La morte della Pizia

Di

Editore: Adelphi

4.2
(1772)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 68 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000112135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Renata Colorni

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    La scomposizione sistematica di un pezzo importante della mitologia e -quindi- della storia greca è un'operazione complessa e delicata. Con ironia, buongusto e conoscenza e cultura enciclopediche Durr ...continua

    La scomposizione sistematica di un pezzo importante della mitologia e -quindi- della storia greca è un'operazione complessa e delicata. Con ironia, buongusto e conoscenza e cultura enciclopediche Durrenmatt mette in discussione il mito insieme a cento anni di psicanalisi. Come lo sguardo che cerca di scrutare nella nebbia che invade la grotta della Pizia, la verità viene a galla verso la fine del libro. Quando si fa netta la distinzione tra Caso e Destino.

    ha scritto il 

  • 5

    Impossibile

    Eccezionale il voto perchè è veramente incredibile racchiudere in sole cento pagine tutta una serie di interpretazioni e spiegazioni di fatti (storici e non) di cui il lettore (almeno quelli come me) ...continua

    Eccezionale il voto perchè è veramente incredibile racchiudere in sole cento pagine tutta una serie di interpretazioni e spiegazioni di fatti (storici e non) di cui il lettore (almeno quelli come me) riesce solo a intuire la profondità e la grande capacità dello scrittore nel narrare vicende e gesta che, ancora al giorno d'oggi, sollecitano curiosità e risposte

    ha scritto il 

  • 4

    Sì, mi è piaciuto abbastanza. In verità mi ha lasciato una certa inquietudine addosso, ma credo proprio che sia perché è un racconto riuscito, e che l'inquietudine, la spina del dubbio, siano proprio ...continua

    Sì, mi è piaciuto abbastanza. In verità mi ha lasciato una certa inquietudine addosso, ma credo proprio che sia perché è un racconto riuscito, e che l'inquietudine, la spina del dubbio, siano proprio quello che l'Autore voleva trasmettere... Per il resto, in così poche pagine, trova anche il tempo e il modo di essere ironico e divertente, amaro e un po' pauroso, fa sorgere illusione e speranza e le abbatte nello stesso tempo. Un racconto ben strano, in ogni caso, molto atipico e non ascrivibile ad alcun genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'indagine epica.

    Tradotto per la prima volta in italiano nel 1988 con il titolo “La morte della Pizia“, “Das Sterben der Phythia” è un racconto scritto e pubblicato dal letterato, pittore e drammaturgo svizzero Friedr ...continua

    Tradotto per la prima volta in italiano nel 1988 con il titolo “La morte della Pizia“, “Das Sterben der Phythia” è un racconto scritto e pubblicato dal letterato, pittore e drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt nel 1976 nella raccolta di novelle intitolata “Mitmacher”. La prolifera...

    http://forestadicarta.altervista.org/la-morte-della-pizia-friedrich-durrenmatt/

    ha scritto il 

  • 4

    Il caso o la ragione

    Le Pizie nella mitologia greca erano delle sacerdotesse che facevano profezie nel santuario di Delfi. I riti descritti da Durrenmatt in questo brevissimo romanzo non hanno però nulla di sacro e solenn ...continua

    Le Pizie nella mitologia greca erano delle sacerdotesse che facevano profezie nel santuario di Delfi. I riti descritti da Durrenmatt in questo brevissimo romanzo non hanno però nulla di sacro e solenne. La Pizia Pannychis XI è isterica, vecchia, svampita e recita a casaccio gli oracoli, il santuario di Delfi è sporco, umido e degradato e Tiresia, il più famoso dei veggenti, è descritto come un corrotto maneggione e politicante.

    Il racconto si apre con Pannychis XI che predice ad Edipo che ucciderà suo padre e sposerà la madre Giocasta (casta moooolto poco, in verità).

    La Pizia, vicina ormai alla morte, viene visitata dalle ombre dei vari personaggi della storia che le raccontano la propria versione dei fatti, producendo un racconto che cambia continuamente direzione. Con sorpresa, comprende alla fine che l’unica verità è proprio quella che si è inventata di sana pianta, ossia quella più improbabile e irrazionale, frutto di una menzogna.

    Il bisogno regola il caso e guida il corso degli eventi? O è il caso che regola la necessità?

    "Non esistono storie irrilevanti. Tutto è connesso con tutto. Dovunque si cambi qualcosa, il cambiamento riguarda tutto. Con il tuo oracolo hai inventato la verità."

    La storia di Edipo mostra come la vita dell’uomo sia stata condizionata dalle profezie di oracoli spesso prezzolati da consiglieri in malafede. Il complicato intrico mitologico di Dei e mortali, completamente smitizzato e ironizzato, ci appare popolato di personaggi immorali. Un esempio tra tutti è:

    "quel beone di Prometeo che preferisce attribuire la sua cirrosi epatica alle aquile di Zeus piuttosto che all’alcool"

    Alla fine tutto ruota sulla domanda "chi è Edipo"? Durrenmatt ci risponde che non ha importanza: tutti hanno una propria verità a cui aggrapparsi. Ma è una verità personale, un punto di vista. Non esiste una verità assoluta, ma solo una realtà personale che rimane "vera" finché non è messa in discussione da altri.

    Un racconto ironico, dissacrante e divertente, anche se amaro, che fa sorgere illusioni e speranze e le abbatte nello stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero eccellente! Breve ma ben scritto. La vicenda di Edipo fa da sfondo al dialogo tra la pizia di Delfi e l'indovino Tiresia, entrambi in punto di morte ed entrambi imbroglioni che non credono nel ...continua

    Davvero eccellente! Breve ma ben scritto. La vicenda di Edipo fa da sfondo al dialogo tra la pizia di Delfi e l'indovino Tiresia, entrambi in punto di morte ed entrambi imbroglioni che non credono nel dio per cui fanno le loro profezie. Lo scontro tra la visione del mondo di chi crede che sia un caos completo e quella di chi pensa che tutto sia regolato da leggi ferree. In entrambi i casi il destino beffardo sembra seguire regole tutte proprie!

    ha scritto il 

  • 3

    "La verità esiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta"

    Cos'è la verità?

    La verità dei sentimenti, la verità dei fatti sono nuvole alte nel cielo che cambiano forma continuamente ed al quale la saggezza ci suggerisce di non aggrapparci mai a peso morto.
    Pa ...continua

    Cos'è la verità?

    La verità dei sentimenti, la verità dei fatti sono nuvole alte nel cielo che cambiano forma continuamente ed al quale la saggezza ci suggerisce di non aggrapparci mai a peso morto.
    Passeranno gli anni, i decenni e ci infileremo nelle nostre tombe con le nostre verità, così sicure come coperte calde, eppure così corrotte, così sbagliate.

    Ma forse è giusto così: non frughiamo nel torbido, non raschiamo le nostre sicurezze e potremmo pur dare alla nostra esistenza una parvenza di vivibilità.

    ha scritto il 

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