La ragazza dello Sputnik

Di

Editore: Einaudi

3.9
(5151)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Giapponese , Francese , Russo , Portoghese , Tedesco , Catalano , Finlandese , Olandese , Lettone , Polacco , Sloveno , Svedese

Isbn-10: 8806175009 | Isbn-13: 9788806175009 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un'altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo piccolo romanzo è un concentrato di tutto ciò che potreste trovare in qualsiasi libro di Murakami. Il che può piacere oppure no. Quindi, glissando i commenti sul solito protagonista 30enne sing ...continua

    Questo piccolo romanzo è un concentrato di tutto ciò che potreste trovare in qualsiasi libro di Murakami. Il che può piacere oppure no. Quindi, glissando i commenti sul solito protagonista 30enne single e infelice, la vena surreale, i gatti e le appassionate descrizioni delle orecchie dei personaggi, andrei a commentare la storia in sé.

    Il trittico K.-Sumire-Myū funziona e, sebbene abbia un ristretto numero di pagine per svilupparsi, Murakami riesce a dipingere i suoi personaggi con efficacia e in poche parole è in grado di scavare nell'animo di essi e rivelarne i timori e le angosce con disarmante abilità, cogliendo a parer mio anche molti dei disagi che ci affliggono nell'intimo ogni giorno.
    Tutti e tre quindi hanno una personalità definita, anche se Myū sembra il più oscuro e nebuloso di tutti. La sua storia è curiosa, ma in un certo senso anche destabilizzante.

    Peccato che la brevità del libro lasci un po' di amaro in bocca, dato che magari alcune parti potevano essere approfondite o, volendo, molte altre situazioni surreali sarebbero potute aggiungersi. Questo romanzo, in generale, mi sembra un preambolo a un altro romanzo dell'autore: 1Q84 (e i relativi seguiti).
    Peccato che il surreale non si sia manifestato con la stessa forza con cui accade in altri romanzi dell'autore. Il protagonista sfiora la possibilità di vivere un'esperienza unica e catartica, ma si ritira appena in tempo e si lega al mondo reale. Può significare qualcosa a livello metaforico, ma a livello puramente narrativo è una scelta che ha chiuso molte porte e forse un'occasione mancata.

    Il finale è spiazzante e lascia dubitare se ciò che sta accadendo nelle ultime pagine sia reale o no, facendo provare al lettore quel senso di dubbio e scombussolamento che è caratteristico dello scrittore. Sumire è davvero tornata? Cosa significano le mani insanguinate di K. e il fatto che il sangue sia stato riassorbito dopo la telefonata della ragazza? Forse K. era rimasto ferito dalla perdita, come se gli avessero sparato (riprendendo la citazione "quando uno viene colpito da una pistola, sanguina") e una volta tornata Sumire la ferita è guarita. Le cose potrebbero stare così. E cosa succederà subito dopo? K. e Sumire si ritroveranno? Se sì, cosa faranno delle loro vite?
    Come in molti casi analoghi, Murakami lascia queste domande in sospeso e lascia ai lettori il compito di rispondervi secondo la loro sensibilità. Sono sicura che l'interpretazione di ognuno dica molto della sua personalità e di come vede il mondo; e cosa c'è di meglio di un romanzo che rivela così tanto di noi e ci spinge all'autoanalisi?

    ha scritto il 

  • 3

    Un Murakami all'anno è più della dose massima consigliata. È come stare al sole senza protezione per tutto il pomeriggio. Cammini sul bagnasciuga, ti ossigeni, ma poi passi il resto della settimana a ...continua

    Un Murakami all'anno è più della dose massima consigliata. È come stare al sole senza protezione per tutto il pomeriggio. Cammini sul bagnasciuga, ti ossigeni, ma poi passi il resto della settimana a chiederti perché sei così stupido, nonostante l'età. In verità si nasce in un certo modo e poi si peggiora. Se con i decenni ho imparato a ripararmi dai raggi UV, non ho ancora sviluppato anticorpi per Murakami. Mi affascina con i suoi titoli e il suo modo leggero di portarmi via fin dalle prime pagine, ma poi mi stucca con viaggi al confini della realtà e anche oltre. L'onirico mi sta bene (non benissimo) se alla fine comunque capisco qualcosa. Ma se, come in questo caso, chiuso il libro mi devo chiedere: "ma l'ultimo evento era reale?" "E cosa voleva dire con le ultime righe?" non ci siamo più. Sono pigro e quasi anziano. Ho bisogno di risposte. Di domande me ne faccio già abbastanza da solo.

    Tre stelle sono generose e ci sono solo perché ne ho date due a WU Ming. Per quanto irritato da Murakami non confondo ancora il riso lesso con la paella.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà forse la cultura giapponese ma leggere un libro di Murakami significa farsi trascinare da un potere magnetico verso un mondo visionario al limite tra realtà e sogno , dove le sensazioni e i sent ...continua

    Sarà forse la cultura giapponese ma leggere un libro di Murakami significa farsi trascinare da un potere magnetico verso un mondo visionario al limite tra realtà e sogno , dove le sensazioni e i sentimenti sono forti; significa farsi catapultare all’interno di storie, viverle insieme ai protagonisti, sentire i suoni, vedere i colori e sentire i profumi.
    Questo è quello che si percepisce nella lettura de “La ragazza dello Sputnik”, romanzo scritto nel lontano 1999. Lo sputnik del titolo fa sì riferimento al primo satellite russo lanciato nello spazio con a bordo la cagnolina Layka, ma anche agli scrittori della Beatnik , erroneamente chiamati Spunik da Myu, l’amica di Sumire, la protagonista del romanzo, un’aspirante scrittrice che si ispira a Kerouac
    La storia viene raccontata da un amico di Sumire, l’amicizia tra i due protagonisti è forte, e Sumire non può fare a meno di raccontare al suo amico i suoi drammi, le sue emozioni, quello che desidera, fargli leggere i suoi racconti. Il narratore piano piano si scopre innamorato di lei, ma non può essere ricambiato, perché, come si legge nell’incipit, Sumire si innamora di qualcun altro.
    “Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande paura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della sua forza, attraversò il pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. Come se non bastasse, era una donna. È da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì.”
    Le due ragazze si incontrano ad un matrimonio e Myu propone a Sumire di lavorare per lei. Così partono per un viaggio di affari che le porta in giro per il mondo fino ad un’isola greca. Ma proprio in quest’isola accade qualcosa che porta la giovane Sumire a sparire. “Svanire come fumo”, come spiegherà Myü al narratore, recatosi in Grecia alla ricerca della sua amica.
    Qui il racconto si fa più misterioso e meno facile , si sviluppa su un piano onirico , viene svelato il segreto di Myu che abbandona il sogno di diventare pianista dopo una avventura traumatizzante vissuta in un viaggio in Svizzera. Myü viene abbandonata su una ruota panoramica e da lì vede la finestra di casa sua. All’interno un’altra se stessa, il suo alter ego, fa sesso con un uomo in un rapporto che viene interpretato come coercitivo e violento. Questo evento la cambierà fortemente, la rendera fredda e frigida e le impedirà di amare e di farsi coinvolgere dai sentimenti.D’improvviso i suoi capelli diventano interamente bianchi come a simboleggiare un invecchiamento delle emozioni.

    Ma cosa è successo a Myu veramente? Si è sdoppiata o è passata dall’altra parte?
    E che fine ha fatto Sumire? Catturata da una musica Sumire fa un viaggio nel dopo vita, nell’aldilà o solo verso qualcosa di magico e inspiegabile . Parte alla ricerca di sé stessa. Quando alla fine telefona all’amico dicendo di essere in un luogo che non conosce bene , ma che vuole che lui la vada a prendere, la lontananza tra i due sarà eliminata. Cosa ci guida in un luogo, che cosa cerchiamo, cosa e chi inseguiamo?
    Il romanzo di Murakami parla di amore e morte, di viaggio, di sogni e traumi, di solitudine e malinconia, di affetti persi e ritrovati di inquietudine esistenziale con una prosa elegante e coinvolgente.

    “Sognare. Continuare a sognare. Entrare nel mondo dei sogni e non uscirne piú. Vivere lí per sempre.”

    “Dietro tutte le cose che crediamo di conoscere bene, se ne nascondono altrettante che non conosciamo per niente. La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti. ”

    “Nel mondo dei sogni non è necessario distinguere le cose. Non è per niente necessario. Tanto per cominciare lì non esistono linee di confine. Perciò nei sogni è difficile andare a urtare violentemente contro qualcosa, e se per caso questo accade, non ci si fa male. La realtà è diversa. La realta' morde.
    La realtà, la realtà.”

    “Forse non riuscirò più a scrivere romanzi. Ultimamente lo penso spesso. Non sono che una delle tante donne stupide e ingenue che infestano l’atmosfera, dotate solo di un’esagerata condizione di sé, perse a inseguire sogni irrealizzabili. Forse è ora anche per me di abbassare il coperchio del piano e uscire di scena. Prima che sia troppo tardi.”

    “Dopo la morte del mio cane, mi chiusi nella mia stanza a leggere tutto il tempo. Per me il mondo che trovavo nei libri era molto più vivo di quello che vedevo intorno a me. Lì dentro si spalancavano paesaggi mai visti prima. I libri e la musica diventarono i miei amici più grandi… Se avevo dei problemi non mi confidavo con nessuno. Ci pensavo, trovavo una soluzione e agivo, sempre da solo. ma non soffrivo particolarmente per la solitudine. La consideravo normale. In fondo, tutti gli esseri sono soli…
    E cominciai ad accorgermi che essere soli è una cosa molto triste. Essere soli è come, in una sera quando diluvia, stare fermi alla foce di un grande fiume e guardare un’enorme massa d’acqua gettarsi nel mare. Sei mai stato fermo alla foce di un grande fiume a guardare l’acqua che si getta nel mare?

    “Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati dalle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo farlo anche con destrezza”

    ha scritto il 

  • 3

    Murakami e i suoi finali

    Non credo ci sia nulla di spoilerante (termine appena coniato) nel dire che Murakami ha una passione innata per concludere le sue opere ad minchiam. Basta averne letta una sola. Sarebbe ingiusto dire ...continua

    Non credo ci sia nulla di spoilerante (termine appena coniato) nel dire che Murakami ha una passione innata per concludere le sue opere ad minchiam. Basta averne letta una sola. Sarebbe ingiusto dire che scrive male o che scrive cose poco interessanti, anzi, con quella sua scrittura esistenziale dettagliata, zeppa di riferimenti alla culturale sociale orientale, riesce sempre a trascinare per diversi metri il lettore. Purtroppo, ama chiudere i fili delle sue lunghe trame in un nodo striminizito, fatto più per necessità che per bellezza, e questo mi fa molto, ma molto, irritare.

    ha scritto il 

  • 3

    Más Murakami

    Creo que mi problema con Murakami es que ya he leído demasiado suyo. Me gusta, de hecho me llegó a gustar mucho... pero al final, su universo es algo repetitivo. O quizás se me ha pasado el momento de ...continua

    Creo que mi problema con Murakami es que ya he leído demasiado suyo. Me gusta, de hecho me llegó a gustar mucho... pero al final, su universo es algo repetitivo. O quizás se me ha pasado el momento de leerlo, que también puede ser... Estos libros de un estilo tan personal, no sólo te pueden gustar o no, sino que puede que en un momento de tu vida te gusten y en otro no...
    Aquí, de nuevo tenemos a dos personajes muy murakamianos: raros, solitarios, y aquejados de mal de amores, por así decirlo. Básicamente ellos son el libro. Aquí, la parte mágica tan presente en los libros de Murakami es muy sutil: apenas una escena, y, si acaso, la extraña desaparición de la coprotagonista (tranquilos, no es spoiler, el libro empieza con eso). Así que se convierte en un texto sobre una relación en la que se combinan la amistad y el amor, tanto homosexual como heterosexual, entre dos mujeres y un hombre, todos ellos de carácter bastante peculiar.
    Una lectura agradable, que quizás pueda ser una buena entrada suave a los mundos de Murakami.

    ha scritto il 

  • 4

    È passato tanto tempo da quando ho letto questo libro ma ne conservo un ottimo ricordo. Una pagina che tirava l'altra tanta era la voglia di scoprire tutti gli enigmi che ne emergevano. Interessanti l ...continua

    È passato tanto tempo da quando ho letto questo libro ma ne conservo un ottimo ricordo. Una pagina che tirava l'altra tanta era la voglia di scoprire tutti gli enigmi che ne emergevano. Interessanti le protagoniste femminili.

    ha scritto il 

  • 4

    "Era come nei sogni, dove manca il principio che rende possibile scegliere. O forse è assente la scelta che dà vita a quel principio".

    Solo nelle ultime pagine mi sono resa conto di non conoscere il n ...continua

    "Era come nei sogni, dove manca il principio che rende possibile scegliere. O forse è assente la scelta che dà vita a quel principio".

    Solo nelle ultime pagine mi sono resa conto di non conoscere il nome del narratore. E che potrei essere io.

    ha scritto il 

  • 3

    Un altro libro in pieno stile Murakami: il tutto è incentrato sui personaggi e la loro evoluzione interiore; la storia di per se è secondaria. Visto in quest'ottica il libro offre molti spunti su cui ...continua

    Un altro libro in pieno stile Murakami: il tutto è incentrato sui personaggi e la loro evoluzione interiore; la storia di per se è secondaria. Visto in quest'ottica il libro offre molti spunti su cui riflettere, incentrando l'attenzione soprattutto sulla solitudine dell'uomo nelle sue varie forme. Chi invece cerca una storia coerente, beh, rimarrà con un sacco di domande senza risposta. Come al solito io sono nel mezzo: mi piace molto lo stile di Murakami, come riesce ad incollarti alle pagine, a farti vivere le emozioni dei suoi protagonisti, ma al tempo stesso cerco anche una storia con un inizio ed una fine (certa), che in questo libro proprio non c'è. Ecco il motivo delle tre stelle nella valutazione. Due stelle per la storia, quattro per il resto, la media fa tre (o forse 3 e mezzo dai), ognuno può valutare da se cosa cerca in questi libri. Di sicuro io continuerò a leggere Murakami.

    ha scritto il 

  • 4

    "Dietro tutte le cose che crediamo di conoscere bene, se ne nascondono altrettante che non conosciamo per niente.
    La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti.
    Questo è il mio piccolo ...continua

    "Dietro tutte le cose che crediamo di conoscere bene, se ne nascondono altrettante che non conosciamo per niente.
    La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti.
    Questo è il mio piccolo metodo segreto per conoscere il mondo."

    Per me ormai Murakami è una certezza, i suoi libri sono sempre una boccata d’aria fresca tra una lettura e l’altra. Appena terminato questo splendido ma troppo breve romanzo sono stata seriamente tentata di consumare tutti i suoi altri lavori non ancora letti ma no, continuerò a centellinarli.
    La ragazza dello Sputnik è la storia di Sumire, una giovane impulsiva e dalla vita alquanto disordinata, che sogna di diventare una scrittrice. Sumire è segretamente innamorata di Myu, una donna sposata, bella, più grande di lei e molto ricca, capace però di amare soltanto sé stessa. Le vicende sono narrate da un ragazzo senza nome, un insegnante innamorato di Sumire la quale però non ricambia, considerandolo il suo migliore amico e nulla di più.
    In un’atmosfera onirica Murakami non ci racconta soltanto un consueto triangolo amoroso, ma la storia di tre solitudini che, pur incrociandosi fugacemente, sono destinate comunque a proseguire ognuna lungo la propria orbita, proprio come satelliti nello spazio, proprio come lo Sputnik (che in russo significa appunto “compagno di viaggio”).
    Voto: 7,5/10
    Se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook "La piccola biblioteca dei libri dimenticati". Questo è l'indirizzo:
    www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto. Le due stelle sono la media tra il voto al romanzo che ho trovato lento, noioso e piuttosto "spaesato", al punto da arrivare ad ipotizzare che considerato il titolo fosse proprio qu ...continua

    Non mi è piaciuto. Le due stelle sono la media tra il voto al romanzo che ho trovato lento, noioso e piuttosto "spaesato", al punto da arrivare ad ipotizzare che considerato il titolo fosse proprio questo l'obiettivo dell'autore ed in tal caso andrebbe considerato un capolavoro, ed il personaggio di Sumire, favolosa protagonista. Gil scrittori giapponesi hanno una matrice inconfondibile, forse non ero nella condizione psico-fisiologica per afforntare il loro modo di interpretare la realtà. Murakami è sicuramente un gran romnaziere ma, consiglierei altri titoli.

    ha scritto il 

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