La monaca

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

3.4
(648)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807018233 | Isbn-13: 9788807018237 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi per la festa dell’Assunzione della Vergine. È forse l’ultimo giorno sereno nella vita di Agata, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata deve rinunciare al suo amore: le famiglie tuttavia non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, la madre di Agata, donna Gesuela, decide di portarla con sé a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re. L’unico piroscafo in partenza è quello del giovane capitano James Garson. Dopo un tempestoso viaggio, James e Agata si ritrovano insieme sul ponte e qui lei gli confida i propri tormenti. A Napoli, anche per le ristrettezze economiche della famiglia, Agata viene forzata a entrare in convento. Nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita, si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie, passioni illecite e vendette. Ma Agata sembra guardare oltre: si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe mediche, impara a fare il pane e i dolci, confortata dalla scansione della giornata monastica e dalla solitudine. Legge tutti i libri che James Garson le manda con regolarità e segue le sorti dei movimenti che aspirano all’unità d’Italia in casa della sorella Sandra. Ha accettato la vita monastica, ma è combattuta tra un sentimento religioso malgrado tutto intatto e il desiderio di vivere nel mondo. Non vuole dispiacere la zia badessa, ma non vuole nemmeno sacrificare il suo futuro. La contraddizione per Agata si fa sempre più severa, anche se i sentimenti nei confronti di Giacomo Lepre cominciano a sbiadire e cresce l’attrazione nei confronti di James Garson, presenza costante – benché sottotraccia – nella sua vita. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, l’Agata di Simonetta Agnello Hornby è capace di abitare la Storia e al contempo di portare con la propria storia di giovane donna una forza spirituale nuova, da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    In sè, la storia si lascia leggere risultando anche una gradevole parentesi tra le faccende quotidiane. Nella trama, tuttavia, ho trovato qualcosa di contorto e qualcosa di scontato, elementi che hann ...continua

    In sè, la storia si lascia leggere risultando anche una gradevole parentesi tra le faccende quotidiane. Nella trama, tuttavia, ho trovato qualcosa di contorto e qualcosa di scontato, elementi che hanno reso, in definitiva, la narrazione poco credibile.
    Mi è sembrato che i continui spostamenti della protagonista abbiano veicolato un concetto di distanza distorto e, comunque, poco realistico, specie considerato che la vicenda si colloca nell' '800.
    Lo stesso amore verso un laconico James non si capisce come si sia alimentato per dieci anni, considerato il silenzio di lui ed i fugaci, insignificanti incontri.
    Anche il finale è piuttosto banale, quasi da romanzo rosa, e poco realistico.
    Nulla sulla prosa. Scorrevole.
    Certamente, non il romanzo della vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo ricco e intenso che racconta il percorso di vita di una donna determinata, fedele a se stessa e ai propri sentimenti.
    Ambientato nel Regno delle Due Sicilie, prima dell'Unità d'Italia.
    E’ la s ...continua

    Romanzo ricco e intenso che racconta il percorso di vita di una donna determinata, fedele a se stessa e ai propri sentimenti.
    Ambientato nel Regno delle Due Sicilie, prima dell'Unità d'Italia.
    E’ la storia della giovane Agata che dovrà rinunciare al suo amore e appena tredicenne sarà forzata ad entrare in convento.
    Tra avversità e scelte imposte sarà costretta a sopravvivere, maturare e crescere; combattuta tra la vita monastica del chiostro e il desiderio di vivere nel mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Agata Padellani è una delle giovanissime figlie del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, il quale ha servito fedelmente il re delle due Sicilie. Agata è innamorata, ma la famiglia di lui contrasta ...continua

    Agata Padellani è una delle giovanissime figlie del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, il quale ha servito fedelmente il re delle due Sicilie. Agata è innamorata, ma la famiglia di lui contrasta il legame tra i giovani, i quali, pur costretti a incontri fugaci e segreti, sono convinti di riuscire a realizzare il loro progetto matrimoniale. Ma la morte improvvisa del maresciallo Padellani cambia tutto.

    La famiglia di Agata, nonostante il titolo nobiliare e la lunga carriera al servizio del re, è ormai povera e non c’è altra soluzione che imbarcarsi per Napoli.

    La nuova vita di Agata sarà tormentata dall’imposizione della madre: Agata deve diventare monaca di clausura; non esiste possibilità di raggranellare una dote adeguata per il matrimonio e tutta la famiglia è mal tollerata dai ricchi parenti napoletani.

    Agata entra in convento e rimane sotto l’ala protettiva della zia badessa, ma si ribella contro questa imposizione. Non ha mai avuto la vocazione religiosa, ha sempre sognato una famiglia, dei figli…Chiusa in convento non può interessarsi alla situazione politica del paese, non può avere contatti con la famiglia e passa da momenti di inattività, ad altri in cui si impegna per riuscire a svolgere i propri compiti all’interno del convento.

    L’unico legame esterno è con l’inglese James Garson, che le invia libri da leggere. Ma questi non fanno altro che accrescere l’inquietudine della ragazza e far nascere nel suo cuore nuovi sentimenti.

    Non è sicuramente un grande capolavoro della letteratura contemporanea, ma si legge volentieri.

    Gli eventi della vita di Agata e della sua famiglia si mischiano a quelli storici del Risorgimento italiano. Sono sicuramente ben espressi i tormenti della giovane protagonista, che è costretta a reprimere i suoi sentimenti, i suoi sogni di libertà e i suoi interessi verso la politica, la letteratura e la musica.

    Devo ammettere che non ho apprezzato per niente il finale così sdolcinato. L’autrice avrebbe potuto inventarsi qualcosa di meglio…

    ha scritto il 

  • 2

    Ma dov'è finita la scrittrice de "La mennulara"?

    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/

    Forse ero io una persona diversa quando lessi per la prima volta la Hornby, ma La mennulara mi parve un romanzo bellissimo, poi ho riprovato a leggere alt ...continua

    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/

    Forse ero io una persona diversa quando lessi per la prima volta la Hornby, ma La mennulara mi parve un romanzo bellissimo, poi ho riprovato a leggere altro della stessa autrice rimanendo molto delusa.

    Questo romanzo è privo di mordente, una cronaca che di positivo ha solo una buona ricostruzione di usi e costumi ma dove i personaggi non hanno spessore, tutto rimane in superficie. Non ho trovato né passione né riflessione profonda, semplicemente una storia di poco superiore ai romanzetti rosa che potrebbe andar bene per una fiction sulla rai.

    Un romanzo che non lascia nulla e che mi ha annoiata per la sua mancanza di contenuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Cos'era (e forse è) la religione in Sicilia.

    Si, non si può non essere d'accordo almeno in parte con i detrattori dei libri della Hornby, soprattutto per quel che riguarda la trama: spesso ricorda quella dei romanzi di appendice degli anni in cu ...continua

    Si, non si può non essere d'accordo almeno in parte con i detrattori dei libri della Hornby, soprattutto per quel che riguarda la trama: spesso ricorda quella dei romanzi di appendice degli anni in cui le storie si ambientano, a volte quella di qualche romanzo verista.

    Il punto però è che a me piace come scrive. Non solo perchè le pagine scivolano via una dopo l'altra senza nessuna fatica o perchè si fa molto prsto ad affezionarsi ai personaggi, ma anche e soprattutto perchè riesce a rendere la sanguigna vivacità della cultura siciliana scrivendo comunque in italiano (problema davvero difficile); anche e soprattuttpo perchè la forza dell'immaginario della romanziera italo-britannica riesce ad essere adeguata al potente paesaggio dell'Isola del sole.

    E' una storia come tante, in fondo, nel'Italia dei primi anni del novecento: la storia di una vocazione forzata dalle pessime condizioni economiche della nobiltà borbonica, la storia della graduale sottomissione dell'Italia del sud al dominio britannico (che arriverà a minare la sttomissione dell'Italia del Nord a quello austriaco), la storia dello sbattersi al vento dei sentimenti della giovane monaca Agata, divisa tra quella che sembra essere una vocazione sincera e l'amore inandescente per l'ufficiale inglese James Garson.

    Non so se sia uno stereotipo o meno, ma c'è molto di siciliano nelle furoreggianti passioni di Agata che la spingono da una parte o dall'altra dell'ingresso del chiostro come se fosse una dei dannati del secondo cerchio dantesco: ma non è l'aspetto più importante. Perchè il vero protagonista del romanzo, ciò per cui vale la pena leggere questo come tutti i libri di Simonetta Agnello Hornby, è e sarà sepre la Sicilia con i suoi accecanti panorami, le sue battute di pesca, il suo mare che anche agli occhi di una giovane monaca rimane un bellissimo e terribile Dio.

    ha scritto il 

  • 3

    Finale da dimenticare

    Il romanzo è avvincente per tutta la prima parte ,e oltre la metà. Risulta ben scritto, e la storia ti cattura. Poi, all'improvviso, si trasforma in una sorta d telenovela per giungere ad un finale i ...continua

    Il romanzo è avvincente per tutta la prima parte ,e oltre la metà. Risulta ben scritto, e la storia ti cattura. Poi, all'improvviso, si trasforma in una sorta d telenovela per giungere ad un finale inverosimile e banale.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo interessante, simile a un feuilleton, soprattutto nell'ultima, avvincente, parte (in molti hanno scritto che il finale è terribile, tirato via, non spiegato, ma a me è piaciuto proprio per la ...continua

    Romanzo interessante, simile a un feuilleton, soprattutto nell'ultima, avvincente, parte (in molti hanno scritto che il finale è terribile, tirato via, non spiegato, ma a me è piaciuto proprio per la sua sintesi). A mio parere è un bell'affresco del sud ottocentesco, moti del 1848 compresi. E, naturalmente, un condensato di monache e preti che non rispettano le regole, si dedicano più al pettegolezzo che alla preghiera, e che non si dimostrano né caste, né caritatevoli, ma piuttosto perfide, invidiose e vendicative. I capi del clero, da parte loro, sono asserviti alle ricche o influenti famiglie che li sovvenzionano, e hanno più a cuore l'apparenza e il decoro formale della giustizia e della verità. Del resto, ancora oggi è evidente che all'interno delle istituzioni cattoliche si preferisca non denunciare fatti anche gravissimi, pur di non creare scandalo (o peggio, fastidi a qualcuno). In attesa, naturalmente, della giustizia divina...

    ha scritto il 

  • 2

    la monaca di Messina... tutt'altra storia

    sceso dalla mia montagna ed entrato da Feltrinelli alla ricerca di una autore specifico mi sono imbattuto in un titolo che ha calamitato la mia attenzione... La monaca (perché mi attirano tanto le sto ...continua

    sceso dalla mia montagna ed entrato da Feltrinelli alla ricerca di una autore specifico mi sono imbattuto in un titolo che ha calamitato la mia attenzione... La monaca (perché mi attirano tanto le storie conventuali!?) unito al nome della Hornby per me risuonante degli echi della Mennulara, libro per me indimenticabile...visto e acquistato!!! ritornato sulla montagna mi ha dimolto irritato il vedere che la copertina cominciava a liberarsi disordinatamente della sua pellicola di plastificazione (sciatterie della moderna editoria) il che mi ha maldisposto verso quel mio acquisto fatto sull'onda e sul riflesso di un antico entusiasmo... ho cominciato a leggere il romanzo quasi fosse un dovere e, piano piano, la vicenda mi ha condotto per mano, ma senza soverchio entusiasmo da parte mia... poco calore nella lettura perchè "freddina" la scrittura forse intralciata dalla volontà di dipingere uno sfondo storico che non mi sembra abbia poi tanto appassionato l'autrice e da un certo tono didattico-didascalico che suona scolastico (vedi la descrizione di Palermo che sembra tratta, perlomeno nel suo incipit, da un sussidiario di quinta elementare)... insomma senza infamia e con qualche lode limitata ai numerosi guizzi espressivi che comunque costellano la scrittura... peccato!

    ha scritto il 

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