La ragazza dello Sputnik

Di

Editore: Einaudi

3.9
(5199)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Giapponese , Francese , Russo , Portoghese , Tedesco , Catalano , Finlandese , Olandese , Lettone , Polacco , Sloveno , Svedese

Isbn-10: 8806175009 | Isbn-13: 9788806175009 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un'altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.
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  • 4

    La ragazza dello sputnik

    Il mio secondo Murakami, rispetto a Kafka sulla spiaggia, che non mi era piaciuto, questa storia è meno visionaria, ma con lo stile che contraddistingue questo autore, un linguaggio fluido e delicato ...continua

    Il mio secondo Murakami, rispetto a Kafka sulla spiaggia, che non mi era piaciuto, questa storia è meno visionaria, ma con lo stile che contraddistingue questo autore, un linguaggio fluido e delicato che lentamente trascina il lettore in questa bellissima storia, un libro godibilissimo che mi ha spinto a comprare un altro suo romanzo, il che per me è stata una vera sorpresa, perché non ho avuto un buon approccio con Murakami. Chissà se queste rose fioriranno, vedrò il futuro cosa mi riserva

    ha scritto il 

  • 3

    Un amore alla deriva

    Ho già detto ed è risaputo, per chi mi segue da anni, che Murakami Haruki è uno dei miei autori preferiti. Anche questa sua opera lo conferma e non lo smentisce. E difatti scelgo di leggere un suo rom ...continua

    Ho già detto ed è risaputo, per chi mi segue da anni, che Murakami Haruki è uno dei miei autori preferiti. Anche questa sua opera lo conferma e non lo smentisce. E difatti scelgo di leggere un suo romanzo o una sua raccolta di racconti quando trascorro un periodo no oppure quando sento il bisogno della sua voce narrante. E fino ad oggi non mi ha mai deluso. Anzi, mi ha sempre ricaricato.
    Ne La ragazza dello Sputnik ritroviamo la tematica dell'amore già descrittaci in Norwegian Wood, ma affrontata con più distacco. Sarebbe interessante leggere le opere di Haruki in ordine di pubblicazione, per notare come di volta in volta egli diventi sempre di più uno scrittore onirico e fuori dal comune, per poi consacrarsi con quel capolavoro che è 1Q84 che consiglio di non leggere come primo romanzo. Anche in questa opera l'autore giapponese non disdegna di scandagliare il mondo dei sogni e delle ombre celato nelle pieghe del suo personale Io, in un omaggio di amore estremo per la scrittura e confidando più sulle immagini che essa può riprodurre piuttosto che sulla loro reale presa sulla realtà.
    Ne "La ragazza dello Sputnik", i personaggi vengono lasciati alla deriva, così come i satelliti nello spazio, si sfiorano, non si incontrano mai e l'amore tra essi è posto in luogo al di là del confine che possono raggiungere. Inoltre, ogni loro esperienza quotidiana è così dilatata che le immagini dei tre protagonisti sfiorano ciò che gli sta intorno, mentre nuotano nelle loro personali zone d'ombra.

    "Nella primavera del suo venticinquesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande pianura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della forza, attraversò il Pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica città-fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. E come se non bastasse, era una donna. E’ da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì."

    Così inizia questo romanzo che tratta di un amore lesbico. Parte leggero e spensierato, poi ci proietta in un dramma misterioso. La storia è raccontata da un amico di Sumire, suo compagno d’università e poi insegnante elementare. A quell’epoca Sumire lottava con tutte le sue forze per diventare una scrittrice. Ma a discapito della totale dedizione e della forte determinazione, non ci riusciva. Sumire era incapace di scrivere alcunché avesse un inizio e una fine.
    Quello che scriveva “sembrava un patchwork fabbricato da un gruppo di donne ostinate che hanno tutte gusti diversi e diverse difficoltà e che lavorano insieme in silenzio”. Non aggiungo altri dettagli alla trama per evitare spoiler. Ho percepito, in questa opera di Haruki, non solo una strana piega horrorifica, ma anzi una piacevole riflessione spirituale. Myu è certamente il personaggio più misterioso di tutti. Potrei definirla "la ragazza che non sa amare". Il narratore "il ragazzo che non poteva essere amato" e Sumire "la ragazza che voleva essere scrittrice ma non ci riusciva".
    Il romanzo è un viaggio d’educazione sentimentale. Apparentemente l’amore è la cosa più semplice, ma quello che ci sembra vicino si rivela lontano e inafferrabile. Murakami ci mostra che le cose su questo terreno non sono affatto semplici.

    Il finale per me è di una delicatezza e tristezza fino ad oggi mai raggiunti dall'autore. Ma non posso dire altro.

    ha scritto il 

  • 0

    Tra quelli di Murakami, letti finora, questo è il mio preferito.
    La storia è raccontata da un giovane senza nome, che fa il professore.
    È la storia di un'amicizia molto forte tra lui e Sumire.
    Due pe ...continua

    Tra quelli di Murakami, letti finora, questo è il mio preferito.
    La storia è raccontata da un giovane senza nome, che fa il professore.
    È la storia di un'amicizia molto forte tra lui e Sumire.
    Due personaggi bellissimi. Il loro è un rapporto di amicizia/amore, trattato serenamente in maniera adulta e matura. Un'esperienza che nessuno dei due avrebbe mai più potuto ripetere in nessun altro luogo, con nessun'altra persona. Un sentimento che entrambi - senza esprimerlo a parole - avevano trattato con la stessa cura, come qualcosa di prezioso, per non danneggiarlo in nessun modo.
    Sumire sogna di diventare una scrittrice (per lei scrivere è naturale come respirare)e non può fare a meno di condividere tutto cn il suo amico, ma tutto tutto..... i suoi racconti, le sue emozioni, i suoi pensieri più profondi e più intimi, quelli insomma che la gente comune non racconta neppure a se stessa.
    Il professore che, oltre a Sumire, ha per amici solo i libri e la musica, si accorge di essere innamorato dell'amica, ma Sumire è innamorata di una donna, Myu, di 17 anni più grande di lei e dal passato misterioso.
    Ed è proprio in un viaggio in Grecia cn Myu che Sumire sparisce nel nulla....come fumo.
    E qui.. si entra nel mondo visionario di Murakami, al confine tra sogno e realtà.
    Dov'è finita Sumire ? Probabilmente ( sognatrice come è), ha deciso di entrare nel mondo dei sogni per non uscirne più e vivere lì per sempre.
    E il professore si ritrova solo e capisce, ancora una volta, fino a che punto Sumire fosse per lui una persona importante e insostituibile.
    "Con quel suo modo di fare unico, mi teneva legato al mondo. Quando la incontravo e parlavo cn lei, o quando leggevo le cose che scriveva, la mia coscienza silenziosamente si espandeva, e riuscivo a vedere paesaggi che non avevo mai visto. In modo del tutto naturale i nostri spiriti si completavano. Io e Sumire aprivamo le nostre anime e ce le mostravano a vicenda, come di solito le giovani coppie si spogliano e si mostrano a vicenda i corpi nudi."
    Ma per quanta cura e saggezza potessero mettere in questo rapporto, cercando sempre di proteggerlo, entrambi erano consapevoli che questa loro delicata amicizia non avrebbe potuto continuare in eterno e che un giorno si sarebbero trovati la strada sbarrata.
    Pur nella consapevolezza che da nessuna parte esistesse qualcosa che potesse sostituire quel rapporto, il professore riprende la sua vita normale, convinto tuttavia di aver perso con Sumire una parte di se. Passano i mesi dalla scomparsa di Sumire e lui spesso sogna, come gli aveva insegnato l'amica. A volte gli sembra che sognare sia la cosa più giusta da fare. E così un giorno, e non si capisce se è sogno o realtà, (tipico di ogni romanzo di Murakami) lui riceve una telefonata :
    - Pronto.
    - Hey sono tornata.
    -Mi sei mancata molto.
    -Anche tu mi sei mancato molto. Da quando non ci vediamo più ho capito una cosa. Che per me tu sei veramente necessario. Tu sei me e io sono te. Vienimi a prendere"
    È sogno? È realtà? Non si capisce. Dipende dalla sensibilità del lettore!
    Per quanto mi riguarda è poco importante che Sumire sia tornata oppure no fisicamente. Ciò che capisco è che il loro è un rapporto che (o in realtà o in sogno) continua. Non è finito. È un qualcosa che va oltre la materialità o la fisicità. È un sempre nel mai!

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio nell'interiorità. A tratti illuminante ma, il più delle volte, ambivalente come l'animo umano. Non è facile tentare di smussarne gli angoli portando in superficie "il celato"ma l'autore ci ...continua

    Un viaggio nell'interiorità. A tratti illuminante ma, il più delle volte, ambivalente come l'animo umano. Non è facile tentare di smussarne gli angoli portando in superficie "il celato"ma l'autore ci prova. Per questo può apparire difficile o incomprensibile a momenti. Alcune parti, poi, sono delle vere chicche poetiche impregnate di uno stile lucido tipicamente orientale. Molto bello.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo piccolo romanzo è un concentrato di tutto ciò che potreste trovare in qualsiasi libro di Murakami. Il che può piacere oppure no. Quindi, glissando i commenti sul solito protagonista 30enne sing ...continua

    Questo piccolo romanzo è un concentrato di tutto ciò che potreste trovare in qualsiasi libro di Murakami. Il che può piacere oppure no. Quindi, glissando i commenti sul solito protagonista 30enne single e infelice, la vena surreale, i gatti e le appassionate descrizioni delle orecchie dei personaggi, andrei a commentare la storia in sé.

    Il trittico K.-Sumire-Myū funziona e, sebbene abbia un ristretto numero di pagine per svilupparsi, Murakami riesce a dipingere i suoi personaggi con efficacia e in poche parole è in grado di scavare nell'animo di essi e rivelarne i timori e le angosce con disarmante abilità, cogliendo a parer mio anche molti dei disagi che ci affliggono nell'intimo ogni giorno.
    Tutti e tre quindi hanno una personalità definita, anche se Myū sembra il più oscuro e nebuloso di tutti. La sua storia è curiosa, ma in un certo senso anche destabilizzante.

    Peccato che la brevità del libro lasci un po' di amaro in bocca, dato che magari alcune parti potevano essere approfondite o, volendo, molte altre situazioni surreali sarebbero potute aggiungersi. Questo romanzo, in generale, mi sembra un preambolo a un altro romanzo dell'autore: 1Q84 (e i relativi seguiti).
    Peccato che il surreale non si sia manifestato con la stessa forza con cui accade in altri romanzi dell'autore. Il protagonista sfiora la possibilità di vivere un'esperienza unica e catartica, ma si ritira appena in tempo e si lega al mondo reale. Può significare qualcosa a livello metaforico, ma a livello puramente narrativo è una scelta che ha chiuso molte porte e forse un'occasione mancata.

    Il finale è spiazzante e lascia dubitare se ciò che sta accadendo nelle ultime pagine sia reale o no, facendo provare al lettore quel senso di dubbio e scombussolamento che è caratteristico dello scrittore. Sumire è davvero tornata? Cosa significano le mani insanguinate di K. e il fatto che il sangue sia stato riassorbito dopo la telefonata della ragazza? Forse K. era rimasto ferito dalla perdita, come se gli avessero sparato (riprendendo la citazione "quando uno viene colpito da una pistola, sanguina") e una volta tornata Sumire la ferita è guarita. Le cose potrebbero stare così. E cosa succederà subito dopo? K. e Sumire si ritroveranno? Se sì, cosa faranno delle loro vite?
    Come in molti casi analoghi, Murakami lascia queste domande in sospeso e lascia ai lettori il compito di rispondervi secondo la loro sensibilità. Sono sicura che l'interpretazione di ognuno dica molto della sua personalità e di come vede il mondo; e cosa c'è di meglio di un romanzo che rivela così tanto di noi e ci spinge all'autoanalisi?

    ha scritto il 

  • 3

    Un Murakami all'anno è più della dose massima consigliata. È come stare al sole senza protezione per tutto il pomeriggio. Cammini sul bagnasciuga, ti ossigeni, ma poi passi il resto della settimana a ...continua

    Un Murakami all'anno è più della dose massima consigliata. È come stare al sole senza protezione per tutto il pomeriggio. Cammini sul bagnasciuga, ti ossigeni, ma poi passi il resto della settimana a chiederti perché sei così stupido, nonostante l'età. In verità si nasce in un certo modo e poi si peggiora. Se con i decenni ho imparato a ripararmi dai raggi UV, non ho ancora sviluppato anticorpi per Murakami. Mi affascina con i suoi titoli e il suo modo leggero di portarmi via fin dalle prime pagine, ma poi mi stucca con viaggi al confini della realtà e anche oltre. L'onirico mi sta bene (non benissimo) se alla fine comunque capisco qualcosa. Ma se, come in questo caso, chiuso il libro mi devo chiedere: "ma l'ultimo evento era reale?" "E cosa voleva dire con le ultime righe?" non ci siamo più. Sono pigro e quasi anziano. Ho bisogno di risposte. Di domande me ne faccio già abbastanza da solo.

    Tre stelle sono generose e ci sono solo perché ne ho date due a WU Ming. Per quanto irritato da Murakami non confondo ancora il riso lesso con la paella.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà forse la cultura giapponese ma leggere un libro di Murakami significa farsi trascinare da un potere magnetico verso un mondo visionario al limite tra realtà e sogno , dove le sensazioni e i sent ...continua

    Sarà forse la cultura giapponese ma leggere un libro di Murakami significa farsi trascinare da un potere magnetico verso un mondo visionario al limite tra realtà e sogno , dove le sensazioni e i sentimenti sono forti; significa farsi catapultare all’interno di storie, viverle insieme ai protagonisti, sentire i suoni, vedere i colori e sentire i profumi.
    Questo è quello che si percepisce nella lettura de “La ragazza dello Sputnik”, romanzo scritto nel lontano 1999. Lo sputnik del titolo fa sì riferimento al primo satellite russo lanciato nello spazio con a bordo la cagnolina Layka, ma anche agli scrittori della Beatnik , erroneamente chiamati Spunik da Myu, l’amica di Sumire, la protagonista del romanzo, un’aspirante scrittrice che si ispira a Kerouac
    La storia viene raccontata da un amico di Sumire, l’amicizia tra i due protagonisti è forte, e Sumire non può fare a meno di raccontare al suo amico i suoi drammi, le sue emozioni, quello che desidera, fargli leggere i suoi racconti. Il narratore piano piano si scopre innamorato di lei, ma non può essere ricambiato, perché, come si legge nell’incipit, Sumire si innamora di qualcun altro.
    “Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande paura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della sua forza, attraversò il pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. Come se non bastasse, era una donna. È da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì.”
    Le due ragazze si incontrano ad un matrimonio e Myu propone a Sumire di lavorare per lei. Così partono per un viaggio di affari che le porta in giro per il mondo fino ad un’isola greca. Ma proprio in quest’isola accade qualcosa che porta la giovane Sumire a sparire. “Svanire come fumo”, come spiegherà Myü al narratore, recatosi in Grecia alla ricerca della sua amica.
    Qui il racconto si fa più misterioso e meno facile , si sviluppa su un piano onirico , viene svelato il segreto di Myu che abbandona il sogno di diventare pianista dopo una avventura traumatizzante vissuta in un viaggio in Svizzera. Myü viene abbandonata su una ruota panoramica e da lì vede la finestra di casa sua. All’interno un’altra se stessa, il suo alter ego, fa sesso con un uomo in un rapporto che viene interpretato come coercitivo e violento. Questo evento la cambierà fortemente, la rendera fredda e frigida e le impedirà di amare e di farsi coinvolgere dai sentimenti.D’improvviso i suoi capelli diventano interamente bianchi come a simboleggiare un invecchiamento delle emozioni.

    Ma cosa è successo a Myu veramente? Si è sdoppiata o è passata dall’altra parte?
    E che fine ha fatto Sumire? Catturata da una musica Sumire fa un viaggio nel dopo vita, nell’aldilà o solo verso qualcosa di magico e inspiegabile . Parte alla ricerca di sé stessa. Quando alla fine telefona all’amico dicendo di essere in un luogo che non conosce bene , ma che vuole che lui la vada a prendere, la lontananza tra i due sarà eliminata. Cosa ci guida in un luogo, che cosa cerchiamo, cosa e chi inseguiamo?
    Il romanzo di Murakami parla di amore e morte, di viaggio, di sogni e traumi, di solitudine e malinconia, di affetti persi e ritrovati di inquietudine esistenziale con una prosa elegante e coinvolgente.

    “Sognare. Continuare a sognare. Entrare nel mondo dei sogni e non uscirne piú. Vivere lí per sempre.”

    “Dietro tutte le cose che crediamo di conoscere bene, se ne nascondono altrettante che non conosciamo per niente. La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti. ”

    “Nel mondo dei sogni non è necessario distinguere le cose. Non è per niente necessario. Tanto per cominciare lì non esistono linee di confine. Perciò nei sogni è difficile andare a urtare violentemente contro qualcosa, e se per caso questo accade, non ci si fa male. La realtà è diversa. La realta' morde.
    La realtà, la realtà.”

    “Forse non riuscirò più a scrivere romanzi. Ultimamente lo penso spesso. Non sono che una delle tante donne stupide e ingenue che infestano l’atmosfera, dotate solo di un’esagerata condizione di sé, perse a inseguire sogni irrealizzabili. Forse è ora anche per me di abbassare il coperchio del piano e uscire di scena. Prima che sia troppo tardi.”

    “Dopo la morte del mio cane, mi chiusi nella mia stanza a leggere tutto il tempo. Per me il mondo che trovavo nei libri era molto più vivo di quello che vedevo intorno a me. Lì dentro si spalancavano paesaggi mai visti prima. I libri e la musica diventarono i miei amici più grandi… Se avevo dei problemi non mi confidavo con nessuno. Ci pensavo, trovavo una soluzione e agivo, sempre da solo. ma non soffrivo particolarmente per la solitudine. La consideravo normale. In fondo, tutti gli esseri sono soli…
    E cominciai ad accorgermi che essere soli è una cosa molto triste. Essere soli è come, in una sera quando diluvia, stare fermi alla foce di un grande fiume e guardare un’enorme massa d’acqua gettarsi nel mare. Sei mai stato fermo alla foce di un grande fiume a guardare l’acqua che si getta nel mare?

    “Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati dalle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo farlo anche con destrezza”

    ha scritto il 

  • 3

    Murakami e i suoi finali

    Non credo ci sia nulla di spoilerante (termine appena coniato) nel dire che Murakami ha una passione innata per concludere le sue opere ad minchiam. Basta averne letta una sola. Sarebbe ingiusto dire ...continua

    Non credo ci sia nulla di spoilerante (termine appena coniato) nel dire che Murakami ha una passione innata per concludere le sue opere ad minchiam. Basta averne letta una sola. Sarebbe ingiusto dire che scrive male o che scrive cose poco interessanti, anzi, con quella sua scrittura esistenziale dettagliata, zeppa di riferimenti alla culturale sociale orientale, riesce sempre a trascinare per diversi metri il lettore. Purtroppo, ama chiudere i fili delle sue lunghe trame in un nodo striminizito, fatto più per necessità che per bellezza, e questo mi fa molto, ma molto, irritare.

    ha scritto il 

  • 3

    Más Murakami

    Creo que mi problema con Murakami es que ya he leído demasiado suyo. Me gusta, de hecho me llegó a gustar mucho... pero al final, su universo es algo repetitivo. O quizás se me ha pasado el momento de ...continua

    Creo que mi problema con Murakami es que ya he leído demasiado suyo. Me gusta, de hecho me llegó a gustar mucho... pero al final, su universo es algo repetitivo. O quizás se me ha pasado el momento de leerlo, que también puede ser... Estos libros de un estilo tan personal, no sólo te pueden gustar o no, sino que puede que en un momento de tu vida te gusten y en otro no...
    Aquí, de nuevo tenemos a dos personajes muy murakamianos: raros, solitarios, y aquejados de mal de amores, por así decirlo. Básicamente ellos son el libro. Aquí, la parte mágica tan presente en los libros de Murakami es muy sutil: apenas una escena, y, si acaso, la extraña desaparición de la coprotagonista (tranquilos, no es spoiler, el libro empieza con eso). Así que se convierte en un texto sobre una relación en la que se combinan la amistad y el amor, tanto homosexual como heterosexual, entre dos mujeres y un hombre, todos ellos de carácter bastante peculiar.
    Una lectura agradable, que quizás pueda ser una buena entrada suave a los mundos de Murakami.

    ha scritto il 

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