La finestra dei Rouet

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 543)

3.8
(603)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8845923975 | Isbn-13: 9788845923975 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Laura Vanorio , Federica Di Lella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un lento, soffocante pomeriggio estivo. In un modesto appartamento di Faubourg Saint-Honoré, una donna sta ricucendo un vecchio vestito. Al di là della porta che divide la sua stanza da quella attigua, due corpi giovani si stiracchiano rumorosamente dopo aver fatto l'amore, «crogiolandosi in quell'odore di bestia umana»: la donna sente tutto, immagina ogni gesto. Nel lungo specchio rettangolare dell'armadio, prima di provarsi il vestito, si guarda i seni, li prende in mano, li stringe: nessuno sa quanto siano belli, ancora adesso che sta per compiere quarant'anni, nessuno sa che il suo corpo è lo stesso di quando ne aveva sedici. Dall'altra parte della strada vive la ricchissima famiglia dei Rouet, proprietari non solo del palazzo in cui abitano, ma di buona parte dei palazzi intorno. Per ore e ore, da dietro le persiane accostate, la donna spia i loro movimenti: quelli dei vecchi, al piano di sopra, quelli del giovane Hubert e della sua bella, irrequieta moglie Antoinette, al piano di sotto. Finché, proprio in un assolato pomeriggio di luglio, è l'unica testimone di un omicidio che potrebbe facilmente non essere riconoscibile come tale. Da questo momento, la donna comincia a vivere per procura la vita di quella Antoinette così diversa da lei: una vita «fervida, invadente, in tutta la sua spaventosa brutalità», una vita «proibita», che a poco a poco diventa la sua. Fino alle più crudeli, atroci conseguenze.
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  • 4

    "Un giorno dovrò far capire a qualcuno...”

    Se la vita non può esplodere rigogliosa implode rabbiosa, diventando mortifera.
    Dominique indossa da anni lo squallido vestito della solitudine cucitole addosso come un precoce sudario dal destino, un ...continua

    Se la vita non può esplodere rigogliosa implode rabbiosa, diventando mortifera.
    Dominique indossa da anni lo squallido vestito della solitudine cucitole addosso come un precoce sudario dal destino, un vestito che le sta sempre più stretto - glielo dice il suo corpo di vergine quarantenne che non si rassegna alla pace dei sensi, un corpo ancora bianco e morbido che nell'afa d'agosto suda copiosamente, forse piange, a suo modo.
    Vive di lontani ricordi, Dominique, figlia di un generale morto da un paio d'anni (che tortura accudire fino all'ultimo un padre che non si è mai amato!) e non dimentica le sue origini altolocate, malgrado la povertà umiliante con cui da tempo deve fare i conti.
    Ogni tanto muove le labbra mormorando qualche parola, nel desiderio di comunicare, di raccontarsi (“Un giorno dovrò far capire a qualcuno...”), o sbircia con un misto di attrazione e repulsione dal buco della serratura i rapporti sessuali della giovane coppia a cui ha dato in affitto una camera del suo appartamento.
    Assiste con un'esaltazione che è quasi gioia ad un delitto nel palazzo di fronte, di proprietà dei Rouet, testimone silenziosa di una morte che sembrerà accidentale.
    Da quel momento, per diverse pagine e in una sorta di film senza sonoro, il lettore osserva con gli occhi della protagonista i movimenti degli inquilini del palazzo ed in particolare di Antoinette, la moglie assassina, intuendone le parole dai gesti concitati.
    Antoinette, che ha lasciato morire il marito malato per liberarsi di un peso morto e l'ha fatta franca, finisce per diventare, con la sua forza vitale, con i suoi appetiti di femmina sensuale, ciò che Dominique non ha mai avuto il coraggio di essere, ed è da lei che la donna sorbisce furtivamente ogni giorno il dolceamaro nettare della vita, controllandone le mosse, pedinandola senza nemmeno preoccuparsi di non farsi notare, desiderando ardentemente che le rivolga almeno una volta parole complici: “Tu che sai tutto...”.
    E' diventata una maniaca, forse...
    L'indagine psicologica che spesso caratterizza le opere di Simenon raggiunge in questo romanzo livelli freudiani, con bizzarri sogni erotici – scaturiti dai pensieri di una natura repressa – che lo scrittore lascia all'interpretazione di chi legge.
    Sullo sfondo c'è Parigi nel succedersi delle stagioni, con la folla e il traffico e i vicoli oscuri che trasudano vizi nascosti, bassi istinti sfogati al riparo da occhi indiscreti.
    Un quadro tutto sommato miserabile, ma vivo di vita vibrante e proibita, banchetto avvelenato e invitante per chi ha fame e sete:
    “Ma perché il suo sguardo si inoltrava negli ingressi degli alberghi, aperti sulla strada come bocche tiepide?”

    ha scritto il 

  • 5

    Simenon che dice

    Il silenzio sale dalla strada nera e lucida, trasuda dalle case, dalle finestre con le tende chiuse dietro cui vivono delle persone; il silenzio cola dai muri, e anche la pioggia è silenzio, il suo fr ...continua

    Il silenzio sale dalla strada nera e lucida, trasuda dalle case, dalle finestre con le tende chiuse dietro cui vivono delle persone; il silenzio cola dai muri, e anche la pioggia è silenzio, il suo fruscio monotono è una forma di silenzio, rende il vuoto più tangibile.

    Ecco perchè di Simenon non mi stanco mai. Niente strane invenzioni letterarie, niente enfatizzazioni: semplici parole, semplice sintassi, semplice prosa. Ma autentica incisiva forza espressiva.
    Ogni volta che termino un romanzo di Simenon penso: "Questo è il miglior Simenon che abbia mai letto".
    Maggio 2010

    ha scritto il 

  • 5

    La vita di una donna che nella vita non ha nulla, se non la visuale sulla finestra dei ricchi dirimpettai.
    In una Parigi inquieta ed inquietante, la non più giovane e disillusa Dominique vivrà di rifl ...continua

    La vita di una donna che nella vita non ha nulla, se non la visuale sulla finestra dei ricchi dirimpettai.
    In una Parigi inquieta ed inquietante, la non più giovane e disillusa Dominique vivrà di riflesso la vita della giovane ed esuberante Antoniette. Un pò quello che succede nei vicoli di alcune città del sud Italia, con le caratteristiche vecchine che affacciate alla finestra sanno tutto di tutti pur non scendendo mai nemmeno un gradino.
    Ho trovato il libro meraviglioso. Una scrittura comprensibile, un viaggio in una mente non malata, ma instabile. Una protagonista interessante, che vediamo decadere in una spirale di pazzia, fino a che..

    ha scritto il 

  • 3

    che strano libro.
    Dà l'impressione che l'autore sia partito con un'idea e l'abbia cambiata in corsa, perché la prima parte - la migliore - va in una direzione, e poi nella seconda parte la storia vira ...continua

    che strano libro.
    Dà l'impressione che l'autore sia partito con un'idea e l'abbia cambiata in corsa, perché la prima parte - la migliore - va in una direzione, e poi nella seconda parte la storia vira.
    Si è convinti, leggendo la prima parte, che la protagonista finirà per influire su quelle vite altrui - selvagge quanto la sua è inerte - che osserva con un misto di invidia e di fastidio. Ed effettivamente lei sembra prendere in mano la situazione, sia pure in maniera occulta e vile, ma dai suoi tentativi di interferire non sortirà nulla.
    Scivolerà, così, in un distacco definitivo dalla realtà, prima trascorrendo giorni interi a seguire per la città i passi di una delle sue vicine, che la noterà senza darle, come sempre, alcun peso; poi "vedendo" un'altra vicina che è morta; poi restando definitivamente sola, per la partenza dei suoi affittuari. La conclusione della storia è quasi obbligata; invece le vicende delle persone che Dominique ha osservato dalle proprie finestre restano sospese e di loro non sapremo più nulla.

    ha scritto il 

  • 3

    una storia senza speranza, ammantata di tristezza, in cui lo squallore del destino sembra inesorabile. il grosso dell'azione si svolge nelle prime pagine. il resto è un lasciarsi vivere le giornate ad ...continua

    una storia senza speranza, ammantata di tristezza, in cui lo squallore del destino sembra inesorabile. il grosso dell'azione si svolge nelle prime pagine. il resto è un lasciarsi vivere le giornate addosso senza reagire. scrittura sempre magistrale e acuta.

    ha scritto il 

  • 3

    Come un pesce gettato sull’erba che aspira con avide boccate l’aria mortale

    Questa volta bastano una manciata di pagine per arrivare al delitto: va in scena la morte assistita. Una donna la favorisce, l'altra la guarda impotente e vagamente compiaciuta dalla finestra di front ...continua

    Questa volta bastano una manciata di pagine per arrivare al delitto: va in scena la morte assistita. Una donna la favorisce, l'altra la guarda impotente e vagamente compiaciuta dalla finestra di fronte. E ora Georges che racconterai nelle pagine restanti? Mi son chiesto dopo quella cinquantina appena lette. Se volete Simenon nei panni di una donna, qui lo trovate. Ha scelto di raccontare dal punto di vista di una zitella quarantenne con il naso storto, che passa il tempo ad origliare dalla finestra per riempirsi della vita che le manca. Dominique, o come la chiamavano confidenzialmente i familiari “nique” una che a sentir loro, non cambia mai, si sente condannata ad esser sempre la stessa. Volete leggere del Simenon misogino di cui avete sentito parlare?
    Già solo il suo sorriso, raggiante di gioia, traboccante di una felicità equivoca, era una provocazione; la sua risata faceva pensare alle grida che probabilmente gli amplessi le strappavano, e i suoi denti aguzzi sembravano cercare sempre carne da mordere; sotto qualsiasi abito si indovinava il suo corpo nudo, eccitato.
    Questa non è misoginia, è ammirazione, è il riconoscimento della superiorità passionale della femmina, della lupa con i denti aguzzi, una figura che Georges ricrea ossessivamente nei suoi romanzi. Dominique vorrebbe essere Antoinette, ne è scandalizzata ed ammaliata al tempo stesso. Simenon però non riesce a mimetizzarsi completamente nei panni della zitella, la maschera di tanto in tanto gli scivola dal volto, talvolta più dell'invidia femminile si percepisce il desiderio maschile
    Il suo corpo, avvolto in una camicia da notte di seta riccamente ornata, si rivelava a Dominique per la prima volta in tutta la sua pienezza. Le affiorò alle labbra una parola, una parola semplicissima, donna, che solo allora le parve di capire veramente. Appoggiata alla ringhiera di ferro battuto, Antoinette era china in avanti, sicché il busto premeva un po’ sulle braccia bianche e il seno si sollevava leggermente; si intravedeva un solco d’ombra nella scollatura della camicia da notte; il mento paffuto sembrava anch’esso adagiato su un soffice cuscinetto di carne.
    La lupa azzanna la vita, Georges per sentirsi vivo deve aver avuto bisogno di quel morso.
    Il libro è tetro, mai piacevole ma ben scritto. Non è adatto a coloro che nella lettura gradiscono intravedere una speranza.

    E-book N°64
    La finestra dei Rouet (Simenon Georges)
    Giugno 2014

    ha scritto il 

  • 4

    Dalle pagine di questo libro esce, prepotente, l'odore polveroso della solitudine.

    "Tutto era vivo intorno a lei, solo il suo cuore batteva a vuoto, come una sveglia dimenticata in una valigia" ...continua

    Dalle pagine di questo libro esce, prepotente, l'odore polveroso della solitudine.

    "Tutto era vivo intorno a lei, solo il suo cuore batteva a vuoto, come una sveglia dimenticata in una valigia"

    ha scritto il 

  • 5

    Veramente un bel libro! Una disperazione così umana da essere reale e per questo spaventosa. Una solitudine totale e a tratti imbarazzante. Ti ritrovi a pensare che ti dispiace per Dominique e per la ...continua

    Veramente un bel libro! Una disperazione così umana da essere reale e per questo spaventosa. Una solitudine totale e a tratti imbarazzante. Ti ritrovi a pensare che ti dispiace per Dominique e per la sua tristezza angosciante e palpabile. Un'ottima scrittura e caratterizzazione dei personaggi, anche queli secondari, fa da contorno ad una storia perversa e malata.

    ha scritto il 

  • 5

    Dominique

    Forse gli uomini non pensano che l'inizio del giorno è misterioso
    quanto il crepuscolo, che ha in se sospesa la stessa parte di eternità. Non si ride fragorosamente, di un riso volgare, nella freschez ...continua

    Forse gli uomini non pensano che l'inizio del giorno è misterioso
    quanto il crepuscolo, che ha in se sospesa la stessa parte di eternità. Non si ride fragorosamente, di un riso volgare, nella freschezza tutta nuova dell'aurora, più di quanto non lo si faccia nell'attimo in cui si sfiora il primo alito della notte. Siamo più seri, proviamo l'impercettibile angoscia dell'essere umano davanti all'universo, perchè la strada non è ancora la solita strada rassicurante, ma un pezzo di quel gran tutto in cui si muove l'astro che mette pennacchi di luce sugli angoli aguzzi dei tetti.

    ha scritto il 

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