La increíble y triste historia de la cándida Eréndira y de su abuela desalmada

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Publisher: Editorial Diana

3.9
(1662)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French , Portuguese , Croatian

Isbn-10: 9681317084 | Isbn-13: 9789681317089 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Eréndira estaba bañando a la abuela cuando empezó el viento de su desgracia. Como este cuento hay otros: Un Señor Muy Viejo con unas Alas Enormes, El Mar del Tiempo Perdido, El Ahogado Más Hermoso del Mundo, El Ultimo Viaje del Buque Fantasma y Blacamán el Bueno, Vendedor de Milagros.
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  • 4

    il mio Marquez

    Lo amo sempre, in tutte le versioni. Qui, una raccolta di pochi racconti che all'ultimo si uniscono in un unico racconto. Le sue parole, le sue atmosfere, i suoi personaggi, restano per me sempre miel ...continue

    Lo amo sempre, in tutte le versioni. Qui, una raccolta di pochi racconti che all'ultimo si uniscono in un unico racconto. Le sue parole, le sue atmosfere, i suoi personaggi, restano per me sempre miele per l'anima dove corro quando cerco una coccola. Impossibile recensirlo.

    said on 

  • 5

    I primi racconti mi danno l' idea di una ricerca, sia stilistica ( uno addirittura è tutta una lunga frase, mai interrotta da punti), sia nei temi. Ma nel racconto finale, che da il titolo alla raccol ...continue

    I primi racconti mi danno l' idea di una ricerca, sia stilistica ( uno addirittura è tutta una lunga frase, mai interrotta da punti), sia nei temi. Ma nel racconto finale, che da il titolo alla raccolta, ho ritrovato il Marquez che amo, folle e geniale sia nella narrazione che nel tema. Meraviglioso se si ama il genere, ma sicuramente interessante per chiunque ami l' arte del narrare.

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  • 1

    Insalatona - 30 ago 15

    Sono sicuro che se avessi letto prima questi racconti, non avrei affrontato i “Cento anni” con lo stesso piglio, e letti con lo stesso piacere. Perché questi sono racconti, e già si sa che mi pongo ve ...continue

    Sono sicuro che se avessi letto prima questi racconti, non avrei affrontato i “Cento anni” con lo stesso piglio, e letti con lo stesso piacere. Perché questi sono racconti, e già si sa che mi pongo verso questa forma espressiva sempre in forma problematica. Sono poi intrisi di quel realismo magico, come viene chiamato, di cui sono pieni gli scrittori ispano-americani. Ed anche qui io mi trovo in difficoltà. Non trovo qui, se non elementi postumi di quelle costruzioni cui mi aveva assuefatto la famiglia Buendía. Né tanto meno quelle dosi di vita descritta e partecipata, come poi mi avrebbe entusiasmato la tarda lettura di “Cronaca di un naufragio”. Infine, purtroppo, il libretto Mondadori non è corredato da note ed esegesi, come altri libri dello scrittore colombiano, per cui ci si trova davanti al testo, anzi ai testi, con la sola indicazione dell’anno di scrittura. Che almeno mi ha dato una chiave di lettura. Qui infatti, abbiamo 7 racconti, di cui i primi 6, brevi, sono precedenti a “Cento anni”, mentre solo l’ultimo, quello del titolo (e non a caso) è posteriore (scritto nel 1972, mentre ricordo che il suo capolavoro è del 1967). Dicevo non a caso, perché la triste istoria è quello che solo si salva dal naufragio annunciato degli altri. Dove abbiamo un vecchio (forse un angelo anziano) che cade con le sue grandi ali in un villaggio di mare. Un mare che profuma di rose e porta disgrazie. Un morto annegato bellissimo e grandissimo. Una nave fantasma che il ragazzo incredulo porterà definitivamente a naufragare. Un venditore di fumo e la sua storia di raggiri narrata dal suo allievo, e poi carnefice. Nonché (e forse l’unico che un po’ si stacca dai precedenti), la fine anch’essa annunciata di un senatore sulla via della morte per tumore ed il suo ultimo sprazzo d’amore. Rispetto a questi, che non vanno mai oltre le dieci pagine, piene sì di descrizioni, ma che, a me, non prendono, la candida Eréndira ha un piglio più complesso e più partecipato. Si sente che Aureliano è passato sotto i ponti, e che la penna di Gabo è più scorrevole ed incisiva. C’è lei, giovane, bella e “cenerentolata” dalla nonna tiranna. Anzi, come dice il titolo, crudele (o “senza cuore”). Nonna un tempo bellissima, sposata al contrabbandiere Amadìs, ricca di casa e di altre scorie della vecchia stagione avventurosa. Con Eréndira che la serve in tutto e per tutto. Peccato che la piccola si dimentichi candele accese, che un colpo di vento notturno potano a bruciare tutti i beni della nonna. Che decide di farseli ripagare sfruttando il corpo della giovane. Insomma, vendendolo a pochi pesos qua e là per il paese. Assistiamo al girovagare, al degrado, alla lotta con le istituzioni (soprattutto la chiesa) che vogliono portar via la giovane per sfruttamento minorile. Ed altre imprese minori, che hanno però la fantasia di coinvolgere elementi delle mini-storie precedenti. Abbiamo così un olandese che forse ha perso le ali da giovane. Abbiamo un senatore che scrive una lettera di raccomandazioni per la nonna. Abbiamo il venditore di fumo che si sbraccia nella piazza accanto al tendone dove la nonna vende il corpo di Eréndira. Non manca poi il giovane Ulisse che si innamora della nostra bella ragazza. E tenterà di salvarla dalla nonna, cercando in molti modi di ucciderla (con bombe e con veleni) senza riuscirci. Tanto che Eréndira si spazientisce non poco. E quando finalmente Ulisse riuscirà nel suo intento, ma solo con il pugnale, Eréndira, finalmente liberata, fuggirà anche da lui. E se ne andrà verso il mare. Mare che ritorna, bene o male, in tutti e 7 i racconti, quasi fosse una calamita che attira la penna di Gabo, lui che nacque là sulla Sierra colombiana, che vedeva il mare laggiù, a pochi, ma irraggiungibili chilometri. Ed in questo racconto troviamo anche un legame ideale con “Cento anni”, dove, se ricordate, ad un certo punto Aureliano Buendía entra sotto la tenda di una mulatta adolescente costretta a prostituirsi per ripagare alla nonna i danni di un incendio. Non ho però trovato altri stimoli, altre voglie di far girare le poche sinapsi rimaste. Preferisco Gabo, lo ribadisco e lo sottoscrivo, quando si avventura in storie più complesse. Vedremo cosa ci riserverà il mio futuro di lettore.

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  • 3

    Eréndira stava facendo il bagno alla nonna quando si alzò il vento della sua disgrazia...

    Tra magico e reale si disperdono le scie di questi racconti, che forse proprio per lo stato di sospensione da cui nascono e in cui finiscono lasciano tutti un vago senso di inquietudine e malinconia. ...continue

    Tra magico e reale si disperdono le scie di questi racconti, che forse proprio per lo stato di sospensione da cui nascono e in cui finiscono lasciano tutti un vago senso di inquietudine e malinconia. Per quanto infatti in apparenza l'atmosfera sembri magica, quasi da incanto, le storie sono storie di mari desolati, deserto, desolazione e solitudine... Tutte intrise in un modo o nell'altro in un mondo fatto di solliloqui destinati a finire nell'oblio del vago ricordo...

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  • 2

    Visionario...ma senza senso

    Mi è capitato tra le mani per caso, ma nonostante le poche pagine questi racconti non mi sono proprio piaciuti. C'era un che di mistico, di filosofico ma io sono riuscito a trarne proprio poco di buon ...continue

    Mi è capitato tra le mani per caso, ma nonostante le poche pagine questi racconti non mi sono proprio piaciuti. C'era un che di mistico, di filosofico ma io sono riuscito a trarne proprio poco di buono. Certo Garcia Marquez scrive bene ma ci voleva molto molto di più.

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  • 4

    Gioielli di realismo magico

    Prendete un grosso cappello a cilindro, mettetici dentro: dei personaggi strampalati, un pizzico di poesia, parecchia fantasia, uno stile visionario, dei titoli che sono delle storie e delle storie ch ...continue

    Prendete un grosso cappello a cilindro, mettetici dentro: dei personaggi strampalati, un pizzico di poesia, parecchia fantasia, uno stile visionario, dei titoli che sono delle storie e delle storie che parlano di reale e surreale allo stesso tempo, di amori e tragedie, di vita e di morte, scuotete forte e vi troverete da leggere 7 racconti fantastici che vi trasporteranno in un altro mondo e dove potrete perdervi come nel più assurdo dei sogni. Tutto accade e tutto può accadere, senza regole, senza normalità. Lasciatevi catturare da questo mondo alla rovescia e leggete tutti e 7 i racconti a testa in giù…

    Consigliati a chi non conosce Marquez e vuole assaggiare qualcosa di diverso e consigliati a chi vuole ritrovare l'incanto delle atmosfere di Cent’anni di solitudine.

    said on 

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