La marcia di Radetzky

Di

Editore: Longanesi & C.

4.1
(901)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000010775 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Poggioli

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 5

    Malinconico Roth

    Joseph Roth con questo romanzo disegna la parabola perfetta della fine di un'epoca e del destino di coloro che ne hanno condiviso la conclusione. Romanzo meraviglioso, intensamente umano, gonfio di no ...continua

    Joseph Roth con questo romanzo disegna la parabola perfetta della fine di un'epoca e del destino di coloro che ne hanno condiviso la conclusione. Romanzo meraviglioso, intensamente umano, gonfio di nostalgia.
    La prosa di Joseph Roth ha un sottofondo malinconico che me lo rende prossimo, familiare. Mi commuove e intenerisce.

    http://youtu.be/VFHGMKy1bho

    ha scritto il 

  • 4

    Per qualche motivo i romanzi di Joseph Roth non mi restano mai molto impressi (non che ne abbia letti molti) e tendo a confonderne le trame e i personaggi. Rispetto ad altri scrittori mitteleuropei, l ...continua

    Per qualche motivo i romanzi di Joseph Roth non mi restano mai molto impressi (non che ne abbia letti molti) e tendo a confonderne le trame e i personaggi. Rispetto ad altri scrittori mitteleuropei, le sue storie mi scivolano via dalla memoria come se fossero sabbia.

    Roth ha un modo di raccontare che da una parte è dimesso, poco enfatico, anche se pervaso di feroce ironia. Questo libro è però pieno di lampi improvvisi che illuminano per un attimo immagini grandiose, e di gustosi ritratti che lasciano deliziati, per cui non si lascia dimenticare facilmente.

    ha scritto il 

  • 3

    In sostanza non dice molto ma lo dice bene!

    Il contenuto lascia un po' a desiderare ma la forma con cui è scritto ti fa venire voglia di non smettere mai di leggere. La storia è lenta e anche inconsistente in certe parti ma, considerato che rip ...continua

    Il contenuto lascia un po' a desiderare ma la forma con cui è scritto ti fa venire voglia di non smettere mai di leggere. La storia è lenta e anche inconsistente in certe parti ma, considerato che riproduce realisticamente la pigra e noiosa vita militare prima della guerra, ci può stare.

    Alla fine ci si lega ai personaggi... questi Trotta. Tre generazioni messe a confronto: dall'eroe di Solferino, il nonno Trotta che salvò la vita all'imperatore Francesco Giuseppe, al nipote Trotta, un giovane che non trova lo scopo della sua vita visto che l'impero sta decadendo e non sa più per cosa combattere.
    Bellissima la descrizione che viene fatta dell'imperatore d'Austria!

    Ringrazio Giosuè per avermi consigliato questa lettura vari anni fa. Ci ho sempre pensato da allora... Meglio tardi che mai! :)

    ha scritto il 

  • 4

    La maturazione della fascinazione per La Marcia di Radetzky è stata lenta , perché ha seguito l'andamento irregolare di queste spinte contrapposte e l'alternanza sulla scena dei capricci di Joseph, de ...continua

    La maturazione della fascinazione per La Marcia di Radetzky è stata lenta , perché ha seguito l'andamento irregolare di queste spinte contrapposte e l'alternanza sulla scena dei capricci di Joseph, del cerimoniale di Franz e delle incombenze di Francesco Giuseppe. In qualche passaggio, addirittura, Roth mi sembrava dilungarsi davvero troppo su snodi insignificanti della storia, dimenticando di raccontarci la storia, non offrendoci reali spunti di progressione. Poi ho capito che l'azione in sé era di poca importanza, che la Finis Austriae si andava definendo in tutta la sua drammaticità proprio attraverso quei quadri apparentemente statici ed esornativi... fino alla deflagrazione finale.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/04/la-marcia-di-radetzky-roth.html

    ha scritto il 

  • 4

    Joseph Roth ritrae personaggi sempre descritti con uno sguardo ironico e rende il racconto sempre avvincente, pagina dopo pagina. Ci sono libri che, dal loro privilegiato punto di vista, analizzano e ...continua

    Joseph Roth ritrae personaggi sempre descritti con uno sguardo ironico e rende il racconto sempre avvincente, pagina dopo pagina. Ci sono libri che, dal loro privilegiato punto di vista, analizzano e interpretano l’epoca in cui si trovano ad essere scritti. Forse il romanzo è un po' discontinuo, a paragrafi monotoni si susseguono episodi di autentiche poesie. Ciò non toglie la sua importanza e la sua simbolicità, il testo segna un'epoca e rappresenta un po' la bandiera più significativa di un'intera generazione di artisti e di letterati. Protagonista del romanzo è il declino di un'intera epoca, la fine dell’Impero Austro-Ungarico. Il mondo è cambiato, dopo la Grande Guerra, e Roth lo ha fotografato un attimo prima che tutto crollasse. Si badi bene, non è un saggio che descrive il suo tempo ma un buon romanzo che limitandosi a narrare, rappresenta anche il non detto, l’irrazionale, che è sempre presente in qualche misura in tutti gli eventi umani. È un romanzo di contenuto storico che entra di diritto nella storia delle letterature europee. Solo dopo La marcia di Radetzky inizia veramente il Novecento.

    ha scritto il 

  • 0

    Non può essere taciuta la signorilità di uno dei protagonisti, funzionario di pubblica sicurezza ormai anziano, che si rifiuta di registrare le denunce contro i ribelli nazionalisti per timore di conf ...continua

    Non può essere taciuta la signorilità di uno dei protagonisti, funzionario di pubblica sicurezza ormai anziano, che si rifiuta di registrare le denunce contro i ribelli nazionalisti per timore di conferirgli un seppur minimo grado di riconoscimento, e quindi di legittimazione.

    ha scritto il 

  • 4

    La nascita delle nazioni viste da chi non appartiene a nessuna

    Joseph Roth è espressione della grande cultura ebraica dell'Europa dell'est, cultura che ha prodotto scrittori straordinari. Contemporaneo di Israrel Singer, nasce a Brody, città galiziana ai confini ...continua

    Joseph Roth è espressione della grande cultura ebraica dell'Europa dell'est, cultura che ha prodotto scrittori straordinari. Contemporaneo di Israrel Singer, nasce a Brody, città galiziana ai confini orientali dell'Impero austroungarico all'epoca abitata da ebrei e polacchi oggi parte dell'Ucraina, poco distante da Bilgoraj, cittadina polacca dove nacque Isarel Singer. Di Roth avevo avevo letto molti anni fa due straordinari romanzi del filone "ebraico", Tarabas e Giobbe, ma non avevo ancora avuto il coraggio di affrontare i romanzi del filone austriaco, per paura di dover leggere noiose descrizioni di battaglie ottocentesche.
    E invece, avrei dovuto fidarmi delle origini di Roth: la Marcia di Radetzky è un libro di grande respiro narrativo, mai prolisso, mai superfluo. Parla della fine dell'impero asburgico e dei valori che definivano il mondo da esso legato. Il mondo perduto dei baroni Trotta è fatto di certezze, perché ogni individuo ha il proprio ruolo, lo stesso da generazioni . Non c’è mobilità sociale, si obbedisce al proprio padre anche da adulti, l'onore del proprio nome è valore supremo, l'imperatore, al pari di un dio, è certezza di diritto e di giustizia.
    Un mondo insomma in cui l'individualità resta in secondo piano rispetto al destino cui ognuno è chiamato dalla Storia. Questo mondo statico, semplice e certo assicurava la convivenza di popoli con lingue, culture e religioni diverse. Nel raccontarlo Roth quasi impercettibilmente inserisce gli elementi che all'inizio del nuovo secolo ne determinarono la decadenza: le aspirazioni di miglioramento sociale degli operai, la nascita dei movimenti nazionalisti, i dubbi e lo scetticismo delle nuove generazioni nei confronti dell’imperatore, la mancanza di senso che subentra tra gli ufficiali dell’esercito che si lasciano coinvolgere nel gioco e nell’alcool, minando alla base l'autorevolezza dello stato.
    Ed in fondo questa perdita di fede nell’assoluto e nella certezza del proprio destino in buona sostanza si identifica con l'ingresso del '900 nella Storia. E nessuno ci ha raccontato la perdita di questa innocenza umana con tanta nostalgia.

    ha scritto il 

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