La pioggia prima che cada

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 2107)

3.6
(4207)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8807721074 | Isbn-13: 9788807721076 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Delfina Vezzoli

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

Ti piace La pioggia prima che cada?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
La Zia Rosamond non è più. È morta nella sua casa nello Shropshire, dove viveva sola, dopo l'abbandono di Rebecca e la morte di Ruth, la pittrice che è stata la sua ultima compagna. A trovare il cadavere è stato il suo medico. Aveva settantatré anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto farsi fare un bypass. Quando è morta, stava ascoltando un disco e aveva un microfono in mano. Sul tavolo c'era un album di fotografie. Evidentemente, la povera Rosamond stava guardando delle foto e registrando delle cassette. Non solo. Stava anche bevendo del buon whisky, ma... Accidenti, e quel flacone vuoto di Diazepam? Non sarà stato per caso un suicidio? La sorpresa viene dal testamento. Zia Rosamond ha diviso il suo patrimonio in tre parti: un terzo a Gill, la sua nipote preferita; un terzo a David, il fratello di Gill; e un terzo a Imogen. Gill e David fanno un po' fatica a capire chi sia questa Imogen, perché prima sembra loro di non conoscerla, poi ricordano di averla vista solo una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di Rosamond. Imogen era quella deliziosa bimba bionda venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa. Sembrava che avesse qualcosa di strano. Sì, era cieca. Occorre dunque ritrovare Imogen per informarla della fortuna che le è toccata. Ma per quanti sforzi si facciano, Imogen non si trova. E allora non resta - come indicato dalla stessa Rosamond in un biglietto - che ascoltare le cassette incise dalla donna...
Ordina per
  • 4

    La vita comincia ad avere senso solo quando ti rendi conto che a volte due idee del tutto contraddittorie possono essere ugualmente vere.

    È meraviglioso notare come gli eventi della vita possano concatenarsi al punto da formare una collana intricata, ma, nello stesso tempo, così fluida. Leggendo questo volume, ci si trova faccia a facci ...continua

    È meraviglioso notare come gli eventi della vita possano concatenarsi al punto da formare una collana intricata, ma, nello stesso tempo, così fluida. Leggendo questo volume, ci si trova faccia a faccia con situazioni che potrebbero tranquillamente far parte di noi. Tristezze profonde ed ingiusti sentieri gettati in un mondo che sembra vivere fingendo non ci siano. Attorno a questa esistenza frenetica e quasi materiale, ruota tutto ciò che Rosamond narra guardando 20 fotografie del suo passato. Che appartiene, però, anche a tutti noi. La vita travagliata di questa donna e di quanto le fiorisce o appassisce attorno, colpisce in profondità coloro che si prodigano ad accarezzare le parole di un malinconico J. Coe, portando inevitabilmente ad uno stato di riflessione molto accentuato. È lì che dobbiamo guardare, in vita: nella pioggia prima che cada.

    Da leggere in poco tempo, rilassandosi in compagnia di un temporale o di una candela. Molto ben scritto, ma a tratti un po’ “trascinato”.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo delicato ed evocativo come suggerisce già il titolo. Una storia famigliare raccontata attraverso la descrizione di fotografie e la voce di un'anziana zia deceduta che ha registrato il tutto ...continua

    Un romanzo delicato ed evocativo come suggerisce già il titolo. Una storia famigliare raccontata attraverso la descrizione di fotografie e la voce di un'anziana zia deceduta che ha registrato il tutto prima di morire. Oltre la trovata narrativa interessante ed originale Coe ci presenta una serie di personaggi complessi e ben delineati, con pregi e difetti.
    Seguire le loro storie è come assistere ad un dipinto che, lentamente va formandosi, con pennellate delicate e genuine anche quando vanno a descrivere gli eventi terribili che, inevitabilmente, costellano un'esistenza.
    Promosso a pieni voti e un ringraziamento a te che me lo hai consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea di raccontare una storia attraverso delle fotografie è piuttosto originale, però si è soffermato troppo sulla descrizione dei vestiti-paesaggi-contorni di queste foto rendendo il tutto troppo l ...continua

    L'idea di raccontare una storia attraverso delle fotografie è piuttosto originale, però si è soffermato troppo sulla descrizione dei vestiti-paesaggi-contorni di queste foto rendendo il tutto troppo lento.

    ha scritto il 

  • 4

    Che ci piaccia o no, l'amore materno non è un sentimento scontato né la maternità un desiderio universalmente condiviso. E sia. Ma i danni e le lacerazioni che il non-amore di una madre può provocare ...continua

    Che ci piaccia o no, l'amore materno non è un sentimento scontato né la maternità un desiderio universalmente condiviso. E sia. Ma i danni e le lacerazioni che il non-amore di una madre può provocare in una creatura ignara e senza colpa sono incommensurabili e spesso senza via di scampo, soprattutto quando il non-amore si tramanda di madre in figlia.
    Questa è la storia di un non-amore che ha avvelenato la vita di quattro donne nell'arco di quattro generazioni, fino all'espiazione del male nel sacrificio finale; la storia di una maternità nemica, vissuta come imposizione e tramandata con odio e con cinica sciatteria. Ma è anche, parallelamente, la storia di un grande amore, sbocciato in seno ad una maternità omosessuale negata, dolente e perduto e mai sopito.

    L'espediente del racconto tramite il commento alle foto di famiglia è semplicemente geniale: da un lato, la foto raccontata perde la sua tipica fissità e si anima di voci, di pensieri, di odori, di rumori, di emozioni e vive nelle parole che precedettero o che seguirono lo scatto, in un divagare narrativo così leggero ed aggraziato che incanta; dall'altro lato, la foto ci consente di non perdere di vista il momento storico in cui fu scattata e di ritornare alla fissità dell'immagine e, in qualche modo, alla rigida concatenazione degli eventi, alla crudeltà del passato e all'ineluttabilità dell'epilogo.
    Davvero un buon libro, tenero e spietato, crudele e delicato, luminoso e truce come l'amore e l'odio.

    ha scritto il 

  • 4

    Ecco quello che si dice un buon libro! Di quelli che ti rapiscono, che ti avvolgono nel ritmo della narrazione, che ti raccontano una bella storia, ben costruita e densa di idee, spunti di riflessione ...continua

    Ecco quello che si dice un buon libro! Di quelli che ti rapiscono, che ti avvolgono nel ritmo della narrazione, che ti raccontano una bella storia, ben costruita e densa di idee, spunti di riflessione, significati...

    ha scritto il 

  • 5

    Tutta la storia, passata e presente, è costruita e raccontata con estrema sensibilità ed in maniera lucida e lineare e, pur passando per quattro diverse generazioni, non perdi mai il senso e il susseg ...continua

    Tutta la storia, passata e presente, è costruita e raccontata con estrema sensibilità ed in maniera lucida e lineare e, pur passando per quattro diverse generazioni, non perdi mai il senso e il susseguirsi degli eventi.
    Eventi che si ripercuotono e si tramandano da madre in figlia e che intuisci, o forse speri, siano singoli tratti che alla fine formeranno un disegno chiarificatore.

    Si perché è così che succede. Alle volte vuoi per forza dare un senso, un significato, una ragione d’essere a quel qualcosa che altrimenti non riusciresti a capire, ad accettare, a sopportare o a giustificare.
    Leggere questo libro è stato un triste e meraviglioso viaggio in quel mondo fatto di attesa; aspetti una rivincita, una svolta più giusta, aspetti una rivelazione che rimetta in equilibrio la vita. Aspetti una risposta che però non arriva, neanche alla fine. O meglio arriva, ma non è quella che hai cercato per tutto il tempo perché alle volte, le cose, sono così e basta.

    Un libro intenso, a partire dal titolo e dal suo profondo significato che solo nelle ultime righe ti appare in tutta la sua semplicità.

    ha scritto il 

  • 3

    L'amaro in bocca

    Trama scorrevole, appassionante, Lo scrittore costruisce un'aspettativa, attendi la chiave, una giustificazione a tutti i puntini che unisci di pagina in pagina. Una delusione qunado tutto ti scorre t ...continua

    Trama scorrevole, appassionante, Lo scrittore costruisce un'aspettativa, attendi la chiave, una giustificazione a tutti i puntini che unisci di pagina in pagina. Una delusione qunado tutto ti scorre tra le dita senza spiegazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Non è un grande romanzo. La trama è piuttosto complicata, con molti personaggi, alcuni spesso senza un ruolo particolarmente decisivo nello sviluppo del racconto. Il tutto gira attorno a un personaggi ...continua

    Non è un grande romanzo. La trama è piuttosto complicata, con molti personaggi, alcuni spesso senza un ruolo particolarmente decisivo nello sviluppo del racconto. Il tutto gira attorno a un personaggio di cui i diversi protagonisti non sanno nulla, ma che è loro compito cercare di conoscere. Coe si sofferma molto (troppo, secondo me) su descrizioni: paesaggi, persone, vestiti, etc. Devo dire la verità: tutto sommato in diverse occasioni mi sentivo abbastanza annoiato, o per lo meno non molto interessato alle vicende descritte.

    ha scritto il 

  • 3

    Succede che fuori piove da giorni e tu non sai che fare, sai solo che non vuoi stare in casa. Così ti cambi e vai in libreria. Maledici il freddo, ma il tempo di entrare nel locale e subito ti senti a ...continua

    Succede che fuori piove da giorni e tu non sai che fare, sai solo che non vuoi stare in casa. Così ti cambi e vai in libreria. Maledici il freddo, ma il tempo di entrare nel locale e subito ti senti al sicuro. Non sai se sia un'impressione solo tua oppure sia misteriosamente così, ma con l'umidità senti in modo più forte l'odore della carta e dell'inchiostro. Passeggi tra gli scaffali alla ricerca del libro che saprà chiamarti più forte degli altri. Non hai le idee chiare su cosa hai voglia di leggere, se vuoi roba seria o leggera, roba italiana o straniera, thriller o romanzetto rosa o manuale di filosofia. Cammini, accarezzi i dorsi dei libri, ne prendi uno, lo tieni in mano per un po' per capire come ti senti con lui al tuo fianco, poi fai un pezzettino di strada e lo abbandoni, ne prendi un altro, un altro ancora, un terzo, posi il secondo... Ti imbatti in Jonathan Coe. Un'amica te ne aveva parlato bene. Leggi i titoli dei suoi libri e prendi "La pioggia prima che cada". Sorridi per aver trovato un titolo azzeccatissimo alla giornata uggiosa di oggi, anche se la pioggia viene giù da giorni. La copertina non è nulla di che, la trama nemmeno, ma hai già scelto, sei stato già scelto, così lo porti con te in cassa, lo paghi e lo cominci.
    Ti imbatti in questo scrittore inglese senza trovarlo geniale. Pensi che non ci sia molta differenza tra il libro che stai leggendo e un qualunque altro libro semisconosciuto. Pensi che non è male, certo, ma nemmeno chissà cosa. Pensi ma chi me l'ha fatto fare di fidarmi di un consiglio letterario del genere, pensi che in alcuni punti la scrittura ti sembra forzata, artefatta, non è genuina, in questa e in quella frase Coe casca a terra, s'è fatto beccare, non sapeva cosa scrivere e allora si è messo a fare ghirigori di parole e pensieri a caso. Però succede un'altra cosa: il libro lo hai finito in un batter d'occhio. E non sai perchè. Forse lo stile, ma non era chissà quanto scorrevole. La trama non era male, certo, ma senti che il motivo non sta nemmeno nella storia. Le ambientazioni? Sì, certo, non sono male, ami l'Inghilterra e ami Londra, e lì Londra si respira quasi in ogni pagina, ma no, no, non è quello...
    Continui a non saper spiegare il motivo per il quale ti ritrovi a pensare ai personaggi della storia: a Rosamond che prima di morire registra in alcune audiocassette una storia, la sua e quella della sua famiglia, alla nipote Gill che insieme alle figlie si ritrovano tra le mani fotografie che non conoscono e che parlano anche di loro, a Imogen, terzo misterioso destinatario del testamento di Rosamond, una bambina cieca che nessuno conosce, eppure Rosamond sì, lei sì che la conosceva, eccome se la conosceva.
    Sei sdraiato a letto e ti rigiri il libro in mano, ancora poco convinto eppure innegabilmente e inspiegabilmente sedotto da questa storia di destini e famiglie, di privazioni e tradimenti, drammatiche fughe, speranze e scomparse. Ne parli persino ad un'amica facendole una nota audio su Whatsapp: "Ho finito di leggere questo libro che non mi piace eppure mi ha preso in un modo che non mi so spiegare...".
    Riapri il libro. Vai a pagina 163. Leggi queste frasi che a matita hai sottolineato, perché ti piacevano, perché ti convincevano:

    "Erano più di dieci anni che non viaggiavo su queste strade. Sembravano assolutamente familiari; e allo stesso tempo assolutamente estranee e lunari. Non riuscivo a conciliare queste due sensazioni. Ricordo questo sentimento - questo pensiero - con estrema chiarezza. La consapevolezza che a volte è possibile - se non necessario -coltivare idee contraddittorie; accettare la verità di due cose che si contraddicono a vicenda. Stavo solo iniziando a capirlo: a riconoscere che questa è una delle condizioni fondamentali dell'esistenza."

    Adesso sì che è tutto chiaro, che hai capito che un libro non deve necessariamente piacerti per...piacerti. Che una storia può non assomigliare alla tua e nemmeno a quella che vorresti leggere o che ti è sempre piaciuta trovare in un romanzo, per riempirti di speranza e di dolcezza. Che forse non bisognerebbe sempre cercare di andare nel cuore delle cose, trovare un motivo valido, una spiegazione plausibile se non esatta di qualcosa.
    C'è questa storia che non ti dice nulla, che la reputi non particolarmente avvincente, addirittura insipida. Eppure va a finire che a questa storia ci ripensi, e racconti in giro come stai facendo ora di questo ripensarci.
    Ecco. Basta così. Non c'è un motivo per il quale questi due eventi contraddittori si verifichino secondo la legge della causa e dell'effetto.
    A volte succede.
    Capita.
    Ritieniti fortunato: a te è capitato.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per