La mite

Di

Editore: Mondadori

4.0
(721)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804558156 | Isbn-13: 9788804558156 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    DOpo i grandi romanzi dostoevskiani viene questo breve racconto che si legge in un soffio. Una trama bellissima raccontata in maniera impeccabile. Un libro che mi ha fatto riflettere tantissimo e che ...continua

    DOpo i grandi romanzi dostoevskiani viene questo breve racconto che si legge in un soffio. Una trama bellissima raccontata in maniera impeccabile. Un libro che mi ha fatto riflettere tantissimo e che non riesco a togliermi dalla testa. Consigliato, consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Mentre il suo corpo giace sul tavolo

    Un congegno drammatico perfetto, un soliloquio efficace, tormenti interiori tangibili e toccanti e un profondo, lacerante enigma, che viene a identificarsi con il personaggio che dà il titolo al racco ...continua

    Un congegno drammatico perfetto, un soliloquio efficace, tormenti interiori tangibili e toccanti e un profondo, lacerante enigma, che viene a identificarsi con il personaggio che dà il titolo al racconto: questo è "La mite", consistente nei pensieri "stenografati" del marito di una suicida, in presenza del cadavere, poco dopo l'evento. Di certo una delle migliori storie che mi sia capitato di leggere di Dostoevskij.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero molto bello e profondo questo piccolo racconto di Dostoevskij che, in una manciata di pagine, dà voce a una grande profondità di sentimenti, dolori e paure tra i due coniugi. C'è proprio da pe ...continua

    Davvero molto bello e profondo questo piccolo racconto di Dostoevskij che, in una manciata di pagine, dà voce a una grande profondità di sentimenti, dolori e paure tra i due coniugi. C'è proprio da pensare che se il silenzio tra loro non fosse stato così imperante forse avrebbe potuto andare tutto un po' meglio...

    ha scritto il 

  • 5

    Ascoltato come audiolibro (La mite *****, Il sogno di un uomo ridicolo **** )

    "Non puoi sapere di che paradiso ti avrei circondata! Il paradiso era nella mia anima, e io l'avrei piantato intorno a te. ...continua

    Ascoltato come audiolibro (La mite *****, Il sogno di un uomo ridicolo **** )

    "Non puoi sapere di che paradiso ti avrei circondata! Il paradiso era nella mia anima, e io l'avrei piantato intorno a te. E anche se tu non mi avessi amato, sia pure, che importanza aveva: tutto sarebbe stato così, tutto sarebbe rimasto così."

    ha scritto il 

  • 4

    Anche in poche pagine il caro Dosto riesce a creare personaggi profondi e complessi, modellati nell'animo e nella psiche con un'intensa vitalità che quasi balza fuori dalle pagine. L'orgoglio di un si ...continua

    Anche in poche pagine il caro Dosto riesce a creare personaggi profondi e complessi, modellati nell'animo e nella psiche con un'intensa vitalità che quasi balza fuori dalle pagine. L'orgoglio di un singolo personaggio diventa il carnefice di chi gli sta attorno ma anche del portatore, come un effetto a catena che non può e non deve passare inosservato. Mentre piccole cose che possono apparire insignificanti hanno in sé tutta la forza salvifica alla quale aggrapparsi per tornare alla luce.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Breve racconto che è un condensato di dubbi, angosce, speranze tradite, incomunicabilità, egoismo. Sotto forma di monologo un uomo cerca di analizzare il perché del gesto irreparabile della giovane mo ...continua

    Breve racconto che è un condensato di dubbi, angosce, speranze tradite, incomunicabilità, egoismo. Sotto forma di monologo un uomo cerca di analizzare il perché del gesto irreparabile della giovane moglie. Come sempre Dostoevskij non delude, nessuno come lui sa scrutare dentro i tormenti.

    “… Quando si prova un grande dolore, un dolore eccessivo, dopo le prime fortissime sofferenze viene sempre voglia di dormire. Si dice che i condannati a morte dormano di un sonno straordinariamente profondo la notte prima dell’esecuzione.”

    ha scritto il 

  • 4

    Va bene, mi dico,...

    ... stavolta, in poco meno di 70 pagine, non ce la fa ad essere superlativo.
    Ed invece niente. Si inventa questo monologo in cui si sprigiona tutto il " sottosuolo " di cui già sappiamo.
    Una forza cen ...continua

    ... stavolta, in poco meno di 70 pagine, non ce la fa ad essere superlativo.
    Ed invece niente. Si inventa questo monologo in cui si sprigiona tutto il " sottosuolo " di cui già sappiamo.
    Una forza centripeta terrificante, con la quale si condanna e si assolve in modo sinusoidale per avere causato ( subito ) il suicidio della " mite " giovane moglie; che a sua volta viene raccontata , anche se più sommariamente, come avente una personalità anch'essa tutt'altro che ordinaria.
    Non c'è niente da fare, è ineguagliabile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    "I vivi credono di piangere i loro morti e invece piangono una loro morte" (Pirandello)

    Ancora una volta i personaggi di D. involuti ed illeggibili a sfatare le chiavi di lettura dell'umanità, condensati in un libello di turbamenti e stati d'animo che nel respiro minimo ed ansante dello ...continua

    Ancora una volta i personaggi di D. involuti ed illeggibili a sfatare le chiavi di lettura dell'umanità, condensati in un libello di turbamenti e stati d'animo che nel respiro minimo ed ansante dello scritto breve, come nelle più voluminose opere del grande scrittore, mostrano l'insolubile irrequietezza di quell'animale instabile che è l'uomo. La protagonista ci lascia dopo poco meno di sessanta pagine portando via con sé la causa efficiente del suo gesto in modo così repentino (i cinque dannati minuti di ritardo, dirà il nostro) da non poter non evocare quella solita e classica interrogazione di senso che qui come altrove viene rivolta dall'uomo agli Enti imperituri, immobili ed autosufficienti anche attraverso il vero artistico, ma che alla fine ci si ritrova a rivolgere a sé stessi non potendo essere diversamente umani.
    Così ho provato anche io a darmi una risposta, ed ho trovato un mondo irredimibile (lui/il ricatto) e un Dio che volge le spalle all'uomo (lei/il riscatto) proprio sul fare della redenzione, al suo più alto sentire, al suo più fervido implorare, rivelando nel suo candore e nella sua irriverenza le ambiguità delle Letture e l'imperscrutabilità del Mistero come nella sua morte un facile nichilismo e una altrettanto deprimente desolazione escatologica. Siamo lontanissimi dall'Alighieri dei suicidi e dalla sua condanna "perfettamente compiuta" all'eschaton, come lo siamo altrettanto dalla buona Sof'ja di Raskol'nikov: la Mite a me pare proprio avere il volto e il fare di un Dio che svuoti il Cielo di sé e l'uomo dell'homo novus (non altrimenti mi spiego l'icona mariana).

    ha scritto il 

  • 3

    Come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite è un racconto tratto dallo zibaldone dostoevskijano Diario di uno scrittore, e come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite tratta i grandi temi um ...continua

    Come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite è un racconto tratto dallo zibaldone dostoevskijano Diario di uno scrittore, e come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite tratta i grandi temi umani con la profondità e il respiro che solo i massimi scrittori russi riescono a raggiungere. La Russia dev’essere un posto in cui la vita è così provante da spingerti alle massime riflessioni sul senso dell’esistenza e degli elementi che la compongono. Qui Doestoevskij recupera una storia di cronaca vera, quella di una ragazza suicidatasi gettandosi dalla finestra stringendo al petto un’icona della Vergine (un’immagine straordinariamente potente), e ci costruisce sopra un monologo creando il personaggio del vedovo sconvolto e insieme sconvolgente che ha in qualche modo spinto e non spinto la moglie al gesto estremo. La vicenda, di estrema semplicità narrativa, si rivela di inestricabile complessità psicologica: lui sposa lei per toglierla dalla miseria, ma inizia poi una sorta di gioco del silenzio al rialzo che porterà alle tragiche conseguenze. Una storia semplice, in cui però lo scrittore russo imbastisce una singolare battaglia dei sessi impostata sul fatto che lui ha il cuore ormai sporcato dalla vita, e lei così giovane e pura può capirlo, ma non comprenderlo. L’assoluta incomprensibilità fra i due genera momenti terribili, dolci, ambigui. È come dice la mite: il marito ha giurato vendetta alla società, ma l’unica vittima non è stata che lei; è come dice lui: lui la ama follemente, ma la differenza d’età rende difficile il rapporto. Il concetto di “colpa” sfugge. Il monologo del marito è ambiguo, e soprattutto non si sente che una sola campana: che cosa avrebbe potuto dire la moglie? Questo è lasciato all’immaginazione del lettore silenzioso, che pagina dopo pagina diventa egli stesso la moglie silenziosa sovrapponendosi con lei, e questa è la grande qualità della prosa di Dostoevskij.

    Nota alla prefazione: a cosa serve se sta lì solo a spiegare dettagli che il lettore può benissimo cogliere da solo, e a raccontare l’intera trama sciupando il piacere della lettura?

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginate di perdere un vostro caro, vederlo lì, in mezzo alla stanza dentro una bara...quali sarebbero i vostri pensieri? Sicuramente: "Avrei potuto dirgli..." "Avrei potuto fare..."...vero? Ma sarà ...continua

    Immaginate di perdere un vostro caro, vederlo lì, in mezzo alla stanza dentro una bara...quali sarebbero i vostri pensieri? Sicuramente: "Avrei potuto dirgli..." "Avrei potuto fare..."...vero? Ma sarà troppo tardi!

    ha scritto il 

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