La notte della cometa

Di

Editore: Einaudi

4.1
(448)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806578367 | Isbn-13: 9788806578367 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Dopo Dino Campana di Massimo Bubola e la lettura dei Canti Orfici, questo testo è la giusta chiusura (?) per scoprire ancora più informazioni sulla vita dannata di quest'uomo.

    ha scritto il 

  • 4

    Nemo poeta in patria ....

    In un paese vicino alla mia città ha vissuto un noto poeta che, pur se non irriso, veniva definito scemo.
    E ci sono stati i froci, gli strani, ma sembra che il termine più usato sia stato scemo.
    Può ...continua

    In un paese vicino alla mia città ha vissuto un noto poeta che, pur se non irriso, veniva definito scemo.
    E ci sono stati i froci, gli strani, ma sembra che il termine più usato sia stato scemo.
    Può darsi che per il popolo tale termine sia unito a quello di poeta. Almeno da vivo.

    Se poi il poeta è un irrequieto che da Qui vuol andare Lì e da Lì, Là e poi tornare a Qui, perché Qui è il solo luogo dove può scrivere…se si ritrova senza denari, mal vestito e pure di pelo rosso…. vorrei poter dire a Campana che ogni luogo sarebbe stato Marradi ed ogni ambiente letterario le Giubbe Rosse di Firenze.
    Non che ciò lo potesse consolare.

    Già la famiglia qualche tara se la porta dietro: uno zio pazzo, un padre che ricorre a cure per sanare una sessualità frustrata da una moglie patologicamente frigida e bigotta (deduzione mia, suggerita con mano leggera da Vassalli). Ci mettiamo pure la sifilide.
    Perché Campana non è tipo che s’innamora, ma uno che ricorre (vista anche l’epoca) non solo al casino, ma anche alla strada.

    Non romanzo, ma ricostruzione storica (anche se dal tono dell’Autore si intuisce una qual certa partecipazione emotiva), qualcuno dice un po’ frammentata dai brevi capitoli, che personalmente mi vanno benissimo.
    Il ritratto che ne viene fuori è quello di un ragazzo intelligente, dotato per le lingue, in grado di studiare chimica e fisica (così lontane) indeciso in molte cose della vita, ma non in quella dello scrivere ciò che sente e che gli urge dentro.
    Riuscirà a raggiungere la pacificazione solo una volta chiuso in manicomio (questa volta per tempo indefinito), arrendendosi alla malattia, smettendo di scrivere e pensare poesia. Il solo divertimento resta la masturbazione.

    Poi muore e un po’ alla volta diventa Dino Campana, quello dei Canti orfici.

    1994

    ha scritto il 

  • 4

    "Essere un grande artista non significa nulla: essere un puro artista ecco ciò che importa."

    Alcuni mesi fa, leggendo "L'acustica perfetta" di Daria Bignardi, mi imbatto nel personaggio di Dino Campana e nel libro di Vassalli che racconta della sua vita, e mi si presentano entrambi - libro e ...continua

    Alcuni mesi fa, leggendo "L'acustica perfetta" di Daria Bignardi, mi imbatto nel personaggio di Dino Campana e nel libro di Vassalli che racconta della sua vita, e mi si presentano entrambi - libro e personaggio - avvolti in un alone di mistero e di magia.

    In realtà questo libro è un lavoro assolutamente scientifico, una indagine che ricostruisce la vicenda artistica e umana di Dino Campana: lascia poco spazio per l'invenzione e il romanzato, riporta invece attentamente documenti e testimonianze e laddove mancano i documenti si limita a motivare le spiegazioni più logiche e plausibili. Non mi aspettavo certo un romanzo vero e proprio ma comunque mi immaginavo qualcosa dai toni un po' meno processuali. Vassalli pare invece mettere sotto accusa - e neanche tanto velatamente - tutti coloro che hanno contribuito allo smarrimento di Campana: la famiglia tutta, gli insegnanti, i letterati e i critici, la Aleramo, gli editori, gli psichiatri e i medici, "e poi ancora gli affossatori senza nome, i mentitori senza scopo, i denigratori disinteressati…". A causa di questa istruttoria, egli sarà poi a sua volta messo sotto accusa per attentato al mito, per aver cercato di smontare la vecchia leggenda del genio-pazzo. In questo derby, io sto decisamente dalla parte di Vassalli.
    Questa biografia è erudita, piacevole e scorrevole tuttavia la struttura in brevi capitoli, con molti incisi, note ed interruzioni, rende la lettura piuttosto sfuggente, ed in effetti quell'alone di magia che avevo acciuffato per la coda nel libro della Bignardi, qui mi è decisamente sfuggito.

    Ancor più della figura di Dino Campana, riguardo il quale molti documenti sono andati smarriti o distrutti così pure come tanti suoi scritti, quel che emerge nitidamente da questa lettura è la figura dell'Italia tra la fine del XIX sec e l'inizio del XX sec, con gli usi e i costumi, i circoli e i caffè e le riviste, le stazioni, le vetture di posta e le prime automobili. Si staglia nitida anche l'immagine di Marradi, un paese come tanti altri lungo la dorsale appenninica, dislocati nei pressi dei valichi o lungo percorsi di cui oggi si è persa la memoria, un tempo erano luoghi di confine tra due o più stati, importanti centri di passaggio e di smistamento di cose e persone. Oggi resta solo qualche sporadico turista che si ferma nell'unico bar-trattoria-albergo, collocato nell'edificio che un tempo fu la antica stazione di posta, e restano solo le pietre ad esprimere la muta perplessità per la repentina desertificazione, le pietre non lo sanno che laggiù in fondo alla valle scorre l'autostrada con i TIR incolonnati. "Prima che l'Italia diventasse un unico circuito automobilistico, dalle Alpi all'estremità della Sicilia, la gente ancora si parlava."

    Discorso a parte merita il tema del manicomio, per il quale Dino Campana può essere una specie di reality-réclame, visto che ne è entrato e uscito più volte: il manicomio in Italia è stato impiegato come efficace alternativa tra il carcere vero e proprio - non comminabile a chi di fatto non ha commesso reato - e una famiglia che spesso e volentieri non intende farsi carico di un proprio membro il più delle volte solo bisognoso di aiuto oppure di uno stravagante mal sopportato. Ancora oggi capita di sentire, tra i discorsi da bar della gente amareggiata per l'andazzo generale, che gli odierni eccessi di micro-criminalità sono effetto della legge Basaglia.

    Dunque Campana come Van Gogh, come Ligabue e come tanti altri che per avere avuto una particolare sensibilità nei confronti del mondo e della natura che li circonda sono stati presi per matti o - nella migliore delle ipotesi - per degli strambi. Questo a dire il vero accade molto spesso ancora oggi, nella nostra società così omologante che se una persona si apparta dal branco per stare con un libro o con uno strumento musicale o anche solo per stare con la natura, il minimo che deve aspettarsi è di esser derisa; se uno vuole tenere qualcosa per sé e non sente il bisogno di sbandierarlo in piazza (principalmente la piazza virtuale…) viene subito guardato con sospetto.

    La notte del passaggio della cometa di Halley nel Maggio 1910 è stata un momento di follia collettiva e di collettiva ispirazione, e Vassalli la descrive in modo molto suggestivo. L'intera vita di Campana è stata così, come una folle cavalcata in groppa a questa stessa cometa, una vita di disperazione e ispirazione al tempo stesso. Suggestiva è anche l'idea esposta da Vassalli secondo il quale a ogni passaggio della stella corrisponde il passaggio sulla terra di un vero Poeta, uno ogni 76 anni. Ricordo vagamente il passaggio della cometa di Halley nel 1986: ovviamente la cometa in sé non l'ho vista per niente, ma mi ricordo che a forza di sentirla nominare in televisione e nei discorsi della gente, e poi con questo nome intrigante e avvincente come un personaggio da cartone animato, alla fine questa benedetta cometa di Halley è diventata uno degli elementi fissi nei fantasiosi giochi tra me e mia cugina. E intanto chissà dov'era il nuovo Poeta atteso da Vassalli, e ora sotto quale ponte o in quale call-center starà rimuginando versi dedicati al cielo e invettive dedicate al mondo…

    ha scritto il 

  • 4

    Un magistrale viaggio nel mondo e nella mente di Dino Campana, con aneddoti inediti, ricerche minuziose, testimonianze e narrazioni. Il ritratto di un poeta che viene svelato con dolcezza, senza lasci ...continua

    Un magistrale viaggio nel mondo e nella mente di Dino Campana, con aneddoti inediti, ricerche minuziose, testimonianze e narrazioni. Il ritratto di un poeta che viene svelato con dolcezza, senza lasciare nulla al romanticismo ma offrendo al lettore la storia di una vita.

    ha scritto il 

  • 0

    Traslazioni dell’anima che attraversano soggetto e oggetto di una narrazione che è romanzo, saggio, biografia, testimonianza di un comune sentire condiviso. Sebastiano Vassalli ci conduce qui in una a ...continua

    Traslazioni dell’anima che attraversano soggetto e oggetto di una narrazione che è romanzo, saggio, biografia, testimonianza di un comune sentire condiviso. Sebastiano Vassalli ci conduce qui in una affermazione di storie, di parole, di vita. La vita di Dino Campana come strumento di analisi di tutto un mondo letterario, di un universo culturale e umano fatto di sofferenze, affermazioni di intenti, estraneità e odio e amore per la parola scritta, per il racconto di una vita che diviene resoconto e paradigma della difficile affermazione di un autore che trasforma la vita stessa in oggetto di poesia, in rimarcata affermazione di una condivisione di sentimenti che trasfigurano il presente in un eternità di emozioni.
    Quasi inesplicabile e tragica la vita di Dino Campana, vita che è via crucis fatta di stazioni di dolorosa estrinsecazione di passioni che vedono nella poesia lo strumento ultimo di affermazione di un io che conosce il proprio valore, valore rigettato da un insieme di camarille letterarie che tanto (troppo) hanno avuto peso nella costruzione della identità forse mai completa di una nazione altrettanto incompleta, di quella incompletezza che nasce da un Risorgimento imperfetto e prosegue in una giolittiana e fascistizzante ulteriore incompletezza funesta i cui presagi sono ancora oggi viventi in una mai conclusa definizione di comunità.
    Dino Campana quindi come paradigma ultimo e definitivo, incarnazione suo malgrado di un divenire che solo un autore come Sebastiano Vassalli, egli stesso soggetto e oggetto di sofferenze di vita e di parola, poteva descrivere nella creazione di una storia imprescindibile e unica.
    Tante sono in questo libro le tangenti a una storia che non è solo quella di un uomo, ma di una nazione intera, nel suo insieme angoscioso di infinite contraddizioni. La notte della cometa va intesa come lasciapassare estremo di analisi umane, culturali, storiche, politiche, come diario di un anima che è quella di una intera collettività che non ha ancora trovato, non ha forse mai cercato, quel punto di equilibrio cha la potrebbe forse far rinascere dalle macerie di una storia che ha sempre sprecato i suoi talenti.
    http://nottedinebbiainpianura.blogspot.it/2014/09/la-notte-della-cometa-il-romanzo-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    il poeta dimenticato e pazzo

    Bella ricostruzione di Vassalli, meticolosa, della vita del poeta Dino Campana, della sua "pazzia", del suo ambiente e la sua famiglia, della sua relazione con Sibilla Aleramo. Vassalli la scrive bene ...continua

    Bella ricostruzione di Vassalli, meticolosa, della vita del poeta Dino Campana, della sua "pazzia", del suo ambiente e la sua famiglia, della sua relazione con Sibilla Aleramo. Vassalli la scrive bene (come sempre), e con passione.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppe rapide certezze questo Vassalli sulla breve vita di un uomo incerto e prestissimo disperso a se stesso quanto agli altri. O forse troppo amore, questo Vassalli, per un uomo che ne conobbe davve ...continua

    Troppe rapide certezze questo Vassalli sulla breve vita di un uomo incerto e prestissimo disperso a se stesso quanto agli altri. O forse troppo amore, questo Vassalli, per un uomo che ne conobbe davvero poco. "Ma se anche Dino non fosse esistito io ugualmente avrei scritto questa storia e avrei inventato quest'uomo meraviglioso e 'mostruoso', ne sono assolutamente certo. L'avrei inventato così".
    Il libro non mi è piaciuto, ma la tenera scintilla che lo ha generato, moltissimo.

    ha scritto il 

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