La notte

Di

Editore: Giuntina

4.3
(1664)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: A000055247 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    E la notte arrivò, per sempre

    Difficile rifletterci, mettere insieme le immagini, i frammenti, le sensazioni e lo sgomento in poche parole. Tutto diventa sempre più cupo nel seguire il percorso di un ragazzino, quello che oggi sar ...continua

    Difficile rifletterci, mettere insieme le immagini, i frammenti, le sensazioni e lo sgomento in poche parole. Tutto diventa sempre più cupo nel seguire il percorso di un ragazzino, quello che oggi sarebbe poco più che un idiota, mentre passo dopo passo, tra sporco freddo sonno fame e dolore senza fine, perde la sicurezza e la pace, la dolcezza della madre e delle sorelle, la fede così importante, e poi la solidarietà della propria comunità e degli esseri umani accanto a se, e poi il padre e magari anche la devozione verso di lui, e infine forse anche quel rimorso. Resta il nulla, resta la notte che lo accompagnò da allora per sempre, sopravvivendo in mezzo ad una umanità distratta e sciocca. E che dovrebbe accompagnare anche noi per non dimenticare.

    "... non mi ero più visto dal ghetto. Dal fondo dello specchio un cadavere mi contemplava. Il suo sguardo nei miei occhi non mi lascia più."

    ha scritto il 

  • 4

    La notte della condizione umana

    Con "Se Questo è un Uomo" Primo Levi si è chiesto perchè il lager. La risposta era : annientare l'umanità dell'uomo e renderlo bestia, per quindi giustificare l'annientamento di una razza intera. La N ...continua

    Con "Se Questo è un Uomo" Primo Levi si è chiesto perchè il lager. La risposta era : annientare l'umanità dell'uomo e renderlo bestia, per quindi giustificare l'annientamento di una razza intera. La Notte di Wiesel non si pone domande : descrive la caduta dell'uomo (vittima e carnefice) nella notte più nera dell'umanità. Non c'è mai un sole nelle pagine di Wiesel ma tutto accade di notte, nella notte più fredda che si possa immaginare.

    ha scritto il 

  • 4

    Dio è morto?

    L‘Olocausto e le sue immense ferite. Fame, freddo, dolore, identità e rapporti umani lacerati, violati, profanati. Di un`altra ferita si parla meno: quella inferta dalla Shoah alla fede, alla spiritu ...continua

    L‘Olocausto e le sue immense ferite. Fame, freddo, dolore, identità e rapporti umani lacerati, violati, profanati. Di un`altra ferita si parla meno: quella inferta dalla Shoah alla fede, alla spiritualità, in questo caso dell‘autore poco più che bambino.
    Si pone il problema della Teodicea cioè il rapporto tra giustizia di Dio e male nel mondo:
    Dio muore con Auschwitz?
    L‘ateo risponderà: “poiché c‘è Auschwitz non posso sopportare il pensiero di Dio".
    Il credente dirà: " soltanto perché c‘è Dio posso sopportare il pensiero di Auschwitz."
    Ognuno potrà darsi la risposta che crede, ricordando che anche Cristo il venerdì sembrava essere stato abbandonato da Dio, ma la domenica è risorto. Dio, secondo una certa dottrina, resta segretamente vicino alla sofferenza degli uomini che solo mantenendo la fede potranno assistere alla Sua rivelazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Un’ennesima testimonianza sui campi nazisti.
    Quasi un altro diario di Anna Frank, scritto da un ragazzo di 15 anni. La particolarità di questo lungo racconto sta nel fatto che il protagonista si pro ...continua

    Un’ennesima testimonianza sui campi nazisti.
    Quasi un altro diario di Anna Frank, scritto da un ragazzo di 15 anni. La particolarità di questo lungo racconto sta nel fatto che il protagonista si professava appassionato studioso del Talmud, seguiva il suo Dio con amore e coscienza, ma l’orrore che deve sopportare lo priva della fede, prosciuga in lui ogni sentimento umano.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli ebrei, al pari dei musulmani, sono fermamente ancorati alla loro fede, non nutrono dubbi. Tali erano le convinzioni di Elie Wiesel quando viveva a Sighet, un paese romeno in Transilvania. A fare p ...continua

    Gli ebrei, al pari dei musulmani, sono fermamente ancorati alla loro fede, non nutrono dubbi. Tali erano le convinzioni di Elie Wiesel quando viveva a Sighet, un paese romeno in Transilvania. A fare prima vacillare e poi svanire una fede coltivata in anni di studio del Talmud non fu la leggenda di Dracula, ma l’orribile realtà dell’Olocausto. Il giovane Wiesel ha quattordici anni quando viene deportato ad Auschwitz insieme alla sua famiglia. Arrivano nel campo a notte fonda, in un’oscurità della ragione che annerisce l’intero libro. Nell’aria c’è un greve odore, da alti camini esce un denso fumo. Wiesel pensa che è solo un incubo, si pizzica il viso. Passano giorni, settimane, mesi: è sempre notte, un buio interiore che cancella le idee di misericordia e giustizia divina. Un giorno tutti gli internati vengono costretti ad assistere all’impiccagione di un bambino, e Wiesel decreta la morte di Dio: «Dietro di me udii un uomo domandare - dov’è dunque Dio? -, e io sentivo in me una voce che rispondeva - dov’è? Eccolo, è appeso lì, a quella forca». Amen.

    ha scritto il 

  • 5

    Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.

    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambi ...continua

    Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.

    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.

    Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.

    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.

    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.

    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

    Insieme a Se questo é un uomo una delle più toccanti ma allo stesso tempo lucide testimonianze della Shoa. Una storia è un autore, Elie Wiesel, che dovrebbero essere letti a scuola.

    ha scritto il 

  • 4

    Per non dimenticare

    Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambi
    ...continua

    Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
    Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

    Ci sono libri che devono essere letti almeno una volta nella propria vita. Questo è uno di quei libri. Soprattutto ora. Per non dimenticare. La cattiveria e la malvagità dell'uomo nei confronti dei suoi simili. La distruzione dei sentimenti e dell'umanità.
    Leggete, leggiamo La notte : un piccolo libriccino di 112 pagine ma dove ogni singolo periodo è una sferzata di sofferenza e di riflessione allo stesso tempo. Non prendetelo come romanzo ma come testimonianza senza fronzoli, cruda, analitica e sintetica di ciò che ha provato e vissuto un ragazzino di 15 anni che ha visto crollare i suoi sogni, le sue speranze, la sua famiglia e soprattutto la sua fede in Dio.

    ha scritto il 

  • 4

    La memoria https://youtu.be/GBeEFLsisyM

    Sempre più spesso mi chiedo che razza di animale sia l'uomo. Anche oggi il mondo è dilaniato da guerre più o meno dichiarate. La notte scorsa a Nizza decine di morti falciati da un presunto combattent ...continua

    Sempre più spesso mi chiedo che razza di animale sia l'uomo. Anche oggi il mondo è dilaniato da guerre più o meno dichiarate. La notte scorsa a Nizza decine di morti falciati da un presunto combattente islamico. Tutti i giorni in Medio Oriente piovono bombe e la cultura dell'odio è sempre più radicata. Si invocano muri e filo spinato. La storia sembra non aver insegnato niente. Una infinita tristezza galleggia in questa strana Estate. Perché esistono così tanti esseri disumani? La memoria è importante, ma sembra smarrita, dimenticata... Una lunga notte che sta diventando sempre più cupa. Forse nella realtà i cattivi stanno vincendo, anche dopo il male assoluto descritto in questo libro, anche dopo che il peggio sembrava passato, come ci raccontavano i nostri genitori e i nostri nonni... Invece siamo di nuovo a contare i morti.

    ha scritto il 

  • 5

    從納粹集中營走出來的諾獎得主威塞爾(Elie Wiesel )去世

    http://cn.nytstyle.com/culture/20160705/elie-wiesel-auschwitz-survivor-and-nobel-peace-prize-winner-dies-at-87/zh-hant/

    紐約時報中文網

    ha scritto il 

  • 5

    Un racconto molto crudo

    ho notato questo libro nella mia libreria a casa, era li da tantissimi anni ma mai avevo pensato di dare un occhiata.Poi una sera lo presi , lessi la trama e capi, di cosa si trattava.
    Dico solo quest ...continua

    ho notato questo libro nella mia libreria a casa, era li da tantissimi anni ma mai avevo pensato di dare un occhiata.Poi una sera lo presi , lessi la trama e capi, di cosa si trattava.
    Dico solo questo..HO PIANTO..

    ha scritto il 

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