. E allora, pur con l'amaro in bocca, mi sento di affermare che la storia di Livio e Laura è una storia a lieto fine. Sono certa che in tanti non la penseranno come me. Dorina? Beh, Dorina è un personaggio molto complesso. O forse molto semplice. Ha attirato poco la mia attenzione, forse perchè l'ho vissuta soltanto come una pedina nel gioco di Livio. Ma questo è soltanto il mio parere. Consiglierei questo libro? Io dico: provateci. Se il momento della vostra vita è giusto, anche voi troverete il modo di leggerla.

    ha scritto il 

  • 1

    Una rarità: centocinquanta pagine per non aggiungere nulla rispetto a quanto scritto in quarta copertina.
    Tanto divertimento e grazia scaturiva da "non avevo capito niente", quanta noia scaturisce da ...continua

    Una rarità: centocinquanta pagine per non aggiungere nulla rispetto a quanto scritto in quarta copertina.
    Tanto divertimento e grazia scaturiva da "non avevo capito niente", quanta noia scaturisce da questo volumetto.
    Stima e massimo rispetto però per la peculiare capacità espressiva di De Silva, abbastanza da voler comprare altri suoi libri.

    ha scritto il 

  • 3

    "Da anni mandava in giro l'opinione che il dolore deve essere costruttivo, e visto che la frase riscuoteva un certto successo, ne faceva legittimamente uso.(...)

    Poi si era messo in testa l'idea che la fedeltà andasse tenuta d'occhio come i bambini con gli spigoli dei tavoli."
    Definito da Mozzi un "libro bello, che getta una luce cruda su una storia tremendame ...continua

    Poi si era messo in testa l'idea che la fedeltà andasse tenuta d'occhio come i bambini con gli spigoli dei tavoli."
    Definito da Mozzi un "libro bello, che getta una luce cruda su una storia tremendamente ordinaria", a me è sembrato un libro d'esordio, molto insicuro, persino un po' maldestro.
    Per prima cosa, ho fatto fatica a leggerlo. S'attorciglia e si aggroviglia, va avanti ed indietro, ti ritrovi a fissare la pagina che hai finito senza averci capito nulla. E probabilmente qualcosa pure mi è sfuggito.
    Poi, non parlerei di luce cruda; ho visto solo una grande tristezza, fin da subito, la tristezza di chi deve raccontare una cosa in cui non crede e della quale conosce il potenziale doloroso, e la racconta, ma a fatica, poco volentieri, e non lasciando neanche per un attimo che quella gioia che innegabilmente deve averla animata e sostenuta si manifesti.
    Raccontare di due persone che si incrociano in modo assolutamente casuale per la strada ed in modo assolutamente automatico finiscono immediatamente con il parlarsi e fare l'amore è una cosa ai limiti della magia, un'esperienza spiazzante che se l'hai provata mica riesci tanto a contenerla nella forma volutamente costruita di questa sintassi. Ed a viverla con la lucidità distaccata e spietata del protagonista, che più che amare pare essere interessato all'amante in quanto esemplare umano: ne spia i comportamenti, ne analizza i segnali, ne cataloga i gesti.
    Non lo so, io onestamente se avessi scritto un libro con questo argomento l'avrei fatto tutto diverso, e molto probabilmente avrei sbagliato tutto come tutto sbaglio sempre nella vita; sbaglierò anche in questo, ma in tutta sincerità è un libro al quale potete rinunciare senza eccessivi rimpianti.

    ha scritto il 

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