La signora Dalloway

Di

Editore: Mondadori

4.0
(4221)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Polacco , Ceco , Olandese , Turco

Isbn-10: 8804493011 | Isbn-13: 9788804493013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Traduttore: A. Scalero

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Il romanzo narra la giornata di Mrs. Dalloway e di altri personaggi che, a turno, si trovano sia sullo sfondo che sulla superficie della vicenda.

Clarissa Dalloway è una ricca signora cinquantenne che organizza un party in casa per la sera.

Nella prima parte del libro la troviamo a passeggio per le strade di Londra, tutta presa da ricordi della sua vecchia vita a Bourton, quando, in compagnia della vecchia zia e di tanti suoi amici, trascorreva le giornate in perfetta armonia.

La Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per descrivere lo scenario. Un determinato oggetto contiene in sé il mistero di un qualsivoglia ricordo disperso nei meandri del nostro inconscio. In questo modo la teoria di Marcel Proust riguardo il potenziale magico che contengono in sé oggetti e situazioni,trova un nobile specchio nelle intenzioni della Woolf di esplicare al meglio la pratica dell'asserzione. Così il movimento ondeggiante di una foglia in uno dei tanti parchi londinesi, può ricordare a Clarissa la passione per la danza o le lunghe cavalcate a Bourton, e l'incontro mattutino con Hugh Withbread porta a bussare alla mente di Clarissa diversi ricordi riguardanti la sua giovinezza come il ricordo di Peter Walsh, suo corteggiatore a Bourton, l'uomo che aveva rifiutato per Mr. Dalloway (Richard Dalloway era di certo molto più ricco e di buone maniere rispetto a Peter). Ma il pensiero di Peter la accompagna quasi ogni giorno: per le strade mentre passeggia,ad una delle tante feste che organizza a sera in casa (e dio solo sa quanto Peter la giudicherebbe ridicola se solo la vedesse!).

Questo sottile gioco della Woolf - un flusso eterno di ricordi e realtà, passeggiata,ricordi e considerazioni, se, possibilità, domande, risposte, impossibilità della risposta - porta il romanzo a sfornare un flusso continuo di informazioni già dall'inizio.

Mano mano che andiamo avanti compaiono personaggi di cui non abbiamo mai sentito parlare; dei perfetti sconosciuti che la Woolf ci presenta col massimo grado di semplicità,e con una sfumatura di non-chalance franco-sassone che tanto era in voga a inizio del Novecento a Londra.

La Woolf ci presenta tutta la sua società,quella borghese spicciola,la parte viscida di Londra,e quella nobile e reale a cui tende tutta la civiltà,i sobborghi poveri - quasi tralasciati,sullo sfondo - la gente infima, i colti, i belli e quelli brutti, orrendi e emarginati dalla società.

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  • 4

    Al cuore della vita c'era un vuoto, una soffitta.

    Sicuramente la dimostrazione della continua corsa del pensiero, che non ha inizio come fine, che non si ferma nemmeno per un secondo di sosta lungo tutto il suo percorso. Questo monologo interiore si ...continua

    Sicuramente la dimostrazione della continua corsa del pensiero, che non ha inizio come fine, che non si ferma nemmeno per un secondo di sosta lungo tutto il suo percorso. Questo monologo interiore si aggrappa alla riflessione, mostrandone la sua complessità nell’arco di una sola giornata. Pensieri che si poggiano sul presente andando a scavare incessantemente nel passato e nelle domande che graffiano il futuro con un’aria d’interrogativa inquietudine. Il tempo è relativo, sembra non avere limiti od ostacoli se non quello mentale in cui si è tristemente (o felicemente) consapevoli che gli attimi vissuti non possono tornare, ma condizionano determinatamente ciò che siamo e viviamo.
    Clarissa e Septimus vivono due vite “ai poli opposti”. Due vite che, però, si avvicinano paradossalmente l’una all’altra, sentendosi respirare a vicenda. Qualcosa dentro di lei si collega all’esistenza di un uomo apparentemente psicotico ed etichettato in quella che viene chiama anormalità. Ma la società degli anni venti era questo: un continuo appoggiarsi sull’immagine, sulla gerarchia, sulle classi che suddividevano (ma soprattutto dividevano) le persone. Siamo certi che ora sia cambiato?
    Un’introspezione lunga un libro, sapientemente e fedelmente descritta da Virginia Woolf, una scrittrice che ha fatto parlare di se attraverso la narrazione e la lunga lotta per la parità fra i sessi.

    ha scritto il 

  • 2

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-c17c418a-903f-4735-8c5c-1ba76534b746&type=A#

    Ascoltato la notte prima di addormentarmi ( ...continua

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-c17c418a-903f-4735-8c5c-1ba76534b746&type=A#

    Ascoltato la notte prima di addormentarmi (quindi prendete il giudizio con le molle).

    Non mi ha appassionato lo stream of consciousness di questa signora borghese. Paola Pitagora è brava ma forse legge un po' troppo velocemente e quindi talvolta si fa fatica a seguirla.

    ha scritto il 

  • 4

    "La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.
    Quanto a Lucy aveva già il suo daffare. Si dovevano togliere le porte dai cardini; gli uomini di Rumpelmayer sarebbero arrivati tra poco ...continua

    "La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.
    Quanto a Lucy aveva già il suo daffare. Si dovevano togliere le porte dai cardini; gli uomini di Rumpelmayer sarebbero arrivati tra poco. E poi, pensò Clarissa Dalloway, che mattina – fresca come se fosse stata appena creata per dei bambini su una spiaggia.“

    L'intero libro è dedicato al racconto di una giornata di Clarissa Dalloway, "l'anima bianca" del romanzo, una ricca signora borghese nella Londra degli anni '20, e Septimius, "l'anima nera", un uomo minato nella psiche dagli orrori vissuti combattendo nella Grande guerra. La narrazione avviene attraverso le riflessioni ed i pensieri delle due figure ed il giorno che si descrive è un giorno particolare: la sera Clarissa e suo marito daranno una festa nella loro casa cui, come d'abitudine, parteciperanno amici importanti e personalità pubbliche, ed in quello stesso momento Septimius, dopo la prescrizione del ricovero in manicomio fattagli da un esimio luminare della mente, anche lui tra gli invitati di casa Dalloway, si suiciderà sotto gli occhi della giovane moglie.
    La storia, se di storia effettivamente si può parlare, si sviluppa tra le riflessioni ed i ricordi del passato della protagonista sfumati di tanto in tanto da incontri inconsapevoli con Septimius. Clarissa è una donna pratica ed inquadrata che vive con piena consapevolezza la sua vita. I dubbi ed i rimpianti vengono dissipati razionalmente e rapidamente. Septimius è un uomo che ha smarrito la via: le bellezze della vita e dell'universo e l'amore della moglie non possono nulla contro il male oscuro che lo possiede.
    Il libro è scritto benissimo, l'ambiente e l'atmosfera di quegli anni sono resi in maniera impeccabile e così pure gli stati d'animo dei personaggi che risaltano come immagini vivissime. Clarissa, è la figura centrale del libro, "l'anima bianca" e luminosa, e Septimius è l'oscurità, la malattia, che di tanto in tanto si manifesta e sfiora la vita dorata della protagonista.
    Il titolo è dedicato alla signora Dalloway perché è lei che, nonostante il suo perbenismo, sa riconoscere, accogliere come proprie e far coesistere le due energie opposte di ogni animo umano.

    ha scritto il 

  • 3

    Una serie di pensieri ed emozioni contrastanti

    Mi sento molto in soggezione a commentare un classico come "La signora Dalloway", ma vorrei riuscire a scrivere due righe anche solo per cercare di esprimere la serie di emozioni contrastanti che Virg ...continua

    Mi sento molto in soggezione a commentare un classico come "La signora Dalloway", ma vorrei riuscire a scrivere due righe anche solo per cercare di esprimere la serie di emozioni contrastanti che Virginia Woolf è stata in grado di provocarmi. Non credo di dovermi soffermare sulla storia o raccontarvi chi è Clarissa Dalloway quindi inizio subito a dirvi la mia opinione.
    Il libro è il racconto di un mercoledì giugno del 1923 in cui vari personaggi si incontrano per le strade di Londra e ci portano a conoscere i loro pensieri, ma soprattutto la società che li circonda. I personaggi, i luoghi, e i temi affrontati sono interessanti e affascinanti anche e soprattutto grazie all'incredibile bravura della Woolf, tuttavia la grande pecca di questo libro, a mio avviso - e mi sento molto in difetto a trovare qualcosa che non va - è la confusione che caratterizza la narrazione. I personaggi si scontrano e portano avanti azioni e pensieri che più volte sono interrotti e ripresi, alternando l'azione di un personaggio con quella di un altro e così via. Capisco che sia stata una scelta volontaria, ma ho trovato molto difficoltosa la lettura tanto che più di una volta mi è capitato di tornare indietro per rileggere. Se avete già affrontato libri con questo tipo di narrazione vi dico già che amerete questo romanzo, ma nel caso "La signora Dalloway" è il vostro primo approccio vi avviso che potrebbe comportare una difficoltà. Ed è questa caratteristica che non mi è piaciuta nel libro, non tanto per la difficoltà, ma semplicemente non ho amato questo tipo di narrazione. Secondo e ultimo punto negativo è lo spazio dedicato a Clarissa, essendo la protagonista mi sarebbe piaciuto sapere molto di più di lei anche perché l'ho trovato un personaggio molto interessante, invece le viene dedicato un tempo al quanto ridotto per lasciare spazio ad altri personaggi, che in alcuni casi mi hanno affascinato ma in altri mi hanno lasciato piuttosto indifferente.
    Questa è in complesso la mia opinione, sono sicura che leggerò altri libri di Virginia Woolf dato che nonostante tutto ho amato il suo stile di scrittura che ho trovato oltremodo superbo.

    ha scritto il 

  • 3

    Stream of consciousness tra pettegolezzo e introspezione

    La traduzione di Alessandra Scalero del 1946, la prima in italiano, è visibilmente datata; l’editore Mondadori l’ha mantenuta nelle successive edizioni fino al 1989. Non ho letto l’originale in lingua ...continua

    La traduzione di Alessandra Scalero del 1946, la prima in italiano, è visibilmente datata; l’editore Mondadori l’ha mantenuta nelle successive edizioni fino al 1989. Non ho letto l’originale in lingua inglese, ma è difficile credere ad una Woolf che combatte per l’emancipazione femminile, che anima un circolo culturale ricco di personalità anticonformiste, per poi esprimersi, nelle proprie opere letterarie dal taglio sperimentale, con un linguaggio da educandato ottocentesco.
    E infatti, giusto per rimanere nell’ambito della prima pagina:
    Woolf scrive “girl”, Scalero traduce “fanciulla” (ma perché, nel 1946 non si diceva comunemente “ragazza”?)
    Woolf scrive “early morning”, Scalero traduce “di buon mattino” (e perché non “di primo mattino” o “di mattina presto”).
    Woolf scrive “the rooks rising, falling”, Scalero traduce “cornacchie che si libravano alte” (i due verbi usati dall’autrice sono i semplici “salire e “cadere”).
    E così via.
    Risultato: Clarissa Dalloway si presenta come una borghese (alto borghese nelle frequentazioni, piccolo borghese negli atteggiamenti e, grazie alla traduzione, nel linguaggio) annoiata e insicura, assorbita da un ruolo formale in ambiente tronfio, frivolo, autoreferenziale, dove l’interesse nei confronti dei problemi sociali è visto come un passatempo morale o un’occasione per mettersi in mostra. A che pro dunque un romanzo così ambientato? Un esercizio di stile? Un pettegolezzo d’avanguardia?
    Ma con la vicenda di Septimus il libro cambia gradualmente registro, si incontrano fini indagini psicologiche e asciutte considerazioni sul comportamento umano. Si incontra il destino di persone dotate, che una comune sventura (povertà, guerra, malattia mentale) ha perduto.
    Si incontra Virginia Woolf, una donna intelligente cresciuta nel benessere materiale e culturale ma nella discriminazione sessista, vittima non solo della malattia ma anche dei sistemi coercitivi di cura.
    Virginia è Clarissa, perché ama la vita; ma Virginia è anche Septimus, che la vita se la toglie, essendo condannato ad una vita impossibile da amare.

    ha scritto il 

  • 4

    No es la novela que más me ha gustado de Woolf, pero como todas está bellamente escrita, y nos ofrece un planteamiento novedoso incluso para hoy día: hay personajes que ni siquiera se llegan a conocer ...continua

    No es la novela que más me ha gustado de Woolf, pero como todas está bellamente escrita, y nos ofrece un planteamiento novedoso incluso para hoy día: hay personajes que ni siquiera se llegan a conocerse pero que influyen unos en otros. La frívola Mrs. Dalloway no sólo es criticable, también tiene virtudes. Cada personaje es un trozo de vida labrada en varias dimensiones. Nadie es plano y llano.
    En el fondo es la historia del reencuentro de tres amigos de la juventud, y descubrimos que aunque han envejecido no han cambiado tanto.
    Y en el trasfondo una sociedad victoriana después de la primera guerra mundial.

    ha scritto il 

  • 2

    l romanzo narra la giornata di Clarissa Dalloway e di altri personaggi di cui, a turno, conosciamo i pensieri e i ricordi.
    La Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per ...continua

    l romanzo narra la giornata di Clarissa Dalloway e di altri personaggi di cui, a turno, conosciamo i pensieri e i ricordi.
    La Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per descrivere lo scenario circostante.
    Raramente in vita mia ho tirato un sospiro di sollievo non appena terminata la lettura di un libro… beh questo è uno di quei casi. L’edizione che ho letto conta 159 pagine, ma io ne ho percepite 1590. Mi fa sorridere pensare che, al paragone con Mrs. Dalloway, Via col vento sia una lettura leggera. Eh no, a quanto pare io e lo stile di Virginia Woolf non siamo assolutamente compatibili.
    Voto: 3,5/10

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    ha scritto il 

  • 4

    Libro non facile, molto statico ma mai noioso. Narra della signora Dalloway, persona che ha sposato un politico di discreta caratura e di una sua giornata che trascorre organizzando un ricevimento nel ...continua

    Libro non facile, molto statico ma mai noioso. Narra della signora Dalloway, persona che ha sposato un politico di discreta caratura e di una sua giornata che trascorre organizzando un ricevimento nella sua dimora per la sera. Nell'arco della stessa diverse rimembranze e riflessioni sulla sua vita passata e presente. Poco succede di dinamico ma diversi i personaggi che appaiono, anche legati al passato. Una sua riflessione è dedicata ad una coppia vista in un parco, da lì si narra pure la paranoia di Septimus, l'uomo del parco, reduce di guerra e fortemente infelice. In comune con Clarissa lo psicologo Bradshaw, inviato alla serata e psicologo di Septimus. Due mondi agli antipodi, due vite diverse...che si incroceranno per un breve istante portando a Clarissa momenti di inquietudine. Sempre durnate la giornata possiamo leggere dell'incontro con la sua amica del cuore, vitale e anarchica e del suo spasimante di un passato, probabilmente, più felice della sua attuale vita (in campagna, con spensieratezza). Corposo romanzo denso di riflessioni e di sentimento. Consigliato a chi ama l'analisi dell'animo umano. Ottimo.

    ha scritto il 

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