La frontiera scomparsa

Di

Editore: RL Libri

3.8
(1528)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Altri

Isbn-10: 8846203488 | Isbn-13: 9788846203489 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: I. Carmignani

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il brutto dell'America Latina

    Diverse storie, ambientate dagli anni 70 ai 90, riprendono episodi di vita dell'autore (ma li avrà veramente vissuti tutti...?), in cui emerge sempre il volto duro, sadico, strano o anche solo ambiguo ...continua

    Diverse storie, ambientate dagli anni 70 ai 90, riprendono episodi di vita dell'autore (ma li avrà veramente vissuti tutti...?), in cui emerge sempre il volto duro, sadico, strano o anche solo ambiguo, dell'America Latina nella sua intera estensione: Cile, Brasile, Colombia, Ecuador, Uruguay... Tutti eventi drammatici o quasi, da cui si evince però un grande fascino e un grande amore per la propria terra, per quei personaggi, principali e secondari, che nonostante tutto tirano avanti, continuano a cercare la frontiera, quella della felicità, che è scomparsa.
    Sepulveda è un narratore perfetto: scorrevole, dai termini semplici, adatto a tutti, pieno di non detti e leggibile su più piani. Gli episodi, che a prima vista sembrano scollegati, fanno parte di un unico percorso di formazione, che a sua volta riprende il primo capitolo nell'ultimo.
    Consigliassimo a tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio di ricerca, libertà e sopravvivenza raccontato in modo magistralmente poetico da un Sepùlveda che sa rapirti il cuore pur parlando di repressione, tortura, povertà, ma anche tanta voglia di ...continua

    Un viaggio di ricerca, libertà e sopravvivenza raccontato in modo magistralmente poetico da un Sepùlveda che sa rapirti il cuore pur parlando di repressione, tortura, povertà, ma anche tanta voglia di vivere.

    ha scritto il 

  • 2

    C'è qualcosa di arrogante nella scrittura di Sepulveda. Qualcosa di ideologico e semplicistico, direi, pieno di un'epica kitsch. Ma per quanto le storie siano deboli (questa forse autobiografica), rie ...continua

    C'è qualcosa di arrogante nella scrittura di Sepulveda. Qualcosa di ideologico e semplicistico, direi, pieno di un'epica kitsch. Ma per quanto le storie siano deboli (questa forse autobiografica), riesce sempre a cavar fuori qualche personaggio notevole, a suo modo leggendario. Il fatto che stia sempre dalla parte degli ultimi rende tutto più digeribile.
    Per finire, l'ultima frase del romanzo penso sia una delle più brutte della storia della letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    Soft (3,5 stelle)

    Un romanzo autobiografico suddiviso in capitoli che di fatto sono dei racconti, degli episodi staccati della stessa vita e della stessa storia. La cosa che mi ha stupito maggiormente è la leggerezza, ...continua

    Un romanzo autobiografico suddiviso in capitoli che di fatto sono dei racconti, degli episodi staccati della stessa vita e della stessa storia. La cosa che mi ha stupito maggiormente è la leggerezza, l'ironia con cui Sepùlveda affronta certi temi drammatici come la prigionia, la tortura, l'esilio. Ci sono cose qui descritte che a me sembrano impossibili da affrontare per un corpo e lui ne parla da persona uscitane non solo viva, ma che ha mantenuto la mente sana e la capacità di raccontare i fatti quasi con noncuranza.
    Nell'insieme è un bel libro che tuttavia non ha toccato le mie corde in modo particolare, una lettura che è scorsa veloce e piacevole senza troppi scossoni.

    Citazioni:

    La paura inondava tutto. E nella paura si annida il sinistro uccello della delazione.

    ha scritto il 

  • 2

    I romanzi brevi non mi appassionano più di tanto e questo in particolare, costituito da piccoli capitoli che raccontano singoli aneddoti della vita del protagonista hanno contribuito a rendermelo anco ...continua

    I romanzi brevi non mi appassionano più di tanto e questo in particolare, costituito da piccoli capitoli che raccontano singoli aneddoti della vita del protagonista hanno contribuito a rendermelo ancora meno"appetibile".
    A lettura conclusa, sinceramente, dell'intera vicenda non mi è rimasto nulla!

    ha scritto il 

  • 3

    Mi piace il modo di scrivere di Sepulveda, così vivo che si riesce a raffigurarsi le persone e i luoghi descritti.
    Non amo però i racconti ed è questo il modo scelto dall'autore per raccontarci stral ...continua

    Mi piace il modo di scrivere di Sepulveda, così vivo che si riesce a raffigurarsi le persone e i luoghi descritti.
    Non amo però i racconti ed è questo il modo scelto dall'autore per raccontarci stralci della sua vita che lo hanno riportato, in un travagliato viaggio a ritroso, sulle orme del nonno a riscoprire le sue origini andaluse.
    Racconti frammentari che raccontano un passato e a volte un passato ancora più lontano, ricordi nei ricordi, ma che però nel loro insieme rimangono solo belle descrizioni di persone e paesaggi.

    ha scritto il 

  • 2

    Racconti di un cileno di origini spagnole che passa dalla prigione della dittatura cilena alla fuga in vari paesi nel sud America e il rientro in Spagna alle sue origini familiari. Semplice e inconclu ...continua

    Racconti di un cileno di origini spagnole che passa dalla prigione della dittatura cilena alla fuga in vari paesi nel sud America e il rientro in Spagna alle sue origini familiari. Semplice e inconcludente per me... Potevo anche fare a meno di leggerlo per me.

    ha scritto il 

  • 4

    In viaggio per il Cono Sur

    Vale sempre la pena di leggere Sepùlveda, sia che parli della sua "seconda vita" in Europa, sia che - come in questo caso - racconti luoghi, storie e personaggi legati al Sudamerica.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto in maniera distratta

    sìè un libro di poche pagine, ma per vari motivi l'ho dovuto leggere come si suol dire, a pezzi e bocconi e forse non sono riuscita ad immedesimarmi completamente nel personaggio, un uomo in cerca del ...continua

    sìè un libro di poche pagine, ma per vari motivi l'ho dovuto leggere come si suol dire, a pezzi e bocconi e forse non sono riuscita ad immedesimarmi completamente nel personaggio, un uomo in cerca delle sue origini che cerca di attraversare vari Paesi dell'America Latina in un periodo storico in cui la loro rivalità si fa sentire.

    Anche se letto con superficialità, qui ho potuto trovare l'aforisma più adatto a me in questo periodo:

    "Una nota canzone cilena dice: due estremi ha la strada e a tutte e due qualcuno mi aspetta"

    ha scritto il 

  • 4

    ..e decisi che se orinavo sangue, sibilavo mentre parlavo, e potevo caricare delle batterie solo toccandole, non mi sarei mai abbassato ad adulare uno stronzo militare ladro del talento altrui.. ...continua

    ..e decisi che se orinavo sangue, sibilavo mentre parlavo, e potevo caricare delle batterie solo toccandole, non mi sarei mai abbassato ad adulare uno stronzo militare ladro del talento altrui..

    ha scritto il 

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