La passione di Artemisia

Di

Editore: Neri Pozza

4.0
(1817)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Spagnolo , Turco , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8873058876 | Isbn-13: 9788873058878 | Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Traduttore: Francesca Diano

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"La passione di Artemisia" narra dell'incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell'arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell'amore e dell'esistenza.
Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l'onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l'umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.
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    La passione di Artemisia ... un romanzo senza passione. Sicuramente interessante da un punto di vista storico, un modo piacevole per conoscere una donna, una pittrice che ha sfidato la società del suo ...continua

    La passione di Artemisia ... un romanzo senza passione. Sicuramente interessante da un punto di vista storico, un modo piacevole per conoscere una donna, una pittrice che ha sfidato la società del suo tempo, tuttavia la narrazione, seppur in prima persona, mi è sembrata un po' fredda: anche quando lei parlava della sua passione per la pittura e di tutto ciò a cui ha dovuto rinunciare per coltivarla, non sentivo il suo trasporto, la sua gioia o il dolore delle rinunce. Insomma, non mi ha preso!

    ha scritto il 

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    Una grande donna

    Ho terminato questo libro con la consapevolezza che è uno di quei libri che non si dimenticano. Artemisia, prima pittrice riconosciuta e celebrata nella storia dell'arte, è una donna forte, determinat ...continua

    Ho terminato questo libro con la consapevolezza che è uno di quei libri che non si dimenticano. Artemisia, prima pittrice riconosciuta e celebrata nella storia dell'arte, è una donna forte, determinata, audace per i suoi tempi e, soprattutto, capace di seguire e improntare tutta la sua vita su una passione, la pittura, anche a costo di grandi sacrifici. Stuprata dal suo maestro, subisce l'umiliazione di un pubblico processo ed e' costretta ad un matrimonio riparatore.Sara' nella pitttura che troverà la forza per ribellarsi e rialzarsi, tanto da essere la prima donna ad essere ammessa all'accademia di Firenze (il grido "brava!" è davvero emozionante). Mi sono piaciuti molto anche altri personaggi dentro la storia, alcuni storici come Galileo, Cosimo, e altri romanzati come suor Graziella, che ha davvero toccato le corde del mio cuore. infine ho apprezzato la tematica del rapporto madre figlia e il messaggio che i figli devono seguire la loro strada e non possono replicare la nostra...Mi ha fatto soffrire ma alla fine emozionare il rapporto che fin dalle prime pagine si rivela conflittuale tra Artemisia e suo padre Orazio, pittore e primo grande maestro. Un conflitto che si snoda lungo le pagine del romanzo fino a dipanarsi, perché in fondo sono due anime gemelle accomunate dalla stessa passione...consigliato a quanti non l'hanno ancora letto!

    ha scritto il 

  • 3

    libro scorrevole ma forse in alcuni punti un po' "troppo rosa".
    Sicuramente Artemisia Gentileschi è stato un personaggio di rottura per l'epoca ma devo dire che in alcuni punti del libro mi sembra che ...continua

    libro scorrevole ma forse in alcuni punti un po' "troppo rosa".
    Sicuramente Artemisia Gentileschi è stato un personaggio di rottura per l'epoca ma devo dire che in alcuni punti del libro mi sembra che il personaggio così come l'autrice lo fa parlare sia troppo "moderno"..alcuni dialoghi forse sono irreali.
    è sicuramente apprezzabile il fatto che ci sia un po' di storia.

    ha scritto il 

  • 4

    un romanzo godibile che si arricchisce del fascino dell'arte e dell'intensa vita della protagonista. è stato un modo piacevolissimo per avvicinarmi alla pittura di una pittrice che, confesso, conoscev ...continua

    un romanzo godibile che si arricchisce del fascino dell'arte e dell'intensa vita della protagonista. è stato un modo piacevolissimo per avvicinarmi alla pittura di una pittrice che, confesso, conoscevo soltanto di nome

    ha scritto il 

  • 0

    Consigliato

    L'amore per l'arte è descritta attraverso una dura esperienza di vita. Il libro guida non solo alla scoperta delle opere di Artemisia gentileschi , ma sollecita approfondimenti sugli altri artisti ci ...continua

    L'amore per l'arte è descritta attraverso una dura esperienza di vita. Il libro guida non solo alla scoperta delle opere di Artemisia gentileschi , ma sollecita approfondimenti sugli altri artisti citati nel libro e non sempre noti ai più .

    ha scritto il 

  • 4

    stupendo

    una grande storia costruita intorno ad un grande personaggio femminile. una forza ed una dignità che crescono ad ogni pagina, l'anore per l'arte che supera ogni altra cosa. ho amato Artemisia fin dall ...continua

    una grande storia costruita intorno ad un grande personaggio femminile. una forza ed una dignità che crescono ad ogni pagina, l'anore per l'arte che supera ogni altra cosa. ho amato Artemisia fin dalle prime righe, ho sofferto e gioito per lei e mi auguro che dopo la morte di suo padre sia riuscita a vivere meglio e senza quei freni socio-emotivi che si era imposta per difendersi dal mondo. consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 0

    passione e rabbia

    Romanzo biografico di una donna che si è ribellata, per quanto possibile, al solito mondo maschile. Forse a noi donne farà venire un pó di rabbia .

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che ha fatto vibrare ogni mia più piccola corda dell'anima, un ritratto storico che contiene tutto il sentimento di una vita umana spesa tra la passione dell'Arte e della Vita, che nella figu ...continua

    Un libro che ha fatto vibrare ogni mia più piccola corda dell'anima, un ritratto storico che contiene tutto il sentimento di una vita umana spesa tra la passione dell'Arte e della Vita, che nella figura di Artemisia Gentileschi si traduce in amore e consapevolezza di se stessa.
    La Vreeland dipinge il suo quadro come se ritraesse dal vivo ogni personaggio, talmente vive e realistiche sono le sue pennellate; riesce a cogliere il sentire di una donna vissuta in tempi in cui essere artista era coraggioso tanto quanto essere donna.
    Un romanzo che avvicina all'arte, che fa venire voglia di osservare da vicino un dipinto fantasticando su ogni mano di colore, su ogni ora spesa sulla tela dentro una stanza illuminata soltanto da candele o al chiarore di una finestra. Un romanzo che fa venire voglia di dipingere e sentirsi animati da quella stessa passione che, sola, può dare senso a una vita.

    "Devi usare le tue emozioni e dipingere con il sangue, se necessario, per scoprire e comprovare la verità della tua visione".

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che consiglio, soprattutto a chi ama l'arte e apprezza storie di protagonisti forti contro le avversità. Inoltre è un ritratto abbastanza accurato della condizione femminile nell'Italia del S ...continua

    Un libro che consiglio, soprattutto a chi ama l'arte e apprezza storie di protagonisti forti contro le avversità. Inoltre è un ritratto abbastanza accurato della condizione femminile nell'Italia del Seicento. Potete leggere la mia recensione qui: http://foxyisland.altervista.org/la-passione-di-artemisia/

    ha scritto il 

  • 5

    Per accostarsi a questo romanzo, bisogna scindere la figura storica di Artemisia Gentileschi come pittrice italiana di fine Cinquecento - prima metà del Seicento dal personaggio di Artemisia che ci pr ...continua

    Per accostarsi a questo romanzo, bisogna scindere la figura storica di Artemisia Gentileschi come pittrice italiana di fine Cinquecento - prima metà del Seicento dal personaggio di Artemisia che ci propone il romanzo. Questo perchè le vicende biografiche sono diverse, come ci annuncia l'autrice stessa nelle note introduttive, quando afferma che un romanzo storico deve essere "fedele ai fatti solo nella misura in cui i fatti possano fornire un intreccio credibile." Insomma, non è una biografia e non pretende di essere tale: è piuttosto un romanzo che vuole descrivere Artemisia Gentileschi come donna, come pittrice, servendosi solo di alcuni fatti della sua vita.
    Altra piccola nota: cercherò di linkarvi le immagini di tutti i dipinti di Artemisia e delle opere che nominerò nella recensione, perchè credo che leggere il libro conoscendo le opere che descrive sia importante.
    Fatta questa premessa, il romanzo è interessante, anche se si notano alcune piccole incongruenze (come quando Artemisia trascina la figlia davanti alla sua prima Giuditta che uccide Oloferne, per dirle in maniera piuttosto cruda cosa le è successo durante il processo e come abbia dipinto quel quadro anche col sangue: una scena molto intensa, se non fosse che è stato detto poco prima che il quadro è stato venduto...) e alcune riflessioni di Artemisia donna che cozzano parecchio con la società in cui vive, e presumibilmente con l'educazione che ha ricevuto. Si sente, secondo me, che alcuni pensieri, anche se è verosimile che Artemisia li abbia avuti, siano più dell'autrice che del suo personaggio.
    Il romanzo si apre sulle figure di Artemisia e di suo padre, che si recano ad una delle udienze del processo per stupro che Orazio Gentileschi intraprese contro Agostino Tassi, pittore e suo collaboratore che stuprò ripetutamente la giovane Artemisia e rifiutò il matrimonio riparatore (di questo processo sono disponibili numerosi testi che ne riportano gli atti e le testimonianze). E' una parte molto vivida del romanzo, anche grazie alla narrazione in prima persona, in quanto è l'udienza in cui Artemisia viene sottoposta alla Sibilla, uno strumento di tortura che le danneggerà per sempre la base delle dita. E' qui che si sentono alcuni dei primi pensieri più dell'autrice che del personaggio, secondo me: trovo un po' inverosimile che una donna degli inizi del Seicento possa tranquillamente rispondere ad un giudice "devo forse difendere l'onore di mia madre?" mentre è sotto tortura (proprio per il tipo di società in cui vive). Ad ogni modo, la scena è condotta abbastanza bene (anche se la si può apprezzare solo se non si ha già letto nulla riguardo a questo processo, in quanto è una parte ricca di invenzione e con poche verità storiche), e si iniziano anche a vedere le prime crepe del rapporto padre-figlia, rapporto che si incrina sempre più ad ogni umiliazione che la pittrice subisce per difendere la sua reputazione e che si rompe definitivamente il giorno del verdetto e della ridicola pena contro Tassi, e poi con il matrimonio di convenienza che Orazio riesce a ottenere per sua figlia. Marito della protagonista sarà quindi Pietro Stiattesi, un pittore fiorentino che porterà Artemisia nella città di Firenze.
    E' molto bella la descrizione delle bellezze artistiche di Firenze, e si può notare l'attenzione a non creare anacronismi. E' ben descritto il rapporto con il marito, anche se c'è uno stacco troppo netto tra l'uomo che Artemisia ci descrive all'inizio con quello che vediamo dopo, quando Artemisia inizia a lavorare per Michelangelo il Giovane (anche grazie a una raccomandazione di suo padre) e poi per i Medici, ottenendo uno dei successi più fulgidi della sua carriera: essere la prima donna ad essere ammessa come pittrice all'Accademia di Firenze. Anche qui, però, le vicende storiche vengono un pochino piegate a favore dell'intreccio: mentre si ritiene che l'immagine commissionata ad Artemisia da Michelangelo il Giovane, l'Allegoria dell'Inclinazione, sia una raffigurazione di Artemisia stessa (in origine, la figura era completamente nuda) e dia quindi un'interpretazione più affascinante al dipinto, come fosse realizzato da una donna conscia della sua bellezza e del suo talento che si immortala in Casa Buonarroti, nel romanzo vediamo la pittrice recarsi all'Accademia per avere una modella, dove trova Vanna, una donna che poi si rivelerà un'amante di suo marito. Il romanzo lascia intendere che sia stata la generosità di Artemisia a lasciare che anche il marito usasse Vanna come modella a creare la relazione extraconiugale, lasciado però poi ad intendere che Pietro aveva numerose amanti prima e dopo il matrimonio: altra incongruenza, secondo me, che prima ci presenta un uomo fantastico e poi un uomo piccolo, invidioso dei successi della moglie e del suo maggiore talento, e abituato a scommettere sui cavalli e avere numerose donne (alla fine, Artemisia dice a suo padre che anche la sua dote è servita a pagare le amanti di Pietro) con uno stacco troppo netto che la sola ammissione di Artemisia all'Accademia non spiega molto.
    Artemisia poi viene convocata a Genova per una serie di dipinti, commissionati da un mercante: lascia quindi il marito e porta con sè la figlia, Palmira, che cercherà sempre (senza successo) di avviare alla pittura. A Genova ritrova un po' del successo che a Firenze non aveva più, ma la lascia dopo un anno per recarsi a Venezia, poi a Roma (dove però subisce cocenti umiliazioni per via della sua reputazione di "puttana") e poi a Napoli, dove lascia la figlia sposata e parte per l'Inghilterra, dove incontrerà il padre, lavorerà con lui e lo assisterà nel momento della morte, perdonandolo per i torti che le ha fatto (soprattutto riguardo al suo stupro). Anche qui, gli spostamenti descritti nel romanzo non corrispondono a quelli dell'Artemisia storica.
    Che dire. Artemisia è un personaggio ben approfondito, ben descritto, soprattutto quando l'autrice descrive quello che la pittrice prova di fronte alle opere altrui o nel creare le proprie (anche nell'ideazione stessa, nella valutazione di come fare qualcosa che sia proprio e non una mera imitazione). Manca un po' l'approfondimento psicologico degli altri personaggi: del padre Orazio, del marito Pietro, della figlia Palmira, delle suore Paola e Graziella che pure sembrano importanti, dell'amicizia con Galilei e con Michelangelo in Giovane, e delle relazioni tra queste persone e Artemisia. Alla fine rimane di loro un'impressione piuttosto negativa, soprattutto della figlia, descritta come vanesia e superficiale perchè non ha l'empatia della madre. Le interpretazioni che l'autrice dà dei dipinti sono interessanti, ma troppo spesso la nascita di questi dipinti, la loro realizzazione, il rapporto di Artemisia con loro (soprattutto con i primi, più cruenti e violenti) vengono piegati alle necessità di un intreccio che spesso è frutto di invenzione.
    In definitiva è un buon romanzo, e in certi tratti par di sentire l'odore della pittura. Ma personalmente avrei apprezzato qualcosa di più realistico, perchè credo che ai tempi essere una donn
    a pittrice fosse difficile, ma lo fosse ancora di più essere una donna pittrice con la reputazione di puttana per aver subito uno stupro. E' effettivamente difficile separare il personaggio dalla figura storica, perchè la sua arte ci è ancora davanti agli occhi e possiamo percepirne la grandezza, così come percepiamo la grandezza della Roma, della Firenze di inizio Seicento, come percepiamo la sontuosità dei ricevimenti, la vividezza delle descrizioni che pure sono un punto di forza. In alcuni momenti, come nella realizzazione dell'Allegoria dell'Inclinazione, la libertà che si è presa l'autrice pare togliere fascino a una grande figura di donna e di artista: mi sarebbe piaciuto leggere di Artemisia, incinta, che si dipinge nuda e bellissima come simbolo dell'inclinazione per le arti, perchè celebrerebbe se stessa nel momento in cui sta per raggiungere un enorme successo, in cui la sua femminilità si esprime al massimo, in cui riesce a vivere la sua bellezza senza legarla alla violenza subita. Sarebbe stato psicologicamente interessante, a mio avviso. Una nota a favore è sicuramente l'interpretazione della Lucrezia, la donna romana che in seguito allo stupro si suicida: è un momento in cui l'artista diventa donna, ridiventa bambina che subisce lo stupro e durante il processo, rendendosi conto di quanto poco verrà difesa dal padre, medita di uccidersi. Questa Lucrezia è una sorta di inno alla dignità di tutte le donne che, in una società di uomini, comandata da uomini, subiscono stupri e diventano puttane. Quel momento così dipinto, così descritto nel libro è veramente forte.
    In conclusione, da leggere ma da prendere con le pinze.

    ha scritto il 

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