La guerra dei mondi

Di

Editore: Mursia (GUM Letture)

3.9
(1037)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Tedesco , Francese , Olandese , Finlandese

Isbn-10: 8842529346 | Isbn-13: 9788842529347 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Adriana Motti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
"Alla fine del XIX secolo nessuno avrebbe creduto che le cose della terra fossero osservate da intelligenze superiori a quelle degli uomini."
Così inizia il primo romanzo di fantascienza, apparso nel 1897, dalla penna di uno dei pionieri del genere: un avvio lento, con una riflessione sulle false certezze umane, a metà tra il filosofico e l'umoristico, nell'epoca dell'illusione positivista. Subito però la storia si anima e, in un crescendo di suspense, descrive l'arrivo sulla terra di terrificanti Marziani che seminano la distruzione e minacciano di cancellare ogni traccia di vita sul pianeta.
Un gioco di fantasia e una lente di ingrandimento sulle paure della società post-industriale inglese, ancora oggi attuale, grazie a uno stile che coniuga con intelligenza gli ingredienti del racconto fantastico e del romanzo dell'orrore.
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  • 0

    H.G.Wells, La guerra dei mondi (titolo originale The War of the Worlds), Mursia, Milano 2014, ISBN 978-8895288154

    Herbert George Wells, nato a Bromley il 21 settembre del 1866 e morto a Londra il 13 agosto del 1946, è stato uno scrittore britannico molto famoso per i suoi romanzi di fantascienza, genere di cui è ...continua

    Herbert George Wells, nato a Bromley il 21 settembre del 1866 e morto a Londra il 13 agosto del 1946, è stato uno scrittore britannico molto famoso per i suoi romanzi di fantascienza, genere di cui è considerato il padre assieme a Jules Verne. Wells scrive La Guerra dei mondi a Londra nel 1897 e questa è considerata la sua opera più importante.
    La narrazione di questo racconto si divide in due parti: nella prima, il protagonista (avente lo stesso nome dello scrittore) si reca per diverse sere nell’osservatorio astronomico del suo amico Ogilvy. Entrambi, verso la mezzanotte, notano un'esplosione sul pianeta Marte. All’inizio pensano che sia dovuta ad una collisione, ma successivamente lo stesso fenomeno si ripete altre volte, sempre alla stessa ora. Soltanto dopo diversi giorni, queste esplosioni cessano. Un paio di giorni dopo, avvistano una meteora che cade sulla terra nella landa di Woking vicino Londra. Ogilvy è tra i primi ad avvicinarsi alla meteora; questa aveva una forma molto strana per essere una meteora, era cilindrica. In poche ore, la notizia fa il giro di tutta l’Inghilterra e, in brevissimo tempo, moltissime persone si recano a vedere la meteora caduta, notando dei rumori sovrumani provenire dal suo interno. Dopo un poco, l’estremità del cilindro inizia a svitarsi finché dal suo interno non esce una creatura aliena, alta più di 30 metri con una corazza e dotata di un’arma micidiale: un raggio ardente che al solo tocco uccide e fonde qualsiasi cosa. Il marziano compie una strage dalla quale solo poche persone riescono a salvarsi e a scappare mentre l’esercito si organizza. Intanto, sulla terra, continuarono a cadere cilindri e i marziani si moltiplicano: era iniziata la guerra. Il protagonista e sua moglie si preparano per la fuga, dirigendosi verso Leatherhead dai loro cugini. Ma una notte, il protagonista decide di ritornare a casa sua senza la moglie. Giunto a casa, Herbert incontra nel suo giardino un artigliere che gli consiglia di abbandonare la città. Intanto, l’esercito comincia ad uccidere i marziani ed Herbert, durante la fuga, sviene e perde la memoria ma viene subito soccorso da un pastore.
    Nella seconda parte del racconto il protagonista, sopravvissuto, trova una dimora dotata di provviste sulle rive del fiume Tamigi, dove rimane per quindici giorni iniziando a pensare a diversi piani di sopravvivenza. Dal suo nascondiglio, Herbert riesce ad osservare l’attività marziana.
    Diversi giorni dopo, giunta la notizia che i marziani erano stati sconfitti, il protagonista decide di fare ritorno a casa sua. Cosa troverà Herbert? Che ne è stato della moglie e del cugino?
    Il protagonista di questo racconto è il narratore, infatti, il libro è scritto in prima persona; gli antagonisti sono i marziani.
    Il narratore vuole evidenziare il coraggio del protagonista di fronte alla guerra, mentre dei marziani vuole mettere in evidenza la determinazione nel portare a compimento lo sterminio della razza umana, nell'obiettivo di impadronirsi della terra.
    La narrazione avviene in ambienti all’aperto e la vicenda si svolge in un arco di tempo molto lungo, seguendo un ordine cronologico chiaro e definito.
    Wells utilizza molti dialoghi ma ricorre anche al monologo interiore per sottolineare le riflessioni del protagonista e i suoi stati d’animo. Il messaggio che l'autore ci vuole trasmettere è che, per quanto la situazione possa essere complicata, non ci dobbiamo mai scoraggiare e dobbiamo sempre avere la forza di andare avanti.
    Questo libro mi è piaciuto moltissimo, soprattutto perché mi ha insegnato a guardare sempre avanti e a non darmi mai per vinto.

    Andrea Nasca
    III A S.M.Mazzarello

    ha scritto il 

  • 4

    bello!!!!Un po datato....

    Un grandissimo classico della fantascienza che se da un lato peca un po in suspense ( peccato secondo me inevitabile vista l'età...) dall'altro è abbastanza valido sotto il profilo sociale e psicologi ...continua

    Un grandissimo classico della fantascienza che se da un lato peca un po in suspense ( peccato secondo me inevitabile vista l'età...) dall'altro è abbastanza valido sotto il profilo sociale e psicologico???cosa succederebbe se i marziani ci invadessero???Vi assicuro che alcune considerazioni sono anche più valide di quelle proposte in romanzi molto meno datati...

    ha scritto il 

  • 4

    1. H.G. Wells scrive bene (o il traduttore ha fatto un lavoro... dell'altro mondo)
    2. Dopo tre pagine ti scordi la faccetta di Cruise e il faccione di Orson Wells, e ti ritrovi nell'Inghilterra vittor ...continua

    1. H.G. Wells scrive bene (o il traduttore ha fatto un lavoro... dell'altro mondo)
    2. Dopo tre pagine ti scordi la faccetta di Cruise e il faccione di Orson Wells, e ti ritrovi nell'Inghilterra vittoriana dove la vicenda assume toni diversi, più ingenui, ma anche più profondi
    3. E' un romanzo animalista (forse il primo del genere?), consigliato ai vegetariani
    Mi piacque alquanto.

    ha scritto il 

  • 3

    Giornalistico

    Tre stelle stiracchiate. Scritto in modo un po’ troppo “giornalistico”, manca un po’ di pathos nella trama. Si riscatta nel finale con spunti di riflessione interessanti, considerando anche che è stat ...continua

    Tre stelle stiracchiate. Scritto in modo un po’ troppo “giornalistico”, manca un po’ di pathos nella trama. Si riscatta nel finale con spunti di riflessione interessanti, considerando anche che è stato scritto 120 fa. Comunque un “cult” da leggere, sia pure senza aspettative eccessive.

    ha scritto il 

  • 4

    本來是看Sherlock Holmes太久了想換一下轉個口味,豈料又選了一本幾乎是同年代的小說,故事發生的場景相近,難道這是宿命嗎?

    Sherlock Holmes與Watson正在興高采烈地偵案的同時,那邊廂Wells在草地上遇見來襲的火星人,發出火光燒死圍觀的人群,想想也真夠嗆的。

    既然科技發達的火星人也戰勝不了地球的細菌,人類即使千方百計移民到其他星球,下場也是一樣,不過這不是我需擔心的問題 ...continua

    本來是看Sherlock Holmes太久了想換一下轉個口味,豈料又選了一本幾乎是同年代的小說,故事發生的場景相近,難道這是宿命嗎?

    Sherlock Holmes與Watson正在興高采烈地偵案的同時,那邊廂Wells在草地上遇見來襲的火星人,發出火光燒死圍觀的人群,想想也真夠嗆的。

    既然科技發達的火星人也戰勝不了地球的細菌,人類即使千方百計移民到其他星球,下場也是一樣,不過這不是我需擔心的問題了。

    ha scritto il 

  • 4

    Da conquistatori a conquistati

    La fantascienza innovativa e non fine a se stessa, capace di infondere un senso a ciò che racconta, come solo i grandi autori sanno fare.
    Seminale.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un classico della fantascienza mica per niente!
    Ci obbliga a guardare cosa succederebbe se i marziani decidessero di conquistarci per i loro soli bisogni, perché non esistono extraterrestri buoni a ...continua

    E' un classico della fantascienza mica per niente!
    Ci obbliga a guardare cosa succederebbe se i marziani decidessero di conquistarci per i loro soli bisogni, perché non esistono extraterrestri buoni alla star trek che non devono intervenire nelle vicende di altri pianeti. Esistono i conquistatori, come noi lo siamo stati in rapporto con altre popolazioni a noi simili o con il resto della natura.
    Alla fine questo libro è una lotta della sopravvivenza e dell'adattamento e chi vince piglia tutto.

    http://amacadieuterpe.wordpress.com/2014/11/05/la-guerra-dei-mondi-di-h-g-wells/

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezza per questo caposaldo della fantascienza, ma davvero troppo anacronistico con le carrozze i cavalli, con le scarse conoscenze sulle composizioni di altri pianeti.
    Non mi ha coinvolto ...continua

    Tre stelle e mezza per questo caposaldo della fantascienza, ma davvero troppo anacronistico con le carrozze i cavalli, con le scarse conoscenze sulle composizioni di altri pianeti.
    Non mi ha coinvolto

    6.5/10

    ha scritto il 

  • 4

    Un must della fantascienza. Marziani cattivi e distruttori, come piace a me. Qualcuno può dire che è lento e superato, ma basta leggere quando è stato scritto per accrescerne il valore.

    ha scritto il 

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