La pazienza del ragno

Di

Editore: Mondolibri

4.0
(3490)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000025641 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
“Può un omo, arrivato oramà alla fine della so carriera, arribillarsi a uno stato di cose che ha contribuito a mantiniri?” Il commissario Montalbano sente il peso degli anni. E della solitudine. Si intenerisce, mentre cerca le parole e i gesti che lo nascondano agli altri; le parole che facciano barriera. Ascolta la voce di dentro. Si interroga: “Era solo un omo che aveva un personale criterio di giudizio supra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. E certe volte quello che lui pinsava giusto arrisultava sbagliato per la giustizia. E viceversa. Allura, era meglio esseri d’accordo con la giustizia, quella scritta supra i libri, o con la propria cuscienza?” Il dilemma è da tragedia greca. Ma qui, nella malinconia e negli addolcimenti pudichi di una maturità giunta quasi al consuntivo, non l’eccezionalità dell’eroe, importa; ma l’integrità di un individuo normale, che gli adempimenti dell’ufficio mette in rapporto con la falsità “politica”, con la personale ricerca della franchezza, e con l’accertamento (se non pubblico, almeno privato) della verità. Montalbano si confronta pure con le convenzioni romanzesche del genere giallo. Per sottrarsi al “mestiere”: moralista senza moralismi, vulnerato dalla ingiustizia e dalla “libertà” di rapina governativamente legalizzata e accasata; e investigatore in servizio straordinario nel romanzo, che metaforiche “ferite”, date o ricevute, fa pulsare nel non detto delle emozioni e nel clamore dello scandalo. La pazienza del ragno è un giallo anomalo. Senza “delitto” e spargimenti di sangue. A meno che delitto cruento non venga considerato lo splendore di vite costrette a consumarsi e a sprecarsi nell’odio. Nell’attesa di una catarsi che, accompagnata dalla solidale e indulgente compassione di Montalbano, metta in calma le coscienze e le riposizioni nel gioco delle parti: dopo che l’agitazione “teatrale” della “ragnatela”, pazientemente tessuta nell’odio, ha esaurito la funzione strategica di “menzogna” che sulla scena ha portato, irretendolo, il vero colpevole. Camilleri sorprende ancora una volta. E si rinnova. Con questo trepido romanzo dai tempi alternati e dialoganti.
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    La forza dell'opinione pubblica

    L’ho fatto macari pi mia, pirchì non è giusto che ci sia sempri chi patisce e chi godi al prezzo del patimento dell’altri e col favore della cosidetta liggi , chi è intoccabile, chi ha gli appoggi, c ...continua

    L’ho fatto macari pi mia, pirchì non è giusto che ci sia sempri chi patisce e chi godi al prezzo del patimento dell’altri e col favore della cosidetta liggi , chi è intoccabile, chi ha gli appoggi, che ha l’ipocrisia di voler sembrare in pubblico molto migliore di quello che è davvero e, ad esempio, farsi anche eleggere, e purtroppo viene creduto; e chi patisce magari ogni tanto lo pensa, se solo si potesse squarciare quel velo di ipocrisia e menzogne, se solo tutti potessero vedere chiaramente lo sporco che c’è dietro le apparenze…l’opinione pubblica si indignerebbe? L’ingiustizia finirebbe?
    Un caso di coscienza per Montalbano.

    ha scritto il 

  • 4

    Costruzione quasi perfetta, proprio come una ragnatela. Bello anche perché consolatorio (e inverosimile?), con il furbo e potente di turno che una volta tanto nella tela del ragno ci lascia le penne. ...continua

    Costruzione quasi perfetta, proprio come una ragnatela. Bello anche perché consolatorio (e inverosimile?), con il furbo e potente di turno che una volta tanto nella tela del ragno ci lascia le penne. Camilleri/Montalbano come d'abitudine non si risparmia stoccate d'indignazione per chi i furbi li protegge e li fa prosperare, ma il potere si prende la sua rivincita mettendolo da parte. Stanco e abbattutto dall'etá che avanza e dai postumi di una sparatoria, il commissario è però il vincitore morale, unico a intuire la verità e a decidere secondo coscienza. Camilleri sempre bravo, ma non troppo, per non rischiare di allontanare i lettori, già intimiditi dall'uso sapiente di una lingua che rimanda al dialetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il miglior romanzo di Montalbano (fin qui)

    Sto leggendo (cronologicamente) i libri della serie di Montalbano e devo dire che questo La pazienza del ragno mi è sembrato nettamente il migliore tra i romanzi dedicati al commissario siciliano (ho ...continua

    Sto leggendo (cronologicamente) i libri della serie di Montalbano e devo dire che questo La pazienza del ragno mi è sembrato nettamente il migliore tra i romanzi dedicati al commissario siciliano (ho molto apprezzato anche le raccolte di racconti Gli arancini e Un mese con...), in particolare perché qui il personaggio di Montalbano mi sembra bene a fuoco e che il caso sia ben congegnato - anche se relativamente semplice.
    Forse quello che più mi ha convinto rispetto agli altri romanzi però è stato quel tocco di realismo e quel tanto di spessore psicologico in più rispetto al solito (penso alle prime pagine, alla decisione - molto bella e giusta da parte dell'autore - di non far passare come se niente fosse l'esperienza di aver ucciso un uomo...).
    Poi alla fine do (quasi) sempre 4 stellette a Camilleri per il divertimento e per la piacevolezza della lettura (...anche questo l'ho letto in un battibaleno).

    ha scritto il 

  • 4

    La pazienza del ragno

    Questo è il primo libro di Camilleri che leggo e sicuramente non sarà l'ultimo.
    Sono sempre stata restia ad affrontare il Camilleri libresco nonostante avessi visto tutti gli episodi di Montalbano sia ...continua

    Questo è il primo libro di Camilleri che leggo e sicuramente non sarà l'ultimo.
    Sono sempre stata restia ad affrontare il Camilleri libresco nonostante avessi visto tutti gli episodi di Montalbano sia giovane che meno giovane. Mi blccava il fatto che scrivesse in siciliano...ma a causa di una sfida anobiana, quella dei consigli di lettura, finalmente l'ho preso in mano e l'homletto...e mi ha conquistata..il fattore lingua è facilmente superabile, complice anche la mia conoscenza della serie TV (l'ho praticamente imparata a memoria), ma ovviamente il romanzo scritto va ben oltre quello che vediamo in tv...in questo romanzo troviamo un montalbano più umano e più incline a lasciarsi andare ai sentimenti..la trama è ben scritta e molto intrigante, e per nulla scontata. Ti fa immergere nell'atmosfere siciliane con la descrizione di paesaggi unici nel loro genere. Simpaticissima la figura di Catarella ma anche Fazio e Augello fanno la loro figura, anche se in questo romanzo il protagonista assoluto è lui, Montalbano. A questo romanzo assegno 4 stelline!

    ha scritto il 

  • 4

    Un Montalbano anomalo: non ci sono morti ammazzati ma un rapimento, e il protagonista è sempre più incline a lasciarsi andare a momenti di vera e propria commozione. Tanto lui è sempre più amabile ta ...continua

    Un Montalbano anomalo: non ci sono morti ammazzati ma un rapimento, e il protagonista è sempre più incline a lasciarsi andare a momenti di vera e propria commozione. Tanto lui è sempre più amabile tanto Livia diventa sempre più difficile da sopportare

    ha scritto il 

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    Convalescente dopo essere stato ferito in una sparatoria e amorevolmente assistitito da Livia, il commissario Montalbano rientra momentaneamente in servizio per occuparsi del sequestro di una ragazza, ...continua

    Convalescente dopo essere stato ferito in una sparatoria e amorevolmente assistitito da Livia, il commissario Montalbano rientra momentaneamente in servizio per occuparsi del sequestro di una ragazza, Susanna, la quale però non appartiene certo a un ricca famiglia: la madre è quasi moribonda e il padre vive solo di pensione.
    Inizialmente poi, le telefonate che richiedono il riscatto arrivano alla famiglia ma in seguito i rapitori fanno avere i loro messaggi direttamente alla tv, come se in realtà si rivolgessero a qualcun'altro. Come mai?
    Assistito da Francesco, fidanzato di Susanna, Montalbano indaga....

    Un romanzo intenso, psicologicamente approfondito in maniera molto precisa, con un titolo quanto mai azzeccata: è davvero una tela di ragno il caso con cui Montalbano e l sua squadra devono trattare stavolta, un piano talmente ben congegnato che nemmeno il nostro commissario stavolta avrebbe potuto risolvere senza il fondamentale (per quanto inconsapevole) aiuto di Livia, accorsa ad assisterlo dopo la sparatoria in cui era rimasto ferito nel romanzo precedente.
    Proprio la figura di Livia è centrale in questo romanzo, non solo perchè più presente fisicamente accanto al commissario rispetto agli altri libri, ma perchè le baruffe, i detti-non detti,le gelosie, la complicità, parlano di questa coppia non solo al lettore ma pure agli stessi personaggi, scavando dentro la loro storia. Mi sono davvero molto piaciute le scene in cui c'è anche Livia, proprio per questo...e azzardo una cosa: forse Camilleri avrebbe dovuto continuare in questo modo, rendendola gni tanto più presente nel corso della serie. Chissà cosa ne sarebbe venuto fuori?
    Tornando alla parte gialla, come da trama si tratta del rapimento di Susanna Mistretta, giovane studentessa universitaria figlia di una famiglia un tempo ricca, ma ora decaduta, cosa nota a tutti; per questo per lungo tempo non si spiega realmente il perchè del rapimento, e il lettore nonostante aggiunga un tassello dopo l'altro viene completamente sviato, come accade allo stesso commissario e ai colleghi, fino all'inatteso finale, davvero un sorprendente colpo di scena.
    In mezzo tanti personaggi tormentati e profondi: l'anziano padre di Susanna, la madre morente (presenza silenziosa e ormai fantasma ma significativa), lo zio medico e perfino lo zio ingegnere assente fisicamente ma sempre nominato, Francesco, picciotto che fa subito simpatia a Montalbano per la sua arguzia, scatenando in lui anche riflessioni sulla mancata paternità, e la stessa Susanna.
    Il tutto contornato dalle consuete abitudini del commissariato di Vigata: le porte sbattute da Catarella e i suoi strfalcioni al telefono, i battibecchi con Mimì, le prese per i fondelli al dottor Lattes ecc.
    A mio avviso uno dei romanzi più belli della serie.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei migliori libri che abbia per protagonista il commissario Montalbano. Ti regala sempre un paio d'ore di piacere nel sentirsi trascinati dai colori e sapori della Sicilia, in compagnia di questo ...continua

    Uno dei migliori libri che abbia per protagonista il commissario Montalbano. Ti regala sempre un paio d'ore di piacere nel sentirsi trascinati dai colori e sapori della Sicilia, in compagnia di questo simpatico personaggio.

    ha scritto il 

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    Convalescente dopo essere stato ferito in una sparatoria e amorevolmente assistitito da Livia, il commissario Montalbano rientra momentaneamente in servizio per occuparsi del sequestro di una ragazza, ...continua

    Convalescente dopo essere stato ferito in una sparatoria e amorevolmente assistitito da Livia, il commissario Montalbano rientra momentaneamente in servizio per occuparsi del sequestro di una ragazza, Susanna, la quale però non appartiene certo a un ricca famiglia: la madre è quasi moribonda e il padre vive solo di pensione.
    Inizialmente poi, le telefonate che richiedono il riscatto arrivano alla famiglia ma in seguito i rapitori fanno avere i loro messaggi direttamente alla tv, come se in realtà si rivolgessero a qualcun'altro. Come mai?
    Assistito da Francesco, fidanzato di Susanna, Montalbano indaga....

    Un romanzo intenso, psicologicamente approfondito in maniera molto precisa, con un titolo quanto mai azzeccata: è davvero una tela di ragno il caso con cui Montalbano e l sua squadra devono trattare stavolta, un piano talmente ben congegnato che nemmeno il nostro commissario stavolta avrebbe potuto risolvere senza il fondamentale (per quanto inconsapevole) aiuto di Livia, accorsa ad assisterlo dopo la sparatoria in cui era rimasto ferito nel romanzo precedente.
    Proprio la figura di Livia è centrale in questo romanzo, non solo perchè più presente fisicamente accanto al commissario rispetto agli altri libri, ma perchè le baruffe, i detti-non detti,le gelosie, la complicità, parlano di questa coppia non solo al lettore ma pure agli stessi personaggi, scavando dentro la loro storia. Mi sono davvero molto piaciute le scene in cui c'è anche Livia, proprio per questo...e azzardo una cosa: forse Camilleri avrebbe dovuto continuare in questo modo, rendendola gni tanto più presente nel corso della serie. Chissà cosa ne sarebbe venuto fuori?
    Tornando alla parte gialla, come da trama si tratta del rapimento di Susanna Mistretta, giovane studentessa universitaria figlia di una famiglia un tempo ricca, ma ora decaduta, cosa nota a tutti; per questo per lungo tempo non si spiega realmente il perchè del rapimento, e il lettore nonostante aggiunga un tassello dopo l'altro viene completamente sviato, come accade allo stesso commissario e ai colleghi, fino all'inatteso finale, davvero un sorprendente colpo di scena.
    In mezzo tanti personaggi tormentati e profondi: l'anziano padre di Susanna, la madre morente (presenza silenziosa e ormai fantasma ma significativa), lo zio medico e perfino lo zio ingegnere assente fisicamente ma sempre nominato, Francesco, picciotto che fa subito simpatia a Montalbano per la sua arguzia, scatenando in lui anche riflessioni sulla mancata paternità, e la stessa Susanna.
    Il tutto contornato dalle consuete abitudini del commissariato di Vigata: le porte sbattute da Catarella e i suoi strfalcioni al telefono, i battibecchi con Mimì, le prese per i fondelli al dottor Lattes ecc.
    A mio avviso uno dei romanzi più belli della serie.

    ha scritto il 

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