La penultima verità

Di

Editore: A. Mondadori (Piccola Biblioteca Oscar)

3.9
(698)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8804472057 | Isbn-13: 9788804472056 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vittorio Curtoni

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Uno dei temi prediletti di Dick è quello della guerra eterna: in questo romanzo un'umanità lemure non abita più la superficie della Terra, ritenendola contaminata, e si è rifugiata in bunker sotterranei. La lotta, in apparenza, continua lo stesso contro i robot che distruggono tutto ciò che vedono: ma è poi vero? C'è chi vuole andare a vedere come stanno le cose, e per farlo non esita a sfidare l'ignoto. Così, un uomo torna per la prima volta nel mondo di superficie e trova... "La penultima verità" è un caposaldo della produzione dickiana, uno dei suoi romanzi tuttora più forti e convincenti.
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    La nebbia può penetrare dall’esterno e giungere fino a te; può invaderti. Di solito veniva chiamata solitudine.

    «Mi sento orribile. Ci vuole la forza per costringermi a fare la cosa giusta.»

    Le trombe ...continua

    La nebbia può penetrare dall’esterno e giungere fino a te; può invaderti. Di solito veniva chiamata solitudine.

    «Mi sento orribile. Ci vuole la forza per costringermi a fare la cosa giusta.»

    Le trombe suoneranno e non i morti, ma i traditi risorgeranno.

    Ero convinto che “I simulacri” fosse il romanzo di Dick che maggiormente replicava le strutture e la psicologia del regime nazista. Ho dovuto ricredermi con questa storia in cui l’analisi psicologica dei personaggi è ulteriormente approfondita. Nel regime totalitario costruito, tanto per cambiare, a fin di bene, troviamo una serie di figure che vivono conflitti e sentimenti che le fanno somigliare a gerarchi nazisti: carrierismo e competizione, Schadenfreude anche nei confronti di apparenti amici, un attivismo sfrenato indispensabile per garantirsi la sopravviveva, il dilemma di quei personaggi che, nelle situazioni più oscure, si cerca di identificare come buoni; ovvero il dissidio interiore, i sensi di colpa, la consapevolezza di fare il male che non bastano per risolversi a fare diversamente.
    «Resta comunque dentro. Durante e dopo i dubbi. Continua ad averli… ma non si tira indietro.»

    Il mondo post-atomico è una desolazione: sui detriti che ricoprivano la superficie terrestre come gli sgraditi rimasugli di una festa sporca, gigantesca, psicopatica, piena di gente che aveva ballato tutta la notte fino a crollare al suolo. La desolazione non è solo quella della guerra, ma di una guerra che hanno fatto gli uomini, che hanno voluto gli uomini. Per quanto l’instaurazione del totalitarismo sia stato un processo lungo, progettato a tavolino con sistematicità tedesca (letteralmente), la base fondante, la legittimità viene unicamente dalla considerazione che gli uomini, lasciati a loro stessi, finiscono inevitabilmente per scegliere il male e distruggersi.
    «E lei sa che la gente si comporta sempre così.»
    «Stupidamente».

    Il mondo è popolato da veterani di guerra che sono robot, ma assomigliano fottutamente ai reduci delle guerre umane (o viceversa?): antisociali e impossibili da recuperare, pronti a scattare e a far esplodere la violenza per cui sono stati programmati (leggetevi le storie degli afgancy raccontate da Svjatlana Aleksievič nei “Ragazzi di zinco”).
    Riportare l’umano è la grande battaglia che si combatte, non dal basso, come tutte le rivoluzioni in cui gli oppressi non sono nient’altro che manodopera, ma tra fazioni di palazzo: si è entrati per fede, o cooptati, o infiltrandosi; fatto sta che si è dentro. E si è pertanto potenziali minacce per le altre fazioni e anche potenziali bersagli per la vendetta.

    Già. Perché in un mondo abituato alla menzogna, a una divisione sempre meno netta fra bene e male, scegliere con quale fazione stare può ridursi a individuare la soluzione peggiore – quella migliore non esiste, anche chi dice di avere un progetto di ‘bene’ non sembra una persona ‘buona’ – e contrastarla. Ammesso poi che sia possibile individuarla con un basso grado di incertezza.
    Chiunque fosse ‘necessario’ uccidere
    Eppure… questa regola, questa necessità, è sempre esistita, e per qualsiasi cosa che sia mai vissuta.

    E poi aspettarsi che chi verrà non sia necessariamente migliore: ci potranno essere, ci saranno, la storia umana ci dice che verosimilmente sarà così, esecuzioni, epurazioni… e poi?
    Da qualche parte, nel romanzo, si legge la parola caritas. È una buona opzione. Ma è un’opzione che non si realizza da sé. Bisogna per prima cosa volerla. Non è molto, ma è almeno un inizio.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo romanzo Dickiano, discreta caratterizzazione dei personaggi, ritmo narrativo discontinuo ma godibile e finale eccellente, punto di forza dell'intero romanzo. Apprezzabile anche dai lettori soli ...continua

    Ottimo romanzo Dickiano, discreta caratterizzazione dei personaggi, ritmo narrativo discontinuo ma godibile e finale eccellente, punto di forza dell'intero romanzo. Apprezzabile anche dai lettori solitamente avulsi ai prodotti dell'autore

    ha scritto il 

  • 4

    Che Dick sia uno dei più grandi autori di FS è indubbio, ma - specie dopo aver letto questo romanzo - penso che meriti di essere ritenuto uno scrittore d'eccezione, anche al di là dei limiti imposti d ...continua

    Che Dick sia uno dei più grandi autori di FS è indubbio, ma - specie dopo aver letto questo romanzo - penso che meriti di essere ritenuto uno scrittore d'eccezione, anche al di là dei limiti imposti dal "genere".
    Ne "La penultima verità" il mondo visionario di Dick diviene semplicemente lungimirante, perché ciò che nel 1964 - anno di pubblicazione del romanzo - era pura fantasia ci appare oggi assai prossimo alla realtà.
    Una società nella quale gli ultimi - ignari del loro ruolo - trascinano un'esistenza opprimente nei loro recinti sotterranei, mentre pochi, anch'essi tuttavia infelici, godono di immensi privilegi e della bellezza del pianeta. Un meccanismo perfetto, fondato sulla menzogna e sulla manipolazione della conoscenza: una società dello spettacolo ante litteram, nella quale il possesso degli strumenti di informazione dona un potere assoluto. Non è stupefacente?....

    ha scritto il 

  • 4

    "Siamo una razza dannata, si rese conto Adams. La Genesi ha ragione: c'è un marchio su di noi, il segno delle stimmate. Perché solo una specie dannata, marchiata e viziata userebbe le sue scoperte com ...continua

    "Siamo una razza dannata, si rese conto Adams. La Genesi ha ragione: c'è un marchio su di noi, il segno delle stimmate. Perché solo una specie dannata, marchiata e viziata userebbe le sue scoperte come stiamo facendo noi."

    ha scritto il 

  • 3

    Storia nota

    Una società post bellica sotterranea strettamente controllata e comandata dall'alto; la vita in superficie sulla terra distrutta da una guerra atomica in corso e all'apparenza quasi del tutto cessata. ...continua

    Una società post bellica sotterranea strettamente controllata e comandata dall'alto; la vita in superficie sulla terra distrutta da una guerra atomica in corso e all'apparenza quasi del tutto cessata. Tuttavia, nulla di quanto appare è conforme al reale stato delle cose.
    Sarà a causa dei molteplici film di fantascienza già visti o di altri libri simili già letti, ma un senso di implacabile déjà vu afferra il lettore. E poco importa che questo romanzo sia precedente rispetto a quasi tutti gli echi cine-letterari a cui la mente rimanda: non ostante si possa concedere al libro la genesi concettuale di ciò che è stato in séguito divulgato, è impossibile non rimanere parzialmente delusi da una trama che sa di già visto.

    ha scritto il 

  • 4

    Robot for dummies

    A causa della distruzione causata dalla terza guerra mondiale, gli esseri umani sono costretti a vivere sottoterra, coltivando l'hobby della costruzione di robot - robot for dummies - che possano prim ...continua

    A causa della distruzione causata dalla terza guerra mondiale, gli esseri umani sono costretti a vivere sottoterra, coltivando l'hobby della costruzione di robot - robot for dummies - che possano prima o poi andare alla luce del sole - si fa per dire - e combattere. L'unico problema è che la guerra è finita da tempo ... e i poveri esserti umani hanno fatto la muffa per niente! Ma non finisce qui, ovvio.

    In questo libro a parer mio c'è tutto il genio di Dick, certo non sarà il suo capolavoro, e chi lo mette in dubbio, ma è farcito di idee interessanti, velate peraltro da un lieve humor che al sottoscritto piace.

    Più di una volta vedendo in TV un film di fantascienza ho colto spunti presi dai romanzi di Dick, e in "La penultima verità" ce ne sono diversi a parer mio.

    ha scritto il 

  • 4

    In un'orrenda distopia dove la maggior parte della popolazione è costretta a vivere sottoterra mentre il pianeta è spartito fra i pochi che hanno il diritto alla superficie, Dick organizza una comples ...continua

    In un'orrenda distopia dove la maggior parte della popolazione è costretta a vivere sottoterra mentre il pianeta è spartito fra i pochi che hanno il diritto alla superficie, Dick organizza una complessa trama di intrighi politici ed economici che ha il sapore del giallo e del thriller. Grande romanzo.

    ha scritto il