La luna è tramontata

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1070)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000006311 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Leggere Steinbeck dopo tanto tempo dall'ultima volta è come tornare a casa dopo un lungo viaggio. In viaggio non sei stato male, anzi, ma è solo quando la rivedi e infili la chiave nella toppa che aff ...continua

    Leggere Steinbeck dopo tanto tempo dall'ultima volta è come tornare a casa dopo un lungo viaggio. In viaggio non sei stato male, anzi, ma è solo quando la rivedi e infili la chiave nella toppa che afferri quanto in realtà la tua casa ti sia mancata.
    Di bei romanzi e bravi autori è pieno il mondo, ed è sacrosanto provare a scovarne il più possibile, ma Steinbeck è unico, e La luna è tramontata pur non essendo all'altezza di opere come Furore o Uomini e topi lo dimostra. No, non è nella tematica scelta la sua unicità: questo è un romanzo di guerra. Ma è la sensibilità dell'autore, qui e nelle opere sopraccitate, che fa la differenza. Sarebbe stato facile, con questa trama - villaggio occupato dai tedeschi trova miracolosamente la forza di ribellarsi - schierare gli improvvisati ribelli dalla parte dei buoni e i soldati invasori dalla parte dei cattivi. È quello che fanno molti romanzi nostrani sulla Resistenza, in cui ci si domanda come sia arrivato Mussolini al potere, visto che sono tutti ferventi antifascisti. Polemica a parte, ne La luna è tramontata si conosce e ci si immedesima nei soldati tedeschi che, pur non desiderandolo, comandano il villaggio norvegese. Si imparano a conoscere le loro piccole fissazioni, le loro speranze, le loro paure, esattamente come per il leale sindaco Orden o per il medico Winter. Il tutto - è sempre il caso di sottolinearlo - con uno stile di scrittura impeccabile, preciso, sempre capace di illuminare il particolare di fondamentale importanza. La mia edizione non ha esattamente una traduzione impeccabile, eppure lo stile di Steinbeck non ne sembra inficiato.
    Quindi, spiace constatare un difetto quasi costante nelle opere di Steinbeck (nessuno è perfetto, no?): una vera e propria corsa verso il finale drammatico di turno, che si sarebbe potuto tranquillamente gestire in più pagine. Finale che risulta comunque straziante e commovente, come da migliore tradizione dell'autore. E dei grandi libri.

    ha scritto il 

  • 5

    "I popoli non amano essere conquistati e per questo non lo saranno. Gli uomini liberi non possono scatenare una guerra, ma una volta che questa sia cominciata possono continuare a combatterla nella sc ...continua

    "I popoli non amano essere conquistati e per questo non lo saranno. Gli uomini liberi non possono scatenare una guerra, ma una volta che questa sia cominciata possono continuare a combatterla nella sconfitta. Gli uomini-gregge, seguaci di un capo, non possono farlo, ed ecco perchè sono sempre gli uomini-gregge che vincono le battaglie e gli uomini liberi che vincono le guerre"
    Un romanzo eccezionale, forte quanto 'Grapes of wrath'. La resistenza al nazismo vista da una piccola città norvegese, popolata da uomini estranei alla 'grande politica', ma capaci di capire quanto gli accade e di essere conseguenti nei loro comportamenti. A dispetto della sua brevità un'opera epica come poche altre

    ha scritto il 

  • 4

    Piacevole scoperta

    Ho spesso l'abitudine di prendere un libro dalla mia libreria senza averne letto neppure la trama. Mi lascio convincere dalla copertina, dal font e in caso di mancanza di tempo dalla mole. Spinta dall ...continua

    Ho spesso l'abitudine di prendere un libro dalla mia libreria senza averne letto neppure la trama. Mi lascio convincere dalla copertina, dal font e in caso di mancanza di tempo dalla mole. Spinta dalla curiosità ho preso "La luna è tramontata". Ho iniziato a leggerlo prima ancora di rendermi conto di averlo scelto come prossima lettura. Ne sono rimasta piacevolmente colpita. Devo anche ammettere di non essere molto entusiasta quando mi capita di leggere un libro che propone come sfondo la guerra. Eppure questo libro si lascia scoprire pian piano. La guerra è l'argomento principale ma non è esuberante, non spegne ogni scintilla, non predomina sui personaggi. Soprattutto ci si aspetta che un racconto che ha come oggetto la guerra sia categoricamente cruento, spietato, a volte pesante e poco colorito. Con "La luna è tramontata" abbiamo l'esatto opposto. I soldati vengono descritti in maniera completamente differente da quello che solitamente i libri di guerra e sulla guerra propongono. Sono degli esseri umani e come tali anche loro hanno delle fisime, dei sentimenti, dei punti deboli e degli interessi che li accomunano ai sottomessi.

    Il termine "sottomesso" inoltre non descrive bene il popolo conquistato: non abbiamo a che fare con un paesino docile e mansueto come si mostra sin dall'inizio. Abbiamo invece un Popolo pronto a lottare pur di mantenere la propria libertà. Cittadini e non persone che vivono nella stessa comunità. La morale è chiara: la collettività è più forte dell'individualismo. Risulta quasi un mondo ideale, ma che poi tanto ideale non è. Non bisogna essere eroi per essere liberi, ma semplicemente Cittadini. Individui che non si lasciano governare e che non lasciano prendere le decisioni del loro vivere da persone qualunque, ma si tratta di individui che prendono in mano la loro città e la rendono esattamente ciò che vogliono che essa sia. Così si è un Popolo. E la guerra non può fermare neppure questo.

    Il racconto non è mai pesante, mai monotono, anzi! Abbiamo diverse descrizioni e dialoghi simpatici, soprattutto quelli tra il sindaco Orden e il dottor Winter che sanno accendere tanti sorrisi sui volti dei loro lettori. Sono questi i regali più belli che i libri possono donare.

    Consiglio vivamente la lettura di questo libro, chissà, forse potrà ritornare utile visto il periodo che ci troviamo a dover affrontare.

    ha scritto il 

  • 5

    8.5/10

    Come sempre Steinbeck non delude.
    L'ho letto in poche ore e mi dispiace averlo già finito.
    Mi è piaciuto lo stile, mi è piaciuta la trama ma, soprattutto, il messaggio che che l'autore voleva mandare. ...continua

    Come sempre Steinbeck non delude.
    L'ho letto in poche ore e mi dispiace averlo già finito.
    Mi è piaciuto lo stile, mi è piaciuta la trama ma, soprattutto, il messaggio che che l'autore voleva mandare.
    Steinbeck vale sempre la pena, anche in pillole come in questo romanzo breve.

    ha scritto il 

  • 4

    resistenze

    Uscito nel '42, nel periodo di massima espansione dell'occupazione nazista dell'Europa, questo romanzo di Steinbeck ci propone il tema della resistenza della mite popolazione di un paesino dell'estrem ...continua

    Uscito nel '42, nel periodo di massima espansione dell'occupazione nazista dell'Europa, questo romanzo di Steinbeck ci propone il tema della resistenza della mite popolazione di un paesino dell'estremo nord, all'invasione dell'esercito nemico.
    L'autore ci parla di una resistenza disarmata fatta di freddezza, di ostile indifferenza e di piccoli sabotaggi, che con il tempo finiscono per esasperare la guarnigione occupante, rendendola essa stessa ostaggio del proprio comando superiore e sempre più vulnerabile agli attacchi sempre più frequenti della popolazione.
    Bravo Steinbeck a cogliere la mutazione di atteggiamento degli ufficiali occupanti: dalla certezza della vittoria finale, alla percezione di trovarsi in una situazione senza via d'uscita.
    un piccolo appunto alla traduzione in italiano dei nomi propri tipicamente nordici dei personaggi, che suona particolarmente demodé...:)

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo dell'edizione in mio possesso è "Notte senza luna". Rimango sempre un po' sconcertata quando leggo Steinbeck, lo sento sempre un po' distaccato rispetto alle storie che racconta.

    ha scritto il 

  • 1

    Propaganda bellica con personaggi ingenui, x non dire stupidi

    L'esercito nazista occupa un villaggio di pescatori e minatori, in un paese non identificato, presumibilmente la Norvegia. Gli abitanti sono attoniti e confusi, ma quando è fucilato un minatore che ha ...continua

    L'esercito nazista occupa un villaggio di pescatori e minatori, in un paese non identificato, presumibilmente la Norvegia. Gli abitanti sono attoniti e confusi, ma quando è fucilato un minatore che ha ucciso un tedesco, nasce un odio represso profondo e silenzioso, e cominciano sabotaggi e attentati, in un crescendo di violenza e timore. Scritto nel 1942, il romanzo sembra un copione di propaganda holliwoodiana. Tutti i personaggi sono incredibilmente ingenui, x non dire stupidi, riducendosi a stereotipate macchiette. Il sindaco si agghinda x ricevere gli invasori, incerto se offrire vino o caffè; la cuoca rovescia pentole di acqua bollente sui soldati che curiosano in cucina; il delatore rifiuta di abbandonare il paese. Il minatore come Balilla rifiuta di lavorare x l'invasore, ma anziché tirare una pietra, colpisce con il piccone, x di più l'uomo sbagliato; un ignaro e romantico ufficiale tedesco cerca di intrecciare una relazione con la moglie del fucilato, che lo uccide con una forbiciata. Una violenza senza sangue e orrore e mai esplicita, tutti sembrano perseguire un personale codice di onore dimentichi di essere in guerra. Una storia totalmente distaccata dalla realtà, che, come nei film, supera disinvoltamente le barriere linguistiche. Steinbeck è uno scrittore acclamato, premio Nobel 1962, e dopo aver tentato inutilmente a più riprese di leggere "Uomini e topi", mi chiedo come sia possibile. Lo stile è stringato ma ricco di autocompiacimento; il romanzo è breve, e questo mi ha aiutato a finirlo. L'unico aspetto ancora attuale è che molti eserciti occupano un paese pensando di essere accolti da liberatori, x scoprire invece di suscitare odio e ribellione, che sfocia in guerriglia e attentati, come accade oggi in Iraq e Afghanistan.

    ha scritto il 

  • 4

    ….ed ecco perché sono sempre gli uomini-gregge che vincono le battaglie, ma gli uomini liberi vincono le guerre.

    Dicembre 2012:
    Ispirandosi ad un fatto realmente accaduto in Norvegia durante l’occupazione nazista, Steinbeck scrive nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, questo breve romanzo che è l’esempio d ...continua

    Dicembre 2012:
    Ispirandosi ad un fatto realmente accaduto in Norvegia durante l’occupazione nazista, Steinbeck scrive nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, questo breve romanzo che è l’esempio della capacità di un popolo pacifico e democratico di fare muro comune contro l’invasore, non senza ribellioni e attentati dinamitardi, ma anche e soprattutto attraverso una sorta di resistenza pacata e silenziosa, che non nasconde l’odio viscerale e che isola il nemico facendolo sentire quello che realmente è: un popolo che non ha dignità e che obbedisce ad un Capo pazzo, un popolo di “mosche che conquistano la carta moschicida” restandone attaccati. Letto moltissimi anni fa a scuola, l’ho ripreso dietro la spinta della lettura di alcuni commenti belli ed ispirati, e sono contenta di averlo fatto. E’ un libro che dovrebbero leggere tutti, un ottimo esempio di dignità e di coraggio.

    ha scritto il 

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