La signora Craddock

Di

Editore: Newton & Compton

3.8
(223)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8854109371 | Isbn-13: 9788854109377 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
A causa del suo contenuto giudicato "estremamente audace", questo romanzo venne rifiutato da parecchi editori inglesi. Ambientato nell'Inghilterra di fine Ottocento, "La signora Craddock" è la storia di un matrimonio infelice che si intreccia con il complicato equilibrio fra classi sociali diverse. Sposando Edward Craddock, fattore della grande tenuta di cui è padrona, Berta Ley vedrà la propria vita modificarsi in modo del tutto imprevisto: non la grande passione, ma l'estinguersi del desiderio e delle illusioni. Tra le prime opere di Somerset Maugham, questo romanzo rivela le notevoli capacità di osservazione di uno scrittore ancora quasi sconosciuto, e l'audacia nell'analizzare il tema dei conflitti e dei turbamenti all'interno del matrimonio, che per la prima volta cominciava ad essere affrontato nel romanzo inglese.
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  • 4

    Un Maugham ancora un po' acerbo e incerto, ma con in germe tutti gli elementi che me lo hanno fatto amare nelle opere successive!
    Bertha Leys, giovane nobildonna di campagna senza genitori, si innamor ...continua

    Un Maugham ancora un po' acerbo e incerto, ma con in germe tutti gli elementi che me lo hanno fatto amare nelle opere successive!
    Bertha Leys, giovane nobildonna di campagna senza genitori, si innamora follemente di uno dei suoi affittuari, Edward Craddock, e lo sposa. Ma i due hanno un temperamento e un vissuto troppo diversi (passionale, irrequieta e colta lei, tranquillo, posato e di poche pretese lui) e ciò non tarderà a minare un'unione apparentemente perfetta.
    Analisi minuziosa e spietata di un bel po' di matrimoni, credo...Pecca un po' di lentezza ma non annoia.

    ha scritto il 

  • 3

    Vecchissimo romanzo di Maugham, uno dei suoi primi, dove inizia l'analisi dei rapporti di coppia e del matrimonio borghese. All'inizio ho trovato qualche somiglianza tra l'attrazione di Bertha per Cra ...continua

    Vecchissimo romanzo di Maugham, uno dei suoi primi, dove inizia l'analisi dei rapporti di coppia e del matrimonio borghese. All'inizio ho trovato qualche somiglianza tra l'attrazione di Bertha per Craddock e il tema di Lady Chatterley, sintomo di un problema che gli ultimi vittoriani cominciavano a porsi. Abbastanza interessante, anche come documento storico.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi è piaciuto tantissimo. Forse perché mi sento un po' come Bertha "vestita in gran pompa per mangiare una minestra"; è proprio lei a descriversi così dopo una vita spesa ad amare, di un amore appassi ...continua

    Mi è piaciuto tantissimo. Forse perché mi sento un po' come Bertha "vestita in gran pompa per mangiare una minestra"; è proprio lei a descriversi così dopo una vita spesa ad amare, di un amore appassionato, ma inutile, un homo freddo e gioviale poco propenso a esternazioni d'affetto esagerate.
    Bertha sente quindi d'aver amato troppo e inutilmente, ma soprattutto d'aver perso quel sentimento forte durante la sua giovinezza e di non essere più in grado di provarlo appieno.
    Mi viene spontaneo provare una certa affinità per lei, ma allo stesso tempo non riesco a colpevolizzare Edward (suo marito) così sereno e freddo, convinto che l'amore debba avere il suo tempo e luogo, non provochi grandi stravolgimenti e porti, anzi, alla pace.
    Le persone non possono uguali, forse il trucco sta nello scegliere chi ci è più simile, ma non è detto: giustamente Edward dice a bertha che, se fossero simili, passerebbero le giornate a litigare e fare pace, distruggendo ogni volta casa :)

    ha scritto il 

  • 4

    Un'analisi spietata su un matrimonio davvero male assortito: volubile e passionale lei, stabile razionale lui. Non si riesce a non solidalizzare con la protagonista, soprattutto nella prima parte del ...continua

    Un'analisi spietata su un matrimonio davvero male assortito: volubile e passionale lei, stabile razionale lui. Non si riesce a non solidalizzare con la protagonista, soprattutto nella prima parte del romanzo.
    A tratti molto audace, Maugham non risparmia l'occhio cinico nel giudicare gli equilibri (molto precari) della coppia. Per quell'epoca, credo, un po' azzardato, ma che lo rende davvero attuale.

    ha scritto il 

  • 4

    E le zie stanno a guardare

    La signora Craddock, prima di diventare tale, è una ragazza ricca, di carattere indipendente e passionale, che si innamora follemente di un uomo di condizione inferiore alla sua, ed essendo libera di ...continua

    La signora Craddock, prima di diventare tale, è una ragazza ricca, di carattere indipendente e passionale, che si innamora follemente di un uomo di condizione inferiore alla sua, ed essendo libera di farlo, lo sposa. Con il matrimonio diventerà, per diversi motivi che Maugham sviscera magistralmente, una signora Craddock inquieta, disillusa e infelice (un filo anche sfortunata, bisogna dirlo), vittima di un amore contro il quale la sua intelligenza e le sue risorse interiori non potranno nulla.
    Nell'incipit del libro Maugham afferma infatti: “Forse questo libro avrebbe potuto anche intitolarsi Il Trionfo dell'Amore”. E' un incipit che si dimentica dopo tre minuti, anche perché lì per lì sembra fuori luogo, ma il suo vero crudele significato riemerge alla fine del libro.
    Nonostante quasi tutta la storia sia vista con gli occhi di lei, abbiamo un ritratto ragionevolmente imparziale anche del marito. Se all'inizio si tende a parteggiare nettamente per uno dei due, ci si rende conto poi che la realtà è molto più complessa e che in questo matrimonio unilateralmente infelice non si possono incolpare le inadeguatezze personali dell'uno o dell'altra, ma occorre tener presente certe profonde e alla lunga implacabili incompatibilità (è importante precisare che non si parla necessariamente di differenze sociali).
    La zia di Bertha, anziana signora (di 47 anni!) saggia ed eccessivamente discreta, ce ne dà un poetico e illuminante esempio parlandone con il vecchio dottore: “Sapete, per Bertha il libro della vita è scritto tutto in corsivo, per Edward invece a grosse lettere maiuscole, come il frontespizio dei quaderni di scuola. Non credete che questo potrebbe essere per tutti una difficoltà per la lettura del libro?”
    La zia, appunto. Personaggio affascinante, seriamente, avrebbe potuto fare un'ottima carriera come osservatrice dell'Onu, se all'epoca fosse già esistita l'Onu. Essendo i tempi ancora immaturi, la zia può osservare solo le persone che ha intorno, nutrendosi golosamente delle loro esperienze e dei loro errori, da lei registrati con equanimità e senza mai giudicare. Ma anche senza intervenire, non dico con un consiglio, ma con un invito a riflettere un mesetto, qualche settimana, al limite un attimino. A che giova tenersi tanta saggezza solo per sé? E' un po' anche colpa sua se in Bertha “l'amore ha trionfato”, ma non nel senso che ci aspettavamo.
    Trovo che il libro sia un gioiello di analisi psicologica, tanto più sorprendente perché appassionante, senza momenti di stanca. Utilissimo da leggere e discutere in coppia, al posto di un corso prematrimoniale. Con preziosi consigli anche per le zie sagge e discrete.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo il pragmatismo nei sentimenti in versione femminile di madame Armande, la seconda moglie di Lettera a un giudice di Simenon, il pragmatismo maschile di Mr Craddock. Vittima designata e presto con ...continua

    Dopo il pragmatismo nei sentimenti in versione femminile di madame Armande, la seconda moglie di Lettera a un giudice di Simenon, il pragmatismo maschile di Mr Craddock. Vittima designata e presto consapevole, una signorina di buona famiglia tanto romantica, quanto caratterialmente volitiva. E soprattutto ben messa con gli ormoni. Miscela inglese di gran pregio. E qui smetto di trameggiare, ché sarebbe uno sfregio anche vagamente spoilerare (ma rinunciare assai mi costa, perché assai mi è piaciuto).

    Il primo Maugham. Ma c’è già tutta la sapienza del grande raccontatore di storie. Fa irrompere il suo cinismo sottilmente acido e anticonformista nella provincia inglese d'epoca. Romanzo di una godibilità che è traditora, perché nasconde, dietro l’apparenza di una storia facile, per signorine, una svolta per stile e contenuto, nella letteratura inglese di quel periodo e di quell’ambientazione.

    Comunque, tornando al tema, rispetto a Simenon difficile immaginare qualcosa di più diverso (“diverso”, qui ha un senso, doppio, che spiega tante cose). Altro tono, altra trama, altra morale. Per riassumerla, la morale, cito il personaggio mio personale premio Oscar dell’anno come “attrice non protagonista”, la zia, la signorina Ley:

    “Scosse le spalle e mormorò la massima di La Rochefoucauld: «Entre deux amants il y a toujours un qui aime et un qui se laìsse aimer».
    E a questa massima ella ne aggiunse un’altra, anch’essa francese, della quale, poiché non conosceva l’autore, non esitò ad attribuirsi la maternità. Le sembrava proprio che riassumesse la situazione: «Celui qui aime a toujours tort».”

    ha scritto il 

  • 3

    Scontata ma con inaspettata analisi del matrimonio

    Siamo nell'inghilterra di fine '800, in quella stesso ambiente in cui spesso vengono descritte le vite di donne benestanti in cerca di mariti, di uomini in cerca di mogli, di fattori e fittavoli, di b ...continua

    Siamo nell'inghilterra di fine '800, in quella stesso ambiente in cui spesso vengono descritte le vite di donne benestanti in cerca di mariti, di uomini in cerca di mogli, di fattori e fittavoli, di battute di caccia, tè e sospiri...
    Però, se ne coglie una penna raffinata nel descrivere bene l'animo umano. Soprattutto quello femminile; audace nell'analizzare i conflitti e i turbamenti all'interno del matrimonio. Pare sia stato oggetto di scandalo, era la prima volta che uno scrittore si insinuasse nelle pieghe delle lenzuola della morigerata società inglese.

    ha scritto il 

  • 4

    Il vero volto del matrimonio

    Ottimo dipinto di un matrimonio, Maugham è davvero un acuto osservatore e un esperto dell'animo umano. Lo adoro!
    La signorina Ley è davvero unica, mentre non ho compreso a pieno i sentimenti di Edward ...continua

    Ottimo dipinto di un matrimonio, Maugham è davvero un acuto osservatore e un esperto dell'animo umano. Lo adoro!
    La signorina Ley è davvero unica, mentre non ho compreso a pieno i sentimenti di Edward verso la moglie ma credo che sia più colpa mia che dell'autore.
    Lettura consigliata per gli amanti del matrimonio; per quanto mi riguarda, invece, ha confermato le mie tesi :)

    ha scritto il 

  • 4

    LA SIGNORA CRADDOCK

    Somerset Maugham ti prende, ti deposita su una comoda poltrona e ti mostra con ironia e molta intelligenza un bel film sui vizi della middleclass inglese. Nei suoi libri riesce a tradurre con rara pre ...continua

    Somerset Maugham ti prende, ti deposita su una comoda poltrona e ti mostra con ironia e molta intelligenza un bel film sui vizi della middleclass inglese. Nei suoi libri riesce a tradurre con rara precisione uno dei suoi piú gustosi aforismi:" Il divario tra quel che un uomo professa e quel che fa è uno degli spettacoli più divertenti offerti dalla vita."

    E cosí senza fatica e molto gusto assapori uno sguardo disincantato su una umanitá carica di difetti, ma appunto umana.

    Somerset Maugham un vero amico con la sensibilitá di una donna. La signora Craddock potrebbe averlo scritto Jane Austen. E non é un difetto.

    ha scritto il 

  • 5

    E’ un libro davvero molto molto bello. L’ho “vissuto”, forse perché in tante cose sono simile alla protagonista. Ho lo stesso modo di pensare e di sentire. Quello che è certo è che questo non è un ra ...continua

    E’ un libro davvero molto molto bello. L’ho “vissuto”, forse perché in tante cose sono simile alla protagonista. Ho lo stesso modo di pensare e di sentire. Quello che è certo è che questo non è un racconto felice. E’ forse più la storia triste di una donna dai grandi sentimenti e di grandi ideali che si scontra con una realtà grigia di normalità. L’ho vista un po’ come una rassegnazione al “lasciarsi vivere”…ma poi mi sono chiesta: e se invece fosse solo la consapevolezza di vivere la vita vera? E se la vita vera fosse fatta di cose piccole, piccole emozioni che diventano grandi nella consapevolezza che abbiamo di noi stessi? E’ la prima volta che la lettura di un libro mi spalanca davanti la porta di in dubbio così grande….

    ha scritto il 

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