La regina della Rosa Rossa

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.7
(203)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 882005082X | Isbn-13: 9788820050825 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
Erede del nobile casato dei Lancaster, Margaret Beaufort è una donna ambiziosa, fermamente convinta che la Rosa Rossa, simbolo della sua famiglia, sia destinata a regnare sull'Inghilterra. Ma i suoi sogni si infrangono il giorno in cui Enrico VI, amato cugino e sovrano, rifiuta di sposarla..
Delusa e amareggiata, si lascia convincere dalla madre a un matrimonio senza amore. Si ritrova così, ancora giovanissima, legata a un uomo che ha il doppio dei suoi anni e ben presto incinta di un figlio che non ha mai voluto. Margaret, però, non si arrende.
Sola, tormentata da desideri irrealizzabili, decide di trasformare i suoi fallimenti in un trionfo: se lei non è riuscita a ottenere la corona, farà di tutto perché l'ottenga il figlio. Senza lasciarsi intimidire dal crescente potere della dinastia degli York, che si contrappone ai Lancaster ogni giorno di più, Margaret chiama il bambino Enrico. Come il re. E si prepara a marciare verso il trono, tra ambigue alleanze, complotti segreti e falsi giuramenti, pronta a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo. Anche a costo di rinunciare per sempre all'amore.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Personaggio peggiore... capitolo migliore

    Volume di poco superiore ai precedenti, peccato solo che sia il più breve.
    Sotto il regno del re dormiente Enrico VI di Lancaster, la giovanissima Margaret Beaufort, unica erede del casato di Beaufort ...continua

    Volume di poco superiore ai precedenti, peccato solo che sia il più breve.
    Sotto il regno del re dormiente Enrico VI di Lancaster, la giovanissima Margaret Beaufort, unica erede del casato di Beaufort, cugini primi dei Lancaster, viene data in moglie ad Edmund Tudor affinché generi un maschio, un erede al trono, dal momento che Enrico VI e Margherita d’Angiò non hanno ancora figli. Margaret, estremamente religiosa e ossessionata dai racconti dei soldati inglesi su Giovanna d’Arco, la fanciulla che parlava direttamente con Dio, vorrebbe diventare suora e soprattutto vorrebbe diventare santa, essendo sicura di essere prediletta da Dio e che Lui le parli. Costretta al matrimonio dalla dispotica madre (ecco che ritorna il leitmotiv freudiano dell’autrice), Margaret legge allora in questo il “volere di Dio”: lei dovrà generare un maschio che sarà il prossimo re d’Inghilterra e, dopo aver dato alla luce il suo unico figlio, Enrico, questa sarà la convinzione e lo scopo della sua vita.
    Le vicende che si susseguono sono le stesse narrate ne “La regina della rosa bianca” e “La futura regina”, ovvero la caduta del casato di Lancaster e l’ascesa di Edoardo di York, il suo matrimonio con Elisabetta Woodville, gli intrighi del duca di Warwick per ripristinare la dinastia di Lancaster, fino all’usurpazione di Riccardo di Gloucester, risolvendo un mistero rimasto insoluto durante i precedenti due volumi, ovvero quello dei due “Principi nella Torre”. Stavolta dal punto di vista di Margaret, erede della rosa rossa di Lancaster.
    Margaret, incredibile a dirsi, e io stesso non me lo aspettavo, l’ho trovata un personaggio affascinante, mentre nel telefilm “The White Queen” era oltremodo insopportabile, ma l’attrice che la interpretava, Amanda Hale, era la migliore del cast. Sebbene nel suo fanatismo risulti a tratti parecchio stereotipata (ma tanto si sa che molti protestanti tendono a stereotipare i cattolici, basti vedere quella trashata che è il telefilm “Reign”) riesce comunque a guadagnarsi l’apprezzamento del lettore per la sua forza d’animo e la sua costanza. Nonostante le mille difficoltà, continua lungo il corso della sua vita a tracciare la strada di suo figlio per il trono d’Inghilterra, senza fermarsi davanti a nulla, sorretta dalla sua convinzione di essere una prediletta di Dio e di conseguenza ricorrendo ad ogni mezzo, anche il crudele e sanguinario, convinta che sia il volere di Dio a guidarla. All’inizio, questo suo fanatismo estremo è sia fastidioso che patetico, ma quando alla fine Margaret esce vincitrice dallo scontro ultraventennale della Guerra delle due rose, ci rendiamo conto che, volontà divina o no, lei è comunque riuscita a farsi strada in un mondo dove sono gli uomini a decidere con le sue forze… e anche con un buon aiuto di altri uomini, meno religiosi ma ugualmente assetati di potere. Non ci sarà stata la mano di Dio in questa carneficina, ma sicuramente il Diavolo ci avrà messo il suo zampino e in fondo, come dico sempre, anche il Diavolo è stato creato da Dio.
    Una pecca, anzi le pecche che la Gregory non abbandona sono quelli che a lungo andare diventano i suoi cliché, primo fra tutti il fatto che debba esserci per forza una storia d’amore anche se la trama potrebbe farne a meno senza risentirne. Margaret è già di per sé un personaggio freddo, il cui unico amore è il figlio (anche se sembra amare più che altro la grandezza che quel figlio potrebbe portare a lei) e inserire uno dei soliti innamoramenti a random, nati dal nulla, tipici dell’autrice, col cognato Jasper Tudor l’ho trovata riuscita male, soprattutto per la mancanza di approfondimento e proprio per il fatto che sembra essere nato dal nulla.
    Altra cosa, e questa me l’aspettavo, il suo continuo ricordarci che lei è filo-York e pro-Woodville.
    La cosa ironica è che la Gregory fa di tutto per far piacere le Woodville (la madre e, soprattutto, la figlia) ma ottiene il risultato opposto, almeno lo ha ottenuto con me. Prediamo Elisabetta di York. Tutti gli uomini che la vedono non possono fare a meno di ammirare la sua bellezza e le sue mille e una doti, e questa già è una cosa abbastanza normale nei romanzi della Gregory, ma persino le protagoniste dei romanzi tecnicamente “anti Woodville” come questo e “La futura regina”, Anna Neville e Margaret si lasciano ammaliare da Elisabetta. Ne esce quindi il prototipo di una Mary Sue piatta e che il lettore dovrebbe amare a prescindere ed io odio i personaggi super-perfetti e odio soprattutto quando un autore ti costringe ad apprezzare un personaggio a forza. Credo sia questo il motivo per cui, per tutta la saga, ho parteggiato per chiunque tranne che per le Woodville.
    Do una mezza stellina in più a questo volume principalmente per il cambio di prospettiva estremo che ci da una storia a suo modo diversa che spezza il continuo ripetere gli intrighi alla corte degli York e spostandosi in castelli più isolati, nella testa di una donna frustrata e ambiziosa. Poteva venirne fuori qualcosa di meglio, ma la Gregory, e questo volume ne è stata la conferma, pretende di ottenere il massimo del risultato col minimo dello sforzo.
    Questo era il secondo volume scritto dall’autrice ma io l’ho lasciato per penultimo per mantenere vivo l’effetto del mistero dei Principi della Torre che qui trova la sua soluzione (pure più credibile della tradizione scespiriana) e anche perché, a differenza de “La regina della rosa bianca” e de “La futura regina”, termina con la battaglia di Bosworth Field e quindi apre direttamente la porta all’ultimo volume della saga.

    ha scritto il 

  • 4

    bello

    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2016/02/trame-e-opinioni-la-regina-della-rosa.html
    Continua la mia lettura di una delle saghe più intriganti, conturbanti... E' impressionante quanto il mondo ...continua

    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2016/02/trame-e-opinioni-la-regina-della-rosa.html
    Continua la mia lettura di una delle saghe più intriganti, conturbanti... E' impressionante quanto il mondo della Gregory mi catturi tutte le volte che decido di leggere uno dei suoi romanzi, anche se continuo a leggerli in modo disordinato. Va beh pazienza!
    Ho terminato proprio in questi giorni La regina della Rosa Rossa, questa volta abbiamo il punto di vista di una Lancaster, di quello che deve subire, di ciò che la realtà la porta a scegliere, a combattere per il nome del suo casato. E' un altro romanzo che ti immerge nei meandri degli insidi di una corte che continua a combattere per un potere mai completamente raggiungibile.
    Una lotta tra due casati, gli York e i Lancaster che vede coinvolti non solo re, ma uomini di corte, cavalieri, e popolo, l'unico costretto a un giogo più grande, e poi ci sono le donne, che la Gregory disegna in modo magistrale, donne che sembrano vulnerabili, costrette a matrimoni di convenienza, costrette a giacere nonostante tutto, e a nascondere amori in illusioni di una vita che purtroppo non arriverà mai. Margaret, nata e cresciuta sotto uno stemma quello dei Lancaster, svezzata, potremmo anche dire ammaestrata affinché possa sedere lei su quel trono, un trono che purtroppo non vedrà mai, una sorte che non capiterà solo a lei, ma va bene, Margaret capisce subito che se lei non potrà mai essere regina farà in modo che lo diventi suo figlio, un figlio che non voleva ma ha imparato ad amare per un bene superiore.
    Ancora una volta la Gregory racconta la storia dal suo punto di vista, quello di una donna, un racconto meticoloso, non solo di vita ma anche di amori, di desideri irrealizzabili.
    Intenso, passionale una lettura che affronta un periodo storico che vide combattersi due casati che diedero re e regine di nota fama!

    La serie delle Rose (La guerra dei cugini) è così composta:
    La signora dei fiumi
    La regina della Rosa Bianca (leggi la recensione)
    La regina della Rosa Rossa
    La futura regina (leggi la recensione)
    Una principessa per due re (leggi la recensione)
    The King's Curse inedito in Italia

    ha scritto il 

  • 4

    l'esistenza delle donne nella Storia!!!

    Dite quello che vi pare.
    Lo sceneggiato tratto dai lavori della Gregory ha un piglio simil Harmony. Sembra che per attirare le lettrici/spettatrici oggi serva QUESTO. Eppure, nonostante le libertà nar ...continua

    Dite quello che vi pare.
    Lo sceneggiato tratto dai lavori della Gregory ha un piglio simil Harmony. Sembra che per attirare le lettrici/spettatrici oggi serva QUESTO. Eppure, nonostante le libertà narrative, Philippa Gregory alla fine dei suoi libri con copertine dall'appeal very femminile (leggi: qui si ama, sospira e scopa) ha almeno cinque pagine di bibliografia. Son poche? Son tutti trattati storici.
    La Storia, la gregory te la racconta tutta attraverso gli occhi delle donne che hanno condiviso e subito il destino degli uomini a cui sono state sposate (funzionava così, sta minkiata dell'amore non c'era). Se ti andava bene il tizio lo amavi, se no lo sopportavi e periodicamente ti ci stendevi sotto mentre lui tentava di avere una discendenza, Due palle INIMMAGINABILI, e pure un po' schifo.
    La Guerra delle due Rose è complessa, gli York e i Lancaster sono cugini, discendenti da Edoardo III Plantageneto. Se le sono suonate a colpi di spadoni, mazze ferrate e figli sfornati con solerzia.
    Margaret Beaufort è la protagonista di questo tomo di oltre 400 pagine: bigotta, se volete, rimette tutto nella mani di Dio che per una vita non l'ascolta fino a Bosworth Field, dove suo figlio Edoardo fa fuori l'ultimo dei Plantageneti, Riccardo III, il malvagio re avido di potere. Leggere Philippa Gregory è capire in parte una storia difficile, guidata da sete di potere, odio e una ferocia che si apprende solo quando ereditate qualcosa di grosso e dovete vedervela con i parenti dal notaio. Grazie a dio non si usa più l'ascia bipenne. Buon Libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante il personaggio di Margaret Beaufort mi sia risultato antipatico e ostile, la storia è comunque appassionante e rivedere gli stessi avvenimenti del libro precedente (La Regina della Rosa Bia ...continua

    Nonostante il personaggio di Margaret Beaufort mi sia risultato antipatico e ostile, la storia è comunque appassionante e rivedere gli stessi avvenimenti del libro precedente (La Regina della Rosa Bianca) da un punto di vista diverso è davvero interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    Una gran fatica arrivare alla fine...

    Finalmente siamo arrivati alla fine, anche stavolta è stata davvero una bella faticata... ma dove sta la narrazione scorrevole della saga dei Tudors? mi manca moltissimo. Certo che Lady Margaret non è ...continua

    Finalmente siamo arrivati alla fine, anche stavolta è stata davvero una bella faticata... ma dove sta la narrazione scorrevole della saga dei Tudors? mi manca moltissimo. Certo che Lady Margaret non è di certo il personaggio più adorabile del mondo. Povera Elisabetta che se l'è ritrovata come suocera. La compiango davvero! Ad ogni modo è interessante andare un po' più a fondo sulle vicende della guerra delle due rose, ma per il momento mi fermo qui, gli altri aspetteranno (e penso anche parecchio).

    ha scritto il 

  • 4

    meglio del primo...

    ... anche se non sono riuscita ad amare Margaret. L'ho trovata parecchio piatta e ipocrita. Rispetto al precedente, però, gli intrighi di corte mi sono piaciuti di più (Stanley *^*) e ho trovato inter ...continua

    ... anche se non sono riuscita ad amare Margaret. L'ho trovata parecchio piatta e ipocrita. Rispetto al precedente, però, gli intrighi di corte mi sono piaciuti di più (Stanley *^*) e ho trovato interessante vedere le stesse vicende del primo libro con un punto di vista diverso. In particolare, la faccenda dei due piccoli principi...
    ora credo che salterò all'ultimo perché sono incuriosita da Elisabetta di York! :)

    ha scritto il 

  • 5

    Margaret R.

    Allontanandola dall'immagine di santità in cui la tradizione l'aveva relegata, con Margaret Beaufort la Gregory tratteggia un eroina straordinaria che vince a mani basse sulla bellissima ed eterea reg ...continua

    Allontanandola dall'immagine di santità in cui la tradizione l'aveva relegata, con Margaret Beaufort la Gregory tratteggia un eroina straordinaria che vince a mani basse sulla bellissima ed eterea regina Elizabeth: contro ogni avversità e in barba ai propri stessi limiti, la lealtà all'ideale e una volontà di ferro sono armi da regina.

    leggi tutto su: http://firstimpressions86.blogspot.it/2014/10/the-other-sister-margaret-beaufort.html

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura molto bella e scorrevole. Mi sto appassionando molto alle vicende dell'Inghilterra di quel periodo storico. Scritto bene e veramente intrigante. La protagonista poi, ti verrebbe da prenderla a ...continua

    Lettura molto bella e scorrevole. Mi sto appassionando molto alle vicende dell'Inghilterra di quel periodo storico. Scritto bene e veramente intrigante. La protagonista poi, ti verrebbe da prenderla a sberle in continuazione, con la fissazione di essere in contatto con Dio, e per i suoi vaneggiamenti, sempre in nome della parola di Dio e della Madonna. Insomma, una pazza invasata, alla quale la fortuna ogni tanto sorride.

    ha scritto il