La scorciatoia

Di

Editore: Mondadori

3.7
(89)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804413484 | Isbn-13: 9788804413486 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lidia Perria

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 3

    O mio primo Leonard mi ha lasciato un po'spiazzato, un inizio interessantissimo e poi un proseguio un po' caotico. Sarà l'ambiente Hollywoodiano che non mi intriga, sarà che non sapevo cosa aspettarmi ...continua

    O mio primo Leonard mi ha lasciato un po'spiazzato, un inizio interessantissimo e poi un proseguio un po' caotico. Sarà l'ambiente Hollywoodiano che non mi intriga, sarà che non sapevo cosa aspettarmi con questo libro, ma in sintesi sono rimasto un po'deluso

    ha scritto il 

  • 3

    Leonard è sempre stato considerato un autore molto ‘cinematografico’ e allora risulta naturale che questo primo volume della breve serie dedicata a Chili Palmer (che farà solo un’altra apparizione in ...continua

    Leonard è sempre stato considerato un autore molto ‘cinematografico’ e allora risulta naturale che questo primo volume della breve serie dedicata a Chili Palmer (che farà solo un’altra apparizione in ‘Chili con Linda’) sia ambientato per lo più a Hollywood, seppure sul lato dei pesci piccoli che cercano in qualche modo di vendere i propri progetti agli Studios. Ne scaturisce un romanzo che si fa leggere con piacere, ma dove non tutto sa convincere appieno, tradendo così, almeno in parte, le aspettative create dai primi, fulminanti capitoli nelle cui pagine si impara a conoscere Chili, strozzino di Brooklyn trasferito a Miami che opera con sua sua sorta di etica del lavoro, ma che va in pressione con facilità (da cui il nomignolo). Siccome i boss vanno e vengono e i debitori a volte sgusciano, Palmer si ritrova a essere insolvente: inizia da qui un viaggio che lo porta dapprima a Las Vegas e poi a Los Angeles, dove costringe alla società Harry, un produttore di poco peso (a eccezione di quello corporeo), con altrettanti problemi di debiti. Il sogno vero del protagonista è di fare cinema assieme a lui e alla stellina (cadente) Karen, ma la necessità primaria è quella di evitare le insidie portate da un vecchio nemico e, soprattutto, da quel Bo che ripulisce le somme derivanti dal traffico di droga finanziando i progetti di Harry e che nasconde la sua pericolosità sotto i modi cortesi. Sfruttando abilmente le circostanze e dei soldi che scottano nascosti all’aeroporto, Chili riesce a tirarsene fuori con l’esperienza oltre che a ottenere i favori della bella, ma l’entrata nei meandri dello spettacolo, dove invece è un dilettante, si rivela una questione assai differente, specie quando si perde l’appoggio, conquistato un po’ per caso, di un attore di prima grandezza. La narrazione scorre veloce grazie ai dialoghi serrati che riescono a ricostruire l’atmosfera riducendo le descrizioni al minimo (da cui la cinematograficità di cui sopra) e la lettura resta comunque trascinante, ma i due filoni non si integrano in maniera perfetta, con gli aspetti noir più propriamente detti che filano senza intoppi e gli altri che girano un po’ a vuoto, quasi che certi passaggi servano a rimpolpare la trama: in tali momenti, si dimostra eccessiva la chiacchiera dei personaggi altrove fondamentale. Pare evidente, peraltro, come Leonard si sia divertito a mettere alla berlina un certo mondo, scintillante all’apparenza, ma trasandato nella realtà: la sciatteria di artisti e produttori nella vita di tutti i giorni contrasta co la cura maniacale nel vestire del personaggio principale e, in special modo, di Bo, tanto anni Ottanta (il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1990) che sembra ogni volta uscire da una puntata di Miami Vice.

    ha scritto il 

  • 3

    Ecco uno di quei rari casi in cui il film è migliore del libro da cui è stato tratto.

    Elmore Leonard trova una bella storia e una bella atmosfera ed il racconto, specie nelle prime cento pagine, gira ...continua

    Ecco uno di quei rari casi in cui il film è migliore del libro da cui è stato tratto.

    Elmore Leonard trova una bella storia e una bella atmosfera ed il racconto, specie nelle prime cento pagine, gira da dio: i dialoghi sono divertenti, la scrittura svelta, i personaggi -volutamente stereotipati- brillantissimi.

    L'ambientazione tra la piccola mafietta di Miami ed il cinema di serie B che ambisce alla promozione nella massima categoria (e le similitudini tra i due) è interessante e originale ed il protagonista un bell'antieroe.

    Poi qualcosa si blocca, la storia comincia a girare in tondo. Arrivati al momento del dunque l'autore non sa più bene come tirare i fili del discorso per dare una sintesi alla faccenda che diventa confusa: i personaggi escono dai binari e si perdono nella nebbia, si smarrisce un po' il senso della direzione fino ad un finale che lascia magari non delusi, non perplessi ma che lo stesso risulta non soddisfacente.

    Meglio il film, più quadrato, con un finale più convincente e le potenzialità dei personaggi sfruttate meglio ma resta un romanzo che offre attimi di lettura veramente piacevole.

    ha scritto il