La luna e sei soldi

Di

Editore: Mondadori (I libri del pavone, 80)

4.1
(844)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Catalano , Spagnolo , Francese , Giapponese

Isbn-10: A000093387 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
In questo romanzo W. Somerset Maugham mette in scena, come sempre o quasi, se stesso, ma stavolta nella doppia veste di Strickland, un agente di cambio che per amore della pittura lascia il solido mondo della City per quello assai meno rassicurante di Parigi prima e di Tahiti poi, distruggendo lungo il cammino la vita di due donne, e del suo involontario biografo, un giovane deciso a indagare sugli oscuri, brutali, inaccettabili moventi di ogni vero artista. Celebre per decenni soprattutto come evocazione di Paul Gauguin, questo romanzo oggi ci appare finalmente per quello che è: un'inchiesta conturbante sull'attrazione fisica e totale per il bello, enigma "che in comune con l'universo ha il merito di essere senza risposta".
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  • 3

    “E’ un abbaglio grottesco vedere nell’arte nient’altro che un fatto di mestiere, comprensibile appieno soltanto dall’artefice: l’arte è manifestazione di emozioni e l’emozione parla un linguaggio che ...continua

    “E’ un abbaglio grottesco vedere nell’arte nient’altro che un fatto di mestiere, comprensibile appieno soltanto dall’artefice: l’arte è manifestazione di emozioni e l’emozione parla un linguaggio che tutti possono intendere.”

    “Quando una persona dice di non curarsi di quello che pensano gli altri, il più delle volte si illude. Generalmente intende dire soltanto che suole fare come le aggrada..[ ] Ma il desiderio di approvazione è forse l’istinto più radicato nell’uomo civile [ ].
    Non credo a chi mi dice di infischiarsi dell’opinione dei suoi simili. E’ la boria dell’ignoranza. [ ] Ma qui c’era un uomo sinceramente incurante di ciò che pensava la gente, e quindi su di lui le convenzioni non avevano presa: era come un lottatore con il corpo unto d’olio, non riuscivi ad afferrarlo: e ciò gli dava una libertà oltraggiosa.”

    Una biografia (molto) romanzata di Paul Gauguin, una specie di inchiesta sull’attrazione fisica e totale per il bello, enigma “che in comune con l’universo ha il merito di essere senza risposta.”
    Maugham è sempre all’altezza, non si può smettere di leggere nemmeno quando racconta cose non troppo piacevoli, non il suo romanzo migliore secondo me, Schiavo d’amore rimane il più appassionante.

    ha scritto il 

  • 4

    La scintilla del divino nel profano

    Cos’è l’arte e come nasce l’ispirazione?
    Maugham cerca di spiegarlo a se stesso e agli altri attraverso la storia di un pittore ispirata - ma solo in parte - a Paul Gauguin.
    L’artista in questione è u ...continua

    Cos’è l’arte e come nasce l’ispirazione?
    Maugham cerca di spiegarlo a se stesso e agli altri attraverso la storia di un pittore ispirata - ma solo in parte - a Paul Gauguin.
    L’artista in questione è un certo Strickland, operatore finanziario londinese che a quarant’anni decide di abbandonare famiglia e lavoro in nome dell’Arte: “Devo dipingere”.
    E’ una folgorazione, un imperativo a cui non può sfuggire e che lo dominerà come un demone per il resto dei suoi giorni.
    La sua è una “libertà oltraggiosa” che se ne infischia di convenzioni sociali, affetti e buoni sentimenti: incurante di tutto, fame compresa, inizia una vita raminga partendo da un misero tugurio di Parigi.
    Se la prima parte del romanzo è caratterizzata da una prosa raffinata e ricca di arguzie, la seconda perde in ironia e a tratti diventa forse un po' enfatica, a servizio, si direbbe, della personalità complessa e decisamente canagliesca dell’artista, ma soprattutto dei risultati tangibili del suo geniale estro pittorico.
    Da Maugham, comunque, c’è sempre da imparare, sia per stile che per contenuti: la sete di conoscenza sulla vita di Strickland, la curiosità sulle origini del suo genio, pervade tutta l’opera, e lo scrittore riesce mirabilmente ad intrecciare senza far mai calare la tensione narrativa i resoconti di personaggi secondari con quelli dell’io narrante, suo alter ego, passando da Londra, Parigi, Marsiglia e approdando infine a Tahiti.
    L’incantevole descrizione delle sensazioni che comunica l’isola tropicale, dello spirito che la pervade tra suoni, profumi e colori, varrebbe da sola tutta l’opera:
    “Era una notte così bella che l’anima sembrava incapace di sopportare la prigione del corpo. La sentivi pronta a volare via nell’aria immateriale, e la morte aveva l’aspetto di un’amica dolcissima”.
    Nei Mari del Sud il desiderio di creare bellezza verrà pienamente appagato e Strickland porterà a compimento la sua opera.
    Ma l’Arte consuma e l’ispirazione è un fardello tanto sublime quanto pesante da portare: chi riesce a comprenderne la portata avrà per qualche istante il privilegio di scorgere la scintilla del divino nel profano.

    ha scritto il 

  • 0

    Maugham perfetto. Mai emozionante. Personalità precise e decise, senza sfumature; un racconto che sembra rimanere sempre in superficie, come se l'autore non volesse affondare...la penna (e il cuore) ...continua

    Maugham perfetto. Mai emozionante. Personalità precise e decise, senza sfumature; un racconto che sembra rimanere sempre in superficie, come se l'autore non volesse affondare...la penna (e il cuore) nelle vicende dei suoi personaggi, limitandosi a seguirne le vicende straordinarie da spettatore esterno. Esseri umani, ambienti, tutto viene descritto e delineato perfettamente, rifuggendo dichiaratamente da ogni coinvolgimento: un susseguirsi di quadri precisamente dipinti, ma senz'anima.

    ha scritto il 

  • 5

    "Fare ciò che più si desidera, vivere nelle condizioni che più danno piacere, in pace con sé stessi, è rovinarsi la vita? Il vero successo è essere un medico eminente con diecimila sterline all'anno e ...continua

    "Fare ciò che più si desidera, vivere nelle condizioni che più danno piacere, in pace con sé stessi, è rovinarsi la vita? Il vero successo è essere un medico eminente con diecimila sterline all'anno e una bella moglie? Dipende, suppongo, dal senso che si dà alla vita".

    Questo libro mi ha fatta finalmente innamorare di Maugham! *_* L'autore ci racconta dal punto di vista di un giovane scrittore la storia di un celebre pittore immaginario, Charles Strickland: anonimo londinese con un lavoro noioso e una bella casa che un giorno, di punto in bianco, lascia moglie e figli per andare a vivere di pittura a Parigi. Tutti credono che sia pazzo o che abbia un'altra, ma non è così: Strickland è semplicemente preda di uno strano "demone interiore" che lo spinge a trascurare tutto e tutti e a calpestare cose e persone senza alcun riguardo, pur di inseguire e concretizzare la visione interiore che lo tormenta. Con quest'opera a metà tra la biografia e il romanzo pare che l'autore si sia ispirato a Paul Gaugain, ma dato che la vita di quest'ultimo non ha nulla in comune con quella di Strickland credo che l'ispirazione riguardi principalmente il "demone interiore". Ci ho visto molto anche di Van Gogh, in Strickland, anche se il pittore olandese a dispetto della rinomata pazzia era molto più buono e gentile d'animo. Ho un debole per le opere che parlano di geni solitari ed eccentrici e questo libro mi ha conquistata anche per le sue belle riflessioni sulla vita e la società...consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Quando uno scrittore riesce a scrivere un bel libro ponendo al centro di esso un personaggio sgradevole e fondamentalmente privo di interesse quanto alle sue azioni e alle sue parole, beh, quello è un ...continua

    Quando uno scrittore riesce a scrivere un bel libro ponendo al centro di esso un personaggio sgradevole e fondamentalmente privo di interesse quanto alle sue azioni e alle sue parole, beh, quello è un ottimo scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è un libro particolare a mio parere. Senza entrare nei particolari della storia, ho trovato uno stile semplice e diretto, ma allo stesso tempo, ci sono delle frasi che ti lasciano il tempo di ...continua

    Questo è un libro particolare a mio parere. Senza entrare nei particolari della storia, ho trovato uno stile semplice e diretto, ma allo stesso tempo, ci sono delle frasi che ti lasciano il tempo di rifletterci su, di pensare a quanto siano vere certe affermazioni. Il libro racconta la vita di un uomo, un inglese che lasciata la famiglia e il lavoro sicuro parte per Parigi per seguire il suo interesse per la pittura. Gira il mondo e questo ovviamente influisce sulle sue opere e sul suo stile, ma il vero punto focale del libro è la ricerca disperata e dolorosa della Bellezza nella sua arte. Di raggiungere quel punto estremo e supremo che solo i grandi artisti riescono a raggiungere. Un percorso particolare e difficile, ma che non riesce a lasciare indifferente il lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra Londra, Parigi e Tahiti si ripercorre la vita di un immaginario pittore che solo dopo la morte riesce ad essere famoso. Il romanzo nella sua essenzialità è rivolto alla vicenda di Strickland, il p ...continua

    Tra Londra, Parigi e Tahiti si ripercorre la vita di un immaginario pittore che solo dopo la morte riesce ad essere famoso. Il romanzo nella sua essenzialità è rivolto alla vicenda di Strickland, il pittore, e alla sua naturale conclusione. Questa asciuttezza può piacere o no, ma la narrazione è scorrevole e si fa leggere, è appassionante, con quel pizzico d'ironia che solo Maugham sa dare.

    ha scritto il 

  • 4

    La luna e i sei soldi.

    Mi è piaciuta la scrittura di Maugham, e la rappresentazione dei suoi personaggi così eccessivi. Il grande pittore così insopportabilmente “disumano” perchè divorato dalla sua arte, il pittore med ...continua

    Mi è piaciuta la scrittura di Maugham, e la rappresentazione dei suoi personaggi così eccessivi. Il grande pittore così insopportabilmente “disumano” perchè divorato dalla sua arte, il pittore mediocre così debole, “umano” forse perchè consapevole della propria mancanza di talento. Le figure femminili sono marginali.. A un certo punto forse c'è stata una excusatio non petita dell'autore: ”se scrivessi un romanzo, invece di raccontare i fatti che conosco riguardo a una personalità bizzarra, avrei inventato molti particolari per dar conto di quella sua svolta”. In effetti è poco comprensibile la svolta di Strickland, raccontata così. La parte finale del libro si svolge nei mari del Sud, dove l'autore entra in contatto con le persone che hanno conosciuto il pittore. Strickland in quei luoghi riusciva ad essere se stesso: “forse gli isolani sapevano che un uomo non è quello che vuol essere, ma quello che deve essere per necessità”. “Se avesse vissuto tutta la vita in questo ambiente sarebbe potuto passare per un uomo non peggiore di altri”.
    Un libro scritto con uno stile asciutto e moderno, molto intelligente con delle riflessioni interessanti sul genere umano.

    ha scritto il 

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