La plaza del diamante

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Publisher: Edhasa

3.9
(1042)

Language: Español | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , Italian , German

Isbn-10: 843501536X | Isbn-13: 9788435015363 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Acaso la mejor novela catalana del siglo, ésta fue publicada en 1966 y profusamente traducida y reeditada. En ella, la sencilla historia de una mujer se carga de una profunda significación al condensar la evocación de toda una forma de vida que agoniza. Colometa (Paloma) nos narra desde su particular prisma, entre naïf, desequilibrado y sumamente poético, las vivencias que tiene que atravesar en los duros tiempos de la Guerra Civil española y de la terrible posguerra. Un personaje inolvidable que permanecerá en el interior del lector que sepa apreciar la belleza de su testimonio. Maybe the most acclaimed Catalan novel of the past century, published in 1966 y profusely translated and re-edited. In this novel, the simple story of a woman acquires a deep significance by condensing the evocation of an entire life that is in the death throes.
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    Tempo fa mi era stato regalato un libro di Sergio Garufi (Il nome giusto) da una persona cara, ma non l'avevo letto. Dopo un po' la ragazza con cui stavo lo lesse e mi disse che il libro le era piaciu ...continue

    Tempo fa mi era stato regalato un libro di Sergio Garufi (Il nome giusto) da una persona cara, ma non l'avevo letto. Dopo un po' la ragazza con cui stavo lo lesse e mi disse che il libro le era piaciuto molto. Io ho continuato a lasciarlo nella libreria, intonso. Con quella ragazza ci siamo poi lasciati e io ho attraversato un periodo mediamente burrascoso con me stesso. Ho cercato in tutti i modi di salvarmi con i libri, come sempre nella mia vita. A pensarci bene non sono sicuro che i libri salvino, però sicuramente rendono più sostenibili i dolori che ognuno di noi prova di tanto in tanto. In uno di questi momenti bui stavo bazzicando su internet e mi sono imbattutto nel blog di Sergio Garufi ("la vie en beige"). Ecco. Io non ho ancora letto il suo libro, però ho letto il blog di Garufi come se fosse un libro: sono partito dai primi post del 2009 e sono arrivato ai più recenti. Nel suo approccio, nella sua scrittura, ho trovato piacere, spiazzamento, fratellanza, comprensione, precisione. Ci sono stati dei post che ho riletto più volte per quanto mi sono piaciuti e mi hanno parlato intimamente. Leggendo tra questi, a un certo punto, ho beccato un post in cui Garufi consiglia caldamente la lettura di questo libro, La piazza del diamante, allora io mi sono sentito in qualche modo spronato a leggerlo. Ho pensato che se Garufi spendeva parole così precise e fiduciose sulla scrittura di Rodoreda, non potevo esimermi ecc ecc. Insomma, mi ha incuriosito un bel po'. Con questa fiducia - forse troppa - ho approcciato questo libro. Il fine del libro, lo stile, la costruzione della trama mi sono chiari. Ho apprezzato anche qualche passaggio. Ma tutto sommato mi ha lasciato come mi aveva trovato.
    Ovviamente il libro non ha colpe.
    Il fatto è che una volta sono andato a vedere a teatro un incontro con alcuni scrittori, tra questi c'era anche Francesco Maino (la lettura del suo Cartongesso mi aveva davvero segnato). Ad un certo punto Maino ha detto che per lui i libri che contano sono quelli che rompono il culo ai lettori. Non ci sono cazzi.
    Ho sempre e solo cercato libri del genere, libri che ti prendano a schiaffi, che ti scuotano dal torpore animalesco della quotidianità.
    Può capitare che tra libri di questo genere uno legga anche libri "che fanno passare il tempo", libri "che ti regalano due ore piacevoli di lettura". Purtroppo sono una persona troppo rispettosa di chi scrive libri (e della sofferenza e sacrificio che ci vogliono a portare a termine una storia), che quando mi capitano libri così non riesco a non finirli, anche se vorrei.

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  • 4

    Inesperta, genuina, scalognata sono gli aggettivi che mi vengono in mente dopo la lettura del testo, le principali caratteristiche della nostra protagonista sullo sfondo di una Barcellona ai tempi del ...continue

    Inesperta, genuina, scalognata sono gli aggettivi che mi vengono in mente dopo la lettura del testo, le principali caratteristiche della nostra protagonista sullo sfondo di una Barcellona ai tempi della guerra civile e della Repubblica, e di un matrimonio fallito perché forse l'unione di due solitudini con due figli da accudire, Rita e Antoni. Una seconda chance le capita con la morte del marito, un nuovo sposalizio che altri non è che il riscatto e la presa di coscienza di se stessa e della propria situazione senza uscita e sarà in grado di fare una scelta che le consentirà una vita dignitosa e decorosa per lei e i suoi figli. Perfetto nell'equilibrio fra apparente semplicità della scrittura, piana e discorsiva e lampi poetici e metaforici. Un racconto fatto di gesti quotidiani ripetuti, di particolari minimi, di frasi dette da altri, come se non potesse permettersi il lusso di pensare ai sentimenti, eppure i sentimenti permeano e sottendono tutta la narrazione, in un equilibrio di toni. Davvero un gioiellino questo piccolo grande libro.

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  • 4

    Veramente sorprendente quest'autrice spagnola, apprezzata da Gabriel Garcia Marquez ma che personalmente non conoscevo. La Rodoreda ci racconta in prima persona la vita quotidiana di una donna semplic ...continue

    Veramente sorprendente quest'autrice spagnola, apprezzata da Gabriel Garcia Marquez ma che personalmente non conoscevo. La Rodoreda ci racconta in prima persona la vita quotidiana di una donna semplice, ma non per questo meno profonda, immersa nella storia politica e sociale della Spagna degli anni della guerra civile e della dittatura franchista. Senza tanti discorsi o spiegazioni teoriche ci fa vivere dal di dentro insieme a Colombetta/Natalia le sofferenze e le privazioni della guerra, l'angoscia della povertà assoluta, la disperazione di non avere nulla da dare da mangiare ai propri figli, la fatica fisica e la rassegnazione a veder sfumare i propri sogni.
    Ne viene fuori la figura di un'eroina inconsapevole ma forse proprio per questo ancora più vera e umana, che raggiunge il culmine della sua drammaticità nell'urlo finale che la libera finalmente dalla sofferenza interiore e le consente di vivere il resto dei suoi giorni in serenità e in pace, come ben si intuisce dalla scena finale.

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  • 3

    Concordo con la quarta copertina secondo la quale l'autrice riesce perfettamente a rendere l'atteggiamento ingenuo della protagonista della storia. Processo non facile, quindi complementi a Rodoreda.
    ...continue

    Concordo con la quarta copertina secondo la quale l'autrice riesce perfettamente a rendere l'atteggiamento ingenuo della protagonista della storia. Processo non facile, quindi complementi a Rodoreda.
    Detto questo, dieci pagine di ingenuità sarebbero già pesanti, duecentocinquantacinque sono quasi insopportabili.

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  • 4

    La Piazza Del Diamante

    La Piazza del Diamante è la storia di una donna , dell'amore,la storia di una gioventù frustata . Tra realismo e simbolismo.Ma può essere letta anche come metafora della storia della Catalogna,dagli a ...continue

    La Piazza del Diamante è la storia di una donna , dell'amore,la storia di una gioventù frustata . Tra realismo e simbolismo.Ma può essere letta anche come metafora della storia della Catalogna,dagli anni trenta agli anni sessanta.
    MACONDO

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  • 3

    Tu vivi la tua miglior gioventù possibile – troverà sempre il modo per farti del male e per restare comunque la tua età più bella – che tanto la tua vita un modo per tirarti dentro a una guerra, a una fine del mondo, lo trova sempre.

    Asparagina. La cucina puzzava di scarafaggi. Erano tutti vecchi, almeno quarantenni. E Quimet diceva che lui e io eravamo uguali, perché io avevo fatto i bambini e lui aveva fatto un verme lungo quind ...continue

    Asparagina. La cucina puzzava di scarafaggi. Erano tutti vecchi, almeno quarantenni. E Quimet diceva che lui e io eravamo uguali, perché io avevo fatto i bambini e lui aveva fatto un verme lungo quindici metri. Puzzavo tutta di colombi. Invece di spaventare i colombi perché abbandonassero la covata, cominciai a prendere le uova e a scuoterle furiosamente. Aspettavo che dentro ci fosse il colombino. Che gli si spaccasse la testa contro il guscio dell’uovo. Presi la vergogna per il collo. Non avevo nemmeno un centesimo per comprare l’acido muriatico. La scala puzzava di piume. Bisognava vivere. Avevamo di tutto. Biancheria, piatti, posate, e sapone profumato. Era schiacciato e gli usciva un pezzo di budello mischiato a sangue e dal buchetto di sotto gli usciva il musetto di un topolino che stava per nascere. E ne saliva un puzzo di olive. Il letto era caldo come la pancia di un canarino, ma Antoni tremava.

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    Libro davvero bello che vede sullo sfondo la storia della Spagna dal periodo repubblicano (più sereno) al periodo successivo alla guerra civile (più oppressivo), e in primo piano la storia di una donn ...continue

    Libro davvero bello che vede sullo sfondo la storia della Spagna dal periodo repubblicano (più sereno) al periodo successivo alla guerra civile (più oppressivo), e in primo piano la storia di una donna, Nàtalia, semplice, vera e autentica, una donna normale che deve trovare la forza di sopravvivere alle avversità della vita.
    Nàtalia è tutte noi.

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  • 4

    Scritto in prima persona con un linguagio semplice , ma potente;coinvolgenti e trascinanti i pensieri di Natalia ci accompagnano e raccontano la sua vita. Mercè è una scrittrice sicura e raffinata. ...continue

    Scritto in prima persona con un linguagio semplice , ma potente;coinvolgenti e trascinanti i pensieri di Natalia ci accompagnano e raccontano la sua vita. Mercè è una scrittrice sicura e raffinata.

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