La settimana bianca

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 1256)

3.7
(715)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Tedesco

Isbn-10: 8806149407 | Isbn-13: 9788806149406 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Gallo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Bambini , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Unaminaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantilidiventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso eNicolas aiuterà a risolvere il mistero.
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  • 0

    L'ultimo (per ora) libro di Carrere strutturato come un romanzo tradizionale, prima che questo autore adottasse la forma ibrida che tanto successo ha avuto con i suoi più recenti libri. Questa è una s ...continua

    L'ultimo (per ora) libro di Carrere strutturato come un romanzo tradizionale, prima che questo autore adottasse la forma ibrida che tanto successo ha avuto con i suoi più recenti libri. Questa è una storia contemporaneamente tenera ed agghiacciante, piena di mistero e sottintesi. Sempre grande scrittura ma un sospetto di artificiosità rimane.

    ha scritto il 

  • 3

    La settimana bianca - Emmanuel Carrère 3 stelle

    Un bambino. Una settimana bianca senza zaino, sbadatamente dimenticato. E da lì comincia tutto il turbamento. Ma nel vero senso della parola. I bambini ragionano in un modo tutto loro. I bambini di qu ...continua

    Un bambino. Una settimana bianca senza zaino, sbadatamente dimenticato. E da lì comincia tutto il turbamento. Ma nel vero senso della parola. I bambini ragionano in un modo tutto loro. I bambini di questo libro lo fanno come nella realtà. Attenzione... Sbirciateli i bambini, sbirciateli... Vi sanno dire più cose di quante riuscite ad immaginarne... e a ricordarne...voi che eravate bambini... noi tutti...

    Il libro non mi ha convinto. Ma solo perché prima ho letto Stephen King. E Carrère ha molto da imparare sulle angosce infantili, da un maestro come King (e non solo da lui). Purtroppo per lui, Carrère, che - non si sa perché - si crede un dio. Peccato. Un'occasione mancata. a voi ve lo ricordate "Stand-by-me?" Io sì, dannatamente, sì!

    Tanti dettagli a segno, ma troppi lasciati andare... E la mia immaginazione ormai allenata (ai gialli) che pensava: ma paerché adesso non inserisci questo e quello? Mannaggia a te e alla tua presunzione, maledetto Carrère. Un buon giallo alla francese ci poteva stare, no? E invece no.

    ha scritto il 

  • 2

    Non così speciale

    Sinceramente non l'ho trovato un libro particolarmente interessante, più un esercizio di stile direi. Carrère con la sua scrittura tenta di ricreare l'ansia, le emozioni e l'angoscia di un bambino dal ...continua

    Sinceramente non l'ho trovato un libro particolarmente interessante, più un esercizio di stile direi. Carrère con la sua scrittura tenta di ricreare l'ansia, le emozioni e l'angoscia di un bambino dal destino abbastanza chiaro fin dall'inizio. A volte ci riesce, a volte no.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro ben costruito soprattuto nella prima parte, nelle angosce del bambino/adolescente davvero perfetto.
    Poi secondo me si perde un po' credo che le fantasie di Nicolas possono anche funzionare ma fo ...continua

    Libro ben costruito soprattuto nella prima parte, nelle angosce del bambino/adolescente davvero perfetto.
    Poi secondo me si perde un po' credo che le fantasie di Nicolas possono anche funzionare ma forse quello che rovina la fine è il dramma della storia. Credo che il libro sarebbe stato più forte se la tragedia fosse più dentro Nicolas che fuori (nella realtà)

    ha scritto il 

  • 3

    Il male visto attraverso gli occhi di un bambino

    Un romanzo molto breve, questo di Carrère, ma molto incisivo. Mentre ne "L’avversario" lo scrittore ha tentato di descrivere i pensieri di un assassino, qui si concentra sui pensieri di una vittima.

    C ...continua

    Un romanzo molto breve, questo di Carrère, ma molto incisivo. Mentre ne "L’avversario" lo scrittore ha tentato di descrivere i pensieri di un assassino, qui si concentra sui pensieri di una vittima.

    Carrère è bravissimo a generare un'atmosfera di ansia scegliendo di "non" descrivere esplicitamente. Una attesa angosciosa di una tragedia che è solo nell'aria.
    Il protagonista è un bambino, fragile, solo, taciturno, con le sue insicurezze e le sue fantasie che vive con estremo disagio la settimana bianca tra le risa spensierate dei suoi compagni di scuola. È un bambino che ha timore di tutto, dei suoi sogni, dei suoi coetanei, degli adulti.

    Un libro di presentimenti, di sensi di colpa, dove pagina dopo pagina iniziamo a immaginare ciò che di terribile deve succedere.

    Quello che si verrà a scoprire, senza nemmeno che sia esplicitato e senza che nessuna violenza sia descritta, ci colpisce soprattutto per le conseguenze sulla psicologia del bambino, che probabilmente rimarrà turbato e segnato a vita da fatti di cui non ha né colpa né responsabilità.

    Qual è il senso di questo noir? La narrazione indaga sull'insensatezza del crimine, sulle sue cause e sul senso di vuoto che lo anticipa e lo determina. Vuole scuotere le coscienze, vuole metterci dei dubbi, vuole farci ragionare su fatti terribili e costringerci a pensare alle conseguenze di certi atti sulle persone più indifese.

    Efficace, con tempi giusti, misurato, non eccessivo, non volgare, non truce, senza commissari e senza carneficine. Una delle prime prove di Carrère, direi molto ben riuscita!

    ha scritto il 

  • 4

    Angoscia in confezione famiglia. FORMATO CONVENIENZA

    Il piccolo Nicolas vive una vita felice fino a quando una notizia lo getta nel panico e temendo di essere abbandonato nel bosco dai suoi genitori decide di far qualcosa.
    No, un attimo. Questo è il Nic ...continua

    Il piccolo Nicolas vive una vita felice fino a quando una notizia lo getta nel panico e temendo di essere abbandonato nel bosco dai suoi genitori decide di far qualcosa.
    No, un attimo. Questo è il Nicolas di Goscinny e non c'entra nulla con quello di Carrere.
    Il piccolo Nicolas vive una vita popolata di incubi, aspetta l'arrivo di una notizia che lo getti nel panico (averci già pensato mitigherà la reazione?) e pur desiderando di essere abbandonato in un bosco dai suoi genitori non ha voglia di far nulla.
    Il fatto è che nelle brutture della vita la realtà supera la fantasia.

    ha scritto il 

  • 4

    Nicolas e le sue paure i suoi incubi con una sensibiltà notevole. Entro nel suo incubo di una settimana bianca e ne esco sconvolto assieme, che ne sarà di lui? Un nel noir con il finale e la risoluzio ...continua

    Nicolas e le sue paure i suoi incubi con una sensibiltà notevole. Entro nel suo incubo di una settimana bianca e ne esco sconvolto assieme, che ne sarà di lui? Un nel noir con il finale e la risoluzione del mistero del bambino ucciso terrible si ma un pö veloce e scontata

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo i primi capitoli, quando la vicenda si fa oscura e torbida, si pensa: beh, questa poi è un po' troppo grossa... d'altra parte, se ne sentono di anche più strane... eppure... maddai! questa non la ...continua

    Dopo i primi capitoli, quando la vicenda si fa oscura e torbida, si pensa: beh, questa poi è un po' troppo grossa... d'altra parte, se ne sentono di anche più strane... eppure... maddai! questa non la bevo! Insomma, trovo in questa storia qualcosa di esagerato - l'immaginazione contorta di Nicolas, soprattutto - ma se mi fermo a pensarci non sono sicura che un bambino di nove anni sia incapace, com'è stata la mia prima impressione, di arrivare a tanto. È forse vero che al giorno d'oggi molti bambini ne vedono e ne sentono di tutti i colori, e quindi anche le loro fantasie sono diverse, molto più oscure e forse anche patologiche, da quelle dei bambini di una volta.
    Per il resto, è scritto magistralmente, perfetto, appassionante.
    Ma, curiosità: davvero in Francia le scuole portano i bambini delle elementari a fare settimane bianche che durano ben quattordici giorni?

    ha scritto il 

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