La peste scarlatta

Di

Editore: La scuola

3.9
(382)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8835023351 | Isbn-13: 9788835023357 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Gabriella D'Anna

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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  • 3

    Credo che si possa chiamare libriccino anche se acquistato presso il Libraccio. In ogni caso, sono 80 pagine, che nel viaggio A/R sul regionale veloce Firenze-Bologna, si leggono tutte e avanza temp ...continua

    Credo che si possa chiamare libriccino anche se acquistato presso il Libraccio. In ogni caso, sono 80 pagine, che nel viaggio A/R sul regionale veloce Firenze-Bologna, si leggono tutte e avanza tempo per scrivere una recensione. Il fatto è che non c'è tantissimo da dire: io credo che si legga per svagare, imparare, sapere, divertirsi o migliorare se stessi. A mio parere, questo racconto non adempie a nessuna di queste missioni. Tuttalpiù si possono tributare i meritati onori a jack London, lo scrittore, che ha saputo vedere piuttosto bene nel futuro, inaugurando un filone che nel tempo è diventato ricco e importante. Tutti quelli che hanno scritto dopo hanno sicuramente dovuto fare i conti con questa peste scarlatta. Per gli sventurati che hanno subito il contagio, i sintomi sono un arrossamento improvviso della pelle, soprattutto del viso, come dopo un bacio prolungato con un uomo mal rasato. Dopo di che, intorpidimento degli arti, cominciando dai piedi e, via via, su a salire. Quando la stanchezza arriva all'altezza del cuore, sopraggiunge la fine come una liberazione. Se si è lettori, c'è da dire che il libro finisce prima che diventi doloroso e si inizi a soffrire.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo del futuro post-catastrofe dipinto qui da Jack London anticipa largamente l’ambientazione che farà da scenario in diversi altri libri di fantascienza di questo genere che ne sono seguiti e ch ...continua

    Il mondo del futuro post-catastrofe dipinto qui da Jack London anticipa largamente l’ambientazione che farà da scenario in diversi altri libri di fantascienza di questo genere che ne sono seguiti e che specialmente oggi godono di particolare successo.
    Il che ne fa senz’altro motivo di interesse e modo di apprezzare le grandi capacità di visione e di narrazione di uno dei grandi padri della letteratura moderna, appartenente all’indiscutibile cerchia dei classici. Qui il racconto è piuttosto breve, e alla fine ne è chiaro l’intento apologetico: anche dopo la catastrofe la razza umana sembra destinata a rifondarsi sulle stesse premesse della società attuale: chi si sente destinato al potere in base alla propria forza, chi in base alla propria intelligenza o furbizia, chi è innvece destinato ad obbedire ed essere sfruttato, credendo supinamente a tutto ciò che gli può essere inculcato perché così destinato dalla sua ignoranza. I tre nipoti del vecchio che narra loro (da ultimo testimone –superstite) di come in pochissimo tempo l’umanità fu annientata da un microrganismo invisibile sembra incarnino già le tre possibilità che la società umana ha sempre creato in ogni luogo del mondo. Il futuro sembra destinato a rigenerare ancora una volta il passato. Da notare che La peste scarlatta, scritto nel primo decennio dello scorso secolo, è ambientato curiosamente proprio ai nostri giorni, nel secondo decennio del nostro secolo.
    Lo sfruttamento dell’ignoranza e l’interesse delle classi al potere perché le masse vi permangano anche con l’uso della coercizione e della forza è peraltro anche il tema portante dell’altro ancora più breve racconto compreso nello stesso libro (“Un frammento curioso”), proiettato in un futuro ancora più spinto (viene riportato come un frammento storico risalente al XXVI o al XXVII secolo pubblicato nel 4427) dove la classica ripartizione nelle tre classi suddette viene sempre più duramente e iniquamente applicata.
    Appare quindi chiaro il pessimismo di London, che spinge però a considerare le armi della cultura e della conoscenza come le sole possibili per risollevare il mondo dall’ingiustizia e ineguaglianza cui sembra inevitabilmente predestinato.
    La lettura è godibile. London, come già detto è un grande scrittore. Ma ben più affascinante, scritto negli stessi anni e con un titolo simile mi è parso il lungo romanzo “La nube purpurea “ di Shiel, ugualmente ambiento dopo una catastrofe distruttiva del mondo e che racconta dell’unico uomo miracolosamente sopravvissuto, unico almeno fino a che non incontra anche una giovane donna…
    Meno intenti politico-sociali, ma un respiro ben più ampio sotto l’aspetto puramente letterario, nello sviluppo di una storia più complessa, nella descrizione delirante di un mondo in lento disfacimento, della follia che lentamente progredisce nell’uomo lasciato solo, padrone del mondo…
    4 stelle, ma più allo scrittore che all'opera. Troppo apertamente apologetica per i miei gusti,.

    ha scritto il 

  • 5

    Una bomba

    ad orologeria condensata in 81 pagine. Un nero denso e pastoso che investe d'oscurità qualsiasi altra sfumatura di colore, scarlatto compreso. Ora mi sparo un bel bicchiere di acqua, limone e bicarbon ...continua

    ad orologeria condensata in 81 pagine. Un nero denso e pastoso che investe d'oscurità qualsiasi altra sfumatura di colore, scarlatto compreso. Ora mi sparo un bel bicchiere di acqua, limone e bicarbonato per digerire e mi leggo Osho per riconciliarmi un po' col mondo; ne sento proprio il bisogno.

    ha scritto il 

  • 4

    London è grande

    Scritto nel 1912, racconto orale sulla catastrofe che sterminò la popolazione mondiale nel 2013. Un vecchio professore, l'unico ancora in vita che ha vissuto l'accaduto, tenta 60 anni dopo di tramanda ...continua

    Scritto nel 1912, racconto orale sulla catastrofe che sterminò la popolazione mondiale nel 2013. Un vecchio professore, l'unico ancora in vita che ha vissuto l'accaduto, tenta 60 anni dopo di tramandare ciò che fu della civiltà umana e spiegare cosa accadde quando arrivò la Morte Rossa. Prima metà stupenda, seconda metà più debole. Epidemiologia piuttosto moderna. Le previsioni che fa London sui numeri della popolazione mondiale ai giorni nostri mi hanno particolarmente colpito per la vicinanza a quelli reali. Certe sue immagini del futuro sono geniali, altre meno riuscite. È indubbio che tutti quelli che sono venuti dopo London, nel filone catastrofico e simili, hanno attinto non poco anche da qui. Il libro si apprezza particolarmente se contestualizzato in quegli anni.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro è molto interessante anche perchè quando cominci a leggerlo ti appassiona subito ed è una storia molto triste da un lato ma dall'altro molto avvincente

    ha scritto il 

  • 4

    Visionario

    Che Jack London fosse un mezzo genio lo si sapeva già grazie alle sue produzioni più conosciute , ma è con "La peste scarlatta" che l'autore americano conferma indiscutibilmente questa tesi.
    Visionari ...continua

    Che Jack London fosse un mezzo genio lo si sapeva già grazie alle sue produzioni più conosciute , ma è con "La peste scarlatta" che l'autore americano conferma indiscutibilmente questa tesi.
    Visionaria e anticipatrice , quest'opera scritta nel 1912 ci parla di un'epidemia devastante scoppiata nel 2013 che ha ridotto l'umanità a poche centinaia di superstiti. Il racconto è ambientato nel 2073,60 anni dopo la comparsa del virus , e vede un uomo , l'unico a ricordare il mondo prima della distruzione , raccontare la sua storia ai nipoti resi selvaggi dal crollo della civiltà.
    La storia quindi è composta dalle memorie dell'anziano , e ci vedrà catapultati in un mondo paurosamente realistico e credibile per quanto riguarda la struttura societaria e lo sviluppo del contagio stesso. Questo morbo scarlatto decimerà velocissimamente la popolazione mondiale , portando i pochi sopravvissuti a lottare fra loro per vivere, riducendoli ad uno stato primitivo lontanissimo da ogni parvenza di modernità. Questa discesa verso lo stato brado ci viene mostrata in maniera reale dallo scrittore , senza spettacolarità artificiose o retorica , ma anzi la storia rimane sempre legata alla verosimiglianza più assoluta.
    I temi toccati dall'autore sono molteplici , e a mio parere il romanzo è alquanto pessimista , vista la reazione distruttiva dell'uomo al contagio che ha portato la caduta di tutte le regole civili fino a quel momento esistenti. Anche gli stessi personaggi , in primis l'anziano narratore , non sono del tutto positivi e non sembrano aver imparato la lezione. Infatti il protagonista , malgrado cerchi di preservare la cultura , continuerà ad avere degli atteggiamenti di supponenza per via della posizione che occupava nel vecchio mondo , mentre i ragazzini sembrano apprendere molto più facilmente atteggiamenti nocivi come la prepotenza e l'autorità a discapito della ragionevolezza e della comprensione. London quindi sembra prospettare un nuovo ,dannoso inizio per il genere umano fin troppo simile a quello conclusosi con la peste scarlatta.
    In conclusione questo è un libro da leggere , un caposaldo del genere che ha l'unico difetto di essere fin troppo breve.

    ha scritto il 

  • 4

    L’ho letto in quest’anno di “mania per la pestilenza”, celebrando ancora una volta la mia passione per il genere catastrofico e post-apocalittico. Un genere che amo perché mette alla prova l’uomo nel ...continua

    L’ho letto in quest’anno di “mania per la pestilenza”, celebrando ancora una volta la mia passione per il genere catastrofico e post-apocalittico. Un genere che amo perché mette alla prova l’uomo nel momento più difficile, facendone emergere la vera natura (vedi zombie, bombe nucleari, macchine ribelli, eccetera). Che London sia un grande scrittore non è in dubbio. E che La peste scarlatta sia un romanzo di fantascienza e di storia al tempo stesso è altrettanto certo. Infine, che io mi ci sia imbattuta giusto nel 2013, anno in cui prende piede la vicenda post-apocalittica (una bella data per la fine del mondo, pare), è una bella coincidenza. Dal 2013 si passa a un futuro che vede il ritorno alle origini, a un’era senza elettronica, elettricità, comfort moderni. Se è vero che il cerchio della vita e quello della storia sono sempre pronti a ripetersi, eccoci qui: la modernità di London si traduce nel racconto di un uomo ai suoi nipoti. Un racconto sul mondo di prima (il nostro) e quello di poi (quello che segue il nostro nel romanzo, ma lo precede nella storia). Due mondi incapaci di convivere ma anche di dimenticarsi l’uno dell’altro.

    ha scritto il