La filosofia nel boudoir

ovvero Gli Istitutori Immorali - Dialoghi per l'educazione delle fanciulle

Di ,,

Editore: Newton Compton Editori

3.5
(452)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845405095 | Isbn-13: 9788845405099 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Pubblicato postumo nel 1795, La filosofia nel Boudoir rappresenta un vero e proprio corso teorico e pratico di erotismo e perversione diviso in sette dialoghi. Molte sono le voci che lo animano: ma al centro dell'opera è un solo personaggio, la quindicenne madamigella Eugénie de Mistival. Sotto la guida di un gruppo di raffinatissimi educatori, la fanciulla rivelerà ben presto notevoli doti di intelligenza e talento, incontrando il suo ideale interlocutore nel maturo aristocratico Dolmancé, esperto in ogni sfumatura della filosofia e della prassi dell'erotismo. Testo bruciante e lucido, La filosofia nel Budoir è l'opera breve forse più emblematica della produzione di Sade. Questa edizione economica è arricchita da un'introduzione di Mario Praz.
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  • 3

    Un tantino esagerato proto-nietzschiano/stirneriano...

    Non so perché, ma ritengo a livello sessuale quest'opera molto più pesante di Justine. Forse perché lì eravi presente una sorta di trama da seguire, mentre qui tutto accade in una stanza, per l'appunt ...continua

    Non so perché, ma ritengo a livello sessuale quest'opera molto più pesante di Justine. Forse perché lì eravi presente una sorta di trama da seguire, mentre qui tutto accade in una stanza, per l'appunto nel boudoir.
    Certo è che alcune pagine sono particolarmente belle. Non tanto il famoso pamphlet "Francesi, ancora uno sforzo se volete essere repubblicani", che è una mera ripetizione sistematizzata di concetti espressi precedentemente (d'altronde lo dice lo stesso Dolmancé subito dopo: "conferendo alla lettura appena fatta una apparenza di ripetizione"), ma proprio quei concetti che il protagonista espone alla bella quindicenne (orrore per i moderni) Eugénie tra una libidine e l'altra. Posso quasi immaginarli sdraiati sulle poltrone, come fossero triclinii simposiaci, disquisendo di filosofia.
    Quelle pagine, dicevo, di un tale acceso anticristianesimo da sfociare nel dileggio personale, à la Celso maniera (avrà De Sade letto Origene?); quelle pagine sui cristiani deboli portatori di una morale da schiavi che ricordano Zur Genealogie der Moral (Mondadori, 1996, p. 67 e 98); quell'egoismo quasi stirneriano secondo cui tutto deve essere in funzione del singolo (p. 101). Certo, sto esagerando, ma l'opera, tolti certi eccessi che avran provocato fra nobili e borghesi (ed anche proletarii) reazioni divertenti, è da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ironia non ne manca, anche tabù non se ne risparmiano. Entrambe le componenti sono però straziante, esasperate, spinte all'acme per rendere una visione trasgressiva della sessualità in primis e poter ...continua

    Ironia non ne manca, anche tabù non se ne risparmiano. Entrambe le componenti sono però straziante, esasperate, spinte all'acme per rendere una visione trasgressiva della sessualità in primis e poter discutere causticamente il tema del piacere e dell'atavismo dell'uomo.
    Certo, è una scuola di pensiero quella del marchese che va contestualizzata, 1790, dispotismo illuminato, piacere sacrilego.
    Oltre alla libidine, vedono tortura (costruttiva o per lo meno dibattuta) la religione, la repubblica, i costumi e gli usi, il potere e altro ancora.
    Mi sono divertito, eccitante lettura, erotica visione del modo, non di certo condivisibile a pieno...
    Vale la pena leggerlo fino alla fine, ma attenzione!

    ha scritto il 

  • 3

    I temi della religione, della morale, dei ruoli dell'uomo e della donna sono affrontati in maniera provocatoria ed estrema. Nonostante qualche contraddizione, il punto di vista dell'autore rimane inte ...continua

    I temi della religione, della morale, dei ruoli dell'uomo e della donna sono affrontati in maniera provocatoria ed estrema. Nonostante qualche contraddizione, il punto di vista dell'autore rimane interessante per dar vita a delle riflessioni.

    ha scritto il 

  • 4

    UN AUTORE CHE E' ANDATO OLTRE...

    Autore unico, leggendario, inarrivabile, fuori da schemi e logiche, anarchico alla massima potenza, capace di osare l'inosabile, genio assoluto, del male? Chissà...

    ha scritto il 

  • 3

    La summa filosofico-esistenziale di de Sade se cosi vogliamo dire.Libro sommamente distruttivo nei confronti di tutte le strutture sociali,dalla famiglia,al matrimonio,al rapporto padri e madri figli, ...continua

    La summa filosofico-esistenziale di de Sade se cosi vogliamo dire.Libro sommamente distruttivo nei confronti di tutte le strutture sociali,dalla famiglia,al matrimonio,al rapporto padri e madri figli,ecc.La negazione assoluta di tutta questa costruzione sociale per mezzo del sesso comporta una specie di rivoluzione che nell'intento dell'autore doveva creare una nuova generazione,priva di ipocrisia e tabù.Il libro è per palati forti,con parti prettamente pornografiche anche se qui il sesso è solo strumento,non è fine a sè stesso se no sarebbe stucchevole.Non violento come le 120 giornate,ma neanche leggerino come Justine,forse il libro più esplosivo mai scritto,contro tutto e tutti,contro l'ordine costituito,contro le società nel loro profondo,una bomba fatta di parole e pensieri più potenti di qualsiasi esplosivo.

    ha scritto il 

  • 1

    Per la prima volta ho lanciato un libro appena terminato.
    Lo stile è ripetitivo, lagnoso, piatto. Le tesi non vengono avvalorate con confronti (e sono tutti dialoghi, quindi uno se lo aspetterebbe un ...continua

    Per la prima volta ho lanciato un libro appena terminato.
    Lo stile è ripetitivo, lagnoso, piatto. Le tesi non vengono avvalorate con confronti (e sono tutti dialoghi, quindi uno se lo aspetterebbe un minimo) ma vengono date come verità scese in terra (come i dogmi religiosi che De Sade tanto odia.
    Un libro che da chiuso fa più bella figura.
    In definitiva 200 tra le pagine più pallose che abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 1

    Apologia dei Mali

    Forse il libro peggiore che io abbia mai letto.
    L'unica parte interessante è relativa al quarto dialogo che si sofferma sul manifesto della Repubblica post rivoluzionaria, elogiando una seria di princ ...continua

    Forse il libro peggiore che io abbia mai letto.
    L'unica parte interessante è relativa al quarto dialogo che si sofferma sul manifesto della Repubblica post rivoluzionaria, elogiando una seria di principi e diritti, vigenti ancora oggi.
    Per il resto l'apologia alle più infime bassezze dall'animo umano distruggono un'opera che poteva avere spunti interessanti.
    Illeggibile

    ha scritto il 

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