La linea gotica

Taccuino 1948­1958

Di

Editore: Guanda

3.5
(21)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 295 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882463419 | Isbn-13: 9788882463410 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

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Descrizione del libro
"La linea gotica" è il romanzo dell'Italia che si sta impegnando a diventareuna nazione, di un paese già in odore di boom, intento a una ricostruzionefebbrile. Il mondo intero diviso in due, la classe operaia, l'industria, leaggregazioni borghesi fanno da sfondo alle storie individuali. Ma la veraprotagonista è l'inquietudine dell'io narrante, un'inquietudine che vienedall'impossibilità di trovare una soluzione che valga in ugual modo per le sueaspettative personali, le aspirazioni della classe operaia, le idealità delpartito e le esigenze della borghesia imprenditoriale. Prefazione diFurio Colombo.
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  • 3

    "Sarebbe ora di fare finalmente coincidere i fantasmi e la carne. Altrimenti..."

    Sembra di leggere/ascoltare delle registrazioni al magnetofono.
    Di Ottieri emerge la natura inquieta, rabbiosa e rassegnata, di chi, prigioniero di un'adolescenza avvizzita in un'incerta età adulta e ...continua

    Sembra di leggere/ascoltare delle registrazioni al magnetofono.
    Di Ottieri emerge la natura inquieta, rabbiosa e rassegnata, di chi, prigioniero di un'adolescenza avvizzita in un'incerta età adulta e di un passato di falsi ideali, spera (ma non crede) di riuscire a coltivare il giardino dell'immaginazione, della letteratura, in una realtà di lavoro alienante, produzione incessante, diritti mancati.

    In quel luogo di mare i sentimenti crescono rigogliosi, gonfi, sproporzionati e infine nauseanti, come tutte le piante e i fiori nei luoghi tropicali dove - dicono - una normale felce diventa un gigantesco viluppo. Finisce che non si respira più, nell'aria sentimentale, dolciastra. Mi sento tutto appiccicoso di sentimenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Intenzioni anche lodevoli per questa specie di diario dell'industrializzazione, che non bastano però a rendere interessanti tutte queste annotazioni sulla fabbrica, sul lavoro, sulla politica e sulla ...continua

    Intenzioni anche lodevoli per questa specie di diario dell'industrializzazione, che non bastano però a rendere interessanti tutte queste annotazioni sulla fabbrica, sul lavoro, sulla politica e sulla vita. Mi sono sembrate in larga parte affermazioni prive di sentimento e di entusiasmo, o anche di rabbia. Tutte molto razionali, tutte molto distanti, come se uno si mettesse a fare la Rivoluzione a tavolino.

    (La parte che ho apprezzato di più, forse l'unica che ho sentito autentica, è quella dove Ottieri descrive il periodo della sua malattia)

    ha scritto il 

  • 5

    In bilico tra il saggio e il romanzo, in ogni caso pervaso da una vena prepotentemente autobiografica. È la narrazione dell'avvicinamento di un uomo di cultura al mondo dell'azienda, della fabbrica, m ...continua

    In bilico tra il saggio e il romanzo, in ogni caso pervaso da una vena prepotentemente autobiografica. È la narrazione dell'avvicinamento di un uomo di cultura al mondo dell'azienda, della fabbrica, ma è anche storia di uno sviluppo personale che rende la propria indole progressivamente più fredda, appuntiva, aziendale per l'appunto. Si inizia dai turbamenti e dalle nevrastenie del figlio unico, dalla solitudine cittadina e la progressiva conoscenza del mondo aziendale, fra Milano e Roma. Si passa attraverso la parentesi della malattia (la meningite, effettivamente sofferta da Ottieri) e si giunge a una maturità di visione con l'esperienza di Olivetti a Pozzuoli (la stessa di cui si parla in Donnarumma all'assalto). Il libro si chiude con il ritorno a Milano e il pieno orientamento nel mondo aziendale (il convegno).

    ha scritto il