La sfuriata di Bet

Di

Editore: Einaudi

3.5
(324)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 209 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880620615X | Isbn-13: 9788806206154 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Adolescenti

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Descrizione del libro
Bet ha diciassette anni e i «lineamenti di una guerriera apache». Ha una passione per le cause perse e il talento infallibile di ficcarsi nei guai. Ti viene proprio naturale seguirla a casa, a scuola, in strada, per entrare nel mondo deragliato che ha in testa, per capire che cosa sta per combinare.
Mentre gli studenti salgono sui tetti, gli operai sulle gru e la gente scende in piazza, lei mette in atto una goffa rivolta individuale scegliendo sempre la soluzione più creativa.
Christian Frascella racconta il nostro tempo con un’ironia speciale, uno sguardo sferzante ma sempre partecipe. Anche ridendo e facendoci ridere, usa la rabbia come una lente per mettere meglio a fuoco la realtà. E calandosi nella voce di una ragazzina, ci regala un romanzo fresco e potentissimo.
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  • 1

    Incazzata nera per tutto e con tutti a causa della sua indole ribelle (o forse solo a seguito di un trauma famigliare), anticonformista orgogliosa (o forse solo adolescente sbruffona), femminista inco ...continua

    Incazzata nera per tutto e con tutti a causa della sua indole ribelle (o forse solo a seguito di un trauma famigliare), anticonformista orgogliosa (o forse solo adolescente sbruffona), femminista incontenibile (o forse solo petulante misantropa): quello di Bet è un personaggio che mi ha innervosita tantissimo. Non perché rappresenti un ritratto fasullo o troppo stereotipato della maggioranza dei giovani "contestatori" di oggi, anzi. Mi è dispiaciuto proprio perché, all'opposto, rende abbastanza bene il disorientamento politico, la mancanza di preparazione culturale, l'incapacità di organizzazione collettiva e l'inconsistenza degli obiettivi di vita che caratterizzano più di una generazione di apatici studenti, di atterriti precari, di remissivi lavoratori. E mi amareggia in grado maggiore essere convinta, con l'intransigenza che mi contraddistingue, che la responsabilità di tutto questo disfacimento, delle quotidiane umiliazioni, dello sfruttamento disumano, della privazione di degne prospettive, alla fine sia in larga misura loro, e nostra. Non dei politici ributtanti, non dei padroni senza scrupoli, non degli abusi del controllo e della repressione, bensì di tutti quegli scontenti tra noi che vittimisticamente si lamentano ma che poi a questi soggetti continuano comunque a delegare il proprio diritto di scelta e le proprie vite, seguitando a sopportare qualunque ingiustizia. Di tutti quei "rivoluzionari" (sic!) che non hanno il coraggio (oppure non ancora l'inderogabile bisogno) di mettersi a lottare per davvero, ma che vagamente si limitano a indignarsi, esaurendo ogni minima rivendicazione o denuncia di disagio sociale come accade in questa storia: in un suicida slancio di protagonismo di piazza, in un gesto eclatante come quello di incatenarsi, in un video da cliccare su youtube o su facebook. In iniziative da dilettanti allo sbaraglio che ci vengono qui proposte come meritevoli di ammirazione, ma che nella realtà sono utili soltanto ad alimentare l'ingordigia malata dell'infotainment e a raggiungere dieci minuti di ridicola notorietà.

    A risultare ancora più pietoso in questo libro però è il giudizio che l'autore, nemmeno tanto velatamente, getta sulle contestazioni di coloro che invece, dotati di lucide motivazioni, metodo e consapevolezza del rischio, prendono parte a percorsi di lotta militante per il diritto alla casa, al lavoro e all'istruzione. Il quartiere torinese proletario e operaio di Barriera di Milano nel quale è ambientata la vicenda viene in gran parte trasfigurato e perde il suo carattere di periferia da sempre sede di tenaci resistenze sociali. Frascella descrive, nell'ordine, un tentativo di sfratto, un picchetto, una carica dei carabinieri e una occupazione scolastica in un modo che lascia capire come sicuramente non abbia mai, non oso dire partecipato, ma nemmeno assistito a una sola di queste azioni, se non alla loro immagine artefatta attraverso lo schermo del televisore dal filtro giustizialista di amministratori della sicurezza e questurini. Le raccomandazioni che dà su quanto sia sacrosanto il diritto di esprimere la propria protesta pacificamente, con spirito democratico, deprecando più e più volte, scandalizzato, il ricorso a qualsiasi forma di violenza perché altrimenti "si passa dalla parte del torto" (e permettendosi pure di accennare alle giornate di Genova 2001, vaffanculo Frascella!), mi hanno mandata in bestia.

    ha scritto il 

  • 4

    Bet La Guerriera

    In questo mondo storto: pieno di rabbia, contestazioni e precariato troviamo questo libro di Christian Frascella che con un’ironia tutta sua ci fa guardare le vicende di uno spaccato italiano, precisa ...continua

    In questo mondo storto: pieno di rabbia, contestazioni e precariato troviamo questo libro di Christian Frascella che con un’ironia tutta sua ci fa guardare le vicende di uno spaccato italiano, precisamente della Torino di oggi.

    L’autore ha deciso di scrivere questo romanzo attraverso le parole di una diciassettenne ed infatti utilizza un gergo giovanile che ha ricavato incontrando i ragazzi delle scuole.
    La ragazza in questione si chiama Bet.
    Bet c’è l’ha con tutti: con il padre, con la madre ed il suo compagno, con il vicino guardone, con la scuola, con gli insegnanti, con i compagni, con la gente che incontra e persino con se stessa.
    Bet è una ragazza indignata e non ha peli sulla lingua. Molto spesso paga le conseguenze di questi suoi gesti impulsivi.
    Attraverso la protagonista abbiamo una fotografia nitida del nostro Paese: troviamo rivolte studentesche, contestazioni, i giovani ed il precariato, i soprusi subiti dalle donne e le troppe delusioni.
    È un romanzo basato sui giovani.
    È un libro che si legge velocemente ed è molto ironico.

    Passiamo alla trama.

    Bet vive a Torino in un posto chiamato Barriera di Milano.
    Bet è arrabbiata con se stessa e con il mondo per tutti i fatti che accadono ogni giorno, ma non è una ragazza cattiva è solo furiosa e spesso combina guai.
    Lei cerca in tutti i modi di combattere le ingiustizie di questo Paese, ma senza prendere le difese di un particolare partito politico. Lei combatte, lotta e grida contro lo schifo che vede come individuo, come donna.
    Bet ha una vita da misantropa sarà il lettore a scoprire a poco a poco questo lato del suo carattere.
    Un giorno la sua schiettezza la porterà a diventare quasi un’eroina, ma lei non vuole farsi cercare e non vuole mettersi in mostra, vuole solo migliorare nel suo piccolo il mondo che le si presenta agli occhi ogni giorno.
    Bet talvolta esagera con i suoi comportamenti, ma è proprio attraverso il suo modo di fare che riusciamo a capire il disagio che vive la nuova generazione.

    Devo dire che questo libro mi è piaciuto anche se alcuni parti le avrei evitate, ma andiamo per ordine.

    Adoro Bet anche se spesso i suoi modi di fare sono un po’ rudi e non proprio da ragazza per bene, ma è proprio questo suo lato del carattere che ci fa capire le problematiche dell’Italia, i disagi che viviamo.
    Non mi sono piaciute particolarmente le parti fantascientifiche che ha inserito l’autore e delle quali non vi posso raccontare altrimenti diventerebbe uno spoiler del finale, ma in complesso lo trovo un buon libro che vi voglio consigliare!

    “Se hai da dire qualcosa, dilla. Se poi ti tocca dirla urlando, si vede che ne valeva la pena.”

    ha scritto il 

  • 4

    Dai, questo libro è carino e (abbastanza) credibile.

    Complice una trasferta in treno, l'ho letto in pochissimo tempo... e mi è piaciuto.
    Forse la "cosa" delle sfere e il finale si potevano evitare, ma nel complesso l'ho trovato ben scritto e con qualcos ...continua

    Complice una trasferta in treno, l'ho letto in pochissimo tempo... e mi è piaciuto.
    Forse la "cosa" delle sfere e il finale si potevano evitare, ma nel complesso l'ho trovato ben scritto e con qualcosa da dire.
    Sicuramente è una testimonianza del disagio che viviamo da un po' di anni in questo Paese. La storia è ambientata nel dicembre 2010, a pochi mesi dal primo contratto di Pomigliano (firmato in giugno tra la Fiat e le organizzazioni sindacali, ad accezione della FIOM-CGIL), e nel pieno delle agitazioni studentesche contro la riforma Gelmini...
    Insomma, a suo modo, questo libro rappresenta, attraverso la vita di una 17enne problematica, un tentativo di descrivere la precarietà, le difficoltà e l'indignazione che c'erano nel 2010 e ci sono tuttora.

    ha scritto il 

  • 2

    Continuo a chiedermi perché si sia parlato molto di questo libro, che afferma di essere ambientato in Barriera di Milano, popolare quartiere torinese, ma che di Barriera dice poco o niente, come se in ...continua

    Continuo a chiedermi perché si sia parlato molto di questo libro, che afferma di essere ambientato in Barriera di Milano, popolare quartiere torinese, ma che di Barriera dice poco o niente, come se intendesse quasi fare contenti gli abitanti del posto che faticheranno a riconoscersi nel romanzo. Poi che dire: la solita storia, madri e padri separati, figli ribelli e incazzati che ce l'hanno col mondo e il mondo che non li ascolta, che sono convinti che non ci sia nessuno come loro, e bla bla bla! Interressante il tentativo dell'autore di usare un stile più anglosassone, ma ahimé resta un tipico romanzo italiano...

    ha scritto il 

  • 5

    Vai Bet, sei tutti noi!

    Oh, io alla fine mi sono anche commossa.
    No, perché Bet fino all'ultimo ti tiene così, col fiato sospeso, e sei convinta che da un momento all'altro ne combinerà una delle sue, combatterà contro qualc ...continua

    Oh, io alla fine mi sono anche commossa.
    No, perché Bet fino all'ultimo ti tiene così, col fiato sospeso, e sei convinta che da un momento all'altro ne combinerà una delle sue, combatterà contro qualcosa, metterà a tacere qualche bocca, pesterà i piedi a qualcuno, se la prenderà col mondo...e mica ti aspetti che riesca anche a farti sciogliere il cuore.
    Diciassette anni, una forza della natura. Con tutti i pro e i contro di quell'età, e con un macigno che si porta dietro, convinta di avere tutte le colpe. Ed è anche per questo che è così arrabbiata: perché, in fondo, ce l'ha soprattutto con se stessa.

    Frascella mia ha nuovamente colpito: ritmo incalzante, trama fresca e divertente.
    Un romanzo che fa venir voglia di svegliarsi e lottare contro chi ci sta rovinando il futuro.

    "Ma le parole di Andrea mi hanno aperto un vuoto dentro e mi viene su una tristezza ingolfante che quasi non mi riesce di controllare. Raggiungo il parco con le foglie morte e i tronchi gelati che grattano la nebbia, do una pulita veloce a una panchina, sfilo il libro di inglese dallo zaino e mi ci siedo su.
    Ho un'indolenza e un senso vertiginoso di inadeguatezza nelle vene. Andrea mi crede una persona forte, idealista, grintosa, mentre io dentro mi sento il cuore di un passero e lo slancio inutile di un piccione viaggiatore senza messaggi da recapitare. Insomma: che vuol dire essere tosta se non so a che serve esserlo? Se vivacchio da ripetente in una scuola che detesto, ho pessimi rapporti con la mia famiglia - o con quel che ne rimane -, e mi spaventa il conformismo tanto quanto l'anticonformismo?
    La verità è che io sono come tutti, sono passiva, aspetto che il mondo crolli in frantumi ma non ho il coraggio di dargli nemmeno una spallata.
    Sto per accendermi l'ennesima sigaretta quando noto una luce bluastra intermittente nello slargo in fondo al parco. Prendo lo zaino e vado a vedere cos'è, magari sono arrivati gli Ufo, perché no?"

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura simpatica, semplice e vivace, con cui si descrive una giovane ragazza irritante, delicata, travolgente, istintiva, arrogante e disorientata. Comunque Frascella riesce ad esprimere molto bene ...continua

    Scrittura simpatica, semplice e vivace, con cui si descrive una giovane ragazza irritante, delicata, travolgente, istintiva, arrogante e disorientata. Comunque Frascella riesce ad esprimere molto bene il malessere, la frustrazione, la rabbia e l’impotenza dei giovani di fronte ad una società ingiusta, arrogante, insensibile e spocchiosa che gli abbiamo lasciato in eredità. Scusate ma non mi sembra poco in un Paese dove i giovani, i nostri figli, sono stati definiti “bamboccioni” e Choosy”!

    ha scritto il 

  • 4

    Navigando nelle librerie altrui ho ritrovato Christian Frascella, del quale avevo già letto "Mia sorella è una foca monaca". Questo suo ultimo romanzo l'ho finito qualche tempo fa, ma lo inserisco nel ...continua

    Navigando nelle librerie altrui ho ritrovato Christian Frascella, del quale avevo già letto "Mia sorella è una foca monaca". Questo suo ultimo romanzo l'ho finito qualche tempo fa, ma lo inserisco nella libreria perchè vorrei diventasse obbligatorio per chi ha figli(e) adolescenti. Frascella sa descrivere con ironia, senso dell'umorismo e (ahimè?) linguaggio giovanilistico questo particolare periodo della vita. Ho riso ed ho pianto (per quel che in me è rimasto di adolescente e per quel che c'è tanto nelle mie figlie).

    ha scritto il 

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