La maschera e le tenebre

Kushiel trilogy vol. 3

Di

Editore: TEA (TEADue)

4.4
(906)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 840 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850218419 | Isbn-13: 9788850218417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Phèdre nó Delaunay non è soltanto una delle cortigiane più ammirate di Terre D’Ange, ma anche un’abilissima spia, che in diverse occasioni ha messo a repentaglio la propria vita per proteggere il regno. Ed è per questo che la sua antica nemica e traditrice, Mélisande Shahrizai, si affida a lei quando suo figlio viene rapito per favorire gli oscuri intrighi di un pretendente al trono della corte angeline. Il legame ambiguo che unisce le due donne induce Phèdre ad accettare l’incarico, perché lei sa di poter contare sull’amato Joscelin, il cavaliere che conosce la sua natura di anguissette – persone che possono mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione – e che non è mai venuto meno alla promessa di proteggerla e servirla. Eppure Joscelin adesso deve superare una prova durissima: Phèdre infatti non hai mai dimenticato Hyacinthe, l’uomo che dieci anni prima ha rinunciato alla propria libertà per salvarle la vita, ed è decisa a superare qualunque ostacolo pur di ripagare il sacrificio dell’amico. Phèdre e Joscelin si apprestano perciò ad affrontare un lungo e insidioso viaggio, verso un potere così grande che nessuno osa nominare…
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  • 4

    A posteriori, non mi pento di aver passato quasi tre mesi a leggere per intero questa trilogia, un libro dopo l'altro: ormai conoscevo Terre d'Ange e i suoi abitanti e mi sono affezionata ai personagg ...continua

    A posteriori, non mi pento di aver passato quasi tre mesi a leggere per intero questa trilogia, un libro dopo l'altro: ormai conoscevo Terre d'Ange e i suoi abitanti e mi sono affezionata ai personaggi di questa saga. Che hanno dei difetti, certo, ma chi non li ha? Forse il fatto che siano così tanto caratterizzati li rende riconoscibili e spinge i lettori a legarsi a loro e a continuare a leggere. Certo è che l'autrice ne sa, di marketing.
    Questo terzo libro è curioso, poichè la quarta di copertina promette una cosa, e cioè il viaggio di Phèdre per liberare il suo amico tsingano, che però avviene in quattro e quattr'otto al termine di tutto; un difetto? Forse. Di che parla allora, questo tomo di 830 pagine? Come sempre, di tutto: avventura, viaggi, cinquanta sfumature di Darsanga, un po' di magia e un po' di religione (inventata, chiaramente). Un bel mix, godibilissimo, che non mi ha fatto pentire di essere volata lontano, in un mondo parallelo, per così tanti mesi.
    E poi vabbè, diciamocela tutta: il Cassiliano è parecchio figo, così, giusto per dire.

    ha scritto il 

  • 5

    Che bella trilogia!

    Degno finale di questa trilogia dove finalmente tutto finisce e i pezzi finalmente s'incastrano tutti in questo mosaico di perfezione. Se dopo i primi due libri avete avuto la sensazione che Phèdre le ...continua

    Degno finale di questa trilogia dove finalmente tutto finisce e i pezzi finalmente s'incastrano tutti in questo mosaico di perfezione. Se dopo i primi due libri avete avuto la sensazione che Phèdre le avesse passate tutte, vi sbagliate di grosso, perché quel che succede qui è molto peggio. La nostra eroina, però s'immerge nelle tenebre più oscure per coloro che ama e grazie all'amore lei riesce ad avere la meglio sul male e sull'odio.
    "Non sempre chi è sottomesso è debole" e "Ama a tuo piacimento". Phèdre con il suo cuore capace di infinito amore e la sua forza d'animo avrebbe molto da insegnare.

    ha scritto il 

  • 5

    La trilogia più bella che abbia mai letto.

    Seppure il terzo libro non abbia la stessa scioltezza e ritmo serrato dei primi due, è comunque l'opera di una scrittrice talentuosa e dotata di una cultura infinita.
    Il cambiamento del ritmo forse è ...continua

    Seppure il terzo libro non abbia la stessa scioltezza e ritmo serrato dei primi due, è comunque l'opera di una scrittrice talentuosa e dotata di una cultura infinita.
    Il cambiamento del ritmo forse è adeguato all'età più matura dei personaggi, resta il fatto che la Carey quando scrive non può fare altro che rapirti.
    Grazie per avermi fatto rivivere il piacere che pochi libri danno!

    ha scritto il 

  • 4

    Solo leggermente inferiore a Il dardo e la rosa e La prescelta e l'erede , La maschera e le tenebre è una perfetta conclusione della trilogia di Phèdre. Un romanzo che conferma la visione a 360 gradi ...continua

    Solo leggermente inferiore a Il dardo e la rosa e La prescelta e l'erede , La maschera e le tenebre è una perfetta conclusione della trilogia di Phèdre. Un romanzo che conferma la visione a 360 gradi di Jacqueline Carey che con ogni probabilità, già mentre scriveva il primo libro della saga, aveva in mente i due seguiti. Tutto fila, ogni cerchio, anche il più piccolo, si chiude in modo del tutto logico e coerente. Ancora una volta l'avventura di Phèdre, Joscelin e i loro compagni ruota intorno all'amore, la religione e la politica. Benché abbia trovato le prime 200 pagine più lente rispetto i precedenti romanzi, una volta avviata la storia il libro è assolutamente impossibile da chiudere. La Carey ha una scrittura magnetica e scrive riempendo di dettagli le sue storie, senza mai rischiare di annoiare. Le sue descrizioni di terre e culture lontane sono vivide, come se lei stessa avesse fatto esperienza di ciò che scrive, segno di ricerche accurate e di una fantasia veramente ampia. Consiglio vivamente la trilogia di Phèdre, vi lascerà dei personaggi che resteranno nel cuore a lungo dopo aver terminato la lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Terza parte, terzo viaggio di Phèdre e il mio cuore canta.
    Ricordavo abbastanza bene questo romanzo, non tanto quanto il primo della trilogia, ma per lo meno non avevo un'amnesia come con il secondo, ...continua

    Terza parte, terzo viaggio di Phèdre e il mio cuore canta.
    Ricordavo abbastanza bene questo romanzo, non tanto quanto il primo della trilogia, ma per lo meno non avevo un'amnesia come con il secondo, nonostante sia duro, difficile e crudo in certe parti, non mi aveva traumatizzato.
    La terza parte delle avventure di Phèdre si ammanta di misticismo, vediamo realmente in azione il divino, Kushiel reclama la sua prescelta per affidarle una difficilissima prova. È un gioco fra dei a guidare la storia, ma la forza è tutta dei mortali, la forza è come sempre l'amore, in tutte le sue forme. Phèdre accetta il compito che le viene affidato, ancora prima di capirne le reali implicazioni, quando ancora pensa sia solo una richiesta di Mèlisande, perché potrebbe aiutarla a raggiungere la chiave per liberare Hyacinthe, il suo più vecchio e caro amico. E lo fa con la consapevolezza che al suo fianco ci sarà sempre Joscelin, perché dieci anni di vita insieme hanno cementato la loro unione, ora sono forti e possono affrontare anche il peggio.
    Ma alla fine Phèdre scopre un'altra forma importante di amore, quella più impensata, quella che aveva escluso ormai dalla sua vita, l'amore per un figlio, non della sua carne e del suo sangue, ma forse per questo, perché reciprocamente scelto, ancora più forte. Imriel è il completamento di cui ha bisogno per portare a termine la sua ricerca ed è molto di più per il suo cuore.
    Questo romanzo è pura potenza, è un altro capolavoro. Ogni tassello ci porta su una strada che non ci si poteva aspettare, ogni avvenimento è un altro passo necessario per raggiungere il fine ultimo, che è sì la liberazione di Hyacinthe dal geis dell'angelo Rahab, ma è anche la pace per Terre d'Ange e la possibilità di essere libero e amato per un ragazzino segnato dal suo retaggio. È la possibilità di essere felici.
    Nulla è troppo in questo libro, nemmeno la zenana di Daršanga, nemmeno tutto quello che Phèdre, Joscelin e Imri devono sopportare. Vengono forgiati in un grande dolore, ma senza di quell'orrore non sarebbero poi capaci di affrontare il viaggio fino a Saba, ma nemmeno di creare la loro famiglia.
    E tutto questo, gioie, sofferenze, la fatica dei viaggi sono raccontati in modo da farti provare un po' delle loro emozioni, della loro stanchezza. È stupendo anche in questo.
    Infine, ancora una volta, sono rimasta inerme davanti al personaggio di Mèlisande. È veramente un gradino sopra tutti gli altri, questa donna intelligentissima e senza morale, ma non per questo meno affascinante. È un rapporto difficile da capire, quello fra lei è Phèdre e a tratti mi sentivo come Joscelin, inerme e in grado solo di accettare cosa c'è fra loro.
    Ed ora ho già nostalgia, nostalgia di questi personaggi, di queste storie epiche, della loro potenza e di come mi trascinano nel loro mondo. Posso solo aspettare un po', magari una settimana per dare virtualmente ad Imri il tempo di crescere e poi riprendere in mano le sue avventure e rileggerle con la mente fresca dei particolari di questa prima trilogia, per apprezzarle meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questo un bel libro, solo che... dopo il Drujan non si poteva fare di meglio. Nel senso: col Drujan l'autrice ha torturato il lettore oltre la sopportazione, e personalmente io pensavo di doverl ...continua

    Anche questo un bel libro, solo che... dopo il Drujan non si poteva fare di meglio. Nel senso: col Drujan l'autrice ha torturato il lettore oltre la sopportazione, e personalmente io pensavo di doverle dare il signale per conto dei personaggi. E infatti s'è visto, non c'era modo di rimanere sulle spine. Ma sì Jacqueline, dopo 3 libri, ammazza chi ti pare, tanto non ho più un cuore.
    Imriel mi sta sulle ovaie.
    Troppo perfettino sto bimbo.

    ha scritto il 

  • 3

    Una fatica tremenda!

    Non daró meno di tre stelle solo per fedeltà a questa saga... Ma dopo averlo finito mi è sembrato che le uniche cose che sarei stata in grado di leggere sarebbero state le modalità d'uso delle creme v ...continua

    Non daró meno di tre stelle solo per fedeltà a questa saga... Ma dopo averlo finito mi è sembrato che le uniche cose che sarei stata in grado di leggere sarebbero state le modalità d'uso delle creme viso... Nulla di più impegnativo o complesso. Un tornento durato 830 pagine!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Commento alla Trilogia di Phédre: voto complessivo 4 stelle

    Un buon fantasy, anche se ne ho letti di migliori.
    Il primo libro della trilogia inizia un po’ lentamente ma poi ingrana magnificamente senza concedere pause al lettore, con intrighi politici (nonché ...continua

    Un buon fantasy, anche se ne ho letti di migliori.
    Il primo libro della trilogia inizia un po’ lentamente ma poi ingrana magnificamente senza concedere pause al lettore, con intrighi politici (nonché amorosi), complotti e tradimenti, una guerra campale per la difesa del regno e un discreto cliffhanger, premessa per un seguito coi fiocchi: 5 stelline ampiamente meritate.
    Però poi col secondo, ho avuto l’impressione che l’autrice si trovasse a corto di idee giacché ha imbastito una trama che nelle sue linee generali è molto somigliante alla precedente, nella speranza di bissarne ugualmente il successo: la peculiare ricerca di informazioni della protagonista; il tradimento (oltretutto ad opera della stessa persona!), la perdita di due persone care (non una di più e non una di meno); la prigionia in terra straniera e relativa fuga; il continuo viaggiare in paesi stranieri dove, per merito delle sue grazie (è il caso di dirlo), riesce sempre a trovare alleati nelle persone più inaspettate; la lotta per la difesa del regno (ma senza la presenza di enormi eserciti); infine l’acerrimo nemico che riesce sempre a salvarsi in corner.
    La ripetitività della scaletta narrativa ha fatto sì che volassi su alcuni punti allo scopo di accelerarne la fine e passare a momenti più interessanti.
    L’unica cosa per la quale è valsa la pena leggere questo secondo volume è la complessità della matassa di intrighi che la protagonista è chiamata a sbrogliare per salvare la sua regina e il suo regno e per cui sono rimasta indecisa un bel po’ prima di dare un voto. Tre stelle era un voto impietoso (va detto che l’autrice sa tessere begli intrighi) però quattro mi sembrava ingiusto, a causa della trama un po’ prevedibile. Dovendo scegliere tra i due giudizi e non potendo dare mezzi voti, ha prevalso il fattore “intrighi” sulla pecca della trama e alla fine ho dato 4 stelle, ma mai come in questo caso avrei voluto avere più dei soliti 5 gradi di giudizio per potermi esprimere al meglio.
    Non è andata meglio col terzo libro: stavolta non ci sono né intrighi per il possesso del trono né potenze straniere che minacciano i confini, ma solo una lunga e tediosa ricerca, prima di un bambino poi di un nome, con conseguente calo del ritmo. Per compensare, o forse approfittando di questa lentezza, l’autrice dà più spazio alla magia, al misticismo e all’introspezione, elementi che finora erano sempre marginali e che adesso diventano quasi preponderanti.
    Per fortuna c'è stata la parentesi nel Drujan altrimenti mi sarei annoiata a morte. Purtroppo prediligo sempre l’azione alle menate mentali. Tre stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Trilogia fantasy al femminile

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. Sp ...continua

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. Spesso i cicli narrativi peggiorano man mano che si continua la lettura da un volume all'altro, non è questo il caso. Jacqueline Carey è stata in grado di tenermi incollata ai libri pagina dopo pagina con un intreccio sempre interessante, un mix ben studiato di fantasy, avventura, sentimenti con un pizzico di leggenda. Non resta che mettere alla prova l'autrice con il ciclo di Imriel, seguito con cambio di protagonista, del ciclo di Kushiel.

    ha scritto il 

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