La fabbrica delle vespe

Di

Editore: Meridiano zero

3.7
(426)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 888237243X | Isbn-13: 9788882372439 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Di Luzio

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Frank Culdhame, il diciassettenne protagonista della "Fabbrica delle vespe", è uno dei personaggi più cattivi della letteratura, non solo contemporanea. Frank odia: il padre, ex hippy con manie da scienziato pazzo; la madre, che lo ha abbandonato subito dopo averlo messo al mondo; tutte le donne, quasi tutti gli uomini e la maggior parte degli animali, per non parlare del mare. Frank ha un fratello, Eric, maniaco incendiario appena uscito dal manicomio. E ha un amico, Jamie il nano, con cui trascorre le notti al pub, ubriacandosi per rendere interessante una vita assolutamente priva d'interessi. Frank è un ragazzo di un'intelligenza perfida, che uccide a sangue freddo bambini innocenti, insetti minuscoli, vespe e conigli. Frank non piace a nessuno e nessuno piace a lui, in realtà non piace nemmeno a se stesso, e sull'isolotto scozzese sul quale vive da recluso trascina avanti una vita scandita da complessi rituali, plasmati sulla base di una personalissima religione primitiva fatta di simboli e feticci. C'è un segreto, però, un terribile segreto che lo riguarda e che, inaspettatamente svelato nelle ultime pagine, gli permetterà di vedere chiaro nella sua esistenza, sempre terribilmente confusa e segnata da episodi inspiegabili e a dir poco curiosi.
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  • 3

    Horror grottesco

    A conti fatti, è uno di quei romanzi che, terminati, non sai se definire una genialata o una pagliacciata. E forse, in questa lettura ambivalente, sta tutta la sua particolarità.
    Un horror grottesco, ...continua

    A conti fatti, è uno di quei romanzi che, terminati, non sai se definire una genialata o una pagliacciata. E forse, in questa lettura ambivalente, sta tutta la sua particolarità.
    Un horror grottesco, una storia macabra e bizzarra, una prosa che con agghiacciante lucidità ci racconta la caduta nella spirale della crudeltà, della violenza, dell’abominio. Una favola nera e inquietante. Al centro di tutto c’è Frank, un ragazzo di 17 anni che vive col padre in un isolotto collegato con un ponte alla costa scozzese; la madre, verso cui lui cova un odio senza fine, se n’è andata quando lui era piccolo, e il fratello maggiore, Erik, dopo essere fuggito da un manicomio in cui era stato rinchiuso per varie “belle” azioni (tra cui torturare e uccidere animali), si fa vivo ogni tanto a telefono, lasciandogli intendere il suo ritorno e dunque regalandogli (e regalandoci) attimi di puro orrore. Ma anche Frank, in realtà, è pazzo. Le sue giornate sono scandite da macabri rituali (fra cui il sacrificio di animali), ore di solitudine domestica, in cui fantastica su ciò che il padre, strano e taciturno scienziato, tiene chiuso nel suo studio, e sporadiche bevute al pub con un nano, Jamie, il suo unico amico. Per il resto non va a scuola, non ha interessi, non piace a nessuno e nessuno piace a lui. E ci racconta, con una logica da brividi, come ha ucciso i tre cuginetti, senza che nessuno se ne sia accorto. Insomma, più vai avanti a leggere e più ti accorgi che qualcosa di normale in questa storia non c’è. Un incubo. Eppure Iain Banks ci prepara una bella sorpresa finale, più incredibile di tutto il resto, spingendoci a vedere Frank come una vittima di quel mondo pazzoide di cui fa parte.
    Tre stelle perché, ripeto, paradossalmente non riesco a capire se mi è piaciuto o meno.
    Di certo c'è che mi ha lasciata sotto sopra.

    ha scritto il 

  • 4

    La fabbrica degli orrori (The Wasp Factory), riedito anche come La fabbrica delle vespe, è un romanzo dello scrittore scozzese Iain Banks pubblicato nel 1984. Si tratta di un horror grottesco affronta ...continua

    La fabbrica degli orrori (The Wasp Factory), riedito anche come La fabbrica delle vespe, è un romanzo dello scrittore scozzese Iain Banks pubblicato nel 1984. Si tratta di un horror grottesco affrontato con disarmante accettazione, in cui l'odio e la follia sembrano la normalità. Nulla sembra strano per Frank Cauldhame, il protagonista che vivendo solo con il padre è sempre stato libero di lasciar crescere i propri rancori fino a sconfinare nell'odio, in quell'odio folle che spinge ad uccidere e sembra che niente e nessuno abbia la forza di fermare Frank, solo un coniglio ci prova...."Il coniglio, comunque, non stava dentro a una tana. Non stava neanche vicino al pendio delle buche. Attraversava la pianura, correndo all'impazzata con balzi altissimi, puntando dritto verso di me, e sembrava che a ogni salto, a mezz'aria, tremasse e rabbrividisse. Veniva contro di me come un proiettile, con la testa tremolante, con una smorfia sul muso, coi denti lunghi e gialli, i più grossi denti che avessi mai visto a un coniglio, vivo o morto. Gli occhi parevano lumache arrotolate. Chiazze rosse gli schizzavano dalla coscia sinistra a ogni balzo. Mi era quasi arrivato addosso, e io stavo lì a guardare.
    Non c'era tempo per ricaricare. Quando iniziai a reagire non restava più il tempo di fare niente che non fosse dettato dall'istinto. Lasciai il fucile sospeso a mezz'aria sopra alle ginocchia e cercai la fionda, che come al solito tenevo allacciata in vita, col manico incastrato tra la cintura e i calzoni.
    Non ebbi neanche il tempo di prendere i proiettili di ferro che usavo in caso di reazione immediata: il coniglio mi fu addosso in una frazione di secondo, puntando dritto alla gola. "
    Non ci sono solo conigli in questo libro ma anche un padre abbandonato, una madre che torna solo quando ha bisogno, un fratello piromane, forse è per questo che tutti gli abitanti del villaggio girano al largo da quella strana famiglia che vive "nella fabbrica" ed è la solitudine che circonda i Cauldhame a nascondere i loro orrori, gli orrori di Frank. **** stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    A doppio taglio

    Viaggio nei labirinti mentali di un diciassettenne, Frank, passato a più riprese per l'omicidio e cresciuto principalmente su un isola della Scozia, in casa, lontano dalle istituzioni — scuola compres ...continua

    Viaggio nei labirinti mentali di un diciassettenne, Frank, passato a più riprese per l'omicidio e cresciuto principalmente su un isola della Scozia, in casa, lontano dalle istituzioni — scuola compresa —, che sfoga le proprie mancanze con atti di violenza su bambini e piccoli animali.

    Nonostante le premesse, la lucidità descrittiva che Banks affibbia al protagonista si rivela un'arma a doppio taglio: se da un lato, pur senza giudizi, gli permette di insinuarsi negli angoli di una mente violenta per portare alla luce ciò che si nasconde nel buio e svelarlo ai nostri occhi, dall'altro, proprio a causa di (o grazie a) quella luce proiettata sulle pagine in maniera troppo limpida e cristallina, a tratti innaturale come quella di un neon, si ritrova a normalizzare qualunque serie di eventi gli si presenti davanti, con conseguente smarrimento di pathos e adrenalina.
    Troppo lucido per i miei gusti; finale godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Así es como se hace un asesino

    Un ser humano menor de edad narra sus impulsos y forma de ser. Una familia desiquilibrada, un ambiente insano. Y para finalizar un final inesperado que encaja todo con tan solo una palabra.

    ha scritto il 

  • 3

    cose da pazzi...

    «Il motivo per cui la Fabbrica sa rispondere alle domande è che ogni domanda è un inizio che cerca una fine, e la Fabbrica riguarda la Fine – la morte, nient’altro».

    Ho iniziato a leggere questo cupo ...continua

    «Il motivo per cui la Fabbrica sa rispondere alle domande è che ogni domanda è un inizio che cerca una fine, e la Fabbrica riguarda la Fine – la morte, nient’altro».

    Ho iniziato a leggere questo cupo romanzo senza troppe aspettative e mi sono trovato coinvolto in una storia dai contorni bizzarri, in cui la follia è la protagonista reale, sempre evocata e pervasiva. Molto buona la tecnica narrativa di Banks, con un “io narrante” che disarma, spiazza, disgusta. Si capisce, fin dal principio, che qualcosa di sorprendente è in serbo per il lettore e, in effetti, nelle ultime righe cala il sipario su un coup de théatre a lungo atteso. È però un romanzo cattivo, cinico, privo di lusinghe concettuali ed esornative. Non è esattamente il mio genere di scrittura o di narrativa, ma in questo libro riconosco un talento (non un genio) sui generis!

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo capolavoro!
    Nonostante non sia un romanzo ricco di azione, il coinvolgimento del lettore è forte grazie alla narrazione in prima persona e al flusso di ricordi del protagonista che affioran ...continua

    Un piccolo capolavoro!
    Nonostante non sia un romanzo ricco di azione, il coinvolgimento del lettore è forte grazie alla narrazione in prima persona e al flusso di ricordi del protagonista che affiorano un po' alla volta contribuendo a caratterizzarne il personaggio. Le situazioni di impatto emotivo sono numerose e a volte difficili da accettare perché ci troviamo di fronte ad un adolescente disturbato che commette in modo lucido e cosciente atti di violenza verso insetti e animali culminando in omicidi premeditati compiuti in passato ai danni dei suoi stessi coetanei. Nonostante tutto questo, grazie al tipo di narrazione e alla bravura dello scrittore, non si riesce ad odiare il protagonista, ma si arriva addirittura al punto di cercare di capirlo ed apprezzare quei suoi pochi momenti di umanità che emergono quando parla del fratello Eric fuggito dall'ospedale psichiatrico oppure quando interagisce con il padre.
    Mi ha particolarmente colpito come l'autore sia riuscito nel corso della narrazione a trasformare un po' alla volta il carnefice in vittima facendo emergere l'ambiente circostante e i legami famigliari quali reali vettori degli atti efferati ed inumani compiuti dal protagonista. Il tutto culmina nel finale con la rivelazione che completa questa operazione minuziosa dell'autore e che in qualche modo sconvolge più delle efferatezze precedentemente descritte.
    E' il primo romanzo di Ian Banks che leggo e mi ha colpito molto positivamente per la qualità della scrittura, per la caratterizzazione del personaggio e per la narrazione di atti e situazioni orribili, una narrazione schietta e asettica perché nasce dagli occhi e dalla mente di chi questi atti li ha compiuti o subiti.
    Sicuramente cercherò di leggere altre opere di questo autore.

    ha scritto il 

  • 5

    The Wasp Factory

    Folgorante - e disturbante - romanzo d'esordio del recentemente scomparso scrittore scozzese Iain (M.) Banks. Alla metà degli anni 80 rappresento' il suo esordio (col botto) nel mainstream, dopo anni ...continua

    Folgorante - e disturbante - romanzo d'esordio del recentemente scomparso scrittore scozzese Iain (M.) Banks. Alla metà degli anni 80 rappresento' il suo esordio (col botto) nel mainstream, dopo anni di rifiuti dei suoi due primi romanzi gia' scritti di SF. Riusci' a pubblicarli solo in seguito con lo pseudonimo (si fa per dire) di Iain M. Banks, dando il via al 'ciclo della Cultura'.
    Riletto a distanza di trent'anni, la storia di Frank mantiene ancora tutta la sua carica esplosiva (in tutti i sensi). So che ne esiste una recente edizione italiana per i tipi di Meridiano Zero con un titolo piu' fedele all'originale ed una revisione aggiornata della gia' eccellente traduzione di Alessandra Di Luzio. La lettura paralllela con il testo originale
    me ne ha fatto apprezzare ancora piu' i virtuosismi linguistici.
    Ne raccomando caldamente la lettura se vi intriga il genere alla primo Ian McEwan, e soprattutto SENZA VENIRE A CONOSCENZA PRIMA DEL FINALE...

    ha scritto il