La llamada de lo salvaje

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Publisher: AIMS International Books

4.1
(4168)

Language: Español | Number of Pages: 157 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Galego , Catalan , Italian , German , French , Chi simplified , Portuguese , Norwegian , Swedish

Isbn-10: 8495311062 | Isbn-13: 9788495311061 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Pets , Travel

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Book Description
La historia de un perro que pasa de la vida doméstica a la salvaje entre lobos
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  • 5

    Buck, dalla vita domestica alla foresta.

    Entriamo nella pelle (e nel pelo) di Buck, un grosso cane che vive beato nella bella casa dei suoi padroni. Ci entriamo agevolmente, perché London sa scrivere molto bene ed è qui la chiave della belle ...continue

    Entriamo nella pelle (e nel pelo) di Buck, un grosso cane che vive beato nella bella casa dei suoi padroni. Ci entriamo agevolmente, perché London sa scrivere molto bene ed è qui la chiave della bellezza e potenza di questo libro. La capacità di vedere con gli occhi di Buck, il suo fidarsi dell'uomo e la disperazione dovuta alla perdita di questa profonda e illimitata fiducia, lo scontro con gli altri cani, lo scoprire una realtà ben più selvaggia ed infine il richiamo della foresta. Vale la pena di leggerlo almeno una volta nella vita. Fantastico.

    said on 

  • 5

    L'ultima volta l'avevo letto moltissimi anni fa, non ricordo con precisione quando fu, ma ricordo che lo lessi un giorno di influenza in pieno inverno e davanti al camino acceso. Ovviamente andavo anc ...continue

    L'ultima volta l'avevo letto moltissimi anni fa, non ricordo con precisione quando fu, ma ricordo che lo lessi un giorno di influenza in pieno inverno e davanti al camino acceso. Ovviamente andavo ancora a scuola ma non ricordo a che livello della scuola, se elementari o medie.
    E mi ricordo che mi sorpresi a piangere di commozione e rabbia nella scena finale, l'avevo già letto il romanzo e mi era piaciuto molto, ma quella volta mi commosse sino alle midolla.
    *
    Questa volta ho scoperto, a distanza di due decenni circa, un romanzo molto più "profondo" per alcuni versi, e molto più "grezzo" per altri. Ho molto gradito la nota finale di Gianni Celati e mi chiedo perché i traduttori non si impongano sempre di scriverci qualcosa su come è stato tradurre il libro e come hanno notato la lingua di partenza. Ho pure scoperto (grazie Gianni) che la crassa imbecillità degli USA impone la "moda" (o non so come chiamarla) di "modernizzare" il testo di London al punto che le differenze tra l'edizione del 1903 e quelle che oggi comprano gli utenti odierni degli USA sono notevoli.
    Per la serie, non solo siamo ignoranti come delle manguste etiliste, ma ci teniamo pure a peggiorare la nostra scarsa cultura!

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  • 4

    Il richiamo della Storia

    La Storia, insegna Jack London in questo libro, è un filo lunghissimo, rosso e inseguibile, fin alle origini; dalla matassa prima che si è dipanata, all'alba dei tempi, srotolandosi fino a noi, che ne ...continue

    La Storia, insegna Jack London in questo libro, è un filo lunghissimo, rosso e inseguibile, fin alle origini; dalla matassa prima che si è dipanata, all'alba dei tempi, srotolandosi fino a noi, che ne stringiamo il capo e presto saremo costretti a passarlo alle nuove generazioni e ad aiutare lo svolgimento - della matassa appunto.
    Prima che una storia di cani, è un libro sull'imponenza della Storia, sulla tortuosità dei suoi percorsi, sulla miscelazione continua, sulle curve e sui perigli che l'animo umano attraversa per trovare (o ri-trovare) sè stesso - o finendo fatalmente per perdersi in un crepaccio, vittima della propria demiurgica vanità.

    A mio parere, la Storia, in questo libro, è iconograficamente rappresentata da una serie di personaggi che influiscono diversamente sull'animo del protagonista. La Storia PRESENTE, è l'uomo col maglione rosso che, nel secondo capitolo, ammansisce la rabbia di Buck e lo doma al comando dell'uomo: è la vita nella quale ci troviamo, senza possibilità di scelta, che con crudele dirigismo ci impone un luogo e le sue leggi.
    La sopravvivenza, come si vedrà per i tre quarti del libro, non è ubbidirvi ciecamente, non è sottostarvi, MA farle proprie; seguirle per distorcerle al proprio ISTINTO (l'unico richiamo al quale Buck non mancherà mai d'obbedire).
    Ed è proprio l'istinto a farsi Storia nel vero senso della parola, come risultante del tempo, degli incroci, dell'inconoscibile bagaglio che il passato, colle sue ombre e le sue soluzioni, allestisce e regala alle generazioni future - ma lo seppellisce, profondamente, nel sangue, nelle combinazioni peptidiche, e il suo richiamo è docile, quasi una impressione.
    Per questo Buck deve prima riuscire a comprendere e dominare il presente, conoscere i suoi rischi, rafforzare la propria decisione, il proprio coraggio, la propria saggezza - la consapevolezza del presente,si fa crudele a volte, spietata, ma anche caritatevole, fondamentalmente, nell'immaginario di London, è la GIUSTIZIA che agisce, spesso, nel ristabilire l'ordine, tirando con sè anche degli innocenti.
    Ma, si diceva, conosciuto il presente, l'orecchio e l'udito si affinano, e sentono il richiamo, è L'URLO a sconvolgerlo: come nei romanzi d'Elsa Morante, l'urlo (qui un ululato) squarcia la notte imprimendo col suo sconvolgente potere, uno sgomento e una inquietudine universali.
    Ed è come se la storia riavvolgesse la matassa, e noi, col capo fra le dita, stretti nella presa, regredissimo all'originale di noi stessi.

    Questo è ciò che ristagna ne "il richiamo della foresta, al di là dell'intreccio molto bello e molto ben strutturato, veloce e crudo, come la vita del suo autore; vagabondo e ieratico, forastico ma anche dolce nel proprio rigido affetto. Un libro stratificato, più profondo di quanto si possa pensare alla prima impressione.

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  • 5

    Bellissimo romanzo d'avventura ambientato nel Nord America. Un grande ed emozionante classico. Il personaggio principale è il cane Buck. Il cane all'inizio domestico che vive con una famiglia, poi vie ...continue

    Bellissimo romanzo d'avventura ambientato nel Nord America. Un grande ed emozionante classico. Il personaggio principale è il cane Buck. Il cane all'inizio domestico che vive con una famiglia, poi viene rubato e diventa un cane da slitta (conosce la cattiveria umana), poi scoprirà l'amore di un uomo fino al richiamo della foresta. Un cane che conosce la sofferenza però non si arrenderà mai e mai dimenticherà chi gli ha voluto bene. Libro che parla anche dell'amicizia vera e sincera tra un cane e il suo "padrone". Libro per ragazzi da rileggere in età adulta.

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  • 5

    Una prosa poetica al servizio di una storia che celebra il ritorno alla selvatichezza

    Ho divorato questo breve ma denso London: vero capolavoro in cui si respira un nietszcheanismo selvaggio, un atavismo furente.
    Questo narratore dei boschi e dei ghiacci ha un'abilità davvero non comun ...continue

    Ho divorato questo breve ma denso London: vero capolavoro in cui si respira un nietszcheanismo selvaggio, un atavismo furente.
    Questo narratore dei boschi e dei ghiacci ha un'abilità davvero non comune nello sforzo di immedesimazione con l'altro (ma un altro che ci dice molto di noi stessi), compiendo il miracolo di restituirci in modo credibile il sentire di un cane. Lo fa riportandoci in sette capitoli i passaggi che in una spirale di violenza e potenza crescenti conducono Buck alla propria completa de-domesticazione.
    Mi rendo conto solo ora, leggendo qualche critica qua e là, che al testo si può dare, oltre alla più immediata interpretazione positiva (la risposta al richiamo e la fusione e dispersione nel branco è vita, è giovinezza), quella negativa di un percorso involutivo pari a quello dell'allontanamento dell'uomo dalla civilizzazione, verso una progressiva brutalità.
    Ad ogni modo, una delle impressioni che mi resterà di più di questa lettura è quella della - per me inattesa - intensa poeticità della prosa di London, come in estratti di innegabile bellezza come il seguente:

    "C'è un'estasi che caratterizza il culmine della vita e oltre la quale la vita non può innalzarsi. E il paradosso di vivere è tale che questa estasi arriva quando si è sommamente vivi e viene come un totale oblio dell'essere vivi. Questa estasi, questo dimenticarsi di vivere, viene all'artista fuori di sé colto da una vampata di passione; viene durante la battaglia campale al soldato pazzo di guerra quando rifiuta la tregua; e venne a Buck alla testa del branco mentre faceva risuonare il vecchio grido del lupo, teso a inseguire il cibo ancora vivo che fuggiva rapido davanti a lui sotto la luna. Stava scandagliando le profondità della sua natura e di parti della sua natura ancora più profonde di lui, le stesse che risalivano nel grembo del Tempo."

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Un libro che insegna a trovare se stessi

    Scritto ai primi del XX secolo, l'idea dell'istinto naturale che si risveglia dal torpore borghese sembra riprendere quella dell'inconscio freudiano. In effetti, "Psicopatologia della vita quotidiana" ...continue

    Scritto ai primi del XX secolo, l'idea dell'istinto naturale che si risveglia dal torpore borghese sembra riprendere quella dell'inconscio freudiano. In effetti, "Psicopatologia della vita quotidiana" è stato pubblicato giusto due anni prima, quindi c'è la possibilità che abbia ispirato London.
    Per quanto riguarda il protagonista, Buck, è forse l'unico vero personaggio, in quanto gli altri esprimono dei caratteri semplici, addirittura monolitici, ma forse ciò è giustificato dal fatto che sono etichettati dalle idee del protagonista e quindi non sono approfondite le loro ragioni.
    La vita di Buck ha forma a spirale: prima un cane viziato di un magistrato, poi un cane da slitta, successivamente impara cosa significa essere amati da un uomo e, alla fine, vive in branco. Cresce l'intensità con cui si propongono le fasi oziose e quelle selvatiche, in definitiva si può parlare di un processo di maturazione non indifferente.

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  • 4

    En la piel de Buck

    Te sumerge totalmente en la piel de Buck, un perro cruce de san bernardo, con el que vivirás mil y una aventuras. A veces dura, a veces tierna, es una novela que describe a la perfección los sentimien ...continue

    Te sumerge totalmente en la piel de Buck, un perro cruce de san bernardo, con el que vivirás mil y una aventuras. A veces dura, a veces tierna, es una novela que describe a la perfección los sentimientos de un animal. La leí casi de un tirón y me encantó.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Questo libro è in casa mia da prima che nascessi, non so perchè non l'ho mai letto..
    Mi è piaciuto ma mi ha fatto anche tanta tristezza. Per capirci, io se guardo Balto mi commuovo e se guardo cose ti ...continue

    Questo libro è in casa mia da prima che nascessi, non so perchè non l'ho mai letto..
    Mi è piaciuto ma mi ha fatto anche tanta tristezza. Per capirci, io se guardo Balto mi commuovo e se guardo cose tipo Eight Below piango. I libri/film sui cani mi fanno questo effetto, per il resto posso anche essere una brutta persona insensibile
    Le cose hanno preso a migliorare dopo l'arrivo al campo di John: Il legame che si è creato tra lui e Buck mi è piaciuto tantissimo, "meraviglioso e terribile" come lo definisce John stesso.
    E il finale T-T
    la morte di John, violenta anche, mi avrebbe spiazzata se non me la fossi spoilerata involontariamente. Il richiamo che attira Buck verso il branco selvaggio viene reso davvero bene. E poi alla fine, dopo che si è unito al branco, dopo che ne è diventato la guida..ogni anno torna allo stagno dove è sparito il corpo di John *lacrima*

    said on 

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