La lingua perduta delle gru

Di

Editore: A.Mondadori (Oscar)

4.0
(1113)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 341 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8804337060 | Isbn-13: 9788804337065 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
"I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno anninetati dalla notizia" confida Philip. Sa che il tipo d'amore che lui ha scelto di vivere non è convenzionale, non è facile; ma non vede motivi per costringersi ancora a tenere segreta la sua realtà vera, la tenerezza che ha cercato e trovato, la sua speranza di felicità, perchè "qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo". Era il 1986. Con questo libro delicato, tagliente, preciso nella chirurgia dei sentimenti che uniscono e dividono generazioni attigue e diversissime, David Leavitt entrava nella corsa verso il Grande Romanzo Americano.
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  • 5

    Che libro. Che libro. Che-li-bro.
    Ambientato nella New York degli anni Ottanta, questo romanzo è il più famoso di Leavitt e uno dei più iconici della letteratura LGBT in generale.
    Io comincio col dire ...continua

    Che libro. Che libro. Che-li-bro.
    Ambientato nella New York degli anni Ottanta, questo romanzo è il più famoso di Leavitt e uno dei più iconici della letteratura LGBT in generale.
    Io comincio col dire che ha il ritmo di una canzone dei R.E.M..
    E che è un romanzo che parla di famiglia e di felicità, ma non nel senso che si potrebbe credere.
    Quella di Philip è una ricerca della felicità non banale. Ha scelto di essere sincero riguardo al suo orientamento sessuale, in un periodo in cui incombeva lo spettro dell'AIDS e in cui l'omosessualità era relegata ai margini, perfino a New York.
    Non è una New York periferica quella di Leavitt, ma è una New York di accattoni e prostitute, di topi, di sporcizia e squallore. A proteggere è l'intimità delle case, ed è quella la prima cosa che viene messa in crisi. I genitori di Philip devono infatti trasferirsi, poiché non hanno i soldi per comprare il loro appartamento in una palazzina che sta per essere tramutata in cooperativa. La vendita della casa apre una crepa nella vita di Owen e Rose, il padre e la madre di Philip. Crepa che si allargherà fino a divorare tutto.
    Le loro solitudini diventano evidenti man mano che il romanzo prosegue, poiché entrambi, sostanzialmente, non si conoscono. Immaginano, ma non conoscono.
    E qui arriva il grande punto del romanzo: l'incomunicabilità. I personaggi sono come specchi, che riflettono idealizzazioni. Owen e Rose si sono taciuti per anni segreti che avrebbero potuto minare l'unitarietà della loro famiglia, l'unico luogo sicuro che concepissero.
    Owen, nello specifico, è omosessuale. Rose, invece, l'ha tradito numerose volte.
    In questo clima di segreti che è meglio non rivelare irrompe Philip, pure omosessuale, e la sua sincerità è la mina che fa scoppiare il delicato equilibrio della famiglia.
    Emerge prepotente il senso di colpa di Owen, convinto che sia colpa sua se il figlio è gay, ma emerge anche la sua voglia di accettare (e amare) finalmente se stesso.
    Emerge l'incapacità di Rose di accettare il figlio, di accettare che il castello di carte che si è costruita sta per crollare. Donna energica e intelligente, Rose non si arrenderà. Fino all'evidenza.
    Emerge, su tutto, l'incapacità di trovare una felicità che forse non esiste.
    Sono creature allo sbando, questi personaggi, che si muovono continuamente alla ricerca di un porticciolo a cui approdare. Ce la fa Jerene, la coinquilina lesbica del ragazzo di Philip, e ce la fa lo stesso Philip. In pratica gli unici due personaggi che hanno scelto di essere sinceri, in primo luogo con se stessi.
    Se alla prima lettura - adolescenzale - mi ero concentrata sui personaggi di Philip ed Eliot, stavolta a entrarmi nel cuore sono stati Owen e Rose, ciascuno con la sua pena interiore.
    Durante le parti dedicate a loro, la prosa raggiunge picchi di delicatezza, lirismo e forza comunicativa.
    E' impossibile non provare pena per loro, e si giunge al termine del romanzo con un groppo in gola.
    Romanzo meraviglioso, potente e sincero.
    "Qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo."
    Bisogna solo trovare la lingua che abbiamo perduto, quella per parlare a noi stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    “No kinds of love are better than others”

    Leavitt ha iniziato a scrivere di omosessualità negli anni ottanta e la fastidiosa traduzione di alcuni termini continua a rinfacciarglielo senza sconti, ma lo spudorato attacco dei radicali liberi ...continua

    Leavitt ha iniziato a scrivere di omosessualità negli anni ottanta e la fastidiosa traduzione di alcuni termini continua a rinfacciarglielo senza sconti, ma lo spudorato attacco dei radicali liberi del progresso globale -tecnologie comprese- non si è accanito sul romanzo in modo poi così compromettente. In tempi in cui per l’uomo è più conveniente far morire una lingua che distruggere la base molecolare di un pregiudizio il suo primo romanzo ha saputo preservare un buono spirito di adattamento laddove in tanti hanno fallito.

    “Come dovevano essere parse meravigliose e grandiose quelle gru a Michel, in confronto alle piccole e goffe creature che lo circondavano. Perché, Jerene ne era convinta, ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare, e lo ama; la finestra diventa uno specchio; qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo”.

    «Philip allungò una mano e gli accarezzò la guancia, un gesto che persino adesso gli sembrava grandioso e terrificante, benché Eliot se ne accorgesse a malapena. Per lui, simili manifestazioni d’affetto non erano niente; la sua vita ne era stata piena, buffetti e carezze e baci casuali, mentre per Philip appoggiare una mano su una guancia era una gesto di tale portata che doveva essere contato, tesaurizzato, conservato. Irradiava potere; esigeva coraggio. Philip capiva che al mondo c'era gente come Eliot alla quale amore e sesso venivano facili, senza una sollecitazione attiva, come un forte vento a cui bastava porgessero il viso perché soffiasse su di loro. Capiva anche di non essere una di queste persone"

    “Stavano spesso così, con gli occhi piantati nelle scure profondità dei bar puzzolenti di piedi, a frugare la stanza alla ricerca di facce, cercando di scegliere quelle di cui avrebbero potuto innamorarsi. Ma le facce erano ormai familiari e sembravano stanche quanto loro di guardare. Forse queste facce stavano rimpiangendo i vecchi giorni dell’acchiappa-acchiappa, dell’amore libero, dell’estasi della colpa, i giorni in cui bastava strizzare l’occhio a qualcuno, sorridere, ed era fatta: ti ritrovavi in una stanza da qualche parte a fare l’amore. Adesso era di moda la monogamia, ma aveva assunto il ruolo di una tattica di sicurezza, di una misura poco appetitosa, ma necessaria contro la catastrofe (…)”

    ha scritto il 

  • 4

    spaccato sociale che non sente il bisogno di essere blando o "accettabile" e per questo offre spunti di riflessione per capire qualcosa di più di uno stile di vita che alla mia ed all precedente gener ...continua

    spaccato sociale che non sente il bisogno di essere blando o "accettabile" e per questo offre spunti di riflessione per capire qualcosa di più di uno stile di vita che alla mia ed all precedente generazione è stato "presentato" in connotazione negativa.

    ha scritto il 

  • 4

    Il diritto di essere felici

    Cosa accade quando gli equilibri e le certezze familiari iniziano a sgretolarsi, quando una vita di menzogne vacilla, crolla lasciando crepe che diventeranno profondi burroni? Quando si sceglie la str ...continua

    Cosa accade quando gli equilibri e le certezze familiari iniziano a sgretolarsi, quando una vita di menzogne vacilla, crolla lasciando crepe che diventeranno profondi burroni? Quando si sceglie la strada della verità, della felicità, della piena realizzazione di se stessi?
    Accade che si muore.
    Di dolore, sensi di colpa e tormenti. Ma si muore per rinascere a nuova vita, come arabe fenici, ci si ricompone con il cuore che scoppia di gioia.
    Le emozioni dei protagonisti ci corrono lungo la schiena, ci entrano nei pori, ce le sentiamo dentro. L' omosessualità è trattata con sincerità, senza i soliti stereotipi e proselitismi.

    “Le corde del cuore desideravano essere toccate ad ogni costo, l'anima si stancava della serenità, il corpo moriva dalla voglia di qualsiasi tipo di cambiamento, fosse anche lo sterminio, fosse anche la morte”

    ha scritto il 

  • 4

    vero verissimo

    Ah ecco, avevo letto Ballo di Famiglia e mi aveva lasciata freddina. La Lingua Perduta delle Gru invece è molto bello. Scrittura ottima, scenario molto realistico. È datato certo, ed alcune problemati ...continua

    Ah ecco, avevo letto Ballo di Famiglia e mi aveva lasciata freddina. La Lingua Perduta delle Gru invece è molto bello. Scrittura ottima, scenario molto realistico. È datato certo, ed alcune problematiche sono non certo risolte ma sicuramente più presenti, più comuni, più scoperte. La riflessione immediata che mi è venuta leggendolo è che fa male al cuore vedere quanta sofferenza noi umani siamo capaci di infliggerci per ragioni le più meschine o banali o addirittura convenzionali. Questo libro grida del diritto alla felicità, ma lo fa con discrezione e parlando d'amore. Sono curiosa di leggere gli altri romanzi per vedere se cambia anche argomento ;)

    ha scritto il 

  • 5

    "Ogni grande esperimento ha i suoi grandi fallimenti."

    "Sembro una capocchia di spillo."

    "Le dediche non erano per i lettori; erano per gli amici e la famiglia dell'autore, il suo entourage immediato, ...continua

    "Ogni grande esperimento ha i suoi grandi fallimenti."

    "Sembro una capocchia di spillo."

    "Le dediche non erano per i lettori; erano per gli amici e la famiglia dell'autore, il suo entourage immediato, le persone da lui amate; erano scherzi privati, messaggi in codice."

    ha scritto il 

  • 3

    Perché un uomo affamato ha una nozione diversa di abbondanza / Perché un uomo affermato ha una nozione diversa di abbondanza / Perché un uomo effeminato ha una nozione diversa di abbondanza

    Leavitt come lievità di scrittura, almeno per 100/150 pagine, poi di meno anche se fortunatamente non si finisce sull'altopiano del pecoreccio. Le gru del titolo non sono quegli uccelli eleganti dalle ...continua

    Leavitt come lievità di scrittura, almeno per 100/150 pagine, poi di meno anche se fortunatamente non si finisce sull'altopiano del pecoreccio. Le gru del titolo non sono quegli uccelli eleganti dalle gambe sottili (di uccelli nel libro ve ne son fin troppi, ma nessuno che sappia volare) sono i bracci meccanici di un cantiere edile. Quelle gru arrivano da un caso clinico noto come quello del bambino-gru. Vale la pena esser chiari: è un libro sull'omosessualità. Essa è declinata in tutti i suoi aspetti, analizzata durante il processo di crescita, d'invecchiamento, d'impatto con la famiglia e con la società (il libro è stato pubblicato nel 1986 nel pieno del terrore per l'AIDS). La monotematica da un certo punto in poi diventa stucchevole, è il terzo cucchiaino di zucchero per chi è abituato a bere il caffè amaro. Non voglio nascondere di aver provato fastidio per alcuni passaggi. Al centro della narrazione ci sono due genitori cinquantaduenni e il figlio ultra ventenne. Mi è saltata agli occhi la distanza fra i membri, soprattutto fra madre e figlio, un rapporto anglo sassone, assai diverso dall'italico “ogni scarrafone è bello a mamma sua”. Mi sono chiesto se la freddezza materna possa influenzare le tendenze sessuali o se esse sian predeterminate come il colore degli occhi. (ehm.. avrei voluto scrivere come la fede calcistica)
    Scelgo che cosa conservare di questo libro.
    Dato che l'amore è universale, io universalizzo questa periodo togliendogli soggetto e complemento di termine

    ...camminò più in fretta, mentre le pulsazioni nelle sue vene acceleravano. Poi giurò di aver sentito il proprio cuore scoppiargli in petto. E fu come se un dolce liquido d'ambrosia si riversasse da quel vaso rotto, per scorrergli nelle vene, riempiendolo e riscaldandolo, dal centro del suo petto fino alle fredde, lontane estremità.

    (se ne ricava la descrizione dell'effetto alcolico)

    Il periodo che segue invece, rivela con precisione dove sia ambientato il romanzo

    "In New Jersey ci si sente proprio meglio" disse Winston, pigiando forte il pedale dell'acceleratore. "E si può guidare come dei veri americani... in fretta." Rise di nuovo. Allungando un braccio, prese una cassetta dalla scatola sul sedile posteriore e la infilò nello stereo. Bruce Springsteen cantò "Born in the USA", la voce un urlo gutturale di rabbia.

    http://www.youtube.com/watch?v=lZD4ezDbbu4

    ha scritto il 

  • 3

    L’estinzione degli etero a NYC

    Si racconta che un bambino di due anni vivesse in una casa popolare di New York. La madre non si curava di lui e il piccolo aveva presto imparato ad imitare i movimenti e i rumori delle gru che vedeva ...continua

    Si racconta che un bambino di due anni vivesse in una casa popolare di New York. La madre non si curava di lui e il piccolo aveva presto imparato ad imitare i movimenti e i rumori delle gru che vedeva dalla finestra a cui stava affacciato da solo per ore: quelle gru erano i suo unici punti di riferimento e dovevano essergli sembrate bellissime ed enormi, in confronto con le piccole e sgradevoli creature che lo circondavano.

    “Ciascuno, a suo modo, trova ciò che deve amare, e lo ama. La finestra diventa uno specchio; qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo."

    Ecco, il libro si basa su questa citazione e sull’aneddoto del bambino. Siamo noi che diamo significato a quello che amiamo. Amiamo la rappresentazione di ciò che siamo o vogliamo essere, ossia costruiamo nel nostro immaginario l’oggetto del nostro amore. Quando rimaniamo delusi nello scoprire che chi ci sta accanto non è come pensavamo che fosse è solo perché scopriamo purtroppo che tutte le cose belle che abbiamo apprezzato in passato in realtà erano frutto della nostra immaginazione.

    Il libro é una storia di persone che vogliono comunicare qualcosa, ma faticano a farlo per paura delle conseguenze. Comunicare per condividere, comunicare per essere capiti, accettati ed amati.

    Come Jerene, ragazza di colore, che quando parla ai suoi genitori della sua omosessualità si sente dire, in una scena di intensità incomparabile:

    “Avrei preferito che mi dicessi che avevi un cancro. Sei sempre stata una delusione per noi. E adesso questa porcheria, questo sacrilegio. È come un lutto, È come se fosse morta. Tu non sei mia figlia. Ringrazio Dio almeno per questo. Tu non sei mia figlia."

    Intolleranza che colpisce ancora di più considerando che proviene da persone di colore che hanno subito discriminazioni per il colore della pelle. Ma forse chi fatica a farsi accettare tende a rifiutare di aiutare chi è diverso.

    Oppure come Rose, che scopre dopo vent’anni di matrimonio che il marito è omosessuale e ha sempre cercato di nasconderglielo:

    "Stava sempre zitto durante il sesso, mai una lode, raramente un apprezzamento. Forse semplicemente mi odiava. Forse era tutto qui."

    In una New York del 1986 dove sembra che gli eterosessuali siano scomparsi (possibile? Questo punto è molto poco credibile, nel libro), molte sono le sorprese, i coming-out, che ci consentono di assistere a perfette, ma anche angoscianti, descrizioni dei sentimenti e delle emozioni che animano i protagonisti, tanto da riuscire spesso ad immedesimarci e a domandarci come ci comporteremmo in situazioni analoghe.

    Un romanzo che in sostanza ci vuole dire che tutti i modi di amare sono perfetti, purché ci facciano sentire bene. Ma il punto è proprio qui: spesso non riusciamo a sentirci bene per la nostra incapacità di comunicare, di capire gli altri, di accettarci per quello che siamo, per mancanza di sincerità, per il nostro bisogno di consenso del gruppo, della massa.

    La prima parte del romanzo, indubbiamente ben scritto, avvincente ed interessante, è incredibilmente reale, lo squallore di certe situazioni e il malessere correlato sono descritti in modo perfetto. I dialoghi sono secchi, serrati, precisi, affilati, realistici. Nella seconda parte il discorso un po’ si sfuma, alcune situazioni sono meno credibili, la tensione cala.

    Nel complesso è comunque un ottimo romanzo che si legge molto bene. 3 stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Quanta sofferenza in questo romanzo...

    I riflettori son puntati su Philip (figlio) e Owen (padre) che dichiarano, con tempistiche diverse, la propria omosessualità in famiglia, dopo aver vissuto i propri istinti sessuali in modo sommerso e ...continua

    I riflettori son puntati su Philip (figlio) e Owen (padre) che dichiarano, con tempistiche diverse, la propria omosessualità in famiglia, dopo aver vissuto i propri istinti sessuali in modo sommerso e, nel caso di Owen, aver cercato di reprimerli.
    Siamo negli anni '80.
    Indicativo del sentire del periodo la parola con cui il traduttore del romanzo, sicuramente d'epoca, abbia deciso di rendere 'eterosessuale ' col termine 'regolare'.

    Il romanzo dipinge un contesto (non troppo realistico, mi aspetterei una configurazione un po' più eterogenea) in cui l'unica persona non omosessuale presente è Rose, madre di Philip e moglie di Owen.
    E bizzarramente è proprio questa donna, il personaggio che a me è parso più compiuto, più credibile. Nella sua strenua difesa dello status quo. Nella sua necessità di non voler vedere, di non voler sapere.

    "Noi tutti abbiamo dei segreti, Philip. Io ho dei segreti, un sacco di segreti, significa forse che dovrebbero essere rivelati tutti?" "A volte è meglio essere onesti." "Meglio per chi?"

    E qui come non pensare ad una intersezione libresca col tema carissimo a Marias, le nostre orecchie non hanno palpebre, non ci possiamo sottrarre da chi si vuol confidare, non possiamo evitare di ascoltare, non possiamo proteggerci dalle parole che non vogliamo ascoltare. E nel momento che il segreto o la verità nascosta è rivelata, nulla potrà più essere come prima.

    Ed è proprio Rose che a difesa strenua del suo mondo cerca con tutte le forze di procrastinare il momento delle rivelazioni di cui non vuol essere partecipe, ma venendo a sapere, sarà obbligata a prendere coscienza di come non si possa più cambiare ciò che si è vissuto. E volente o nolente, per quanto sbagliata o basata su assunti errati, dovrà accettare il fatto che la vita che le toccata rimane irrimediabilmente quella che è stata.

    Era vero che il loro non era stato un gran matrimonio. Non era neanche stato un matrimonio particolarmente buono. Ma era stata la sua vita.

    E Rose assiste distrutta al crollo delle sue convinzioni che pongono la famiglia al primo piano, come il più importante dei legami. Ed anche il più condizionante.

    "Ai miei tempi, la gente si preoccupava di cose più importanti che non la soddisfazione personale. C'erano davvero cose più importanti. Si facevano delle rinunce per un bene più grande. Si aveva una famiglia."

    Come se una persona potesse, o meglio dovesse, negare quello che è o quello che sente per il bene familiare. Come se l'orientamento sessuale potesse essere ritenuto 'soddisfazione personale'.

    Il romanzo è ben scritto, avvince e si legge molto rapidamente.
    Leavitt rende con efficacia le situazioni ( riuscendo ad essere molto crudo a tratti), il clima di incomunicabilità, le incomprensioni, le difficoltà di accettazione della diversità. Usa toni esasperati e angoscianti nei momenti maggiormente drammatici, coinvolgendo il lettore come fosse testimone impotente.

    Il finale aperto però mi ha lasciato un senso di insofferenza... Ecco io ho questo limite: insoddisfazione e frustrazione nei confronti dei finali aperti. Mi pare sempre, come da ragazzina, una mancanza di presa di posizione da parte dell'autore... Un non voler concludere...

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia in cui i vari attori del romanzo diventano ognuno dei protagonisti , con un desiderio spasmodico di comunicare all'esterno la propria natura . Il coming out in cui si rivela al mondo estern ...continua

    Una storia in cui i vari attori del romanzo diventano ognuno dei protagonisti , con un desiderio spasmodico di comunicare all'esterno la propria natura . Il coming out in cui si rivela al mondo esterno la propria omosessualità , diventa una manifestazione esteriore di questo bisogno, incuranti delle possibili conseguenze. Risente il libro del periodo in cui è stato pubblicato , gli anni ottanta , dove il far conoscere le proprie inclinazioni sessuali , era diventato un modo diffuso di riscatto sociale. Lettura lineare , semplice e allo stesso tempo riflessiva.

    ha scritto il 

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