La prima moglie

(Rebecca)

Di

Editore: Mondadori (Oscar settimanali n. 127)

4.2
(1792)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 433 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Portoghese , Olandese , Danese , Svedese , Farsi , Ungherese , Polacco , Sloveno

Isbn-10: A000128313 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
La complessa problematica dell'intimità femminile (con le fughe poetiche, le tendenze morbose, gli esclusivismi del modo di amare delle donne) è il mondo caro a Daphne Du Maurier. In questo libro la sua indagine sulla femminilità, le passioni e il destino dell'amore, si sviluppa attraverso le vicende di cui è al centro una morta, resuscitata dalla gelosia. La sua arcana presenza dominerà la villa e il parco della vecchia Inghilterra dove si sviluppa il dramma; ma soprattutto dominerà i sentimenti della nuova sposa che, anziché regnare nella propria casa, si sente condannata ogni giorno di più alla solitudine e alla tragedia. Una lotta serrata per un uomo, un passato e un mondo irrimediabilmente perduti: ecco la vicenda che la scrittrice inglese ci racconta in questo romanzo, famoso in tutto il mondo anche per la trasposizione cinematografica fattane da Hitchcock, che si è valso della superba interpretazione di Laurence Olivier e Joan Fontaine.
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  • 4

    In un'epoca in cui ormai c'è abuso di self publishing e purtroppo ci si imbatte in troppi libri scritti male, leggere un classico di 80 anni fa, scritto così bene, è pura gioia.
    Vedo tanta gente regal ...continua

    In un'epoca in cui ormai c'è abuso di self publishing e purtroppo ci si imbatte in troppi libri scritti male, leggere un classico di 80 anni fa, scritto così bene, è pura gioia.
    Vedo tanta gente regalare 5 stelline a libri che, paragonati a classici come questo, ne meriterebbero mezza.

    ha scritto il 

  • 4

    "SI PUO' ANCHE DIRE CHE LA CASA SIA UNO DEI TRE PROTAGONISTI"

    Le prime pagine, folgoranti, mi immergono subito in un’atmosfera di sogno, trascinandomi per i viali del giardino inselvatichito di Manderley, avviluppata da grosse radici e sovrastata da giganteschi ...continua

    Le prime pagine, folgoranti, mi immergono subito in un’atmosfera di sogno, trascinandomi per i viali del giardino inselvatichito di Manderley, avviluppata da grosse radici e sovrastata da giganteschi rododendri cresciuti in modo abnorme.
    Manderley, protagonista del romanzo: favolosa residenza immersa nella campagna inglese, affacciata su una baia ora lieta e soleggiata ora tormentata da venti impetuosi, circondata dal bosco e dal giardino fiorito con la sua Valle Felice e il profumato roseto. Evocata fin dall’inizio, questa è una presenza costante durante tutta la narrazione: da essa prende le mosse il racconto e con essa si conclude, svolgendosi attraverso flash-back e inquietanti premonizioni, magistralmente costruito dall’abile penna della scrittrice nel suo stile appassionante. Un’atmosfera piuttosto gotica, tra Cime tempestose e Jane Eyre, un poco di Edgar Allan Poe, incombe su questa villa abitata dal tenebroso proprietario, Maxim de Winter, dalla sua seconda moglie, mai nominata, voce narrante dell’intera vicenda, dal fantasma della prima moglie, la più che nominata Rebecca, e dall’oscura governante, signora Danvers.
    Tra paure e sospetti, misteriose presenze ed eventuali delitti, barche affondate nella tempesta e cadaveri rinvenuti, arriviamo alla conclusione attraverso colpi di scena e falsi finali che tengono col fiato sospeso. Anche se tutto ciò sembra un pretesto per raccontare la storia fiabesca di una liberazione (psicologica) attraverso difficili prove che la protagonista-bambina deve affrontare e superare.
    Ovvio accennare al celebre film, girato negli USA da Alfred Hitchcock, il quale ammette che per le riprese esterne fece ricorso ad un plastico sia per la casa sia per la strada che ci arriva. Ah! Quel magnifico viale che conduceva alla visione della villa: “Ecco Manderley, la nostra Manderley, intima e silenziosa come era sempre stata: la pietra splendeva nella luce lunare del sogno, le finestre riflettevano i prati verdi e la terrazza. Il tempo non era riuscito a distruggere la simmetria perfetta di quelle mura, né il luogo in sé, un gioiello nel cavo di una mano”. Proprio come il plastico del film.

    Dall’intervista di Francois Truffaut a Alfred Hitchcock:
    F.T. -D’altra parte, ogni volta che si parla della casa, della tenuta di Manderley, e così pure tutte le volte che viene mostrata, c’è sempre qualcosa di magico…la nebbia, una musica evocativa…
    A.H. -Be’, da un certo punto di vista il film è la storia di una casa; si può anche dire che la casa sia uno dei tre protagonisti del film.

    ha scritto il 

  • 5

    "Chissà quanta gente al mondo aveva sofferto e continuava a soffrire perché era incapace di liberarsi dalla propria ragnatela di timidezza e ritrosia e, in preda alla follia e alla cecità, riusciva a costruirsi un muro che impediva di intuire la verità."

    “Rebecca” è un superbo romanzo psicologico, difficile da incasellare in un genere preciso, dalle tinte fosche e poco rassicuranti.
    La trama è semplice e alquanto lineare, ma non per questo scade nella ...continua

    “Rebecca” è un superbo romanzo psicologico, difficile da incasellare in un genere preciso, dalle tinte fosche e poco rassicuranti.
    La trama è semplice e alquanto lineare, ma non per questo scade nella banalità o nel già letto. L’intera vicenda viene raccontata in prima persona dalla protagonista, consentendo alla du Maurier di farci immedesimare completamente nel disagio e nell’angoscia provati dalla ragazza, quasi come se la nostra mente riuscisse ad evocare le immagini oscure ed i suoni inquietanti che lei percepisce.
    La caratterizzazione dei personaggi è assolutamente perfetta e la presenza di Rebecca in ogni dettaglio della casa è reso magistralmente dalla du Maurier. Un libro che si legge tutto d’un fiato, in cui l’atmosfera e le sensazioni giocano un ruolo fondamentale.
    Un autentico capolavoro della Du Maurier, di cui leggerò sicuramente altro!

    Qui trovate la recensione completa:

    https://ilblogconvista.wordpress.com/2016/05/25/daphne-du-maurier-rebecca/

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo, questo è uno di quei libri come Orgoglio e pregiudizio che non stanca mai. Io devo leggerlo almeno una volta l'anno. Lo consiglio anche perchè non tutto è come sembra.....

    ha scritto il 

  • 4

    Pur essendo famosissimo, anche grazie al film di Hitchcock, non ne conoscevo la storia neanche vagamente.

    La lettura è stata piacevolissima, la trama è avvincente e alla fine vi sono della rivelazioni ...continua

    Pur essendo famosissimo, anche grazie al film di Hitchcock, non ne conoscevo la storia neanche vagamente.

    La lettura è stata piacevolissima, la trama è avvincente e alla fine vi sono della rivelazioni che sinceramente non avrei immaginato.

    La figura di Rebecca, una vera e propria co-protagonista, sebbene ormai defunta, è interessantissima, complicata e inaspettatamente articolata.

    Bellissime anche le descrizioni delle ambientazioni e dello stile di vita dei signori benestanti della provincia britannica.

    Il finale, aperto, mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca, sarei stata curiosa di sapere qualcosa in più, ma, tutto sommato, in effetti è adatto all'atmosfera che si è andata a creare nelle ultime pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    Rebecca ha i suoi anni ma continua a stregare. In parte è l'atmosfera: la Cornovaglia, la bellissima e fiabesca tenuta Manderley, ma anche la Montecarlo 'vintage' dei primi capitoli. In parte è l'iden ...continua

    Rebecca ha i suoi anni ma continua a stregare. In parte è l'atmosfera: la Cornovaglia, la bellissima e fiabesca tenuta Manderley, ma anche la Montecarlo 'vintage' dei primi capitoli. In parte è l'identificazione con la protagonista, insieme all'esasperazione che suscita: una giovane donna, che non a caso rimane anonima per tutto il romanzo, che deve affrontare il fantasma di una prima moglie perfetta e le aspettative di una vita ben lontana dalla sua esperienza. Certo, come fa notare il saggio Curarsi con i libri, la mancanza di autostima della protagonista è esasperata (il romanzo viene infatti consigliato a chi soffre dello stesso problema) ma allo stesso tempo realistica.
    Non dimentichiamo poi la tensione, che cresce pagina dopo pagina, reggendosi su quasi nulla (un'inquietante governante, la famosissima signora Danvers, un'atmosfera pesante...) ma che funziona benissimo. Ricordiamo che la trama di Rebecca è semplice ma straordinariamente efficace.

    Riassumo la trama? Una giovane donna di cui non sapremo mai il nome languisce a Montecarlo, costretta dalla mancanza di una famiglia e di denaro a fare la dama di compagnia per un donna di mezza età ricca, ma volgare e pettegola. Un'improvvisa malattia la lascia libera di frequentare l'affascinante Max de Winter, un uomo di mondo bello, ricco e vedovo che, proprio come un principe azzurro, la salva dal suo triste destino sposandola e portandola in luna di miele in Italia. Dopo la luna di miele, però, è ora di tornare a Manderley, la tenuta della famiglia de Winter, e di fare la signora di casa. Compito particolarmente difficile per la timida e inesperta seconda moglie, che non è aiutata né dall'impietoso confronto con la brillante prima moglie Rebecca, né dalla malevola governante che trama nell'ombra per umiliarla. Eppure la nostra eroina dovrà accettare che questi problemi sono solo la punta dell'iceberg e che ben altre nuvole oscurano il suo orizzonte...

    ha scritto il 

  • 5

    Questo ha tutto ciò che cerco in un libro, una scrittura magnifica, una storia appassionante, la sensazione di perdermi nelle ambientazioni descritte, personaggi indimenticabili e la voglia di sbrigar ...continua

    Questo ha tutto ciò che cerco in un libro, una scrittura magnifica, una storia appassionante, la sensazione di perdermi nelle ambientazioni descritte, personaggi indimenticabili e la voglia di sbrigarmi per vedere come va a finire e invece ridurmi a centellinare le ultime pagine per farlo durare di più. Se esiste una storia perfetta, forse è questa e secondo me, è uno dei rari casi in cui da un bellissimo libro è stato tratto un film altrettanto bello.

    ha scritto il 

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