La scopa del sistema

Di

Editore: Einaudi

4.1
(2471)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 426 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8858401247 | Isbn-13: 9788858401248 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Le avventure di Lenore, che si mette alla ricerca della bisnonna, antica studiosa di Wittgenstein, fuggita dalla sua casa di riposo insieme a venticinque tra coetanei e infermieri; del fratello LaVache, piccolo genio con una passione smodata per la marijuana; del pappagallo di famiglia, Vlad l'Impalatore, che recita sermoni cristiani su una Tv via cavo; di Norman Bombardini, re dell'ingegneria genetica, che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero; di Rick Vigorous, il capo e l'amante di Lenore, negazione vivente del suo stesso cognome. Una galleria di personaggi uno più esilarante e paradossale dell'altro, sullo sfondo di un'America impazzita, grottesca, più vera del vero. Scritto a ventiquattro anni nel 1987, questo è il romanzo che ha rivelato al mondo la nascita di un talento e di una figura di culto e - come sottolinea Stefano Bartezzaghi nell'introduzione - "è probabilmente per questo che la notizia del suo suicidio ha percosso i suoi lettori con la forza di uno staffilante dolore personale, diretto: cosa avesse in testa quell'uomo non era più una questione letteraria, era diventata una questione esistenziale senza vie di scampo. E in tanti ci si è chiesti quando sarà possibile tornare a leggere le sue opere senza pensarci, senza dare troppo peso ai presagi di cui ora sembrano pullulare".
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  • 4

    Lenore alla ricerca di Lenore, la bisnonna allieva di Wittgenstein, fuggita dalla casa di riposo. Lenore e la sua volontà di indipendenza. Lenore circondata da personaggi curiosi. Rick Vigorous, a dir ...continua

    Lenore alla ricerca di Lenore, la bisnonna allieva di Wittgenstein, fuggita dalla casa di riposo. Lenore e la sua volontà di indipendenza. Lenore circondata da personaggi curiosi. Rick Vigorous, a dire il vero ben poco vigoroso datore di lavoro e forsepiùomenofidanzato. LaVache, geniale fratello con una gamba di legno parcheggiato al college a fumare. Candy, l'amica con cui condivide l'appartamento e il lavoro da centralinista. il Norman Bombardini che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero. Lo psicoterapeuta dott. Jay. Il padre e la sua azienda di prodotti alimentari. Wang-Dang Lang e Mindy Matelman protagonisti dell'avvio del romanzo che improvvisamente ritornano. Il pappagallo, Vlad l'impalatore, reclutato da un telepredicatore. ...
    Qual è la storia? Se ne intrecciano diverse: quella della ricerca della bisnonna e di una battaglia per un brevetto, quella di un centralino impazzito, ... quelle dei tanti libri sottoposti alla casa editrice di Rick.
    Un guazzabuglio. Divertente

    ha scritto il 

  • 5

    Lenore.
    Lei, che crede di esistere solo in quanto raccontata, è in fondo il personaggio più reale fra tutti. È quella vestita di bianco in uno scenario in cui luci ed ombre si scambiano continuamente ...continua

    Lenore.
    Lei, che crede di esistere solo in quanto raccontata, è in fondo il personaggio più reale fra tutti. È quella vestita di bianco in uno scenario in cui luci ed ombre si scambiano continuamente il ruolo di protagonista.

    ha scritto il 

  • 5

    L'esordio di un genio

    Fantasmagorico quanto lucido, satirico e spietato, spesso esilarante (l'uccellino parlante Vlad l'Impalatore o le sedute psicanalitiche), e stilisticamente vorticoso.
    Wallace era un genio precoce (que ...continua

    Fantasmagorico quanto lucido, satirico e spietato, spesso esilarante (l'uccellino parlante Vlad l'Impalatore o le sedute psicanalitiche), e stilisticamente vorticoso.
    Wallace era un genio precoce (questo è il suo esordio a 25 anni!), e leggerlo è un'esperienza che consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    letto troppo in fretta, sono sicuro di essermi perso delle cose importanti. per il momento lo metto da parte ma necessità rilettura più attenta.
    il libro è molto bello, non leggevo DFW da anni, e ho p ...continua

    letto troppo in fretta, sono sicuro di essermi perso delle cose importanti. per il momento lo metto da parte ma necessità rilettura più attenta.
    il libro è molto bello, non leggevo DFW da anni, e ho potuto apprezzarne come se fosse la prima volta le trovate. stile e trama sono di un originalità pazzesca.
    è un libro che ha bisogno di spazio e tempo adeguati per sedimentare.

    ha scritto il 

  • 5

    E' il magnifico esordio di un genio. Ho scoperto Wallace da poco ed è stato emozionante. assolutamente originale, folle. Lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di osare un po'. Ottima la scrittu ...continua

    E' il magnifico esordio di un genio. Ho scoperto Wallace da poco ed è stato emozionante. assolutamente originale, folle. Lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di osare un po'. Ottima la scrittura, densa, impegnativa, ma magicamente scorrevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppa roba. Tante pagine esuberanti, alcune chicche scritte con tecnica affilata e ineccepibile, altri spunti creativi ben riusciti. Se però l'autore voleva giocare sul nonsense per comunicare qualco ...continua

    Troppa roba. Tante pagine esuberanti, alcune chicche scritte con tecnica affilata e ineccepibile, altri spunti creativi ben riusciti. Se però l'autore voleva giocare sul nonsense per comunicare qualcosa di diverso da un iperbolico parlarsi addosso, con me non ci è riuscito.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto? Sì.
    Perché? Non lo so.
    Ha molte pagine inutili, molte pagine incomprensibili, molte difficili, molte divertenti e molte geniali.
    Ha molte pagine.
    L'ho capito? Mica tanto. Eppure, nonost ...continua

    Mi è piaciuto? Sì.
    Perché? Non lo so.
    Ha molte pagine inutili, molte pagine incomprensibili, molte difficili, molte divertenti e molte geniali.
    Ha molte pagine.
    L'ho capito? Mica tanto. Eppure, nonostante una trama che non saprei riportare e personaggi che non saprei collocare, sono contento di averlo letto. È un po' come dire che non è fondamentale comprendere qualcosa per apprezzarlo. Del resto, a parte “Michelle”, che non offre difficoltà, perché è un po' come la stele di Roseta, con le frasi in francese e in inglese (Sont des mots qui vont tres bien ensemble... these are words that go together well) a parte “Michelle”, dicevo, non capisco i testi delle canzoni in inglese. Eppure le amo: ho la casa piena di musica anglofona, con raccoglitori di CD, giga di mp3 sul computer e in cantina ci sono scatole di C90, probabilmente smagnetizzate.
    Con le arti figurative è lo stesso: non sono in grado di spiegare cosa volesse dire un De Chirico in certe sue opere, eppure starei settimane, in piedi, a osservarle.
    Viene un po' fuori la differenza che esiste tra un romanzo e un noir.
    Se alla fine di un noir o di un thriller non ho capito chi era l'assassino o come hanno fatto a incastrarlo, so di aver perso tempo e sonno. In un romanzo come questo invece, posso accontentarmi di stare a guardare senza essere obbligato a sapere, perché c'è della bellezza.
    Mettiamola così: “La scopa del sistema” mi è piaciuto, non posso premiarlo troppo perché oggettivamente poteva aiutarmi un pochino. Ha il pregio di avermi sbloccato il livello successivo che si chiama “Infinite Jest”. Ho già cominciato a cercarlo, usato, nelle bancarelle di via Cernaia, ma non ho fretta. Adesso vorrei leggere qualcosa di diverso (leggi: facile) che mi ricarichi l'autostima perduta, che mi rapisca e mi porti da qualche parte. Qualcosa di leggero, che non serva a nulla se non a conciliarmi il sonno, la sera. La scelta è fin troppo ampia.

    ha scritto il 

  • 4

    Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti.

    É il primo libro che leggo. Beh sì, escludendo quelli imposti e facenti parte del percorso liceale che, essendo appunto imposti da altri, non hanno mai avuto una grande presa sul sottoscritto, più per ...continua

    É il primo libro che leggo. Beh sì, escludendo quelli imposti e facenti parte del percorso liceale che, essendo appunto imposti da altri, non hanno mai avuto una grande presa sul sottoscritto, più per un mio limite che per altro. Sono arrivato quindi a vent'anni compiuti a voler iniziare a considerare la letteratura come un'amica e non più come un compito a casa, e per farlo ho scelto di iniziare da questo libro, "La Scopa del Sistema", di Wallace.
    La morte, quando avviene in quel modo e quando si porta via una mente così brillante, lascia strascichi di mitizzazione, che sono pericolosi in quanto rischiano di distorcere la realtà, facendo perdere in alcuni equilibrio ed oggettività. La faccio breve ed ammetto che se Wallace non avesse deciso di lasciarci quel 12 settembre del 2008, io probabilmente ora non starei scrivendo questa "recensione", e sarei stato un idiota, perché mi sarei perso qualcosa di importante.
    Mi sarei perso la storia di Lenore Beadsman, giovane donna con il pallino dell'indipendenza a tutti i costi il cui equilibrio interiore viene continuamente intaccato da una sequela di personaggi secondari ma che poi troppo secondari non sono, tra cui il suo forsefidanzatomaforseancheno Rick Vigorous, suo capo e datore di lavoro nonché concentrato di insicurezze e paranoie; il dottor Jay, un terapeuta da strapazzo che offre a noi lettori dialoghi surreali e grotteschi oltre che inaspettatamente illuminanti ma che ai suoi clienti fissi Lenore e Rick lascia solo tanta frustrazione; e nonna Lenore, che dopo aver passato mucchi di giorni a catechizzare la nipote sulla filosofia Wittgensteiniana decide di sparire nel nulla insieme a altri vecchietti rampanti come lei, ma non prima di aver sottratto una formula chimica il cui ritrovamento potrebbe fare la fortuna di papà Stonecipher Beadsman e della sua ricchissima azienda produttrice di cibo per l'infanzia. Mi sarei perso anche tanti altri personaggi, uno più particolare dell'altro ed ognuno con una funzione precisa all'interno del "sistema" di Lenore.
    Mi sarei perso il suo stile camaleontico e i suoi cambi di scena cui molte volte è anche difficile star dietro. É vero, Wallace chiede una dose di concentrazione al lettore per ricordare e collegare tutti gli elementi che compongono il suo "puzzle", ma lo ripaga con una storia surreale, grottesca e divertente che non ha però paura neanche di toccare la filosofia e di raccontare momenti intensi e personali per bocca di personaggi così strani da risultare in qualche modo credibili. L'unica cosa che mi ha lasciato un senso di insoddisfazione è stato il finale, lascio a voi intuire il perché, per non incorrere in spoiler.
    Per quanto mi riguarda, ammetto di non sentirmi ancora pronto per Infinite Jest, e per ora mi leggerò altro. Wallace non ci regalerà altri capolavori e voglio centellinare il più possibile il piacere di sfogliare un suo libro. Ma se il buongiorno si vede dal mattino pare che di motivi per cui mitizzarlo ne avrò tanti, anche se lui non avrebbe voluto.

    ha scritto il 

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