La marcia di Radetzky

Di

Editore: Longanesi & C.

4.1
(911)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000010775 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Poggioli

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 4

    Anche se credo che questo romanzo non sia esente da difetti, Joseph Roth è riuscito a tenermi sveglio per ore, di notte; irretito com'ero dal suo modo di raccontare la fine di uno dei più grandi imper ...continua

    Anche se credo che questo romanzo non sia esente da difetti, Joseph Roth è riuscito a tenermi sveglio per ore, di notte; irretito com'ero dal suo modo di raccontare la fine di uno dei più grandi imperi della storia moderna, quello Asburgico.
    La vicenda familiare degli sloveni Trotta, divenuti baroni per merito di un gesto eroico del nonno del protagonista, durante la battaglia di Solferino, serve come pretesto per raccontare l'inevitabile rovina e decadimento di uno Stato non nazionale, nell'epoca dei nazionalismi e alla vigilia della Grande Guerra (in realtà anche durante le prime fasi).
    Lo stanco apparato di valori e idee, ereditato dai secoli precedenti, si trovò inerme di fronte ad una realtà che iniziava a cambiare sempre più velocemente e che reclamava risposte nuove.
    Per questi motivi il disfacimento dell'ordine pre-bellico è anche un disfacimento morale ed esistenziale: la bomba del mondo che cambia stravolge gli scopi ereditati dal sistema previgente, lasciando i personaggi in balia di se stessi: sapevano come avrebbero dovuto agire, lo avevano imparato... ma non serviva nella nuova realtà.
    Da qui i fiumi di alcool, come se si fosse personaggi di un romanzo russo, da qui il perdersi, da qui il funesto avviarsi verso la fine di un Impero, di un mondo, della vita.

    Avevo provato a leggere questo romanzo già altre volte. E sempre ne avevo interrotto la lettura. Nei primi capitoli... e di tanto in tanto, lo stile di Roth è troppo descrittivo.
    Sono contento di aver continuato questa volta. Ho scoperto un buon autore e un bel libro.

    Ps: Una nota curiosa... perché a volte voglio trovare il pelo nell'uovo e nei dettagli, nelle minuzie. Forse sbaglio. Non so. Ma benché il romanzo mi sia piaciuto, ho notato che ogni singola donna che appare è messa in cattiva luce: o è adultera, o un'adescatrice di giovani rampolli (adultera anch'ella), o di lei si dice e si sa solo che ha le tette grandi, o nasconde la vecchiaia ed è promiscua, o è morta, o è monaca, o è dedita al meretricio o suscita ribrezzo. Insomma, nella realtà di questo romanzo la presenza femminile o è assenza (morte) o è promiscuità e infedeltà. Inevitabilmente e costantemente.
    Mi è stato proprio impossibile non notarlo. Non so se questo possa denotare misoginia, non conosco Roth che per questo romanzo, ma insomma... la cosa è curiosa (no, nessun doppio senso!) e mi chiedo se e/o quali problemi avesse Roth col gentil sesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel romanzo storico che ci narra la fine dell'ultimo impero ottocentesco in Europa

    Un mondo antico, immobile, cristallizzato, inesorabilmente destinato al totale disfacimento. È il mondo narrato da Joseph Roth ne “La marcia di Radetzky”, pagina fondamentale sulla “finis Austriae”, l ...continua

    Un mondo antico, immobile, cristallizzato, inesorabilmente destinato al totale disfacimento. È il mondo narrato da Joseph Roth ne “La marcia di Radetzky”, pagina fondamentale sulla “finis Austriae”, la dissoluzione dell’ultimo impero ottocentesco.

    Durante la battaglia di Solferino,
    il sottotenente Trotta salva la vita al giovane imperatore Francesco Giuseppe e viene pertanto decorato e nominato barone. Questo fatto rappresenta un punto di svolta nella vita del giovane, originario di un paesino dell’est e discendente da una famiglia di contadini. Il romanzo segue le vicende di tre generazioni della famiglia Trotta, che in un modo o nell’altro vive nell’ombra dell’”Eroe di Solferino”. Il figlio Franz accede alla carriera governativa sino all’ambìto grado di Sottoprefetto dell’Impero, mentre il nipote Carl Joseph sarà avviato alla carriera militare. A loro è dato il compito di conservare l’onore della famiglia e di perpetuare l’esempio di colui che si era dimostrato così eroico da meritare di essere citato nei libri di storia di tutte le scuole dell’Impero, giacché la Storia e la biografia dell’Imperatore sono la stessa cosa.

    Sarà il giovane Carl Joseph il testimone diretto della progressiva e inarrestabile rovina di quel mondo, che giorno per giorno si consuma fino a raggiungere il suo interno, l’esercito imperiale, disperso nelle innumerevoli Fortezze Bastiani agli estremi confini di un regno costituito da un mosaico di popoli, lingue e religioni diverse che il potere centrale tenta disperatamente di controllare ma che è destinato alla frammentazione sotto i colpi delle inevitabili e legittime istanze politiche, sociali ed economiche di un mondo completamente diverso da quello del 1859. L’universo militare è un insieme di piccoli uomini incompiuti e tristi, che cercano nell’alcol e nel gioco d’azzardo una fantomatica rivalsa per le disillusioni di quella vita che appariva gloriosa ed esaltante, fatta di sciabole lucenti, uniformi variopinte e azioni eroiche. Ben presto il giovane sottotenente si rende conto che tutto ciò è come sepolto sotto uno strato di sabbia, che non esistono relazioni umane sincere, che tutto è privo di senso e destinato a corrompersi irrimediabilmente e a morire, come le donne che tenta di amare o l’unico vero amico che come e prima di lui si rende conto dell’enorme inganno di cui sono vittime.

    ha scritto il 

  • 5

    Malinconico Roth

    Joseph Roth con questo romanzo disegna la parabola perfetta della fine di un'epoca e del destino di coloro che ne hanno condiviso la conclusione. Romanzo meraviglioso, intensamente umano, gonfio di no ...continua

    Joseph Roth con questo romanzo disegna la parabola perfetta della fine di un'epoca e del destino di coloro che ne hanno condiviso la conclusione. Romanzo meraviglioso, intensamente umano, gonfio di nostalgia.
    La prosa di Joseph Roth ha un sottofondo malinconico che me lo rende prossimo, familiare. Mi commuove e intenerisce.

    http://youtu.be/VFHGMKy1bho

    ha scritto il 

  • 4

    Per qualche motivo i romanzi di Joseph Roth non mi restano mai molto impressi (non che ne abbia letti molti) e tendo a confonderne le trame e i personaggi. Rispetto ad altri scrittori mitteleuropei, l ...continua

    Per qualche motivo i romanzi di Joseph Roth non mi restano mai molto impressi (non che ne abbia letti molti) e tendo a confonderne le trame e i personaggi. Rispetto ad altri scrittori mitteleuropei, le sue storie mi scivolano via dalla memoria come se fossero sabbia.

    Roth ha un modo di raccontare che da una parte è dimesso, poco enfatico, anche se pervaso di feroce ironia. Questo libro è però pieno di lampi improvvisi che illuminano per un attimo immagini grandiose, e di gustosi ritratti che lasciano deliziati, per cui non si lascia dimenticare facilmente.

    ha scritto il 

  • 3

    In sostanza non dice molto ma lo dice bene!

    Il contenuto lascia un po' a desiderare ma la forma con cui è scritto ti fa venire voglia di non smettere mai di leggere. La storia è lenta e anche inconsistente in certe parti ma, considerato che rip ...continua

    Il contenuto lascia un po' a desiderare ma la forma con cui è scritto ti fa venire voglia di non smettere mai di leggere. La storia è lenta e anche inconsistente in certe parti ma, considerato che riproduce realisticamente la pigra e noiosa vita militare prima della guerra, ci può stare.

    Alla fine ci si lega ai personaggi... questi Trotta. Tre generazioni messe a confronto: dall'eroe di Solferino, il nonno Trotta che salvò la vita all'imperatore Francesco Giuseppe, al nipote Trotta, un giovane che non trova lo scopo della sua vita visto che l'impero sta decadendo e non sa più per cosa combattere.
    Bellissima la descrizione che viene fatta dell'imperatore d'Austria!

    Ringrazio Giosuè per avermi consigliato questa lettura vari anni fa. Ci ho sempre pensato da allora... Meglio tardi che mai! :)

    ha scritto il 

  • 4

    La maturazione della fascinazione per La Marcia di Radetzky è stata lenta , perché ha seguito l'andamento irregolare di queste spinte contrapposte e l'alternanza sulla scena dei capricci di Joseph, de ...continua

    La maturazione della fascinazione per La Marcia di Radetzky è stata lenta , perché ha seguito l'andamento irregolare di queste spinte contrapposte e l'alternanza sulla scena dei capricci di Joseph, del cerimoniale di Franz e delle incombenze di Francesco Giuseppe. In qualche passaggio, addirittura, Roth mi sembrava dilungarsi davvero troppo su snodi insignificanti della storia, dimenticando di raccontarci la storia, non offrendoci reali spunti di progressione. Poi ho capito che l'azione in sé era di poca importanza, che la Finis Austriae si andava definendo in tutta la sua drammaticità proprio attraverso quei quadri apparentemente statici ed esornativi... fino alla deflagrazione finale.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/04/la-marcia-di-radetzky-roth.html

    ha scritto il 

  • 4

    Joseph Roth ritrae personaggi sempre descritti con uno sguardo ironico e rende il racconto sempre avvincente, pagina dopo pagina. Ci sono libri che, dal loro privilegiato punto di vista, analizzano e ...continua

    Joseph Roth ritrae personaggi sempre descritti con uno sguardo ironico e rende il racconto sempre avvincente, pagina dopo pagina. Ci sono libri che, dal loro privilegiato punto di vista, analizzano e interpretano l’epoca in cui si trovano ad essere scritti. Forse il romanzo è un po' discontinuo, a paragrafi monotoni si susseguono episodi di autentiche poesie. Ciò non toglie la sua importanza e la sua simbolicità, il testo segna un'epoca e rappresenta un po' la bandiera più significativa di un'intera generazione di artisti e di letterati. Protagonista del romanzo è il declino di un'intera epoca, la fine dell’Impero Austro-Ungarico. Il mondo è cambiato, dopo la Grande Guerra, e Roth lo ha fotografato un attimo prima che tutto crollasse. Si badi bene, non è un saggio che descrive il suo tempo ma un buon romanzo che limitandosi a narrare, rappresenta anche il non detto, l’irrazionale, che è sempre presente in qualche misura in tutti gli eventi umani. È un romanzo di contenuto storico che entra di diritto nella storia delle letterature europee. Solo dopo La marcia di Radetzky inizia veramente il Novecento.

    ha scritto il 

  • 0

    Non può essere taciuta la signorilità di uno dei protagonisti, funzionario di pubblica sicurezza ormai anziano, che si rifiuta di registrare le denunce contro i ribelli nazionalisti per timore di conf ...continua

    Non può essere taciuta la signorilità di uno dei protagonisti, funzionario di pubblica sicurezza ormai anziano, che si rifiuta di registrare le denunce contro i ribelli nazionalisti per timore di conferirgli un seppur minimo grado di riconoscimento, e quindi di legittimazione.

    ha scritto il 

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