La spada del destino

Di

Editore: Nord

4.0
(459)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 440 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8842916641 | Isbn-13: 9788842916642 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Raffaella Belletti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può sopraffare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un’orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio… Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l’unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore...
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  • 4

    Il destino del Witcher

    "Non ci riuscirai comunque! Cosa credi ? Non fuggirai! Sono il tuo destino, mi senti ?
    Non c'è il destino, il destino non esiste. L'unica cosa cui tutti sono destinati è la morte. E' la morte l'altra
    ...continua

    "Non ci riuscirai comunque! Cosa credi ? Non fuggirai! Sono il tuo destino, mi senti ?
    Non c'è il destino, il destino non esiste. L'unica cosa cui tutti sono destinati è la morte. E' la morte l'altra lama della spada a doppio taglio. Una sono io. E l'altra è la morte, che mi segue passo passo. Non posso, non mi è concesso mettere a repentaglio la tua vita, Ciri.
    "Sono il tuo destino!" gli giunse dalla cima dell'altura, più piano, in tono più disperato.
    Geralt sfiorò il cavallo con il tallone e avanzò, tuffandosi come in un abisso nel bosco nero, freddo e umido, nell'ombra propizia, familiare, che sembrava non avere fine.

    ha scritto il 

  • 3

    NI...

    3 stelle e mezzo
    Valutazione finale dovuta principalmente e due cose: la mia avversione per i racconti brevi e il fatto che alcuni racconti mi hanno annoiata.
    Allora, io NON amo i racconti brevi, o me ...continua

    3 stelle e mezzo
    Valutazione finale dovuta principalmente e due cose: la mia avversione per i racconti brevi e il fatto che alcuni racconti mi hanno annoiata.
    Allora, io NON amo i racconti brevi, o meglio, le raccolte di racconti brevi. Se leggo le novelle divise mi piacciono, se devo leggere un intero libro di novelle finisco matematicamente per non apprezzarlo del tutto… LO SO, è un disagio. Ma che ci posso fare? Io c’ho provato, ci provo sempre! Ma nada, pare non funzionare, almeno fino ad ora.
    Andrzej Sapkowski è un genio. Su questo non ci piove. Scrive divinamente, la sua narrazione è bellissima, coinvolgente, rude, tipicamente fantasy e io l’adoro! Ma… ma ho capito che Sapkowski non è un autore adatto all’estate. No. I suoi libri vanno lette in inverno. Forse sono io, forse sarà il periodo, forse l’autore ha voluto essere iperpreciso, fatto sta che non tutte le novelle mi hanno fatto impazzire. Tutte sono coinvolgenti su questo non ci piove, ma di queste poche sono veramente utili al fine della serie principale…
    Insomma si, invece di 400 pag ne sarebbero bastate anche 300 o 200, ho apprezzato quel tipo di racconti che preparavano il lettore al primo volume della serie madre, la bravura di Sapkowski fa si che queste novelle si differenzino dalle altre anche il lettore meno preparato riesce a riconoscerle dopo due righe!
    Non metto in dubbio che, comunque, questo libro sia utilissimo a preparare il lettore per lo sviluppo della storia futura… non appena mi sentirò pronta, inizierò la serie vera e propria!
    #NONVEDOL’ORA

    ha scritto il 

  • 4

    Continuo a sostenere il fatto che lo stile non è il massimo ma questa saga continua a piacermi un sacco (probabilmente il fatto che sia presissima dai videogiochi The Witcher influisce non poco). ...continua

    Continuo a sostenere il fatto che lo stile non è il massimo ma questa saga continua a piacermi un sacco (probabilmente il fatto che sia presissima dai videogiochi The Witcher influisce non poco).

    ha scritto il 

  • 5

    Non convenzionale

    Le storie di questo libro sono apparentemente tutte slegate tra di loro. Funzionano da sole, senza dover essere necessariamente ordinate in ordine cronologico e narrativo. E alla fine di tutto si ha u ...continua

    Le storie di questo libro sono apparentemente tutte slegate tra di loro. Funzionano da sole, senza dover essere necessariamente ordinate in ordine cronologico e narrativo. E alla fine di tutto si ha un quadro ben preciso. Non importa che la lingua delle driadi non sia pedissequamente tradotta. Non importa che alcuni (molti) passaggi tra un avvenimento e l'altro siano solo suggeriti e non detti esplicitamente. Anzi, il valore aggiunto di questo modo di raccontare è che il non detto porta la fantasia a spaziare ancora di più che davanti ad una descrizione esplicita di ogni dettaglio. Mi aveva già colpito il primo libro della saga. Anche se in "La spada del destino" c'è meno azione e più riflessione personale dei protagonisti, la storia mi ha appassionata e coinvolta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Mediocre - Per ragazzine da 15-18 anni

    Il lore dell ambientazione c'è ma in questo libro diversamente dal guardiano degli innocenti non si combatte, sulla esperienza del primo ritengo che questo libro sia solo dedicato a chi piace lunghi d ...continua

    Il lore dell ambientazione c'è ma in questo libro diversamente dal guardiano degli innocenti non si combatte, sulla esperienza del primo ritengo che questo libro sia solo dedicato a chi piace lunghi discorsi sentimentali che alla fine non fanno questo libro il personaggio che sembra quasi a disagio il personaggio stesso . Dedicato e consigliato come armony del the witcher , forse una delle sue sfere psycologiche se vogliamo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sinceramente non so se sia stata colpa del libro o, più probabilmente, del periodo in cui l'ho letto...fatto sta che ho arrancato tremendamente nella lettura, nonostante a conti fatti ora che sono riu ...continua

    Sinceramente non so se sia stata colpa del libro o, più probabilmente, del periodo in cui l'ho letto...fatto sta che ho arrancato tremendamente nella lettura, nonostante a conti fatti ora che sono riuscita a finirlo non l'ho trovato peggiore del primo, anzi, sempre ironico e interessante. Però averci messo così tanto me l'ha fatto pesare un tantino...credo proprio che la saga vera e propria la inizierò in un altro momento, o finirò a non leggere altro per tutto il 2016.

    ha scritto il 

  • 5

    A metà tra il prologo della storia principale e una raccolta di racconti ritornano le avventure di Gerald di Rivia, lo sterminatore di Blaviken. Se non avessi giocato al videogioco avrei avuto molte p ...continua

    A metà tra il prologo della storia principale e una raccolta di racconti ritornano le avventure di Gerald di Rivia, lo sterminatore di Blaviken. Se non avessi giocato al videogioco avrei avuto molte più perplessità poiché non tutto viene spiegato bene forse per via della mancanza di un vero e proprio libro introduttivo del mondo del romanzo ma in ogni caso sono riuscito ad apprezzarlo lo stesso e a trovarlo molto appassionante. 5 stelle anche a questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Cresce

    Bello. Si vede che l'autore è migliorato rispetto al primo, stilisticamente e come forza delle storie. Se la sua crescita è stata esponenziale direi che mi aspetta una bella avventura dietro a Geralt ...continua

    Bello. Si vede che l'autore è migliorato rispetto al primo, stilisticamente e come forza delle storie. Se la sua crescita è stata esponenziale direi che mi aspetta una bella avventura dietro a Geralt di Rivia.

    ha scritto il 

  • 4

    'Nella mia ballata la sirena si sacrifica per il principe, cambia la coda da pesce in due belle gambe ma a prezzo della perdita della voce. Il principe la tradisce, la abbandona e allora lei muore di ...continua

    'Nella mia ballata la sirena si sacrifica per il principe, cambia la coda da pesce in due belle gambe ma a prezzo della perdita della voce. Il principe la tradisce, la abbandona e allora lei muore di dolore e si trasforma in spuma del mare mentre i primi raggi di sole...'
    'Chi crederà mai a queste frottole?!'

    'La spada del destino' di Andrzej Sapkowski è il primo libro della saga di 'The Witcher' che leggo, ma conosco le storie dello strigo Geralt di Riva perché sono una grande fan dei videogiochi di The Witcher quindi il mondo in cui sono ambientate le storie di Geralt non mi è del tutto sconosciuto.
    Questo più precisamente è una raccolta di racconti, alcuni più interessanti di altri soprattutto visto che ce ne sono due incentrati principalmente sulla figura di Ciri cosa che mi ha reso molto felice. Ho trovato il libro piuttosto piacevole ed ho mantenuto le mie 'preferenze' nei personaggi che avevo quando giocavo ai giochi di The Witcher. Adoro Cirilla, anche se qui è ancora la piccola mocciosetta adorabile ed impertinente e non c'è mai un racconto che si focalizza su lei da adulta. Mi piace molto Yennefer, continuo a non capire l'odio per lei visto che onestamente per me fa tutto giusto (oltretutto amo Yen perché lei come me odia Ranuncolo).
    Geralt mi piace ma non mi piace il suo ragionare sempre e solo con quello che ha in mezzo alle gambe. Ama Yennefer ma sa che tra loro non può funzionare, e non solamente perché lei è una maga e lui uno strigo e non potranno quindi mai avere figli (per quanto la madre di Geralt fosse una maga anche lei è praticamente impossibile che Yennefer riesca ad avere figli, non solo con lui ma in generale con chiunque altro) ma perché Geralt tende a tradirla un giorno si e quello dopo pure. Pensa sempre a Yen in realtà: sta per morire? 'se sopravvivo andrò da Yennefer', deve baciare una? 'oh mia Yennefer!' ma io boh.
    Parliamo della storia della cantastorie Essi? è mai esistito un personaggio più insopportabile?
    Si innamora di Geralt a prima vista, lui ci prova con lei giusto perché ha voglia di farsi qualcuna e gli sembra che questa qui sia facile. Tipico comportamento di Geralt. Lei cosa fa? si innamora follemente, anche se quell'inutile di Ranuncolo gli ha già detto che lui ama un'altra e che le altre sono solo una botta e via finché lei non lo rivorrà con sé. La stupida cantastorie però è stupida ovviamente, deve essere una cosa legata alla professione visto che nemmeno Ranuncolo brilla in furbizia! Confessa il suo amore a Geralt che commenta pensando tra sé e sé che non gliene frega assolutamente niente, dicendo che ne é assolutamente impassibile ed anzi si infastidisce quando lei si mette a piangere dopo tutta la confessione a cui lui non può rispondere. Essi ovviamente lo sa, sa benissimo che Geralt ama Yennefer quindi inizia a progettare di ucciderla: 'e odio lei, la tua maga! le darei volentieri una coltellata perché la odio!' come se una mezza sola come Essi potesse anche solo avvicinarsi a Yen!
    Alla fine Geralt se la fa come al solito (definendo la cosa 'un piccolo sacrificio per farla contenta' ma ahaha Geralt che uomo compassionevole che sei!) e poi la abbandona per non vederla più. Essi infatti muore pure quattro anni dopo senza aver mai più rivisto Geralt. L'unica soddisfazione è stata che a Geralt di lei non fregava niente e lei lo sapeva, ma ha comunque voluto fare la gatta morta ed è rimasta scottata.
    Anche perché è impossibile non sapere che Geralt è come un marinaio ed ha una conquista in ogni città che va. Anche quando va dalle driadi, una se l'era già fatta ma dato che è morta trova Braenn come sostituta che fa la grande serial killer che odia gli umani però gli si struscia addosso come una gatta in calore.
    Ecco abbastanza irrealistico come è dipinto il protagonista visto che davvero ogni donna perde la testa per lui, anche se lui vedendosi si definisce 'davvero brutto'.

    In generale i racconti sono piacevoli, alcuni più di altri, ma in generale essendo molto staccati dalla trama principale dei libri non rendono giustizia alla saga

    ha scritto il 

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