La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai (Super Nani)

4.2
(5412)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 447 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Giapponese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Russo , Lettone , Olandese , Catalano , Spagnolo , Turco , Polacco , Portoghese

Isbn-10: 8884906067 | Isbn-13: 9788884906069 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Lo scrittore giapponese racconta una storia giocata su due mondi paralleli eincomunicanti. Il primo mondo descrive un'asettica città di oggi o delprossimo futuro, un anonimo concentrato di tecnologia siliconica, come è osarà Tokyo; l'altro mondo è una piccola cittadina fortificata, pervasa da unastrana atmosfera, dove gli abitanti sono separati dalle loro ombre e ciascunoè senza memoria. I protagonisti delle due storie, che si sviluppano a capitolialternati, sono in realtà l'uno il riflesso dell'altro.
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  • 3

    [...] Due prospettive che si alternano e sembrano scorrere su binari paralleli, distanti e opposti come i poli di una bussola: il Paese delle meraviglie, luogo superficiale in cui dare importanza alle ...continua

    [...] Due prospettive che si alternano e sembrano scorrere su binari paralleli, distanti e opposti come i poli di una bussola: il Paese delle meraviglie, luogo superficiale in cui dare importanza alle emozioni o alle piccole cose è sempre più raro, e la Fine del mondo, cittadina circondata da mura invalicabili dove i sentimenti, strappati agli abitanti, giacciono ormai seppelliti sotto alla coltre di neve che ricopre ogni angolo. Anche in questo romanzo, dalla prosa minuziosa ed evocativa, Murakami gioca con la realtà, plasmando da quella concreta, assoggettata alla routine e alla violenza dell’evoluzione, il suo negativo, riflesso antitetico estraniato dal tempo e dallo spazio, una sorta di bolla in cui le persone non provano nulla eccetto il senso del dovere verso il proprio lavoro, e ponendo le due dimensioni come storie dallo sviluppo a sé stante, entità indipendenti, il Cibermatico e il Lettore di sogni, i cui passi solcano strade destinate a non incrociarsi mai. Apparentemente. Infatti, di capitolo in capitolo, l’autore semina con perizia elementi, talvolta onirici e surreali, che si rimpallano tra una realtà e l’altra, portando chi legge a chiedersi se i due individui non condividano davvero un legame, un ricordo forse, uno scampolo di coscienza o una fine che fine non è, avviandolo a un viaggio alla scoperta di un Io perduto, proteso in punta di piedi sul ciglio dell’oblio. [...]

    Per la recensione completa: http://lanicchialetteraria.altervista.org/%E2%99%A6-recensione-de-la-fine-del-mondo-e-il-paese-delle-meraviglie/

    ha scritto il 

  • 4

    Da una parte la Tokyo degli anni Ottanta, dove i VHS e i Police me li ricordo ma Murakami ci aggiunge loschi Invisibili e Semiotici senza scrupoli. Dall’altra una città senza tempo circondata da mura ...continua

    Da una parte la Tokyo degli anni Ottanta, dove i VHS e i Police me li ricordo ma Murakami ci aggiunge loschi Invisibili e Semiotici senza scrupoli. Dall’altra una città senza tempo circondata da mura invalicabili, dove gli esseri umani vengono separati dalla propria ombra in modo da vivere senza sentimenti e senza ricordi.
    Di qua la lotta per il potere tra il Sistema e la Fabbrica. Di là una vita che scorre placida nella lettura di vecchi sogni in teschi di unicorni.
    In genere l'elemento fantastico non mi fa impazzire, gli episodi più avventurosi del libro, come il viaggio nelle viscere della terra alla ricerca del Professore, mi hanno annoiato un po'. Però il fantastico inserito tra questi due mondi, che altro non sono che diversi stati di coscienza dello stesso personaggio, alla fine mi è piaciuto, è un modo per dare forma all'immaginario dell’inconscio.

    ha scritto il 

  • 3

    Arrivato ad un quarto circa del libro ho provato la tentazione forte di abbandonarne la lettura... per fortuna non l'ho fatto. Perché alla fine è un bel libro e più che la storia certe sensazioni rima ...continua

    Arrivato ad un quarto circa del libro ho provato la tentazione forte di abbandonarne la lettura... per fortuna non l'ho fatto. Perché alla fine è un bel libro e più che la storia certe sensazioni rimangono. Su tutte l'indimenticabile tristezza e nostalgia legate alla fine del mondo. Il finale l'ho trovato un po' debole.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è il primo libro di Murakami che leggo; nel complesso mi è piaciuto ma ho trovato abbastanza lenta la parte del paese delle meraviglie e di gran lunga più interessante e intrigante la parte del ...continua

    Questo è il primo libro di Murakami che leggo; nel complesso mi è piaciuto ma ho trovato abbastanza lenta la parte del paese delle meraviglie e di gran lunga più interessante e intrigante la parte della fine del mondo. La lettura è stata piacevole e scorrevole ma mi aspettavo di più dal finale. Mi sono fatta una domanda però...ma le due storie sono parallele oppure la fine del mondo inizia non appena finisce il paese delle meraviglie?

    ha scritto il 

  • 0

    Mi sento a dir poco in lutto. Questo è il sesto libro di Murakami che mi accingevo a leggere. Sono arrivata a pag70 con estrema fatica e ho dovuto abbandonarlo! Ora mi hanno regalato 1Q84 e non ho il ...continua

    Mi sento a dir poco in lutto. Questo è il sesto libro di Murakami che mi accingevo a leggere. Sono arrivata a pag70 con estrema fatica e ho dovuto abbandonarlo! Ora mi hanno regalato 1Q84 e non ho il coraggio di iniziarlo! Il mio autore preferito mi ha deluso e ora, esattamente come nelle relazioni amorose, faccio fatica a fidarmi di nuovo!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Del 1985.
    Con questo ho chiuso con Murakami. Non si può leggere un libro con la paura che il finale sia schifoso. Già tutto il libro non mi è sembrato molto interessante, tranne l'invenzione finale.
    E ...continua

    Del 1985.
    Con questo ho chiuso con Murakami. Non si può leggere un libro con la paura che il finale sia schifoso. Già tutto il libro non mi è sembrato molto interessante, tranne l'invenzione finale.
    Ecco, il finale... Il protagonista deve scegliere tra 3 donne: una diciasettenne grassa e disponibile (e qui sorvoliamo sul fastidio), una bibliotecaria disponibile e una donna creata dalla propria fantasia e neanche tanto disponibile. Sceglie... la donna di fantasia! E sceglie di non vivere nel mondo reale ma in un suo mondo un po' noioso (da notare che nel mondo reale non aveva problemi particolari). Insomma, la storia di un solipsista. Viene voglia di mandarlo a quel Paese (non delle meraviglie).

    ha scritto il 

  • 4

    Al centro, sempre il cuore

    Un Murakami forse meno nebbioso e melanconico, che ti trascina come in un giallo nel percorso reale (e anche e sopratutto no, naturalmente, o non sarebbe Murakami) del suo protagonista. Che nonostante ...continua

    Un Murakami forse meno nebbioso e melanconico, che ti trascina come in un giallo nel percorso reale (e anche e sopratutto no, naturalmente, o non sarebbe Murakami) del suo protagonista. Che nonostante aspiri ad una vita di piccoli sani piaceri superstiti, viene coinvolto in un disegno superiore che ne farà polpette. O forse in ultima analisi no, perché si può sempre decidere il proprio finale.

    Una bella idea, ben scritta oltre che ben sviluppata ed avvincente. Rispetto a 'Norwegian wood', che era il mio unico riferimento, l'ho trovato più vitale e appassionante, e non necessariamente molto meno riflessivo. Ma forse, e giustamente, perché diverso ne era il contesto di scrittura. In questo caso senza dubbio più 'giocoso' e romanzesco, più fresco.

    E senza tralasciare il punto, ovvero il cuore e i suoi sentimenti. E la continua lotta tra il bisogno di distaccarsene (per quieto vivere) e la necessità vitale di amarli e rispettarli.

    ha scritto il 

  • 4

    I sentimenti non sono gocce di pioggia

    "Col passare degli anni, sono sempre meno le cose in cui si ha fiducia. Come i denti: a forza di strofinarci sopra si consumano. Non è che si diventa cinici, e nemmeno scettici, semplicemente ci si co ...continua

    "Col passare degli anni, sono sempre meno le cose in cui si ha fiducia. Come i denti: a forza di strofinarci sopra si consumano. Non è che si diventa cinici, e nemmeno scettici, semplicemente ci si consuma."

    ha scritto il 

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