La recita di Bolzano

Di

Editore: Adelphi

3.7
(695)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000039700 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Meta' della mia vita è passata, non mi pento di nulla, non mi sono annoiato un solo istante, il mio petto è segnato da ferite di coltello, ho trascorso molte notti sotto le stelle, senza nome, senza un amico, senza un'amante, senza un soldo in tasca."

    "....E tutto il resto, la cautela e la saggezza, l'accortezza e l'esperienza non valgono un soldo bucato se non li riscalda la passione folle della giovinezza, quello strano desiderio di depredare il ...continua

    "....E tutto il resto, la cautela e la saggezza, l'accortezza e l'esperienza non valgono un soldo bucato se non li riscalda la passione folle della giovinezza, quello strano desiderio di depredare il mondo e insieme di sperperare se stessi, che tende le braccia per afferrare quanto il mondo gli offre e getta via a piene mani tutti ciò che gli dona la vita!"

    Che altro aggiungere? Da brividi!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Prolisso, troppo prolisso.
    Fondamentalmente di trama c'è ne poca. Ricco di monologhi e descrizioni che ti fanno perdere il segno. Avrebbe qualcosa da insegnare, ma ci si perde nei lunghi discorsi senz ...continua

    Prolisso, troppo prolisso.
    Fondamentalmente di trama c'è ne poca. Ricco di monologhi e descrizioni che ti fanno perdere il segno. Avrebbe qualcosa da insegnare, ma ci si perde nei lunghi discorsi senza fine, di cui rimane un'idea vagamente confusa.

    ha scritto il 

  • 5

    La recita di Bolzano
    Di Sandor Marai

    Questo romanzo è bellissimo, letto tutto d'un fiato, mi ha emozionato tantissimo 😍
    Qui abbiamo la dimostrazione che anche i "sciupa femmine" possono capitolare.
    Vi ...continua

    La recita di Bolzano
    Di Sandor Marai

    Questo romanzo è bellissimo, letto tutto d'un fiato, mi ha emozionato tantissimo 😍
    Qui abbiamo la dimostrazione che anche i "sciupa femmine" possono capitolare.
    Vie accostato al libro di Casanova, infatti il personaggio principale si chiama Giacomo ed è un "libertino"; però qui troviamo un Giacomo diverso, che si innamora e fa follie per la sua donna.
    Scritto in modo semplice, lieare, non vi aspettate suspense o colpi di scena, secondo me è un racconto un po' allungato.
    Se tanto mi da tanto, anche gli altri suoi scritti saranno belli.
    Per ora ho fatto bingo, due letti e due piaciuti 😍
    Buona lettura a tutti

    ha scritto il 

  • 5

    Era da un po' che non leggevo un libro che mi facesse sobbalzare e chiedere "ma perché ho aspettato tanto a leggere quest'autore?"
    Una vera e propria recita, dove ogni personaggio assolve perfettamen ...continua

    Era da un po' che non leggevo un libro che mi facesse sobbalzare e chiedere "ma perché ho aspettato tanto a leggere quest'autore?"
    Una vera e propria recita, dove ogni personaggio assolve perfettamente al proprio ruolo. Dal non quasi più giovane libertino che ammalia ma forse non sarà più lo stesso a causa dell'amore o forse anche per l'avanzare dell'età, al vecchio e arrogante conte, logorroico e un po' patetico, convinto che si possa comprare tutto, anche il non morire in solitudine e la donna, che si fa manovrare consapevolmente e che manovra e scopre il potere della parola scritta. Penso proprio che rientrerà tra i libri indimenticabili.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'impossibile arsura

    Giacomo Casanova fugge dal carcere dei Piombi a Venezia, e trova rifugio a Bolzano, dove per qualche giorno sosta presso una locanda. Ha in programma di rimettersi in sesto dopo la lunga prigionia, le ...continua

    Giacomo Casanova fugge dal carcere dei Piombi a Venezia, e trova rifugio a Bolzano, dove per qualche giorno sosta presso una locanda. Ha in programma di rimettersi in sesto dopo la lunga prigionia, le maggiori corti europee lo aspettano, dovrebbe riprendere la sua vita di libertino. Ma non riparte subito. In città vive Francesca, suo amore passato, o meglio, sospeso, forse l’unico vero amore della sua vita, ora moglie del Conte di Parma che in passato l’aveva, a causa proprio di Francesca, sfidato e sconfitto a duello lasciandolo gravemente ferito.

    Prima sospensione temporale in una struttura di romanzo dove nulla sembra accadere, dove tutto si svolge in riflessione introspettiva e gli interminabili monologhi si muovono su quel piano invisibile e concreto del vissuto vero: non siamo mai lì dove siamo, ma sempre lì dove sono i nostri pensieri. Spettacolare mestiere di Marai da questo punto di vista: ci porta a teatro, questo il registro del libro, un libretto teatrale barocco, per assistere alla rappresentazione di ciò che accade dentro e non si vede. Perché la storia con Francesca si è conclusa si, con il duello a fil di lama, ma è rimasta in sospeso, non è finita, o meglio, non si è compiuta.

    Ben lo intuisce, anzi di più, lo comprende l’ormai vecchio Conte di Parma, che in cambio di denaro e del suo appoggio chiede all’artista, il migliore, Casanova di recitare la sua parte: di far collassare in un’unica notte, ciò che agli innamorati chiede anni, magari un’intera vita: il dipanarsi di un amore, i suoi apici di passione, la vertigine del perdersi abbandonandosi, fino al tratto di parabola discendente, il mostrarsi come davvero si è, la disillusione, lo sfiorire amaro, la fine.

    Tutto in una notte, in modo che Francesca torni dal Conte guarita dalla sua malattia, di modo che il Conte non debba più sopportare, alla sua tavola, nel suo letto, nella mente e nel cuore della donna che ama la presenza invisibile e concretissima dell’uomo che sua moglie ama, Casanova. Non c’è che un modo per far questo: conoscerlo. Conoscersi. Il Conte e Casanova stipulano un contratto quindi, ed ognuno, per una notte, reciterà la sua parte, indosserà la maschera fino alla fine.

    Incredibile capacità di lettura dell’animo umano in profondità, dei suoi meccanismi, dei suoi eroismi, delle sue viltà e delle sue bassezze. Notevolissime le innumerevoli riflessioni sull’amore, sulla scrittura, sul vivere, e soprattutto, sul destino.

    Un destino che si ripropone, all’improvviso, rimodulando il passato che non si chiude mai, che torna sempre e sempre ci insegue come un cacciatore sanguinario. Fin quando arriva, dunque, ineludibile, l’appuntamento con il tempo in cui un’attesa deve compiersi.

    Infinito egoismo e ricerca della propria felicità ed al contempo, come sempre accade nell’intreccio complesso della vicenda umana, infinito amore per l’altro fino alla nullificazione di sé: il Conte rinuncia a sua moglie per una notte, Francesca annulla sé, ma invano, Giacomo, quasi contro la sua natura, per una volta ama davvero.

    Il Conte avrà sua moglie, ma non come l’avrebbe voluta e impossibilitato ad amarla come avrebbe desiderato; Francesca avrà la sua vendetta, ma non avrà Giacomo; Giacomo, proprio lui, il predatore della vita, per la prima volta non avrà nulla, se non una ferita profondissima e per sempre.

    Tutti i personaggi della “Recita” sono infelici, arsi dalla sete di un appagamento impossibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Più di una volta mi è capitato di sentire o leggere lo stupore degli ungheresi a proposito del successo internazionale di Marai.
    Non lo considerano il loro più grande autore del Novecento. E invitano ...continua

    Più di una volta mi è capitato di sentire o leggere lo stupore degli ungheresi a proposito del successo internazionale di Marai.
    Non lo considerano il loro più grande autore del Novecento. E invitano a leggere altri connazionali. Di qui l’entusiasmo con cui venne accolto il premio Nobel a Imre Kertész nel 2002.
    Ammetto la mia colpevole ignoranza per quel che concerne l’opera di Kertész, né intendo far paragoni.
    Ma lo dico lo stesso: l’opera di Marai, come quella di Pessoa, da sola vale tutta una letteratura.
    Credevo di averne letto abbastanza, ma sbagliavo. "La recita di Bolzano" è un capolavoro assoluto.
    Il suo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo autore per me è una garanzia. I lunghi dialoghi sono sempre molto teatrali e avvincenti. Stavolta però il libro "ingrana" con un po' di ritardo. Direi che se lo si leggesse a partire da pagina ...continua

    Questo autore per me è una garanzia. I lunghi dialoghi sono sempre molto teatrali e avvincenti. Stavolta però il libro "ingrana" con un po' di ritardo. Direi che se lo si leggesse a partire da pagina 136, non sarebbe un gran danno. Da lì in poi viene descritto il contratto che darà luogo alla recita menzionata nel titolo e che in realtà mi aveva incuriosito quando l'ho comprato.

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa vuole dirci Màrai? Quando il destino si presenta, non rimane altro da fare che recitare la propria parte. La risata di Balbi è l'azzeccata teatrale conclusione dello spettatore/lettore che rende ...continua

    Cosa vuole dirci Màrai? Quando il destino si presenta, non rimane altro da fare che recitare la propria parte. La risata di Balbi è l'azzeccata teatrale conclusione dello spettatore/lettore che rende omaggio all'ultimo atto a cui ha assistito.
    Salvo poi trasformare l'energia e la forza di un sentimento in vendetta. La vita è un grande incidente.
    Quale è l'importanza e funzione di un contratto? Il destino procede per contratti. Come è commovente la ingenuità di volere stipulare contratti alle spalle del destino. Lo dice Francesca: niente e nessuno può salvare il conte.
    La perfezione della lettera di Francesca è per lettori intenditori. Chi saprà leggerla?
    Nelle storie d'amore, soltanto-te-per-sempre fa un po' ridere, pensateci bene. Ma il destino non ha bisogno di giustificarsi, né di rendersi serio o rispettabile. Ha in pugno i suoi attori e fa di loro ciò che vuole.
    E questo è un romanzo potente, con personaggi tremendi e straordinari, e la fine è solo un altro inizio. Certo, il destino va riconosciuto, non frainteso, non deve essere una giustificazione per le nostre debolezze e pigrizie o pavidità. Come dice Marai, è nostro dovere riconoscere il destino e scoprire la nostra vera natura. Imprescindibile nobile obbligo di esseri umani.
    Due uomini, Giacomo e il Conte, hanno stipulato un contratto: tutte le passioni dell'innamoramento, dall'estasi sino alla disillusione, devono essere concentrate in una sola notte, per lei, Francesca. Ma Francesca non è come sembra, e si presenta sulla scena già consapevole. Non solo, addirittura già disillusa. E ciò che fa è recitare un monologo pericoloso. Ogni angelo è terribile, è stato detto. La recita, quindi, ha avuto inizio dalla fase che i due uomini avevano stabilito come finale. Il Conte riavrà la sua Francesca esattamente come la voleva: disillusa. Salvo capire, noi lettori, che quella disillusione non costituisce l'esito definitivo della recita. Nulla si conclude. Anzi, è proprio dalla disillusione che hanno inizio, e non fine, Giacomo e Francesca. Il giorno in cui lui l'ha venduta, ha preso inizio ogni cosa. Quella recita è solo un intermezzo. Uno dei tanti atti. Il Conte, saggio e intelligente, è però rimasto qualche atto indietro. Ecco perché ha inseguito qualcosa, la disillusione di Francesca, che invece c'era già. Continuerà ad amarla come ha sempre fatto.
    Francesca invece ha avuto la sua vendetta, e ha gettato il suo amo per Giacomo.
    Giacomo incassa il colpo, e le sue intenzioni sono chiarissime. Dice "sai bene, che quando ti risponderò, non sarà con penna e inchiostro". Infatti, subito dopo usa penna e inchiostro, ma, per mantenere coerenza, indirizza la lettera al conte. Perché è evidente che quelle parole non sono per il Conte e che quelle stesse parole non significano quello che letteralmente dicono. Un po' come le conversazioni con il barbiere, dove diceva, più o meno, che fra uomini dello stesso genere si capisce di fare conversazione su qualcosa, ma di parlare in realtà d'altro. Ed è questo, a grandi linee, il senso di quella lettera finale: quando il vecchio marito se ne sarà andato, fra pochi mesi, "prega, Francesca, di non incontrarmi mai più. Perché se noi dovessimo incontrarci, tutte le tue parole potrebbero divenire la tua realtà. La nostra realtà". E anche Giacomo diventa terribile. Ed è un altro appuntamento, con il destino, che, lo sappiamo ormai, busserà puntualissimo. Tutti i personaggi rimangono in attesa, ancora, del successivo atto. Questa è una recita dell'intimo umano. Cosa accade dentro di noi.

    ha scritto il 

  • 5

    Giacomo Casanova che riflette sulla vecchiaia incipiente, sulla vita, sul mistero potente della scrittura. Francesca, nobildonna toscana, sua antica conquista, che in un apologo sconvolgente gli svela ...continua

    Giacomo Casanova che riflette sulla vecchiaia incipiente, sulla vita, sul mistero potente della scrittura. Francesca, nobildonna toscana, sua antica conquista, che in un apologo sconvolgente gli svela il mistero dell'amore e della vita. Il potente conte di Parma, marito di Francesca, che pur quasi morente cerca di allontanare per sempre l'uno dall'altra con un contratto...Il tempo è rallentato, i personaggi appaiono e scompaiono come ombre, tutto è freddo e nitido e dolente come la natura sotto la neve in un tardo pomeriggio d'inverno dell'anno 1756. Splendido e intensissimo

    ha scritto il 

  • 5

    la resita di bolzano

    Marai è un grandissimo scrittore, da collocare nell'olimpo.
    il modo di sviscerare con delicatezza le personalità dei protagonisti e le loro relazioni è sono deglo di un grandissimo, anche se come in t ...continua

    Marai è un grandissimo scrittore, da collocare nell'olimpo.
    il modo di sviscerare con delicatezza le personalità dei protagonisti e le loro relazioni è sono deglo di un grandissimo, anche se come in tutti i suoi romanzi non accade mai nulla.
    Da leggere e rileggere.

    ha scritto il 

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