La figlia oscura

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

3.5
(668)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 887641844X | Isbn-13: 9788876418440 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Leda è un'insegnante, divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera. Decide di prendersi una vacanza al mare in un paesino del sud. Ma, dopo i primi giorni quieti e concentrati, l'incontro con alcuni personaggi di una famiglia poco rassicurante scatena una serie di eventi allarmanti. Pagina dopo pagina la trama di una piacevole riconquista di sé si logora e Leda compie un piccolo gesto opaco, ai suoi stessi occhi privo di senso, che la trascinerà verso il fondo buio della sua esperienza di madre.
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  • 5

    "Allora sei tornata per amore delle tue figlie."
    "No, sono tornata per lo stesso motivo per cui me n'ero andata: per amor mio."
    Si adombrò di nuovo.
    "Cosa vuoi dire?"
    "Che mi sono sentita più inutile
    ...continua

    "Allora sei tornata per amore delle tue figlie."
    "No, sono tornata per lo stesso motivo per cui me n'ero andata: per amor mio."
    Si adombrò di nuovo.
    "Cosa vuoi dire?"
    "Che mi sono sentita più inutile e disperata senza di loro che con loro."
    Cercò di scavarmi dentro con gli occhi: nel petto, dietro alla fronte.
    "Quello che cercavi l'hai trovato e non t'è piaciuto?"
    Le sorrisi.
    "Nina, quello che cercavo era un groviglio confuso di desideri e molta presunzione. Se fossi stata sfortunata avrei impiegato tutta la vita per accorgermene. Invece sono stata fortunata e ho impiegato solo tre anni. Tre anni e trentasei giorni."

    ha scritto il 

  • 3

    Racconto per buona parte simbolico, l'A. riesce a instillare il seme dell’autobiografico in ogni suo scritto, tanto la penna si pregia di realismo, Riesce così a produrre un'intensa prova di scrittura ...continua

    Racconto per buona parte simbolico, l'A. riesce a instillare il seme dell’autobiografico in ogni suo scritto, tanto la penna si pregia di realismo, Riesce così a produrre un'intensa prova di scrittura che si accalca su una perturbazione di vita, alla ricerca di un varco, di una possibile via di uscita che, seppur fuggendo, a Leda, la protagonista, sembra non arrivare mai. Un libro che piace e fa compagnia: non si è soli se si ha un libro che prende e coinvolge. E' un testo sincero: Leda è una donna molto diversa da me, eppure mi ha colpito per la profondità della sua analisi su sé stessa e per il "coraggio" delle sue scelte. Ci vuole più coraggio ad abbandonare, affrontando i sensi di colpa, che a restare per non averne troppi: perchè le madri ne hanno sempre, anche quando spendono tutte sé stesse rinunciando alle proprie aspirazioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Elena Ferrante è l'autrice per eccellenza delle donne affermate e apparentemente equilibrate che però sono piene di incertezze, hanno paura di essere trascinate nel sud che credono di essersi lasciate ...continua

    Elena Ferrante è l'autrice per eccellenza delle donne affermate e apparentemente equilibrate che però sono piene di incertezze, hanno paura di essere trascinate nel sud che credono di essersi lasciate alle spalle e compiono gesti irrazionali che non sanno spiegarsi. In questo caso la protagonista è Leda, insegnante in vacanza al mare che ruba una bambola a una bambina.
    È un bel romanzo che però non consiglio assolutamente se è la prima volta che leggete la Ferrante: La figlia oscura infatti per temi, personaggi, immagini e situazioni è un concentrato delle duemila pagine de L'amica geniale, e tra duemila pagine di Lenù e Lila e centocinquanta pagine di Leda non posso che consigliare le prime. È come se la Ferrante a forza di scrivere rimaneggiasse più volte lo stesso materiale (che probabilmente è la sua vita, visto come crescono e si evolvono le protagoniste di romanzo in romanzo), e La figlia oscura per me rende più come lettura in retrospettiva, cercando i rimandi e le idee per quello che è venuto dopo.

    ha scritto il 

  • 4

    Elena Ferrante, sempre lei

    Dopo aver letto la quadrilogia dell'Amica Geniale, leggo quasi per caso questo brevissimo romanzo di Elena Ferrante. In tanti passaggi ritrovo lo stile dell'autrice, i termini che ama molto, la frantu ...continua

    Dopo aver letto la quadrilogia dell'Amica Geniale, leggo quasi per caso questo brevissimo romanzo di Elena Ferrante. In tanti passaggi ritrovo lo stile dell'autrice, i termini che ama molto, la frantumaglia, il "lodare", Napoli e il dialetto... Brava come sempre.

    - "[I figli] credono di saperne più di noi". "A volte è vero, perché sommano a quello che gli abbiamo insegnato quello che imparano fuori di noi, nel tempo loro, che è sempre un altro, non è più il nostro."

    ha scritto il 

  • 2

    e poi non ricordo più niente

    c'era un vermetto nella bocca della bambola. Quando questo vermetto esce fuori, si ha l'impressione che l'autrice stia metaforicamente parlando di un parto. Il disgusto che si avverte, è micidiale. Il ...continua

    c'era un vermetto nella bocca della bambola. Quando questo vermetto esce fuori, si ha l'impressione che l'autrice stia metaforicamente parlando di un parto. Il disgusto che si avverte, è micidiale. Il resto? Boh. Nebbia.

    ha scritto il 

  • 4

    Solo la Ferrante riesce a stravolgere gli eventi, fino a creare confusione non solo al protagonista (in questo caso Leda), ma anche al lettore che si medesima nel primo.
    Non so cosa pensare della prot ...continua

    Solo la Ferrante riesce a stravolgere gli eventi, fino a creare confusione non solo al protagonista (in questo caso Leda), ma anche al lettore che si medesima nel primo.
    Non so cosa pensare della protagonista, inizialmente non potevo che mettermi nei suoi panni e essendo madre pensare a come sia cambiata la mia vita dopo i figli, rendermi conto come abbia messo da parte me x crescere loro. Inizialmente poteva essere dura, ma ogsni cosa portava un senso di appagamento.
    Lei si sente oppressa, infatti l'apprensione, l'ansia e la responsabilità porta a vivere più difficilmente, ma trovo la sua reazione eccessiva. non approvo il comportamento di Leda nei confronti della bambina, facendola soffrire, però riesce a recuperare verso la fine, con il suo gesto nei confronti della giovane madre , pensando ad altri oltre che a sé.
    Leda si trova all'improvviso sola, dopo il divorzio continua a vivere insieme alle figlie, che una volta cresciute e laureate decidono di seguire il padre in Canada, lasciandola sola.
    Leda sentendosi per la prima volta libera da apprensioni e responsabilità decide di prendersi una vacanza. Da questo periodo la sua coscienza dovrà fare fronte al suo comportamento di madre prima e di figlia poi, rivive in qualche modo la sua vita attraverso i movimenti e gli atteggiamenti di una giovane ragazza con una bimba di tre anni.
    Leda si ritrova madre e deve fare I conti con se stessa e con la vita a tre, lei e le bambine. Per loro metterà da parte la sua vita, la sua carriera, i suoi spazi, questi la porteranno a una dura scelta...

    ha scritto il 

  • 1

    Cronache del mal d'amore: Vade retro...

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho ...continua

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho trovata notevole, a parte il quarto e conclusivo capitolo.
    Sembra ci sia un'altra testa dietro le 'Cronache del mal d'amore'; una testa totalmente femminile, (alla faccia della supposta ambiguità di genere della Ferrante), che genera, immancabilmente, una scrittura tutta incentrata su famiglia, nevrosi matrimoniali, mariti, divorzi, gravidanze, gestazioni, figli, morbosità, frustrazioni post-partum, affanni genitoriali, paturnie pre e post-menopausali, (come se non ne avessi abbastanza delle mie), e via discorrendo; quella che io chiamo scrittura 'ovarica' o 'uterina' a seconda della fase - insomma tutto quello che non cerco in un libro.

    ha scritto il 

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