La grande rapina al treno

Di

Editore: TEA

3.9
(973)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Coreano , Francese , Tedesco , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8878186457 | Isbn-13: 9788878186453 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Capriolo

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace La grande rapina al treno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Avvincente

    Bellissima avventura. Scritta in modo egregio e molto avvincente. Mi sono divertita a seguire le vicende ti questa squadra di malfattori. Un colpo spettacolare nell'Inghilterra vittoriana. Oltre alla ...continua

    Bellissima avventura. Scritta in modo egregio e molto avvincente. Mi sono divertita a seguire le vicende ti questa squadra di malfattori. Un colpo spettacolare nell'Inghilterra vittoriana. Oltre alla narrazione del furto ci sono anche rimandi alla storia del periodo. Molto interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Reportage di una rapina

    Libro un po particolare, sembra quasi un rapporto di polizia sulla Grande Rapina. Comunque veloce e intrigante, piacevole da leggere.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Nell’Inghilterra vittoriana, tra il 1854 e il 1855, un furto apparentemente inspiegabile, sconvolge la vita degli inglesi.

    Su un treno della ferrovia inglese, allora in rapido sviluppo, l’oro destinat ...continua

    Nell’Inghilterra vittoriana, tra il 1854 e il 1855, un furto apparentemente inspiegabile, sconvolge la vita degli inglesi.

    Su un treno della ferrovia inglese, allora in rapido sviluppo, l’oro destinato ai soldati in Crimea e chiuso in casseforti inaccessibili per quei tempi, scompare misteriosamente dallo scompartimento “blindato” e sotto gli occhi di una guardia. Arrivato il carico in Francia, infatti, le casseforti vengono aperte rivelando il contenuto inaspettato.

    A quel punto, tutti i soggetti coinvolti, si attribuiscono la colpa l’un con l’altro, senza riuscire a venire a capo del bandolo di questa intricata matassa: com’è possibile che i lingotti d’oro caricati in Inghilterra e tenuti costantemente sotto sorveglianza, si siano trasformati in 5000 pallini per pistole?

    La spiegazione c’è, ma sarà scoperta casualmente solo un paio d’anni dopo e con essa verranno alla luce anche il nome dell’organizzatore del piano e di tutti i suoi complici ed infine anche i vari dettagli organizzativi e i disguidi e ritardi che hanno ritardato e ostacolato il furto fino all’ultimo secondo.

    Intrigante.

    Non mi vengono altri aggettivi che definiscano meglio questa sorta di ricostruzione storica del furto del secolo!

    In alcuni punti mi ha fatto sorridere l’inventiva di Mr. Edward Pierce, apparentemente uomo di classe, ma decisamente un criminale incallito che riesce a prendersi gioco di un’intera nazione.

    Un romanzo da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura piacevolissima: il romanzo, ripercorrendo la vicenda della prima grande rapina ad un treno, ci offre una dettagliata e documentata descrizione della Londra (e degli inglesi) di epoca vittorian ...continua

    Lettura piacevolissima: il romanzo, ripercorrendo la vicenda della prima grande rapina ad un treno, ci offre una dettagliata e documentata descrizione della Londra (e degli inglesi) di epoca vittoriana. Ne emerge una società che ha posto le basi di un liberismo selvaggio e dello sfruttamento di masse di lavoratori precari e miserabili. Il ritmo della narrazione è serrato e coinvolgente, ma ciononostante l'autore riesce a tratteggiare personaggi indimenticabili, sferzando con ironia la stupidità ed il conformismo di aristocratici e borghesi.

    ha scritto il 

  • 5

    soloscambio; THE GREAT TRAIN ROBBERY (1975)

    Pierce emise un grande sospiro e si voltò verso la ragazza.
    «Come ha fatto a non accorgersene?»
    «Dovresti vederti la faccia,» disse lei. «Hai un aspetto orribile.» Poi guardò i suoi abiti. «E vedo che ...continua

    Pierce emise un grande sospiro e si voltò verso la ragazza.
    «Come ha fatto a non accorgersene?»
    «Dovresti vederti la faccia,» disse lei. «Hai un aspetto orribile.» Poi guardò i suoi abiti. «E vedo che hai addosso il vestiario di un morto.»
    «Il mio è stato strappato dal vento.»
    «Allora, lo hai fatto il colpo?»
    Pierce sorrise.

    ha scritto il 

  • 3

    Lento! Scritto più come una lezione di storia che come un romanzo basato su una storia vera. Secondo me l'autore ha dedicato troppe pagine a raccontare usi e costumi del periodo vittoriano, facendo un ...continua

    Lento! Scritto più come una lezione di storia che come un romanzo basato su una storia vera. Secondo me l'autore ha dedicato troppe pagine a raccontare usi e costumi del periodo vittoriano, facendo un po' perdere il filo della storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Come dev'essere un libro per essere un buon libro? Per quel che mi riguarda deve riuscire almeno in uno di questi intenti: intrattenermi, divertirmi, farmi riflettere, emozionarmi, insegnarmi qualcosa ...continua

    Come dev'essere un libro per essere un buon libro? Per quel che mi riguarda deve riuscire almeno in uno di questi intenti: intrattenermi, divertirmi, farmi riflettere, emozionarmi, insegnarmi qualcosa.
    Crichton in genere riesce a fare tutto contemporaneamente.
    In questo caso ha preso una vicenda realmente accaduta nel 1855 e ne ha ricostruito le varie fasi facendola diventare un romanzo avvincente.
    Ma fin qui ci potevano riuscire in molti.
    Crichton si spinge oltre.
    Quasi in ogni capitolo dedica alcune pagine alla spiegazione di un aspetto della vita dell'Inghilterra vittoriana, aspetti che sono funzionali alla storia e che la rendono ancora più interessante.
    Aggiunge poi ironia, suspense e lega tutto con uno stile pulito ed essenziale. Non troverete una parola di troppo, in questo romanzo. Ma neanche una di meno.
    E l'ultima riga vi strapperà un sogghigno malefico.

    ha scritto il 

  • 3

    Apologia di reato

    Lessi questo libro almeno trentacinque anni fa nelle celebri collezioni di Selezione e all’epoca generò in me una profonda simpatia verso l’affascinante figura di ladro capace di inventarsi una vita d ...continua

    Lessi questo libro almeno trentacinque anni fa nelle celebri collezioni di Selezione e all’epoca generò in me una profonda simpatia verso l’affascinante figura di ladro capace di inventarsi una vita da gentiluomo per inserirsi perfettamente negli ambienti alto-borghesi mentre architettava, e realizzava con estrema freddezza, un’audacissima rapina al treno che trasportava le paghe per l’esercito inglese impegnato nella fallimentare guerra di Crimea.
    L’ho riletto pensando che la maturità, inesorabilmente raggiunta nel frattempo, mi avrebbe fatto apprezzare soprattutto l’aspetto documentaristico – e così è stato, in effetti - guarendomi nello stesso tempo dalla romantica ammirazione nei confronti del malfattore. E invece no: continuo a simpatizzare con il ladro e continuo a esultare per la riuscita della sua evasione. Che abbia un’inclinazione a delinquere?

    ha scritto il